Capitolo 1
Lo scisma e il Bene Comune
Verso la metà
degli anni '80, i dieci anni trascorsi al servizio di Nostra Signora
di Fatima avevano reso il nome di Padre Gruner popolare in tutto il
mondo. Il Fatima Crusader aveva più di un milione di
lettori. Egli aveva viaggiato per mesi portando con sé la Vergine
Pellegrina. Aveva distribuito centinaia di migliaia di rosari, scapolari
e opuscoli devozionali ai bisognosi, e, attraverso questi strumenti
prodotti dalla sua opera, la parola del Vangelo giungeva fino ai poveri.
Ma le ombre delle manovre della Chiesa e dello Stato che si erano addensate
attorno al suo Apostolato sembravano improvvisamente più scure
e minacciose. Tuttavia, fino a questo momento, nella storia dell'Apostolato
non vi è niente che indichi che i suoi programmi prevedessero
una sosta o una pausa. Quale sarebbe stata la linea di condotta dell'Apostolato
negli anni immediatamente successivi?
Non molto tempo
prima, in coincidenza dell'anniversario della prima apparizione di Fatima,
il tredici di maggio, Padre Gruner sedeva nel soggiorno del suo modesto
appartamento di Fort Erie, a Ontario, in Canada, e ripensava a quegli
anni cruciali. Per individuare con una maggior precisione le ragioni
e la necessità dell'incessante operosità del suo Apostolato,
analizzava ad alta voce la situazione in cui, ai nostri giorni, si trova
la Chiesa. Mentre i consolanti raggi di un classico tramonto canadese
cadevano sui titoli dei libri allineati negli scaffali della biblioteca,
egli individuò il problema al centro stesso del dilemma della
consacrazione — la questione dell'effettiva influenza che Giovanni Paolo
II esercitava sui suoi vescovi.
“Se il Papa
ordinasse ai vescovi di consacrare la Russia contemporaneamente a
lui nelle loro cattedrali sparse in tutto il mondo, quali motivazioni
addurrebbe loro? Che genere di cooperazione otterrebbe da alcuni burocrati
del Vaticano?”
Attraverso il
prisma della storia della salvezza, Padre Gruner poté osservare
l'imbarazzo che questa richiesta avrebbe suscitato.
“Prima del
peccato originale, Adamo controllava perfettamente i suoi istinti.
Si potrebbe dire che egli non aveva la tentazione di mangiare in modo
eccessivo, perché il suo appetito era perfettamente dominato
dalla ragione. Obbediva alla ragione come tutti i suoi altri istinti.
Così, dopo aver assunto cibo a sufficienza, non sentiva più
la fame fino allo stimolo successivo. Se aveva bisogno di dormire,
non rimandava il momento del sonno al compimento di un ultimo lavoro,
rimanendo sveglio per altre tre ore. Tutti i suoi istinti erano così
obbedienti che egli compiva questa o quella azione prima che le sue
membra ne esprimessero l'esigenza.
“Oggi, dopo
la caduta, senza la grazia e senza mortificazione, nessuno di noi
esercita il controllo sui propri istinti. Prendiamo il caso delle
popolazioni che bevono troppo, che non sono fedeli alle loro mogli
o ai loro mariti, non perché non si rendano conto che in questi
comportamenti c'è qualcosa di sbagliato, ma perché,
a causa del peccato originale, la ragione ha perso il controllo sui
loro istinti. Ma, in origine, Adamo non doveva affrontare questo conflitto.
Che cosa è accaduto allora dopo il peccato originale? Egli
iniziò a non obbedire più alla sua ragione. I suoi occhi
volevano vedere ciò che non avrebbero dovuto vedere, le sue
orecchie desideravano ascoltare ciò che non avrebbero dovuto
ascoltare, neppure sua moglie volle più obbedirgli. Sono queste
le conseguenze del peccato originale.
“La malattia
è provocata dal disordine, perché ciò che causa
la malattia non obbedisce alla facoltà superiore. In definitiva,
la stessa cosa sta accadendo all'interno della Chiesa. I burocrati
disubbedienti non hanno ubbidito a Dio, e ora ricevono il giusto compenso
delle loro omissioni.
