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Appendice XV

Risposta formale al comunicato emanato
il 6 luglio 2000 da Sua Eccellenza
Antonio Franco, Nunzio nelle Filippine

       Nel rispondere al comunicato emesso in questa data dal Nunzio (“comunicato del 6 luglio”), la nostra organizzazione intende segnalare le seguenti asserzioni false e diffamatorie su Padre Nicholas Gruner e/o questa organizzazione e chiedere quindi la loro ritrattazione.

  • Nel comunicato del 6 luglio si asserisce falsamente che nel 1989 Padre Gruner ha usato “falsi documenti della Segreteria di Stato … per dare a intendere che il Vaticano approvasse” le attività dell'organizzazione denominata “International Fatima Rosary Crusade”.

       Tuttavia, non vi è alcuna traccia di questi “documenti falsificati della Segreteria di Stato”. Questa asserzione è una semplice invenzione e un'evidente menzogna, dal momento che tali documenti non esistono. Se esistessero, infatti, a Padre Gruner sarebbe stato ordinato di cessare di usarli undici anni fa, quando, secondo il Nunzio, essi fecero la loro prima comparsa. Ma a Padre Gruner non è stata mai notificata l'esistenza di nessun “documento falsificato della Segreteria di Stato”, semplicemente perché tali documenti non esistono.

       Chiediamo quindi al Nunzio di esibire le copie di questi documenti “falsificati” della Segreteria di Stato o di ritrattare immediatamente le sue affermazioni.

  • Nel comunicato del 6 luglio si presuppone falsamente in diversi punti che Padre Gruner e la nostra organizzazione siano privi dell'“approvazione ecclesiastica” necessaria per “organizzare le sue [di Padre Gruner] conferenze” tenute in diversi paesi davanti a un pubblico di vescovi, sacerdoti e laici per diffondere il Messaggio di Fatima.

       Il Nunzio sa perfettamente che questa implicita accusa è falsa. Secondo il Codice di Diritto Canonico promulgato nel 1983 da Sua Santità Giovanni Paolo II (così come in base al diritto naturale) non è assolutamente necessaria nessuna “approvazione ecclesiastica” per tenere conferenze su Fatima o su qualsiasi altro tema che riguardi i cattolici.

       Neppure la partecipazione personale di Padre Gruner a queste conferenze o alle attività di questa organizzazione nel loro insieme necessitava di un'“approvazione ecclesiastica” (vedi cc. 208-228 e, in particolare, cc.212, 215, 278, 299). In effetti, (e la Congregazione per il Clero è al corrente di questa circostanza), in occasione della nomina di Padre Gruner nel Consiglio direttivo di questa organizzazione, il Santo Padre ha inviato a quest'ultimo, attraverso il suo segretario personale, un messaggio di congratulazioni (vedi allegato).

       Oggi, all'interno della Chiesa operano migliaia di associazioni private formate da sacerdoti o da laici che si organizzano e svolgono le loro attività senza nessun tipo di “approvazione ecclesiastica” e in perfetta conformità con le leggi della Chiesa e tra queste c'è anche la nostra organizzazione. Il Nunzio è al corrente di questa situazione. Le sua accusa implicita è quindi falsa, fuorviante e diffamatoria.

  • Nel comunicato del 6 luglio si asserisce falsamente che “l'ortodossia” di questa organizzazione è “dubbia”.

       In questo brano il Nunzio si richiama a una circolare inviata nel 1996 ai vescovi dal Cardinale Gantin. Ma l'unica lettera di questo genere del Cardinale Gantin di cui è in possesso la nostra organizzazione non fa alcun riferimento alla sua “dubbia ortodossia” e il Nunzio non ha esibito nessuna prova di questa “dubbia ortodossia” nel suo comunicato del 6 luglio. In effetti, in questa lettera, il Cardinale Gantin lascia intendere che le attività della nostra organizzazione non gode dell'“approvazione ecclesiastica” che, tuttavia, non è affatto necessaria.

       Nel marzo del 1997, la nostra organizzazione ha risposto alla circolare del Cardinale Gantin con una raccomandata, in cui si dimostrava a Sua Eminenza che la sua implicita accusa di scorrettezza canonica era falsa e gli si ponevano alcune domande. Il Cardinale Gantin, tuttavia, non ha mai risposto a questa lettera raccomandata — neppure in seguito alla pubblicazione della nostra risposta nel libro “Il sacerdote di Fatima” di cui, negli ultimi tre anni, sono state stampate 90.000 copie.

