Risposta formale al comunicato emanato
il 6 luglio 2000 da Sua Eccellenza
Antonio Franco, Nunzio nelle Filippine
Nel rispondere
al comunicato emesso in questa data dal Nunzio (“comunicato del 6
luglio”), la nostra organizzazione intende segnalare le seguenti asserzioni
false e diffamatorie su Padre Nicholas Gruner e/o questa organizzazione
e chiedere quindi la loro ritrattazione.
Tuttavia,
non vi è alcuna traccia di questi “documenti falsificati della
Segreteria di Stato”. Questa asserzione è una semplice invenzione
e un'evidente menzogna, dal momento che tali documenti non esistono.
Se esistessero, infatti, a Padre Gruner sarebbe stato ordinato di
cessare di usarli undici anni fa, quando, secondo il Nunzio, essi
fecero la loro prima comparsa. Ma a Padre Gruner non è stata
mai notificata l'esistenza di nessun “documento falsificato della
Segreteria di Stato”, semplicemente perché tali documenti
non esistono.
Chiediamo
quindi al Nunzio di esibire le copie di questi documenti “falsificati”
della Segreteria di Stato o di ritrattare immediatamente le sue affermazioni.
-
Nel comunicato del 6 luglio si presuppone
falsamente in diversi punti che Padre Gruner e
la nostra organizzazione siano privi dell'“approvazione ecclesiastica”
necessaria per “organizzare le sue [di Padre Gruner] conferenze” tenute in diversi paesi davanti a un pubblico di vescovi, sacerdoti
e laici per diffondere il Messaggio di Fatima.
Il Nunzio
sa perfettamente che questa implicita accusa è falsa.
Secondo il Codice di Diritto Canonico promulgato nel 1983 da Sua Santità
Giovanni Paolo II (così come in base al diritto naturale) non
è assolutamente necessaria nessuna “approvazione ecclesiastica”
per tenere conferenze su Fatima o su qualsiasi altro tema che riguardi
i cattolici.
Neppure la
partecipazione personale di Padre Gruner a queste conferenze o alle
attività di questa organizzazione nel loro insieme necessitava
di un'“approvazione ecclesiastica” (vedi cc. 208-228 e, in particolare,
cc.212, 215, 278, 299). In effetti, (e la Congregazione per il Clero
è al corrente di questa circostanza), in occasione della
nomina di Padre Gruner nel Consiglio direttivo di questa organizzazione,
il Santo Padre ha inviato a quest'ultimo, attraverso il suo segretario
personale, un messaggio di congratulazioni (vedi allegato).
Oggi, all'interno
della Chiesa operano migliaia di associazioni private formate da sacerdoti
o da laici che si organizzano e svolgono le loro attività senza
nessun tipo di “approvazione ecclesiastica” e in perfetta conformità
con le leggi della Chiesa e tra queste c'è anche la nostra
organizzazione. Il Nunzio è al corrente di questa situazione.
Le sua accusa implicita è quindi falsa, fuorviante e diffamatoria.
In questo
brano il Nunzio si richiama a una circolare inviata nel 1996 ai vescovi
dal Cardinale Gantin. Ma l'unica lettera di questo genere del Cardinale
Gantin di cui è in possesso la nostra organizzazione non fa
alcun riferimento alla sua “dubbia ortodossia” e il Nunzio non ha
esibito nessuna prova di questa “dubbia ortodossia” nel suo comunicato
del 6 luglio. In effetti, in questa lettera, il Cardinale Gantin lascia
intendere che le attività della nostra organizzazione non gode
dell'“approvazione ecclesiastica” che, tuttavia, non è affatto
necessaria.
Nel marzo
del 1997, la nostra organizzazione ha risposto alla circolare del
Cardinale Gantin con una raccomandata, in cui si dimostrava a Sua
Eminenza che la sua implicita accusa di scorrettezza canonica era
falsa e gli si ponevano alcune domande. Il Cardinale Gantin, tuttavia,
non ha mai risposto a questa lettera raccomandata — neppure in seguito
alla pubblicazione della nostra risposta nel libro “Il sacerdote di
Fatima” di cui, negli ultimi tre anni, sono state stampate 90.000
copie.