“Essi dicono
a Dio, ‘Questa è ormai la Nostra Chiesa. Tu sei in Cielo, noi
faremo a modo nostro. Non ascolteremo la voce della profezia, non
riveleremo il Terzo Segreto, non consacreremo la Russia, ci dedicheremo
ai nostri affari.’ Allo stesso tempo, essi si rivolgono ai loro
subalterni, dicendo ‘chinate il capo e obbediteci’.
“Dal momento
che il messaggio della Madonna è stato quasi completamente
ignorato dagli alti gradi della gerarchia, la Chiesa è in preda
a un disorientamento diabolico. I fedeli fanno quello che possono
per non lasciarsi travolgere da questo disorientamento, ma non dispongono
delle conoscenze appropriate, non sono canonisti o teologi, intuiscono
semplicemente che qualcosa non va.
“Desidero
quindi condividere con voi la chiave per accedere alla comprensione
delle molte fratture e lacerazioni inflitte alla Chiesa dal 1960 in
poi. Mi trovavo presso il seminario di Montreal quando feci una delle
più importanti scoperte dei miei studi teologici.
“Nel gennaio
1967, il Vicario Generale della diocesi di Montreal, rese nota una
relazione che sembrava affermare implicitamente che ai sacerdoti e
ai laici era proibito divulgare il messaggio di Garabandal.”
Nicholas Gruner,
come migliaia di altri, quando lesse per la prima volta quella lettera
capì che l'obbedienza gli imponeva l'obbligo di non divulgare
nella diocesi il messaggio di Garabandal. Ma, leggendola una seconda
volta, si rese conto che:
“Quella lettera
non impartiva alcun ordine. Seguendo la mia indole tedesca, mi recai
dal Vice cancelliere della diocesi di Montreal e gli chiesi: ‘È
corretta o no la mia interpretazione di questa lettera?’ Gli
spiegai che essa sembrava contenere un ordine, ma che, leggendola
più attentamente, ci si accorgeva che in realtà non
lo impartiva affatto. La sua risposta fu estremamente chiara. Disse,
‘Sì, è stata scritta così di proposito’.
“Dopo alcuni
istanti di perplessità, mi resi infine conto delle implicazioni
di questa tecnica diabolica. Capii che non ero obbligato a obbedire
a un ordine ‘non effettivo’. Secondo il Codice Canonico infatti,
l'autorità deve formulare un ordine e non limitarsi a sottintendere
di averne impartito uno. In secondo luogo, colui che ha dato l'ordine
deve assumersene personalmente la responsabilità. È
dunque ovvio che, in questo caso, come confermava l'ammissione stessa
del Monsignore, essi avevano scritto la lettera in modo che sembrasse
sottintendere un'ordine senza in realtà impartirlo di proposito,
in modo che, nel caso in cui l'ordine si fosse dimostrato errato,
essi avrebbero potuto negare di averlo mai formulato.”
All'interno
del soggiorno la biblioteca mutava aspetto mentre il tramonto si oscurava.
Padre Gruner esprimeva ad alta voce i suoi pensieri sulla natura della
sovversione.
“Gesù,
nel Vangelo secondo San Giovanni, dice che il pastore è colui
che entra per la porta, e che il ladro, invece, passa da un'altra
parte1.
“In Isaia,
Dio parlando al profeta, dice, ‘Io non ho parlato in segreto, in un
angolo oscuro della terra’. In altre parole, Dio e coloro che
sono autorizzati ad agire in Suo nome devono assumersi pubblicamente
la responsabilità delle loro affermazioni2.
“Mentre i
sovversivi nella Chiesa o nello Stato, come i Massoni, ad esempio,
impartiscono segretamente i loro ordini senza assumersene la responsabilità.
