Riproduzione autorizzata da The
Fatima Crusader n.54.
Le tre dimensioni del male
di Arcivescovo Milingo
novembre 22,1996
Originario dello Zambia e già arcivescovo
di Lusaka, il reverendissimo Emmanuel Milingo è il fondatore
di un ordine di suore, presente con diversi conventi nello Zambia
e a Roma. Attualmente egli opera all'interno del Vaticano come Delegato
speciale del Consiglio Pontificio per la Cura Pastorale dei Migranti
e degli Itineranti. L'arcivescovo Milingo ha inoltre scritto diversi
libri, tra cui Faccia a faccia con il diavolo e viaggia in tutto
il mondo per predicare e guarire. Da poco rientrato da un movimentato
tour di conferenze e già in procinto di ripartire da Roma
per intraprendere un nuovo viaggio nel corso del quale terrà
un numero ancora maggiore di conferenze, oggi ha voluto onorarci
qui con la sua presenza. Discorso dell'arcivescovo
Emmanuel Milingo.
Cari fratelli
e sorelle, Padre Gruner e organizzatori del convegno, è per
me un privilegio trovarmi questa mattina qui con voi per parlare del
bene e del male. Allo stesso tempo, tuttavia, non possiamo dimenticare
il ruolo svolto dalla Santissima Vergine Maria per aiutarci a superare
la grande inquietudine che oggi esiste sia all'interno sia all'esterno
della Chiesa.
Ho diviso il mio discorso in tre parti, rispettivamente
dedicate alla prima, alla seconda e alla terza dimensione del male
e in conclusione tornerò a parlare della natura dell'uomo che
è stato creato a immagine e somiglianza di Dio.
Il male esiste
Qui a Roma,
Padre Gabriel Armouth ha reso nota alla Chiesa italiana l'esistenza
del male. Nel corso di alcuni programmi di Radio Maria e in alcuni
articoli, ha insistentemente affermato che è importante nominare
degli esorcisti per aiutare le numerose persone disturbate, non necessariamente
a causa della possessione, ma anche a causa di altri tormenti.
Durante i
nostri viaggi di preghiera dedicati ai malati, ai posseduti e ai disturbati,
abbiamo potuto individuare in alcune persone questi diversi attacchi
del diavolo. Abbiamo scoperto che molti di loro sono già stati
consacrati al diavolo, a volte persino prima di nascere. Alcuni sono
stati battezzati nel nome del diavolo sin dal momento della loro nascita.
Altri sono stati consacrati, sacrificati e uccisi all'età di
tre anni. Le messe nere seguitano a essere celebrate e il genere di
cose a cui abbiamo accennato continuano ad accadere.
Leggendo la
storia della Chiesa, scopriamo che, tutte le volte che stava per fondare
il suo nuovo monastero, san Benedetto incontrava degli ostacoli. Fortunatamente,
grazie alla sua santità, riuscì a capire da dove sarebbero
giunti gli attacchi del diavolo e li fronteggiò con la preghiera,
la penitenza e il digiuno. Ma, nonostante la forza d'animo dimostrata
dai suoi monaci, il diavolo giunse a indurre alcuni dei discepoli
del santo a ucciderlo, mescolando del veleno al suo cibo. Ma, dal
momento che era molto vicino a Dio, san Benedetto riuscì ancora
una volta a sventare le sue trame.
C'è bisogno di esorcisti
Qui a Roma
Padre Armouth non ha esitato a ritornare sul tema dell'esorcismo,
per ricordare insistentemente ai vescovi di rispettare il loro imprescindibile
dovere di praticare personalmente l'esorcismo o di nominare degli
esorcisti, se non vogliono commettere un peccato mortale. Egli è
stato molto, molto coraggioso ad affermare tutto ciò.