Inoltre, bisognerebbe
notare che nel dicembre del 1998, Padre Gruner ha scritto alla Congregazione
per il Clero e alla Segnatura Apostolica richiedendo le copie di diverse
altre “circolari” che riguardavano lui e la sua organizzazione, la
cui esistenza era stata svelata (1998) dal Promotore di giustizia
nel corso dei suoi ricorsi canonici. Ma, fino a oggi, queste lettere
accusatorie (fatte circolare per molti anni alle spalle di Padre Gruner
da diversi nunzi senza che quest'ultimo fosse a conoscenza del loro
contenuto e della loro stessa circolazione) non sono state recapitate
a Padre Gruner. Sembra che la Congregazione e i nunzi abbiano orchestrato
una campagna più o meno costante che prevede l'uso delle “circolari”
per diffondere notizie false su Padre Gruner e distruggere così
il suo buon nome e la reputazione della nostra organizzazione.
L'accusa
di “dubbia ortodossia” è completamente falsa. Nel corso
della storia della nostra organizzazione, nessuna autorità
ecclesiastica competente ha mai accusato Padre Gruner o l'organizzazione
stessa di “dubbia ortodossia” in nessuna questione di Fede o di morale.
Chiediamo
quindi che il Nunzio esibisca le prove su cui si basa l'accusa di
“dubbia ortodossia”, relativamente al 1996 o a qualsiasi altro periodo,
o ritratti immediatamente le sue affermazioni.
Si tratta
di un'altra evidente menzogna. La “Santa Sede” non ha emanato
nessuna “direttiva” in cui si chiede a Padre Gruner di compiere
una qualsiasi azione, né nel 1996, né in qualsiasi altro
periodo. Padre Gruner non ha “trasgredito” nessun ordine della “Santa
Sede”, anche se ha tentato di opporsi agli abusi di autorità
di certi personaggi che occupano posizioni di rilievo nella Chiesa
attraverso legittime procedure canoniche. Ma, non si può accusare
di “trasgressione” o di “disobbedienza” un sacerdote che si è
limitato a ricorrere in giudizio secondo le norme del Codice di Diritto
Canonico contro ordini ingiusti e altri abusi di potere.
In effetti,
nel corso del 1996, Padre Gruner non ha “trasgredito” nessun ordine
della “Santa Sede”, ma ha presentato un legittimo ricorso canonico
contro l'ordine del vescovo di Avellino che gli ingiungeva di ritornare
nella Diocesi di questa città, dopo un'assenza autorizzata
di 18 anni. Questo ordine ha dato origine a un complesso processo
canonico ancora in discussione presso la Segnatura Apostolica.
È
un'altra evidente menzogna. Nell'ordine del 16 maggio 1996, il
vescovo di Avellino ha semplicemente minacciato di ricorrere
alla sospensione nel caso in cui Padre Gruner non fosse ritornato
nei successivi 29 giorni nella Diocesi di Avellino, dopo un'assenza
autorizzata di 18 anni. I ricorsi canonici presentati da Padre Gruner
contro questo ordine sono ancora pendenti dinanzi alla Segnatura
apostolica, in virtù di una richiesta di restitutio
o dichiarazione di nullità, in merito alla quale la Segnatura
a questa data (24 luglio 2000) non si è ancora pronunciata.
Questi ricorsi sospendono gli effetti della minaccia di punizione
di sospensione a divinis (cfr. Can. 1647).
A questo proposito
è necessario osservare che l'ordine di ritornare ad Avellino
del 1996 era motivato solo dal presunto “insuccesso” riportato da
Padre Gruner nella ricerca di un vescovo disposto a incardinarlo.
In realtà, Padre Gruner aveva trovato tre vescovi disposti
ad avvalersi del suo lavoro nelle loro diocesi.
Ma, attraverso
illeciti atti di coercizione e altri interventi ultra vires
non conformi alle procedure canoniche (venuti all luce solo di recente),
la Congregazione per il Clero ha intimidito questi tre vescovi mettendoli
nell'impossibilità di reiterare le loro offerte di incardinazione.
Uno di questi tre vescovi, l'Arcivescovo di Hyderabad, aveva già
emanato un formale decreto di incardinazione, datato 4 novembre 1995,
in cui affermava (giustamente) che le “forze del male hanno cospirato
tra loro per distruggere la sua [di Padre Gruner] opera di amore”
e che “le forze burocratiche non possono annientare l'opera di Dio”.