“Oggi, alcuni
burocrati, persino all'interno del Vaticano, elaborano un documento
per far credere di aver impartito un ordine che in realtà non
è stato formulato. Non si tratta di un caso o di una trascuratezza
ma di una tecnica sovversiva destinata, in un primo momento, a passare
inosservata. Si tratta di una tecnica diabolica. E anche di una pratica
scismatica. Scisma in greco significa ‘lacerare’. Oggi significa
lacerare l'unità della Chiesa. Quando le autorità impartiscono
questi ordini ‘non effettivi’, i fedeli si dividono. Quelli
che ritengono di dover obbedire all'ordine ‘non effettivo’ spesso
giudicano male i fedeli abbastanza scaltri da non lasciarsi indurre
in errore da un ordine ‘non effettivo’. Così, all'interno
della Chiesa, molti sacerdoti e fedeli sono costretti a operare contro
altri fedeli, a causa di una malintesa lealtà nei che riguardi
di un ordine ‘non effettivo’ e frappongono ostacoli sulla loro
strada. La stessa tecnica è stata impiegata per ciò
che riguarda il Novus Ordo.
“Nel 1969,
venne ‘promulgata’ la Nuova Messa in modo tale da far credere
che i sacerdoti dovessero attenersi a quest'ultima e che la Vecchia
fosse ormai proibita.
“Ma, esaminando
più attentamente queste disposizioni, scoprirete che non era
stato dato alcun ordine, che non era stata approvata al riguardo nessuna
legge, né stabilito alcun vincolo.
“Tuttavia,
ora i fedeli affermano, ‘non assisterò alla Messa Tridentina,’
e a quelli che la pensano diversamente si dice, ‘Siete dei disobbedienti.
Come potete chiamarvi Cattolici e, allo stesso tempo, disobbedire
agli ordini del Papa?’ La confusione è provocata ad arte.”
Una settimana
dopo che Padre Gruner aveva rese note queste osservazioni, la sua opinione
riguardo alla legittimità della Vecchia Messa otteneva l'influente
sostegno di un alto prelato. Il 20 maggio 1995, infatti, il Cardinale
Alfons Stickler, parlando a Fort Lee, nel New Jersey, davanti a un uditorio
composto da molte centinaia di ascoltatori tra cui figuravano laici,
canonisti e sacerdoti, confermò che nel 1986 una commissione
papale composta da nove cardinali designati da Papa Giovanni Paolo II,
aveva dichiarato che la Messa Tridentina era perfettamente legale e
valida, e che mai un Papa o altre autorità competenti avevano
vietato a un sacerdote Cattolico di celebrarla.
“È
una tecnica diabolica” continuò Padre Gruner, “che ha provocato
all'interno del Corpo della Chiesa la formazione di due fazioni opposte.
Essa ha scatenato un conflitto nel Corpo della Chiesa. A causa sua
i membri del Corpo Mistico si combattono tra loro. Non si possono
dare due ordini contraddittori e pretendere, allo stesso tempo, che
la Società viva in pace secondo il desiderio di Dio. Consentitemi
di spiegare:
“Se un padre
dice ai due figli maggiori di dipingere di verde il soggiorno e poi,
a loro insaputa, ordina ai due figli minori di dipingerlo di rosso
e quindi si nasconde, in modo da non poter essere trovato né
dai maggiori né dai minori, si scatenerà un'enorme confusione.
“Entrambi
inizieranno a dipingere lo stesso soggiorno, lottando gli uni contro
gli altri in nome dell'obbedienza al padre. Ma è il padre che
ha dato ordini contraddittori che hanno provocato il conflitto, la
rottura e la lacerazione dell'unità che dovrebbe regnare in
ogni famiglia. Gli ordini del padre potrebbero provocare uno scisma
all'interno della famiglia. Sono ordini errati. Se il padre li avesse
impartiti consapevolmente, essi sarebbero disonesti. Si tratterebbe
evidentemente di un abuso di autorità.
“Si giungerebbe
allo stesso risultato se, invece di dare direttamente ordini contradditori,
da una parte, egli parlasse ai figli in modo da dar loro deliberatamente
a intendere di aver dato ordini che li obbligano a fare una certa
cosa, ma alcuni dei figli fossero sufficientemente accorti per capire
che egli in realtà non ha dato alcun ordine e per capire che
l'ordine ‘implicito’ era colpevolmente sconsiderato e che il
padre non aveva il diritto di impartire ordini di questo genere e
che è per questo motivo che ha parlato in quel modo, mentre,
dall'altra parte, gli altri figli, non altrettanto accorti, si sentissero
obbligati a obbedire all'ordine ‘implicito’. Inevitabilmente
i figli litigheranno tra loro. Tuttavia, lo scisma è stato
provocato da un ordine deliberatamente scismatico e il padre si è
reso colpevole di una scorrettezza nei riguardi dei figli. La stessa
cosa accade oggi nella Chiesa. Consentitemi di illustrare con un esempio
quello che sta accadendo:
“Mia madre
mi ha giudicato per anni disobbediente perché ho ignorato il
contenuto della falsa lettera della Cancelleria di Montreal. Ella
non mi ha mai rimproverato apertamente ma, per molti anni, mi ha disapprovato.