E perché,
vi chiederete, commetterebbero un peccato mortale? Non si può
ignorare il Vangelo, in cui troviamo tre importanti elementi: predicare
il Vangelo, scacciare i demoni e guarire gli ammalati. Nei Vangeli,
il Signore fa più volte riferimento all'autorità conferita
alla Chiesa sul diavolo e al suo potere di curare le malattie, ma
la Chiesa ha intenzionalmente, intenzionalmente, trascurato
questi doni.
All'inizio
del nono capitolo del Vangelo secondo Luca, si parla della missione
dei dodici apostoli, “Egli allora chiamò a sé i Dodici
e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare
le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire
gli infermi. Disse loro. Non prendete nulla per il viaggio, né
bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né
due tuniche per ciascuno. Allora essi partirono e passavano di villaggio
in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni
.”
Scorrendo
il decimo capitolo del Vangelo secondo Matteo, ritroviamo l'indicazione
di questo potere, anche se presentata in un altro modo. Anche qui
si parla della missione dei Dodici. San Matteo scrive: “Chiamati a
sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli
spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e di infermità.”
Sono queste parti del Vangelo che sono state ignorate all'interno
della Chiesa e di cui non si vuole tenere conto.
Si pensa che
coloro che sono impegnati nel ministero di curare e di praticare l'esorcismo,
siano individui che hanno assunto questo compito di propria iniziativa.
Si pensa che la nostra attività sia motivata dalla ricerca
del prestigio personale e della pubblicità.
Ora, parlando
delle tre dimensioni del male, possiamo dire che l'esorcismo potrebbe
essere considerato uno strumento meno importante di altri per combattere
il diavolo, dal momento che la terza dimensione è un approccio
al male che non si manifesta necessariamente attraverso la possessione.
Nelle vostre associazioni potrebbero operare individui che appartengono
alla terza dimensione del male. Possono trovarsi tra voi e assistere
alle vostre cerimonie, alle vostre omelie, senza reagire, e più
avanti spiegherò perché non reagiscono.
La prima dimensione del male
La prima dimensione
è rappresentata da noi stessi; siamo tutti vittime del peccato
originale e, in quanto tali, siamo interiormente divisi, come spiega
il settimo capitolo della Lettera ai Romani, in cui san Paolo ci parla
del conflitto interiore, affermando che la legge è spirituale,
ma noi siamo di carne. Siamo stati venduti come schiavi al peccato,
non riusciamo a capire ciò che facciamo, a realizzare ciò
che vogliamo. Spesso ci troviamo a fare proprio ciò che più
detestiamo.
Questa scissione
interiore è innata in noi; è per questo che Davide afferma
molto chiaramente nel Cinquantesimo Salmo di essere stato
generato da sua madre nel peccato. Non si scusa per i suoi peccati,
ma poi ricorda di desiderare che il Signore mitighi la sua punizione,
affermando “Cosa posso farci, sono nato nel peccato.” Ma poi chiede
di nuovo a Dio di rinnovare il suo spirito.
Ora, tutti
noi ci troviamo in questo stadio che è la prima dimensione
del male. L'umanità appartiene a questa dimensione, in cui
dobbiamo incessantemente lottare per il bene. Ma, allo stesso tempo,
dobbiamo ricordare, come rammenta san Giacomo nelle Sacre Scritture,
che a indurci in tentazione non è Dio, bensì la concupiscenza
che è in noi. Possiamo scoprire questo dualismo tra bene e
male in noi stessi. Ma la santità ci induce a scegliere una
sola via; se siamo tiepidi, il Signore non ci accetterà. Dobbiamo
scegliere. Dobbiamo essere forti.
Noi che abbiamo
ricevuto il Battesimo, abbiamo rinunciato a satana, alle sue opere
e alle sue seduzioni e dobbiamo rispettare questa scelta. Anche se
dentro di noi seguita a svolgersi questo conflitto, dobbiamo perseverare.
Ascoltate le parole di San Giacomo, che ha descritto tutto ciò
molto efficacemente. Egli ci offre l'opportunità di dire che
non dobbiamo disperare, ma perseverare.
