28 luglio 2000
Dario Cardinal Castrillon Hoyos
Prefetto della Congregazione per il Clero
Palazzo delle Congregazioni
Piazza Pio XII, 3
Città del Vaticano
00193 Roma, ITALIA
Eminenza,
apprendiamo
con infinita tristezza che i suoi continui tentativi ingiusti e illeciti
di minare l'Apostolato di Padre Gruner non si limitano alla Sua recente
e offensiva minaccia di scomunicarlo.
Abbiamo ora
davanti agli occhi copia di una lettera datata 6 luglio 2000, indirizzata
al Presidente della Conferenza Episcopale Filippina e firmata dal
Nunzio Apostolico di quel paese, Monsignor Antonio Franco. Questa
lettera, nella quale si afferma che la sua formulazione è dovuta
“alle istruzioni della Congregazione per il Clero”, contiene una lunga
serie di falsità e alterazioni della verità riguardanti
lo status presente e passato del sacerdote cattolico Padre Gruner
e, inoltre, la situazione delle sue azioni legali in corso presso
vari tribunali vaticani.
Per esempio,
il bollettino del 6 luglio contiene la dichiarazione ridicola e manifestamente
falsa che Padre Gruner avrebbe “contraffatto documenti del Segretariato
di Stato ... per implicare l'approvazione” a questo Apostolato di
Fatima.
Sua Eminenza,
certamente Lei riconoscerà che nessun sacerdote in possesso
delle sue facoltà mentali, né qualunque membro savio
dello staff di questa organizzazione, avrebbe contraffatto
i documenti del Segretariato di Stato vaticano facendoli circolare
in tutto il mondo. Come può Lei essere parte di una accusa
tanto assurda? E'Lei così determinato a distruggere Padre Gruner
e il suo lavoro con questo Apostolato da sacrificare anche la stessa
ragione per compiere questa vendetta? Come può, al cospetto
di Dio, accusare falsamente questo fedele sacerdote di un'offesa criminale
dinanzi all'intera Chiesa?
Dovrebbe vergognarSi.
E, Sua Eminenza, come può pretendere che queste azioni siano
coerenti con lo spirito di riconciliazione e di comunione nell'Anno
Giubilare? Non prova imbarazzo per la sua stessa ipocrisia?
Senza dubbio
Lei è in una posizione tale da sapere perfettamente che questa
e le altre affermazioni del comunicato del 6 luglio non corrispondono
a verità o sono fuorvianti. Lo stesso, forse, non si può
dire del Nunzio, Monsignor Franco, che può essersi fidato delle
Sue assicurazioni riguardanti l'accuratezza delle informazioni che
Lei gli ha fornito. In questo caso Lei avrebbe reso il Nunzio complice
involontario nel far circolare menzogne e alterazioni della verità
su Padre Gruner e sul suo Apostolato, affermazioni che Lei sa, o dovrebbe
sapere, essere false e fuorvianti.
A quanti altri
nunzi ha dato istruzioni affinché facessero circolare queste
menzogne?
Il comunicato
del 6 luglio del Nunzio pone questo Apostolato in una situazione scomoda
e imbarazzante, poiché l'unico rimedio che sembra essere a
nostra disposizione è molto sgradevole. Su Sua direttiva, Monsignor
Franco ha fatto circolare dichiarazioni su Padre Gruner e su questo
Apostolato anche più infamanti di quelle espresse da Monsignor
McCormack nel 1990. Tra l'altro, come è già stato sottolineato,
Lei accusa esplicitamente Padre Gruner del reato di falsificazione.
Nelle Filippine la reputazione di Padre Gruner e di questo Apostolato
è stata gravemente minacciata, dando evidenti motivi per procedere
a una causa civile contro Monsignor Franco simile a quella avviata
contro Monsignor McCormack. Tuttavia, a meno che Monsignor Franco
non fosse in realtà consapevole della falsità delle
dichiarazioni contenute nella sua lettera, ciò potrebbe significare
portare in tribunale una parte che si è fidata della veridicità
delle Sue informazioni, fiducia che questi sviluppi hanno dimostrato
quanto fosse mal riposta.
Come può
chiedere, così come Lei ha fatto, che Padre Gruner rinunci
al processo contro Monsignor McCormack mentre, allo stesso tempo,
istruisce altri a pronunciare offese simili contro lui e noi? Lungi
dal portare al termine questa vicenda, queste azioni aggravano il
problema, creando nuove offese e costringendoci a dare corso a un'azione
legale per difendere Padre Gruner e questo Apostolato dalla quale
dipenderà il suo buon nome.