Un giorno, discutendo di un altro argomento, ci trovammo ad affrontare
questa questione e io potei spiegare le mie ragioni. Allora mia madre
si adirò con i funzionari della Cancelleria che avevano abusato
della sua fiducia.”
Poco a poco,
il peso del caos che minacciava la Chiesa sembrò prevalere sulla
stessa sera che stava cadendo così come era prevalso sull'autentica
Fede attraverso l'eresia, l'apostasia e lo scisma.
“Scisma,”
spiegava Padre Gruner “significa separazione e abitualmente con questo
termine si vuole indicare che qualcuno non riconosce la legittimità
dell'autorità della Chiesa. Ma, come ho già spiegato,
anche l'autorità può rendersi colpevole di uno scisma,
impartendo ordini illegali o formulandoli in modo da provocare una
scissione tra i fedeli. Sant'Agostino dice, ‘Nelle cose essenziali
unità, in quelle non essenziali libertà e in tutte le
cose carità.’ Il messaggio di Garabandal non è
essenziale. Io avevo il diritto di divulgarlo e mia madre aveva quello
di non farlo se non lo desiderava. Quella lettera ingannatrice ha
provocato una frattura tra me e mia madre. Si tratta di una tecnica
immorale, benché venga utilizzata anche troppo frequentemente
dalle autorità ecclesiastiche.
“Chi è
il colpevole? Dio non si contraddice nei dogmi. Egli non può
contraddire una verità né impartire ordini contraddittori.
Dio non è colpevole, quelli che abusano del loro potere, invece,
sono chiaramente colpevoli.
“Dio, il Santificatore
non contraddice Dio il Creatore. C'è un solo Dio. Dio è
il Creatore della natura e la grazia edifica sulla natura.
“La vera Chiesa
non può impartire ordini contraddittori. Questa tecnica è
stata utilizzata per distruggere la Chiesa dall'interno. Coloro che
l'hanno impiegata si ritengono più intelligenti dei comuni
fedeli. Ma, in realtà, essi lavorano per il Diavolo. La Chiesa
non è il giocattolo dei burocrati. Essi hanno provocato uno
scisma virtuale. Utilizzando l'espediente di far credere di aver emesso
un ordine senza effettivamente formularlo, essi hanno lacerato il
Corpo della Chiesa.
“Dio il Creatore
e Dio il Santificatore ha creato la Chiesa. Ma, nel formulare le sue
leggi, ha fatto in modo che esse non contraddicessero quelle della
natura. Le pubbliche autorità, nella Chiesa e nello Stato,
nel promulgare le loro leggi, devono quindi tener conto di quelle
che reggono la natura umana. La grazia edifica sulla natura, come
ci ha insegnato San Tommaso.
“C'è
un principio della legge naturale che nessun filosofo o teologo cattolico
potrebbe negare — secondo cui una legge, ogni genere di legge, per
essere valida deve essere promulgata; se una legge non viene promulgata3
non è vincolante per la coscienza e quindi non siamo tenuti
a rispettarla.
“È
quello che ho tentato di spiegare nell'esempio, precedentemente citato,
della lettera della cancelleria di Montreal. Io non ero affatto vincolato
da quell'‘ordine non effettivo’. Ero libero di trasgredirlo.
Così come non sono obbligato a rispettare le disposizioni non
effettive che proibiscono di celebrare la Messa Tridentina, a cui
viene erroneamente attribuito valore di legge.
“Questi ordini
stanno chiaramente provocando una scissione nel corpo dei fedeli,
una scissione che è ovviamente e palesemente nociva al bene
comune e che è stata indubbiamente causata dagli abusi d'autorità
di coloro che detengono il potere.