Giacomo (1:13)
infatti afferma: “Nessuno quando è tentato dica ‘Sono tentato
da Dio’; perché Dio non può essere tentato dal
male e non tenta nessuno al male. Ciascuno piuttosto è tentato
dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce; poi la concupiscenza
concepisce e genera il peccato, e il peccato quand'è consumato,
produce la morte.”
Non dobbiamo
dire che siamo deboli proprio perché siamo nati — dal momento
che siamo nati nel peccato originale — e che quindi il peccato è
in noi, ma dobbiamo chiaramente affermare di essere già morti
attraverso il Battesimo. Abbiamo rinunciato a satana e a tutte le
sue opere e seduzioni. La nostra perseveranza è quindi molto
importante, è grazie a quest'ultima che i santi divengono santi.
Così san Giacomo dice: “non andate fuori strada, fratelli miei
carissimi: ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall'alto
e discendono dal Padre della luce, nel quale non c'è variazione
né ombra di cambiamento.”
Di Sua volontà
Egli ci ha generati con una parola di verità, perché
fossimo come una primizia delle sue creature. Noi conosciamo la prima
dimensione, noi tutti vi apparteniamo. Soffriamo per questa scissione
e dobbiamo lottare per giungere alla vittoria finale che ci consentirà,
come spiega con grande chiarezza san Paolo nella Lettera ai Galati,
di appartenere interamente a Dio, di costituire un solo essere con
Dio.
La seconda dimensione del male
Che cos'è
la seconda dimensione del male? Strano a dirsi, cari fratelli e sorelle,
vi sono persone che hanno scelto di dedicare la propria vita interamente
al male. Qui in Italia opera un gruppo di persone, a cui si attribuisce
il nome di “Criminali sadici.” È un'associazione di criminali
sadici che vivono per fare il male, nient'altro che il male. Non vi
è niente in loro che tenda al bene. E questo non è il
solo gruppo del genere. Vi sono, ad esempio, i luciferiani, che non
mostrano nessuna propensione al bene, nessun'aspirazione all'amore
— niente di tutto questo! Vi sono alcune differenze tra i luciferiani
e i satanisti; nelle schiere dei demoni, infatti, così come
in quelle degli angeli, esiste una precisa gerarchia e anche tra i
demoni, lucifero conserva una posizione di primo piano. Tutti gli
altri possono essere definiti satanisti. Lucifero li accetta, ma non
tollera che queste persone malvagie vengano poste sullo stesso piano
dei luciferiani. Egli dice che i luciferiani sono più potenti
dei satanisti; i seguaci di Lucifero sono il gruppo dirigente del
regno delle chiese di satana. Così esiste una categoria di
esseri umani … quando parliamo di luciferiani non ci riferiamo solo
al più alto angelo caduto, ma anche alle persone che adorano
il diavolo e che durante le loro riunioni certamente non parlano del
bene e della carità. Non li accettano. Quando si riuniscono,
provano piacere ad annientare completamente l'esistenza dei Dieci
Comandamenti. E il loro più importante principio è “Fa
ciò che vuoi.”
Qui troviamo,
al livello inferiore, alcuni maghi che mettono in opera tattiche di
manipolazione. La seconda categoria, invece, è formata da coloro
che hanno scelto di vivere solo per il male e comprende associazioni
di satanisti, di criminali di sadici, i satanisti luciferiani, i bambini
di satana e molti altri. Se in passato sono stati cristiani rifiuteranno
di recitare il “Padre Nostro”. Non pronunceranno mai la frase “Non
ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male”, perché è
la loro natura che opera il male.
La terza dimensione del male
Ora, la terza
dimensione è quella più pericolosa. È insidiosa
e veramente terribile. Pensate, combatto il male da ventiquattro anni,
e sono giunto a individuarla solo nel 1996. Quando ho scoperto la
terza dimensione del male non potevo capacitarmene. La terza dimensione
comprende tutti coloro che seguono le istruzioni delle sette sataniche.