Come è
stato dimostrato nei ripetuti tentativi di Padre Gruner di risolvere
il caso di Monsignor McCormack fuori dal tribunale, egli preferirebbe
che noi non ricorressimo a una causa civile. Padre Gruner e questo
Apostolato condividono pienamente il Suo desiderio di evitare l'imbarazzo
pubblico in merito ad azioni legali che coinvolgono dei membri del
clero cattolico (è triste, tuttavia, che oggigiorno molti membri
del clero cattolico, vescovi compresi, siedano come imputati in processi
civili che derivano dal loro abuso e sfruttamento di altri violando
la legge civile e i loro legittimi diritti civili). L'offerta di Padre
Gruner di interrompere l'azione legale in cambio della Sua ritrattazione
della minaccia di scomunica è l'ulteriore prova della sua buona
volontà a questo riguardo. Anche noi abbiamo buona volontà,
ma Lei non può continuare ad attaccarci pretendendo ipocritamente
di cercare pace e riconciliazione.
Qualsiasi
tentativo di costringerci a sottometterci alle Sue minacce di “scomunica”
non cancellerà il nostro dovere di difendere la reputazione
dell'Apostolato. Non ha importanza quale minaccia incomba sulle nostre
teste, non ci si può aspettare che Padre Gruner e questo Apostolato
restino in silenzio per tempo indeterminato di fronte a una costante
campagna di calunnia che danneggia non soltanto i nostri interessi,
ma gli interessi di più di un milione di sostenitori. Abbiamo
il dovere morale di preservare e proteggere i loro diritti, oltre
ai nostri.
A questo riguardo,
tenga presente che anche se Lei dovesse commettere l'oltraggio morale
di “scomunicare” Padre Gruner nel tentativo di distruggere l'Apostolato,
questo non ci impedirà di cercare giustizia nei tribunali civili
ovunque le Sue false affermazioni abbiano provocato gravi danni a
Padre Gruner o all'Apostolato. La nostra disponibilità ad astenerci
da azioni legali è, dunque, direttamente proporzionale alla
Sua disponibilità ad astenerSi da ulteriori azioni ingiustificate
e illecite contro di noi.
Siamo sconvolti
e scandalizzati dal Suo evidente uso strumentale dei nunzi apostolici
in qualità di complici inconsapevoli nel diffondere menzogne
grossolane e malevole su Padre Gruner e su questo Apostolato. Poiché
queste parti obbediscono semplicemente alle Sue istruzioni, deve farSi
carico della piena responsabilità morale per le loro azioni,
così come delle conseguenze legali che queste azioni possono
comportare.
Quando il
Vescovo Cauchon si è messo in condizione di agire in qualità
di giudice di Santa Giovanna d'Arco, lei lo ha ammonito di giudicare
in maniera giusta, altrimenti la sua anima sarebbe stata in pericolo.
Egli ha ignorato l'avvertimento e ha proceduto condannandola ingiustamente.
Tre settimane dopo la morte sul rogo di Santa Giovanna, il Vescovo
Cauchon morì improvvisamente mentre sedeva sulla sedia di un
barbiere, evidentemente senza alcuna possibilità di pentirsi.
Padre Gruner non sostiene di essere un santo ma, nondimeno, l'esempio
di Santa Giovanna è calzante, se si considera che la causa
a cui Padre Gruner ha dedicato la sua vita è quella della santa
più grande di tutte: Nostra Signora di Fatima. Condannare su
false accuse, di fronte all'intera Chiesa, un sacerdote che promuove
la causa della Beata Madre non è atto che possa donarLe serenità:
dovrebbe scuotere la Sua coscienza inducendoLa a riflettere sulle
conseguenze eterne.
Speriamo e
preghiamo che, invece di permettere ai Suoi invitati di venire coinvolti
in cause civili provocate dalle menzogne che Lei diffonde attraverso
di essi, Lei smetta di diffondere queste falsità e corregga
immediatamente le menzogne che ha già fatto circolare. Noi
considereremmo tali azioni correttive da parte Sua come un segnale
concreto della Sua esplicita e costruttiva buona volontà, equivalente
alla buona volontà di Padre Gruner nell'offerta di interrompere
la causa contro Monsignor McCormack.
Sue
Firmata: Signora Mary Sedore
Direttore
Firmata: Signora Coralie Graham
Direttore