“Il Nostro
Signore ha detto, ‘Sia invece il vostro parlare sì sì;
no no; il di più viene dal maligno’ (Cfr. Matteo 5:37,
Giacomo 5:12).
“Ciò
è particolarmente vero nell'esercizio della pubblica autorità,
che sia quella del Papa, di un funzionario, di un giudice o di un
legislatore. Questa doppiezza sembra essersi risolta in una terribile
persecuzione per la Chiesa. E se la Chiesa viene perseguitata anche
tu e io siamo perseguitati.”
Trent'anni dopo
la fine del Concilio Vaticano II, una delle sue più importanti
decisioni sta determinando il destino dell'Apostolato di Fatima.
“Rifiutando
di dichiarare l'infallibilità dei suoi insegnamenti, il Concilio
Vaticano II compì un'azione non pienamente magisteriale, attraverso
la quale esso declinava, in definitiva, la sua piena responsabilità.
Di conseguenza oggi alcuni fedeli credono che il Concilio Vaticano
II sia il solo e definitivo Concilio benché gli stessi Padri
Conciliari abbiano esplicitamente precisato che esso in molte cose
non può essere ritenuto infallibile. In realtà, alcune
interpretazioni del Concilio Vaticano II sono palesemente eretiche.
Dopo il Concilio Vaticano II, i Cattolici, a causa della loro ignoranza
dei fatti, ritengono erroneamente che i fedeli cattolici che osservano
rigorosamente le infallibili decisioni del Concilio di Trento e del
Concilio Vaticano I siano per così dire ‘fuori della Chiesa’
e li accusano di essere ostili al Papa. Essi giungono al punto di
punire “farisaicamente” i Cattolici fedeli all'infallibile Magisterium.
Tutto ciò non sarebbe accaduto se le autorità ecclesiastiche
del Concilio Vaticano II avessero impartito in un linguaggio chiaro
solo i precetti di cui erano certi, assumendosene la piena resposabilità,
e se avessero dichiarato infallibile la propria autorità.
“L'accordo
tra il Vaticano e Mosca, elaborato in segreto, rappresenta un altro
esempio di rifiuto di assunzione della responsabilità pubblica.
Una parte dell'accordo è che l'accordo non può essere
discussa pubblicamente. Quale governo ha l'autorità di sottoscrivere
un impegno che vincola i membri di un'istituzione senza renderlo pubblico?
Questo concordato segreto che tenta di far tacere la Chiesa su un
grave danno morale è chiaramente contrario al Bene Comune,
alla Legge Naturale e al Diritto Positivo Divino.
“Ciò
che sta perdendosi è la responsabilità verso il Bene
Comune. Nel caso in cui fosse in contraddizione col Bene Comune della
Chiesa, persino l'ordine impartito da un Papa non sarebbe vincolante.
San Paolo lo afferma esplicitamente. Nessun Papa ha il diritto di
tacere o di imporre il silenzio di fronte all'apostasia, allo scisma
o all'eresia contraria a Dio, a Cristo e alla Chiesa4.
“Un buon filosofo
Cattolico potrebbe dimostrare esclusivamente attraverso la luce della
ragione, che ciascuno di noi ha il dovere di concorrere al Bene Comune,
o al Benessere Comune come talvolta viene chiamato, con la sua opera,
con le sue azioni e con le sue parole, cercando di evitare quanto
possa nuocergli.
“In primo
luogo, dovrebbe essere ovvio che ciascun membro di una città,
di una famiglia, di un paese non deve far nulla che possa nuocere
al Bene Comune.
“Inoltre,
in secondo luogo, egli dovrebbe fare tutto il possibile per favorire
il Bene Comune nella misura in cui i suoi doveri verso Dio e verso
il suo prossimo lo consentono.
“A riprova
di ciò, potremmo chiedere cosa accadrebbe nella nostra società
se la popolazione potesse comportarsi in modo da pregiudicare il bene
pubblico — truffando e ingannando non un preciso individuo, ma un
intero gruppo?