La persona di cui parlo, il fondatore, Anthony Levi, opera negli Stati
Uniti. In America credono che sia un nuovo messia. Ecco come è
la Chiesa americana. Signore mio! Oh! Potreste credere che sia un
folle, ma Anthony Levi non è affatto un folle. La sua chiesa
è presente a Los Angeles, Torino, Bassano, Roma e in un'altra
città di cui non ricordo il nome. Il 31 ottobre, alla vigilia
di Ognissanti, ha inaugurato una nuova sede ad Asmara, in Africa,
dove questa festività viene ancora celebrata con danze del
fuoco in cui ancora oggi alcuni rimangono bruciati. Molti sono stati
sacrificati. Ora, Levi ha nominato una specie di capo, un personaggio
non diverso da lui, destinato a guidare la sua chiesa satanica in
questo paese. Così oggi hanno raggiunto l'Africa e domani vorranno
essere presenti in tutto il mondo.
Ora, questa
“congregazione” impone delle regole ai suoi membri. Questi ultimi
divengono prima aspiranti, poi catecumeni e infine vengono battezzati.
Quando giunge il momento del battesimo, essi imitano i cristiani,
facendo, tuttavia, l'esatto contrario. Se noi affermiamo di rinunciare
a satana, essi dicono di rinunciare a Dio. Rinunciano a Dio, a Gesù
e alla Santissima Trinità. Rinunciano alla Comunione dei Santi
e alla Santissima Vergine Maria. Rinunciano a tutto. Quindi vengono
battezzati nel nome di satana, attraverso uno scambio di sangue. Estraggono
del sangue da una vena dell'adepto e lo mescolano con quello di feti
abortiti o persino di qualcos'altro. Il “sacerdote” che celebra il
rito mescola il sangue e l'adepto lo deve bere. Con questo particolare
rituale, quest'ultimo viene privato del suo nome cristiano che viene
sostituito da un nuovo nome. Quindi, introducono qualcosa nel corpo
del satanista per annientare i suoi sentimenti, i suoi affetti, in
breve, tutto. A partire da questo momento, il regno di satana si instaura
stabilmente negli adepti. Sacrificando così crudelmente degli
esseri umani, queste persone dimostrano di essere del tutto prive
di umanità.
A questo punto
gli adepti si trasformano completamente. Si giunge a questo stadio
dopo aver abiurato in generale e nei dettagli alla propria religione,
dopo essere stati battezzati nel nome di lucifero e aver assunto un
altro nome.
Completamente posseduti
Gli adepti
vengono così invasi e si trasformano completamente. Si trasformano
e cambiano completamente. Sono completamente posseduti. I seguaci
di lucifero hanno quindi un loro rito di iniziazione, proprio come
noi abbiamo un rito di iniziazione chiamato battesimo. Per noi poi
c'è la Cresima. Con questo Sacramento, lo Spirito Santo ci
spinge a condurre una vita pubblica con potere e forza. Anche i satanisti,
a partire da questo momento, fanno la stessa cosa. Chi è stato
“iniziato satanicamente” con questo rito diviene interamente demonico.
Quali privilegi
acquistano queste persone? Divengono più forti, possono riuscire
a essere presenti in due luoghi nello stesso momento, possono parlare
agli altri attraverso delle voci. Possono nuocere e distruggere qualcuno
senza essere visti. Riescono a minacciare gli altri attraverso le
voci. Se vengono a sapere che uno di loro vuole abbandonarli, possono
seguirlo, anche a distanza. Possono colpirvi anche a distanza.
Ora, mi spiace
doverlo dire, ma la Chiesa appartiene alla terza dimensione. Mi spiace
davvero. Anch'io non potevo crederlo e persino oggi fatico a crederlo.
La mia unica consolazione è che Giuda Iscariota era uno di
loro. Benché avesse trascorso tre anni accanto a Gesù,
non cambiò. Così ho capito che la terza dimensione del
male esisteva anche a quei tempi, dal momento che nulla, nulla, poté
cambiare il cuore di Giuda Iscariota, nonostante tutto quello che
Gesù fece.