(Tra i risultati di questa opera ricordiamo un orfanotrofio situato
nel territorio di questa Arcidiocesi che ospita 68 bambini il cui
sostentamento dipende dalle elargizioni dell'apostolato di Fatima
di Padre Gruner).
Inoltre, la
Congregazione ha costretto il vescovo di Avellino a rifiutare in ogni
caso la l'escardinazione a Padre Gruner, anche se il vescovo ha ammesso
che non vi era alcun motivo di negargliela e di essersi risolto
a farlo solo per obbedire a un ordine della Congregazione che
tenta di porre fine alla legittima attività di insegnamento
e di predicazione relativa al Messaggio di Fatima di Padre Gruner.
Inoltre, nel 1989, il vescovo di Avellino aveva già emanato
un valido decreto di scardinazione che non è mai stato revocato.
Nel marzo
del 1999 il summenzionato Arcivescovo di Hyderabad dopo essersi sottratto
alle illecite coercizioni esercitate su di lui dai membri della Congragazione
e della Segreteria di Stato, ha confermato il decreto di incardinazione
emanato il 4 novembre 1995 e ha promulgato un altro decreto, in cui
si riconfermava l'incardinazione di Padre Gruner. L'Arcivescovo di
Hyderabad è il primo firmatario di una lettera aperta indirizzata
al Supremo Pontefice per protestare contro le ingiustizie senza precedenti
subite da Padre Gruner. Oltre a Sua Grazia hanno firmato questa lettera
9 arcivescovi, 17 vescovi, 1900 sacerdoti e religiosi e più
di 16000 laici — tutti cattolici fedeli e leali nei confronti del
Santo Padre. Questa lettera aperta è stata pubblicata il 2
aprile 1998 da Il Messaggero, il più diffuso quotidiano
di Roma.
In definitiva,
quindi, l'unica “violazione” canonica commessa da Padre Gruner è
quella di non aver potuto trovare un nuovo vescovo a causa degli interventi
dei membri della Congregazione (e della Segreteria di Stato) che ora
lo accusano di “non essere riuscito a trovare” un vescovo disposto
a incardinarlo. Vale a dire che Padre Gruner è accusato di
“disobbedienza” proprio da quei prelati che, abusando della loro autorità,
hanno tentato di impedirgli di obbedire all'ordine che gli era stato
impartito. È per protestare contro questa ingiustizia che l'Arcivescovo
di Hyderabad e altri 26 vescovi hanno firmato la lettera aperta a
Sua Santità.
Oltre alla
questione dell'incardinazione, che i suddetti membri della Congregazione
hanno illecitamente e segretamente ostacolato operando dietro le quinte,
non vi è alcun motivo che possa giustificare un procedimento
canonico contro Padre Gruner. Né la Congregazione, né
la Segnatura Apostolica hanno mai dichiarato che un qualsiasi aspetto
del lavoro svolto da Padre Gruner per questa organizzazione fosse
contrario alla fede, alla morale o alle leggi della Chiesa. Nei ventiquattro
anni della sua vita sacerdotale, Padre Gruner non è mai stato
accusato, né quindi si è rivelato responsabile, di violazioni
della fede, della morale, delle leggi della Chiesa o di un legittimo
precetto di un'autorità competente.
Anche questa
affermazione è falsa. Come abbiamo già osservato,
è stato infatti presentata una richiesta di restitutio
in integrum o, in alternativa, di una dichiarazione di nullità,
ancora pendente dinanzi alla Segnatura Apostolica. In questa richiesta
si osserva che, dopo anni di procedimenti canonici, l'unica accusa
ancora in piedi contro Padre Gruner è quella secondo cui la
sua “condizione” era “irregolare” e doveva essere “ regolarizzata”
dal vescovo di Avellino.