       Inoltre, bisognerebbe notare che nel dicembre del 1998, Padre Gruner ha scritto alla Congregazione per il Clero e alla Segnatura Apostolica richiedendo le copie di diverse altre “circolari” che riguardavano lui e la sua organizzazione, la cui esistenza era stata svelata (1998) dal Promotore di giustizia nel corso dei suoi ricorsi canonici. Ma, fino a oggi, queste lettere accusatorie (fatte circolare per molti anni alle spalle di Padre Gruner da diversi nunzi senza che quest'ultimo fosse a conoscenza del loro contenuto e della loro stessa circolazione) non sono state recapitate a Padre Gruner. Sembra che la Congregazione e i nunzi abbiano orchestrato una campagna più o meno costante che prevede l'uso delle “circolari” per diffondere notizie false su Padre Gruner e distruggere così il suo buon nome e la reputazione della nostra organizzazione.

       L'accusa di “dubbia ortodossia” è completamente falsa. Nel corso della storia della nostra organizzazione, nessuna autorità ecclesiastica competente ha mai accusato Padre Gruner o l'organizzazione stessa di “dubbia ortodossia” in nessuna questione di Fede o di morale.

       Chiediamo quindi che il Nunzio esibisca le prove su cui si basa l'accusa di “dubbia ortodossia”, relativamente al 1996 o a qualsiasi altro periodo, o ritratti immediatamente le sue affermazioni.

  • Nel comunicato del 6 luglio si asserisce falsamente che nel 1996 Padre Gruner con il suo comportamento “ha trasgredito apertamente le direttive della Santa Sede”.

       Si tratta di un'altra evidente menzogna. La “Santa Sede” non ha emanato nessuna “direttiva” in cui si chiede a Padre Gruner di compiere una qualsiasi azione, né nel 1996, né in qualsiasi altro periodo. Padre Gruner non ha “trasgredito” nessun ordine della “Santa Sede”, anche se ha tentato di opporsi agli abusi di autorità di certi personaggi che occupano posizioni di rilievo nella Chiesa attraverso legittime procedure canoniche. Ma, non si può accusare di “trasgressione” o di “disobbedienza” un sacerdote che si è limitato a ricorrere in giudizio secondo le norme del Codice di Diritto Canonico contro ordini ingiusti e altri abusi di potere.

       In effetti, nel corso del 1996, Padre Gruner non ha “trasgredito” nessun ordine della “Santa Sede”, ma ha presentato un legittimo ricorso canonico contro l'ordine del vescovo di Avellino che gli ingiungeva di ritornare nella Diocesi di questa città, dopo un'assenza autorizzata di 18 anni. Questo ordine ha dato origine a un complesso processo canonico ancora in discussione presso la Segnatura Apostolica.

  • Nel comunicato del 6 luglio si asserisce falsamente che il 16 maggio del 1996 Padre Gruner era stato “sospeso a divinis” dal vescovo di Avellino.

       È un'altra evidente menzogna. Nell'ordine del 16 maggio 1996, il vescovo di Avellino ha semplicemente minacciato di ricorrere alla sospensione nel caso in cui Padre Gruner non fosse ritornato nei successivi 29 giorni nella Diocesi di Avellino, dopo un'assenza autorizzata di 18 anni. I ricorsi canonici presentati da Padre Gruner contro questo ordine sono ancora pendenti dinanzi alla Segnatura apostolica, in virtù di una richiesta di restitutio o dichiarazione di nullità, in merito alla quale la Segnatura a questa data (24 luglio 2000) non si è ancora pronunciata. Questi ricorsi sospendono gli effetti della minaccia di punizione di sospensione a divinis (cfr. Can. 1647).

       A questo proposito è necessario osservare che l'ordine di ritornare ad Avellino del 1996 era motivato solo dal presunto “insuccesso” riportato da Padre Gruner nella ricerca di un vescovo disposto a incardinarlo. In realtà, Padre Gruner aveva trovato tre vescovi disposti ad avvalersi del suo lavoro nelle loro diocesi.