Nelle alte sfere della nostra Chiesa
Quando ho
scoperto che la nostra Chiesa faceva parte della terza dimensione,
ho sentito una stretta al cuore, mi sono sentito morire. Potete immaginare
cosa ho provato nel vedere i nomi di esseri umani così nobili,
delle più alte autorità che si conoscano. Ma, vi chiederete,
di cosa vanno in cerca? Occupano posizioni di primo piano nella Chiesa,
ma di cosa vanno in cerca, perché prendono parte a una cosa
del genere? Sanno che ciò è completamente distruttivo,
che è contro l'umanità, mentre si diviene sacerdoti,
vescovi e cardinali perché si è in grado di salvare
delle anime. Perché dunque prendere parte a una cosa del genere?
Potrete
osservare le loro tattiche, ascolterete ciò che
vi diranno. Vi diranno — “Oh no! Sono congetture di Milingo.” Vi diranno
… Sì, sì; vi diranno “Ah, no; è una
persona strana”, “Non credetegli.” Ma io vi dico, tra non molto vedrete.
Capirete grazie a ciò che mi accadrà — da quei segni
capirete che ciò che dico è la verità.
Le autorità ecclesiastiche proteggono
il diavolo dagli esorcisti
E uno di quei
segni è che a Milingo non è consentito operare esorcismi
nella diocesi di Roma. Non può e si dice che non dovrebbe operare
esorcismi né qui né là. Se c'è qualcosa
che non tollerano è che qualcuno si dedichi all'esorcismo.
Nella Chiesa
cattolica il diavolo è protetto come un animale in via di estinzione
che gode della protezione del Governo; è stato rinchiuso in
una riserva in cui nessuno, e soprattutto il cacciatore, può
tentare di catturarlo e ucciderlo. Certe autorità ecclesiastiche
oggi proteggono il diavolo dal cacciatore di demoni ufficiale della
Chiesa, l'esorcista, tanto che oggi agli esorcisti non è consentito
attaccarlo. Il diavolo è così protetto che si proibisce
al cacciatore, all'esorcista di compiere il suo lavoro. Nella Chiesa
cattolica si dice al cacciatore di non disturbare il diavolo. Ciò
è molto triste, fratelli; davvero da non credersi!
Il rispetto
per satana ha avuto inizio con il rituale. Oggi chi riceve il Battesimo
deve restare in silenzio, non deve più dire “Vattene satana”,
non deve più pronunciare questa frase. Bisogna dar prova di
delicatezza quando si riceve il Battesimo. Non bisogna rovinare una
formula così bella parlando troppo del diavolo. Bisogna essere
educati.
Così,
sembra che nella terza dimensione il diavolo, in quanto tale, abbia
il suo gruppo di riferimento, i suoi ministri. Abbiamo saputo i loro
nomi. Ma non li menzioniamo a causa di ciò che stiamo facendo,
perché ci scontriamo con gli spiriti del male nelle regioni
celesti. Così, per quanto ci riguarda, non è necessario
combatterli rendendo noti i loro nomi. Anche se lo facessimo, non
otterremo alcun risultato. Dobbiamo aspettare, seguitando, tuttavia,
a combatterli con le nostre preghiere e con altre armi spirituali.
Come san Paolo afferma nel sesto capitolo della Lettera agli Efesini,
possiamo riuscire a colpirli.
Tuttavia,
essi sono molto potenti, tanto che possono far cadere le persone in
trance. Possono applicare una maledizione alla vostra porta
per farvi uscire e spingervi all'interno di un'automobile, mentre
voi, in trance, non riuscite a capire chi è alla guida.
Vi conducono in qualche luogo, fanno ciò che vogliono di voi
e poi vi riportano a casa. Solo allora, dopo qualche tempo, vi risvegliate
e vi domandate cosa è accaduto. Sono giunti a questo punto.