“Dio, una
volta creati gli individui, ha creato anche la società. L'uomo
è destinato a vivere in società. Dio non vuole che egli
viva in solitudine. E la società, per poter sopravvivere, deve
essere regolata da alcune norme che devono essere rispettate da tutti,
anche nei casi in cui sono poco convenienti, o addirittura contrarie
all'interesse di coloro che le osservano.
“La società
non potrebbe esistere se tutti i suoi membri pensassero solo ai loro
interessi, e cercassero di sopraffare gli altri membri della società.
“Neppure i
doveri verso la famiglia o verso la cerchia ristretta dei propri amici
possono giustificare comportamenti di questo genere, che privano il
resto della società della ricchezza, della libertà,
della vita e del bene più prezioso, l'anima.
“Noi siamo
i custodi dei nostri fratelli. Dobbiamo rispettare la loro libertà
e la loro indipendenza ma, quando la Provvidenza mette sulla nostra
strada eventi, persone o cose che pregiudicano il bene del nostro
prossimo, dobbiamo anche aver cura dei suoi interessi.
“Ciò
deve valere non solo nei confronti di coloro che conosciamo o incontriamo
casualmente, ma anche nei confronti di tutti quelli che appartengono
alla nostra comunità, al nostro paese, al nostro mondo, e in
particolare, come esorta San Paolo, nei confronti di tutti i fratelli
nella Fede5.
“Grazie alla
luce della rivelazione, sappiamo che Dio Padre ha designato il Figlio,
Redentore di tutta l'umanità, Re dei re e Signore dei signori6.
Così tutti i presidenti, i re, i signori, i giudici, i legislatori,
i funzionari e i burocrati devono obbedire al Re dei re, a Nostro
Signore Gesù Cristo, nelle faccende che riguardano la Chiesa
e in quelle che riguardano la società, tutelando il diritto
alla proprietà, alla vita e alla libertà, in generale
e nei casi particolari.
“Così
il comune cittadino deve votare a favore dei legislatori, dei presidenti
e dei capi di governo che difendono la legge di Dio e contro quelli
che la attaccano.
“Ogni giorno,
recitando il Rosario, preghiamo per questo. Ogni giorno imploriamo,
‘Venga il Tuo Regno’. Se veramente, come recita questa preghiera,
desideriamo la venuta del Regno di Cristo sulla terra, dobbiamo operare,
parlare e pregare per il Bene Comune.
“Non preghiamo,
infatti, solo per l'ingresso dell'umanità nel Regno di Cristo
che si trova nei Cieli, ma anche per la venuta del Suo Regno in terra,
perché Cristo ci ha insegnato la preghiera che recita ‘Sia
fatta la Tua volontà, così in Cielo come in terra’.
“Al contrario,
un gruppo sovversivo attacca i fondamenti stessi dell'autorità.
L'autentica natura di una società segreta risiede nel fatto
che non si sa chi siede al suo vertice né qual'è la
dottrina che intende difendere. Nella legge naturale, che Dio ha infuso
nella struttura della società, autorità, responsabilità
e oneri sono strettamente legati. Un individuo non può detenere
l'autorità senza la relativa responsabilità. Così
afferma la Legge Naturale. Ed è in questo modo che Dio ha creato
la pubblica autorità che opera sia nella Chiesa, sia nello
Stato. In breve, ‘impartendo un ordine senza formularlo’, la
pubblica autorità sembra voler acquisire i vantaggi che le
derivano dall'aver impartito quell'ordine, senza assumersene la responsabilità.
Ma, a lungo termine, questo metodo di governo distrugge l'autorità
e divide i membri della Chiesa. ‘Una casa divisa contro se stessa
non può rimanere in piedi’ ... ha detto Gesù.
“Abbiamo il
dovere di costruire la Casa della Fede, non quello di abbatterla.
Abbiamo anche il dovere di concorrere al benessere della società.
Le disposizioni della Madonna di Fatima costituiscono il più
perfetto strumento per giungere al compimento di entrambi.”
IL BENE COMUNE
“Nel proseguire
la mia opera di diffusione dell'intero messaggio di Fatima, compio
semplicemente il mio dovere nei riguardi del Bene Comune. Tuttavia,
non sono l'unico ad avere questo dovere. Tutti devono contribuire
al Bene Comune. Se questo concetto fosse più ampiamente compreso,
un maggior numero di persone si dedicherebbe alla divulgazione del
messaggio di Fatima, probabilmente non con la stessa mia estensione,
ma secondo le sue capacità.