       Ma, attraverso illeciti atti di coercizione e altri interventi ultra vires non conformi alle procedure canoniche (venuti all luce solo di recente), la Congregazione per il Clero ha intimidito questi tre vescovi mettendoli nell'impossibilità di reiterare le loro offerte di incardinazione. Uno di questi tre vescovi, l'Arcivescovo di Hyderabad, aveva già emanato un formale decreto di incardinazione, datato 4 novembre 1995, in cui affermava (giustamente) che le “forze del male hanno cospirato tra loro per distruggere la sua [di Padre Gruner] opera di amore” e che “le forze burocratiche non possono annientare l'opera di Dio”. (Tra i risultati di questa opera ricordiamo un orfanotrofio situato nel territorio di questa Arcidiocesi che ospita 68 bambini il cui sostentamento dipende dalle elargizioni dell'apostolato di Fatima di Padre Gruner).

       Inoltre, la Congregazione ha costretto il vescovo di Avellino a rifiutare in ogni caso la l'escardinazione a Padre Gruner, anche se il vescovo ha ammesso che non vi era alcun motivo di negargliela e di essersi risolto a farlo solo per obbedire a un ordine della Congregazione che tenta di porre fine alla legittima attività di insegnamento e di predicazione relativa al Messaggio di Fatima di Padre Gruner. Inoltre, nel 1989, il vescovo di Avellino aveva già emanato un valido decreto di scardinazione che non è mai stato revocato.

       Nel marzo del 1999 il summenzionato Arcivescovo di Hyderabad dopo essersi sottratto alle illecite coercizioni esercitate su di lui dai membri della Congragazione e della Segreteria di Stato, ha confermato il decreto di incardinazione emanato il 4 novembre 1995 e ha promulgato un altro decreto, in cui si riconfermava l'incardinazione di Padre Gruner. L'Arcivescovo di Hyderabad è il primo firmatario di una lettera aperta indirizzata al Supremo Pontefice per protestare contro le ingiustizie senza precedenti subite da Padre Gruner. Oltre a Sua Grazia hanno firmato questa lettera 9 arcivescovi, 17 vescovi, 1900 sacerdoti e religiosi e più di 16000 laici — tutti cattolici fedeli e leali nei confronti del Santo Padre. Questa lettera aperta è stata pubblicata il 2 aprile 1998 da Il Messaggero, il più diffuso quotidiano di Roma.

       In definitiva, quindi, l'unica “violazione” canonica commessa da Padre Gruner è quella di non aver potuto trovare un nuovo vescovo a causa degli interventi dei membri della Congregazione (e della Segreteria di Stato) che ora lo accusano di “non essere riuscito a trovare” un vescovo disposto a incardinarlo. Vale a dire che Padre Gruner è accusato di “disobbedienza” proprio da quei prelati che, abusando della loro autorità, hanno tentato di impedirgli di obbedire all'ordine che gli era stato impartito. È per protestare contro questa ingiustizia che l'Arcivescovo di Hyderabad e altri 26 vescovi hanno firmato la lettera aperta a Sua Santità.

       Oltre alla questione dell'incardinazione, che i suddetti membri della Congregazione hanno illecitamente e segretamente ostacolato operando dietro le quinte, non vi è alcun motivo che possa giustificare un procedimento canonico contro Padre Gruner. Né la Congregazione, né la Segnatura Apostolica hanno mai dichiarato che un qualsiasi aspetto del lavoro svolto da Padre Gruner per questa organizzazione fosse contrario alla fede, alla morale o alle leggi della Chiesa. Nei ventiquattro anni della sua vita sacerdotale, Padre Gruner non è mai stato accusato, né quindi si è rivelato responsabile, di violazioni della fede, della morale, delle leggi della Chiesa o di un legittimo precetto di un'autorità competente.

  • Nel comunicato del 6 luglio si asserisce falsamente che la Segnatura Apostolica ha definitivamente giudicato i ricorsi gerarchici di Padre Gruner.

       Anche questa affermazione è falsa. Come abbiamo già osservato, è stato infatti presentata una richiesta di restitutio in integrum o, in alternativa, di una dichiarazione di nullità, ancora pendente dinanzi alla Segnatura Apostolica. In questa richiesta si osserva che, dopo anni di procedimenti canonici, l'unica accusa ancora in piedi contro Padre Gruner è quella secondo cui la sua “condizione” era “irregolare” e doveva essere “ regolarizzata” dal vescovo di Avellino.