Benché invasa dalla massoneria, la
Chiesa non è finita
Ho profondamente
riflettuto e devo avvertirvi: benché tutta l'amministrazione
della Chiesa stia entrando a far parte della massoneria e sia consapevole
dell'esistenza della terza dimensione, attraverso la quale può
ottenere un grande potere, non bisogna commettere l'errore di credere
che la Chiesa sia finita. Ciò è completamente falso.
Anche se tutta l'amministrazione della Chiesa entrasse
a far parte della massoneria — e in gran parte vi è già
entrata — giungendo a identificarsi con la terza dimensione
del male, non bisognerebbe pensare che la Chiesa è finita.
Sarebbe un errore che vi porterebbe a fare il loro gioco.
Dio li sconfiggerà
Quanto a me,
dico che coloro che servono satana all'interno della Chiesa cattolica
periranno con lui. Su questo punto, non vi è alcun dubbio.
Siamo circondati e guidati da persone squisite per le loro qualità
umane e naturali. Siamo guidati e sviati dalle persone più
straordinarie e colte della Chiesa cattolica. Ogni sacerdote è
un intellettuale. Malgrado la sua santità, John Vianney, non
era noto per le sue doti intellettuali. Molti sacerdoti cattolici,
invece, sono degli intellettuali. È per questo che molti di
loro entrano a far parte della massoneria, perché si rifiutano
di riconoscere l'esistenza del diavolo. Non possono perché
sono degli intellettuali. Tutto il mondo ammira la Chiesa cattolica
per le persone estremamente squisite e colte da cui è guidata
e per la sua straordinaria organizzazione. Siamo noi, la Chiesa cattolica,
e siamo guidati da intellettuali. Tuttavia, dobbiamo rammentare ciò
che si dice nelle Sacre Scritture e, in particolare, nel Libro di
Siracide (19:21) “Meglio uno di scarsa intelligenza ma timorato,
che uno molto intelligente ma trasgressore della legge.”
La terza dimensione del bene trionferà
Ora, vorrei
potermi soffermare più a lungo su questo punto, per dirvi che
sono proprio questi i segni dei tempi. Vi dico che, anche quando la
maggior parte dei dirigenti della Chiesa cattolica entrerà
a far parte della massoneria e molti di loro inizieranno a parteggiare
per la propria distruzione divenendo parte della terza dimensione,
non bisognerà credere che la Chiesa sia finita.
Ora, dobbiamo
prendere in considerazione la terza dimensione del bene. Ciò
è molto importante. La terza dimensione del bene si ha quando
si combina insieme ciò che Dio ha fatto per elevarci. Siamo
stati creati a immagine e somiglianza di Dio. Egli ha infuso in noi
la Sua immagine, che conosciamo, per darci la vita; è per questo
che esistiamo. Ma non è sufficiente dire che abbiamo avuto
origine da Dio. Egli ha fatto molto di più. Ci ha creati a
sua somiglianza, e ciò significa che siamo in comunione con
Lui in tutto ciò che intraprendiamo, che facciamo la sua Volontà
e che, allo stesso tempo, siamo investiti da quella che viene definita
la Grazia di Dio. Questo è molto, molto importante.
Ora la somiglianza
con Dio ci conduce a vivere in armonia, in comunione con Lui, a fare
la sua Volontà e a tendere incessantemente alla perfezione;
come dice Gesù, bisogna essere perfetti come il nostro Padre
che è nei cieli.
Ora, vi chiederete,
perché Gesù ha detto questo? Forse si è preso
gioco di noi? No, non si è preso gioco di noi. Egli ha messo
tutto a nostra disposizione. Non solo è morto per noi, ma ha
ottenuto per noi ogni grazia che possa farci progredire e riuscire
a rientrare in possesso di ciò che Adamo ed Eva hanno perduto.