Questa presunta
“condizione irregolare” (in cui, tuttavia, in base al diritto
canonico, qualsiasi sacerdote cattolico può venire a trovarsi)
è stata determinata dal fatto che
Padre Gruner si è stabilito in Canada con il permesso scritto
del vescovo di Avellino (e del suo attuale Ordinario, l'Arcivescovo
di Hyderabad) per dedicarsi a un apostolato che non necessita dell'approvazione
canonica e che Padre Gruner ha il diritto, sia dal punto di vista
delle norme canoniche che da quello della legge naturale, di guidare
(cfr. cc. 215, 278, 299).
In questa
richiesta inoltre si osserva che l'ordine di tornare ad Avellino dopo
un'assenza di quasi 22 anni è chiaramente illegale, dal momento
che Padre Gruner non ha la cittadinanza italiana, ma quella canadese,
e il vescovo di Avellino non ha mai svolto le pratiche necessarie
alla concessione di un visto consolare. L'ordine di ritornare quindi
è contrario alle leggi italiane sull'immigrazione, che la Chiesa
riconosce. Se rientrasse in Italia, Padre Gruner potrebbe evitare
l'arresto immediato solo mentendo sullo scopo della sua visita (cfr.
22).
In ogni caso,
come abbiamo già precisato, Padre Gruner attualmente è
incardinato nell'Arcidiocesi di Hyderabad. Alla fine del 1999 le copie
del relativo decreto dell'Arcivescovo di Hyderabad sono state inviate
sia alla Segnatura sia al vescovo di Avellino che non hanno opposto
nessuna obiezione.
Questa
affermazione è falsa. La Segnatura Apostolica ha evitato
di far luce su molte delle asserzioni dettagliate contenute nelle
82 pagine della risposta di Padre Gruner al Promotore di giustizia.
La Segnatura si è limitata a replicare a queste accuse affermando
che il fatto che non fossero state chiarite non era una prova della
loro fondatezza.
Rimangono
non “chiarite” anche le accuse contenute in due distinte istanze canoniche,
indirizzate direttamente a Papa Giovanni Paolo II, una depositata
da Padre Gruner e l'altra da alcuni membri di questa organizzazione.
Queste due istanze sono state consegnate direttamente al Santo Padre
il 20 novembre 1996. Una terza istanza è stata inviata a Sua
Santità il 22 novembre 1999 o in una data molto vicina, e il
suo accoglimento come caso pendente dinanzi al Supremo Pontefice è
stato confermato da una lettera raccomandata di Padre Gruner, datata
20 aprile 2000, in cui è citato il can. 1506 del Codice di
Diritto Canonico, promulgato nel 1983 dallo stesso Santo Padre, che
prescrive l'accoglimento del caso.
In queste
istanze che, secondo i cc. 1405 e 1406, devono essere giudicate esclusivamente
al Papa, sono segnalati gli abusi di potere dei Prefetti e dei Segretari
della Congregazione per il Clero e della Segnatura coinvolti in una
serie di operazioni prive di precedenti volte a impedire la legittima
incardinazione di Padre Gruner da parte di tre benevoli vescovi, cui
hanno fatto seguito le accuse di “non essere riuscito” a trovare un
vescovo disposto a incardinarlo, accompagnate dal tentativo, ugualmente
privo di precedenti, di interdire de facto le attività
della nostra organizzazione in tutto il mondo senza nessuna ragione
canonica e nessun processo. Contrariamente a quanto si afferma nel
comunicato, le accuse contenute in queste petizioni non sono state
“chiarite” da nessun decreto della Segnatura.
Dieci anni
fa, nel 1990, Padre Gruner ha intentato una causa civile per diffamazione
contro Monsignor Alan R.A. McCormack, già Vicario dell'Arcidiocesi
di Toronto. Nel comunicato del 6 luglio si afferma che in questo procedimento
si fa anche il nome dell'Arcivescovo di Toronto. Ciò è
del tutto falso. L'Arcivescovo di Toronto non è mai stato
una parte in causa in questo procedimento che vede come unico imputato
Monsignor McCormack.
Questa causa
civile è perfettamente ammissibile in base ai dettami del diritto
naturale e alle norme del Codice di Diritto Canonico del 1983. In
effetti, oggi nei tribunali civili di tutto il mondo sono in discussione
molte cause contro sacerdoti, monsignori e persino vescovi accusati
di aver abusato della loro autorità, violando le norme del
diritto civile e i legittimi diritti civili dei cittadini.