       Questa presunta “condizione irregolare” (in cui, tuttavia, in base al diritto canonico, qualsiasi sacerdote cattolico può venire a trovarsi) è stata determinata dal fatto che Padre Gruner si è stabilito in Canada con il permesso scritto del vescovo di Avellino (e del suo attuale Ordinario, l'Arcivescovo di Hyderabad) per dedicarsi a un apostolato che non necessita dell'approvazione canonica e che Padre Gruner ha il diritto, sia dal punto di vista delle norme canoniche che da quello della legge naturale, di guidare (cfr. cc. 215, 278, 299).

       In questa richiesta inoltre si osserva che l'ordine di tornare ad Avellino dopo un'assenza di quasi 22 anni è chiaramente illegale, dal momento che Padre Gruner non ha la cittadinanza italiana, ma quella canadese, e il vescovo di Avellino non ha mai svolto le pratiche necessarie alla concessione di un visto consolare. L'ordine di ritornare quindi è contrario alle leggi italiane sull'immigrazione, che la Chiesa riconosce. Se rientrasse in Italia, Padre Gruner potrebbe evitare l'arresto immediato solo mentendo sullo scopo della sua visita (cfr. 22).

       In ogni caso, come abbiamo già precisato, Padre Gruner attualmente è incardinato nell'Arcidiocesi di Hyderabad. Alla fine del 1999 le copie del relativo decreto dell'Arcivescovo di Hyderabad sono state inviate sia alla Segnatura sia al vescovo di Avellino che non hanno opposto nessuna obiezione.

  • Il comunicato del 6 luglio asserisce falsamente che la Segnatura Apostolica ha “chiarito molte accuse di Padre Gruner e dei suoi sostenitori contro diversi dicasteri della Curia di Roma.”

       Questa affermazione è falsa. La Segnatura Apostolica ha evitato di far luce su molte delle asserzioni dettagliate contenute nelle 82 pagine della risposta di Padre Gruner al Promotore di giustizia. La Segnatura si è limitata a replicare a queste accuse affermando che il fatto che non fossero state chiarite non era una prova della loro fondatezza.

       Rimangono non “chiarite” anche le accuse contenute in due distinte istanze canoniche, indirizzate direttamente a Papa Giovanni Paolo II, una depositata da Padre Gruner e l'altra da alcuni membri di questa organizzazione. Queste due istanze sono state consegnate direttamente al Santo Padre il 20 novembre 1996. Una terza istanza è stata inviata a Sua Santità il 22 novembre 1999 o in una data molto vicina, e il suo accoglimento come caso pendente dinanzi al Supremo Pontefice è stato confermato da una lettera raccomandata di Padre Gruner, datata 20 aprile 2000, in cui è citato il can. 1506 del Codice di Diritto Canonico, promulgato nel 1983 dallo stesso Santo Padre, che prescrive l'accoglimento del caso.

       In queste istanze che, secondo i cc. 1405 e 1406, devono essere giudicate esclusivamente al Papa, sono segnalati gli abusi di potere dei Prefetti e dei Segretari della Congregazione per il Clero e della Segnatura coinvolti in una serie di operazioni prive di precedenti volte a impedire la legittima incardinazione di Padre Gruner da parte di tre benevoli vescovi, cui hanno fatto seguito le accuse di “non essere riuscito” a trovare un vescovo disposto a incardinarlo, accompagnate dal tentativo, ugualmente privo di precedenti, di interdire de facto le attività della nostra organizzazione in tutto il mondo senza nessuna ragione canonica e nessun processo. Contrariamente a quanto si afferma nel comunicato, le accuse contenute in queste petizioni non sono state “chiarite” da nessun decreto della Segnatura.

  • Nel comunicato del 6 luglio la natura delle cause civili intentate da Padre Gruner è presentata sotto una falsa luce.

       Dieci anni fa, nel 1990, Padre Gruner ha intentato una causa civile per diffamazione contro Monsignor Alan R.A. McCormack, già Vicario dell'Arcidiocesi di Toronto. Nel comunicato del 6 luglio si afferma che in questo procedimento si fa anche il nome dell'Arcivescovo di Toronto. Ciò è del tutto falso. L'Arcivescovo di Toronto non è mai stato una parte in causa in questo procedimento che vede come unico imputato Monsignor McCormack.