Questi ultimi
hanno peccato perché credevano che il peccato mortale non li
avrebbe condotti alla morte. Dio aveva detto loro che sarebbero morti
se avessero peccato e quando peccarono si ritrovarono nudi. Perché
erano nudi? Perché tra loro e il Creatore non vi era più
alcuna unità. Tutti sappiamo queste cose.
Date alla
luce un bambino, ma non è colpa vostra se in seguito quest'ultimo
diviene un “drogato.” Voi non siete mai stati schiavi della droga
o dell'alcol.
Non tutto
quello che accade ai figli è necessariamente riconducibile
ai genitori. Non tutto ha origine dai genitori. Assolutamente no.
Sono le circostanze in cui le persone crescono, il modo in cui sviluppano
la loro volontà e il genere di scelte che operano che lentamente
possono condurle ad allontanarsi dagli ideali dei loro genitori.
Così
Dio nel crearci ha voluto renderci simili a lui e ci ha indicato la
strada da seguire, dandoci i Dieci Comandamenti e l'amore di Gesù.
Ama Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.
Ama il tuo prossimo come te stesso. Conformandosi a questi principi,
si rispettano tutte le leggi. Se si traducono in pratica questi principi
si dimostra veramente la somiglianza con Dio, l'armonia e la comunione
con Dio.
La prima dimensione del bene
Quando si
parla della terza dimensione del bene? Sappiamo che la prima dimensione
interviene quando riceviamo il Battesimo, quando veniamo di nuovo
accettati nella famiglia di Dio e quando, con la Cresima e gli altri
Sacramenti, accettiamo volontariamente di vivere esclusivamente per
Dio. Stiamo parlando anche della consacrazione delle nostre vite.
Abbiamo operato una precisa scelta, quando siamo stati unti con l'olio
durante il Battesimo e la Cresima, siamo stati consacrati a Dio. È
per questa ragione che diciamo di essere nati per la prima volta spiritualmente
nell'acqua e nello Spirito Santo. È questa la prima dimensione
spirituale.
La seconda e la terza dimensione del bene
La seconda
dimensione spirituale è rappresentata da questa precisa scelta.
Nel passato durante la Cresima, il cresimando veniva leggermente schiaffeggiato
sulla guancia, affinché ricordasse di agire come un soldato
di Cristo, di essere divenuto a sua volta, a partire da quel momento,
un testimone di Cristo. Con la Cresima si viene confermati come cristiani,
come dice san Paolo: “Dovrete splendere come le stelle che illuminano
i cieli.” Anche voi dovete splendere affinché gli altri dicano
che appartenete veramente a Dio. Così, anche noi abbiamo la
seconda dimensione, ma, nel nostro caso, si tratta della seconda dimensione
del bene.
Passando alla
terza dimensione del bene, che è molto elevata, scopriamo di
poterla scorgere nelle vite dei santi. I Padri della Chiesa cattolica
d'Oriente, rivolgendosi alla Santissima Vergine Maria, La chiamano
“Colei che più assomiglia all'Altissimo.” La Santissima Vergine
Maria è Colei che è piena di grazia, e, dal momento
che è piena di grazia, Ella è interamente nelle mani
del Signore.
Interamente;
la Sua volontà, infatti, è così unita a quella
di Dio che quando Dio volge il suo sguardo alla Santissima Vergine
Maria, si compiace perché vede realizzati e compiuti tutti
i Suoi desideri e tutte le Sue idee di umanità, così
come si aspettava da Lei. Anche noi cristiani, dovremmo fare lo stesso,
impegnandoci a realizzare le Sue aspettative.
Ella, tuttavia,
come sapete, nacque Immacolata. Così, nel nostro caso, stiamo
cominciando da qualche parte. Tuttavia, nulla ci impedisce di riuscire,
dal momento che, come madre, Ella si compiace nel vedere che il suo
esempio viene imitato. Dobbiamo capire che Ella è la fonte,
quella somiglianza, colei che vi corrisponde interamente e che, con
il Suo aiuto, anche noi possiamo riuscire, anche noi possiamo giungere
alla terza dimensione della santità.