“La questione
del Bene Comune è un tema fondamentale che, ai nostri giorni,
viene sin troppo trascurato. La sua conoscenza deve diffondersi affinché
possano essere corrette le tante false idee che operano contro il
benessere pubblico, per la decristianizzazione della società,
e impediscono che le richieste della Madonna vengano esaudite.
“Non è
solo una mia fantasticheria. Il Bene Comune è talmente importante
che oggi costituisce una componente fondamentale di una legge giusta.
Così è necessario affrontare la questione del Bene Comune
innanzitutto in rapporto alla legge, ai nostri obblighi verso di essa,
e in particolare per quanto riguarda Fatima.
“La teologia
morale cattolica di tutti i tempi insegna che le componenti di una
legge giusta sono quattro.
“Una legge
giusta deve essere:
1) un principio
di ragione,
2) a favore
del Bene Comune,
3) promulgata,
4) da persone
che si preoccupano della comunità7.
“Se uno di
questi quattro ‘ingredienti’ è assente, non siamo in
presenza di una vera legge e non siamo tenuti a rispettarla.
“Ciò
dimostra quanto sia importante il Bene Comune. Ogni disposizione legislativa
che non sia vantaggiosa per il Bene Comune non può essere considerata
una vera legge. Come ho già detto, nel caso in cui fosse svantaggioso
per il Bene Comune persino l'ordine impartito da un Papa non dovrebbe
essere ritenuto vincolante.
“Quindi, il
Bene Comune non è solo una componente essenziale della legge
e della società, ma è anche qualcosa a cui tutti
devono contribuire, i governanti e i governati.
“Il nostro
dovere verso il Bene Comune è duplice. Non dobbiamo solo limitarci
a non fare niente che ostacoli il Bene Comune,
ma dobbiamo fare tutto il possibile per far progredire il
Bene Comune.
“Naturalmente,
per stabilire un equilibrio, dobbiamo precisare che vi è una
gerarchia delle responsabilità personali che include il Bene
Comune. Per primi vengono i nostri doveri verso Dio; per secondi i
doveri verso la nostra anima; e l'anima del nostro prossimo, in particolare
quella dei familiari e degli amici. Infine vengono i doveri verso
il Bene Comune8.
“Il Bene Comune
coinvolge attivamente il nostro prossimo, uomini, donne e bambini
che in un modo o nell'altro Dio ci fa incontrare lungo il nostro cammino,
i nostri vicini di casa, i colleghi di lavoro, coloro che siedono
accanto a noi sull'autobus che ci porta al lavoro, o quelli che la
domenica assistono assieme a noi alla celebrazione della Messa. Qualunque
sia il luogo o il modo in cui entriamo in contatto con loro, a causa
del posto in cui ci troviamo o a causa del lavoro che svolgiamo, una
certa persona è per noi il nostro prossimo. Ma ciò che
è più importante, il nostro dovere verso il Bene Comune
non riguarda solo quelli che incontriamo, ma anche quelli che non
incontreremo mai.
“Se, ad esempio,
sto decidendo a chi dare il mio voto in vista delle elezioni, non
posso scegliere un candidato favorevole all'aborto. Anche se un abortista
ha un piano efficace per salvaguardare l'occupazione, io non posso
votarlo perché egli vuol fare qualcosa che è intrinsecamente
peccato. Intende avvalersi della sua posizione di legislatore per
fare del male a migliaia di bambini. Il mio dovere verso il Bene Comune
esige che, anche se la mia scelta può mettere in imbarazzo
il mio vicino, il mio collega, mio fratello, mia sorella, mia zia
o mio cugino, io sia tuttavia obbligato a optare per la cosa giusta
nel timore di Dio e in favore del benessere naturale e sovrannaturale
degli individui e della società.
“Non ha alcuna
importanza il fatto che io probabilmente non conoscerò mai
i bambini che il mio voto per la vita avrà salvato. Attraverso
le mie azioni di carattere sociale, anche apparentemente poco significative,
sono responsabile della loro protezione davanti a Dio.