La causa civile
intentata da Padre Gruner si basa sulle false dichiarazioni rilasciate
nel 1990 da Monsignor McCormack relative allo status canonico
del sacerdote. In queste dichiarazioni, Monsignor McCormack insinuava
falsamente che Padre Gruner era stato sospeso e che era un impostore.
In realtà, solo due mesi prima il vescovo di Avellino aveva
rilasciato a Padre Gruner un celebret, concedendogli il rinnovo della
sua autorizzazione a risiedere in Canada. Inoltre, il vescovo di Avellino
non ha mai revocato il celebret concesso in questa occasione a Padre
Gruner.
Le false dichiarazioni
di Monsignor McCormack sono state pubblicate dai giornali laici di
tutta l'America settentrionale e hanno quindi danneggiato gravemente
la reputazione di Padre Gruner e il buon nome della nostra organizzazione.
Il Nunzio
asserisce falsamente che le dichiarazioni diffamatorie di Monsignor
McCormack rientravano nei suoi “doveri pastorali”. Ma l'intento di
danneggiare la reputazione di Padre Gruner con affermazioni diffamatorie
non può essere considerato un “dovere pastorale”. Inoltre,
Padre Gruner non ha mai svolto le sue funzioni sacerdotali e non hai
stabilito la sua residenza nell'Arcidiocesi di Toronto e quindi non
ha mai operato sotto la diretta giurisdizione dell'Arcivescovo.
Nel comunicato
del 6 luglio si suggerisce falsamente che la causa civile intentata
contro Monsignor McCormack a Toronto abbia avuto inizio nello stesso
periodo della presentazione dei ricorsi di Padre Gruner alla Congregazione
e alla Segnatura (“Purtroppo, nello stesso periodo, Padre Gruner ha
avviato una causa civile …”), insinuando che Padre Gruner abbia avviato
questa causa civile per vendicarsi degli interventi canonici senza
precedenti di cui era stato vittima. Questa affermazione è
completamente falsa. Questa causa civile, infatti, è iniziata
dieci anni fa, molto prima degli interventi
canonici e dei ricorsi di Padre Gruner contro tali interventi.
Nel marzo
di quest'anno, il Tribunale civile di Toronto, riconoscendo che le
affermazioni diffamatorie contro Padre Gruner non si erano diffuse
solo all'interno dei confini della Chiesa, ma avevano raggiunto la
stampa laica, danneggiando la sua reputazione, ha rifiutato di rigettare
questa causa. Il relativo processo è stato quindi fissato per
il 28 agosto.
Il 21 giugno
2000, il Prefetto della Congregazione per il Clero, vedendo avvicinarsi
la data del processo, ha inviato una lettera a Padre Gruner (datata
5 giugno) in cui gli chiede di ritirare la sua legittima querela al
Tribunale di Toronto — che, come abbiamo osservato, è perfettamente
ammissibile in base sia al diritto naturale che alle norme del Codice
di Diritto Canonico — se non vuole incorrere nella scomunica.
È falso e assurdo pretendere, come fa il comunicato del 6 luglio,
che questa sproporzionata minaccia di scomunica — che giunge inaspettatamente
dopo dieci anni dall'inizio della causa civile — sia stata
pronunciata “nello Spirito dell'Anno giubilare”.
Per tutte
le suddette ragioni, questa organizzazione richiede la riparazione
precisata nella lettera d'accompagnamento redatta dall'avvocato civile
di questa organizzazione.
Fort Erie, Ontario, Canada, 24 luglio 2000
Firmata: Signora Mary Sedore
National Committee for the National
Pilgrim Virgin of Canada, Inc.
Firmata: Signora Coralie Graham
Servants of Jesus and Mary, Inc.
Allegato: biglietto di congratulazioni del segretario
personale del Papa, datato 31 gennaio 1980.
Città del Vaticano, 31 gennaio 1980
Caro Padre Gruner,
Desidero comunicarle
di aver ricevuto le copie di The Fatima Crusader, di cui
la ringrazio, e congratularmi con lei per la sua nomina a Vicepresidente
e Direttore esecutivo.
Desidero inoltre
inviarle la Benedizione del Santo Padre e i miei cordiali saluti.
Suo sinceramente in Cristo
Padre John Magee