Esempi dalle vite dei Santi
Santa Caterina
de' Ricci visse a Firenze. Nella Bolla papale destinata alla sua canonizzazione,
il Papa Benedetto XIV, affermò che non si poteva ignorare il
fatto che in santa Caterina de' Ricci vi era qualcosa di veramente
speciale, dal momento che era giunta a uno stadio in cui non solo
riusciva a imitare Dio nella condotta, nel comportamento e nelle maniere,
ma suscitava il compiacimento di Gesù perché aveva il
suo stesso volto.
Nel volto
di santa Caterina de' Ricci di Firenze che pregava in estasi, la gente
vedeva i tratti di Gesù. E Benedetto XIV rimase così
impressionato da questo fenomeno che nell'atto di canonizzazione non
poté fare a meno di precisare che in lei c'era
qualcosa di meraviglioso. Anche gli esseri umani, quindi, possono
aspirare a raggiungere il più alto grado di santità
in modo da poter rispondere veramente alla chiamata di Dio, unendo
completamente la propria volontà alla Sua e facendo tutto ciò
che Egli desidera.
E, naturalmente,
il migliore esempio è proprio quello della Vergine Maria. Siamo
così felici di avere al nostro fianco la Santissima Vergine
Maria. Ma abbiamo anche gli altri santi. Sant'Antonio Abate d'Egitto
lesse nel Vangelo la frase “Vai e vendi tutto ciò che hai,
dona il ricavato ai poveri, vieni e seguimi.” I genitori di sant'Antonio
avevano lasciato a lui e a sua sorella un'eredità. Così
egli disse a sua sorella: “Ascolta, ho letto il Vangelo e voglio seguire
Gesù; voglio vendere tutto; dividiamoci quindi il patrimonio.”
La sorella
prese ciò che le spettava e lo stesso fece sant'Antonio. Quindi
vendette le sue cose, donò il ricavato ai poveri e si recò
nel deserto, dove visse per ottanta anni. Di questi, venti li trascorse
in una grotta sotterranea, dove sopravvisse grazie a una fonte d'acqua
e alla popolazione egiziana che gli portava ogni sei mesi un tipo
di pane che poteva essere conservato per un anno.
Un giorno
il popolo si ribellò perché voleva sapere se era ancora
vivo, che era stato di lui. Lo costrinsero così a uscire dalla
grotta. Nel vederlo, la gente rimase stupefatta: dopo venti anni passati
sottoterra, egli non era affatto invecchiato. Sembrava che per lui
il tempo non fosse trascorso. Il suo corpo non era meno giovanile
di prima. Come è possibile? Aveva vissuto venti anni sottoterra
e non era invecchiato. Perché? Perché il suo spirito
era così elevato che anche il corpo assunse ben presto le proprietà
dell'anima, e l'anima, insieme al corpo, per qualche tempo, non aveva
subito nessun patimento o decadimento.
Gioite! Dio è più potente del
diavolo
È vero,
ma perché, cari fratelli e sorelle, in questa particolare epoca
crediamo che il diavolo sia più potente di Dio? Ovunque molte
persone gemono. Soffrono a causa della terza dimensione del male e
iniziano a rivolgersi contro Dio con disperazione e ricorrono al suicidio.
Ma perché? Perché i cristiani hanno dimenticato l'esortazione
alla perfezione di Gesù “Siate perfetti come il vostro Padre
che è nei cieli.”
E Gesù
dice ora … che non seguiteremo a prenderci gioco di Dio come siamo
soliti fare, che è giunto il tempo della misericordia, ma che
presto giungerà quello della giustizia; che siamo responsabili
perché Egli ci ha inviato Sua Madre per avvertirci, per parlarci,
mentre noi trascuriamo tutto ciò, rifiutandoci di prendere
sul serio il messaggio della Santissima Vergine Maria.
Così,
miei cari fratelli e sorelle, penso di avervi dato abbastanza argomenti
a cui pensare. Ringrazio Padre Gruner e voi tutti.