       Questa causa civile è perfettamente ammissibile in base ai dettami del diritto naturale e alle norme del Codice di Diritto Canonico del 1983. In effetti, oggi nei tribunali civili di tutto il mondo sono in discussione molte cause contro sacerdoti, monsignori e persino vescovi accusati di aver abusato della loro autorità, violando le norme del diritto civile e i legittimi diritti civili dei cittadini.

       La causa civile intentata da Padre Gruner si basa sulle false dichiarazioni rilasciate nel 1990 da Monsignor McCormack relative allo status canonico del sacerdote. In queste dichiarazioni, Monsignor McCormack insinuava falsamente che Padre Gruner era stato sospeso e che era un impostore. In realtà, solo due mesi prima il vescovo di Avellino aveva rilasciato a Padre Gruner un celebret, concedendogli il rinnovo della sua autorizzazione a risiedere in Canada. Inoltre, il vescovo di Avellino non ha mai revocato il celebret concesso in questa occasione a Padre Gruner.

       Le false dichiarazioni di Monsignor McCormack sono state pubblicate dai giornali laici di tutta l'America settentrionale e hanno quindi danneggiato gravemente la reputazione di Padre Gruner e il buon nome della nostra organizzazione.

       Il Nunzio asserisce falsamente che le dichiarazioni diffamatorie di Monsignor McCormack rientravano nei suoi “doveri pastorali”. Ma l'intento di danneggiare la reputazione di Padre Gruner con affermazioni diffamatorie non può essere considerato un “dovere pastorale”. Inoltre, Padre Gruner non ha mai svolto le sue funzioni sacerdotali e non hai stabilito la sua residenza nell'Arcidiocesi di Toronto e quindi non ha mai operato sotto la diretta giurisdizione dell'Arcivescovo.

       Nel comunicato del 6 luglio si suggerisce falsamente che la causa civile intentata contro Monsignor McCormack a Toronto abbia avuto inizio nello stesso periodo della presentazione dei ricorsi di Padre Gruner alla Congregazione e alla Segnatura (“Purtroppo, nello stesso periodo, Padre Gruner ha avviato una causa civile …”), insinuando che Padre Gruner abbia avviato questa causa civile per vendicarsi degli interventi canonici senza precedenti di cui era stato vittima. Questa affermazione è completamente falsa. Questa causa civile, infatti, è iniziata dieci anni fa, molto prima degli interventi canonici e dei ricorsi di Padre Gruner contro tali interventi.

       Nel marzo di quest'anno, il Tribunale civile di Toronto, riconoscendo che le affermazioni diffamatorie contro Padre Gruner non si erano diffuse solo all'interno dei confini della Chiesa, ma avevano raggiunto la stampa laica, danneggiando la sua reputazione, ha rifiutato di rigettare questa causa. Il relativo processo è stato quindi fissato per il 28 agosto.

       Il 21 giugno 2000, il Prefetto della Congregazione per il Clero, vedendo avvicinarsi la data del processo, ha inviato una lettera a Padre Gruner (datata 5 giugno) in cui gli chiede di ritirare la sua legittima querela al Tribunale di Toronto — che, come abbiamo osservato, è perfettamente ammissibile in base sia al diritto naturale che alle norme del Codice di Diritto Canonico — se non vuole incorrere nella scomunica. È falso e assurdo pretendere, come fa il comunicato del 6 luglio, che questa sproporzionata minaccia di scomunica — che giunge inaspettatamente dopo dieci anni dall'inizio della causa civile — sia stata pronunciata “nello Spirito dell'Anno giubilare”.

       Per tutte le suddette ragioni, questa organizzazione richiede la riparazione precisata nella lettera d'accompagnamento redatta dall'avvocato civile di questa organizzazione.

Fort Erie, Ontario, Canada, 24 luglio 2000

Firmata: Signora Mary Sedore

National Committee for the National
Pilgrim Virgin of Canada, Inc.

Firmata: Signora Coralie Graham

Servants of Jesus and Mary, Inc.

Allegato: biglietto di congratulazioni del segretario personale del Papa, datato 31 gennaio 1980.

Città del Vaticano, 31 gennaio 1980

Caro Padre Gruner,

       Desidero comunicarle di aver ricevuto le copie di The Fatima Crusader, di cui la ringrazio, e congratularmi con lei per la sua nomina a Vicepresidente e Direttore esecutivo.

       Desidero inoltre inviarle la Benedizione del Santo Padre e i miei cordiali saluti.

Suo sinceramente in Cristo

Padre John Magee

 
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