“La maggior
parte di noi non compie il suo dovere verso il Bene Comune sia della
Chiesa, sia dello Stato, perché ritiene erroneamente che il
benessere pubblico sia una materia di esclusiva competenza delle autorità.
Nello Stato è diffuso il concetto che solo i governanti e i
politici siano responsabili del Bene Comune. Nella Chiesa invece,
si crede che che solo il Papa, i Cardinali, i vescovi e i sacerdoti
siano responsabili del Bene Comune. In entrambi i casi, il comune
laico agisce basandosi sulla premessa che, dal momento che non si
può fare molto, tanto vale non fare nulla. A volte, questo
falso concetto è il risultato di una informazione erronea,
altre volte viene prodotto dalla disinformazione (cioè dai
deliberati tentativi dei nemici di diffondere menzogne travestite
da informazioni). Qualunque sia la sua causa, questa mentalità
sbagliata deve essere avversata. Nel caso di Fatima essa infatti ha
avuto delle conseguenze disastrose.
“Naturalmente,
da coloro che detengono la ricchezza, il potere, l'influenza, il prestigio
ci si attende un maggior contributo al Bene Comune. Ciò non
significa che se non possediamo autorità, potere o influenza
non possiamo fare niente, che non possiamo contribuire in nessun modo.
Non siamo mai dispensati dal compiere la nostra opera in favore del
Bene Comune.
“Inoltre,
questo dovere ci impegna non solo nei confronti dei nostri pari e
di coloro sui quali esercitiamo la nostra autorità, ma riguarda
anche i nostri superiori, che dobbiamo rimproverare quando agiscono
a detrimento del Bene Comune, a condizione di essere rispettosi verso
le persone e le posizioni che occupano. San Paolo dovette rimproverare
San Pietro, il primo Papa, perché ‘non camminava sulla strada
della verità’9. E San Tommaso d'Aquino insegna
che a volte, se il Bene Comune lo esige, bisogna disobbedire o ammonire
i propri superiori10.
“San Roberto
Bellarmino dice che dobbiamo resistere attivamente alle direttive
delle autorità quando sono contrarie al Bene Comune11.
“Naturalmente,
tutto ciò deve essere fatto in spirito di carità, perché
il sapere e l'azione senza la carità sono distruttivi.
“A sua volta,
la carità, per essere efficace, deve essere basata sulla verità.
Se nella mente del caritatevole non c'è la verità, i
suoi sforzi di costruire la Chiesa, a causa di questa mancanza di
conoscenza, saranno quasi sempre condannati all'insuccesso. Tanta
distruzione si è abbattuta sulla Chiesa e sul mondo a causa
di questa ‘falsa carità’, a causa, cioè, dell'accettazione
di comportamenti e principi distruttivi per la Chiesa e per la società.
Spesso questa falsa carità è frutto dell'ignoranza.
Le Scritture non insegnano forse che ‘Perisce il mio popolo per mancanza
di conoscenza’?12
“Ora, la carità
e la verità devono essere esercitate. La carità e la
verità ci impongono certi doveri, e, a volte, questi doveri
sono impegnativi.
“Non dobbiamo
quindi rimanere inattivi quando viene affermata una menzogna che riguarda
il Bene Comune o persino il bene di un piccolo segmento della società.
Inoltre, se siamo a conoscenza di una verità che può
aiutare in modo significativo il nostro prossimo, abbiamo il dovere
di renderla pubblica, perché il nostro silenzio potrebbe causare
la perdita di un bene grande.
“Ciò
è particolarmente vero per ciò che riguarda i Cattolici
del ventesimo secolo perché a essi Dio ha concesso un'arma
che può infallibilmente instaurare il Suo Regno sulla terra.
“È
infatti nella nostra epoca che Dio ha voluto svelare in una rivelazione
pubblica e profetica il Suo piano destinato a portare la pace nel
mondo e a instaurare il Suo regno sulla terra. Questo piano è
eterno, ma è stato precisato ai nostri giorni attraverso il
messaggio di Fatima.
“Credo che
mai nella storia, un'apparizione della Madonna abbia così precisamente
confermato le parole della Sacra Scrittura. Papa Paolo VI esprimeva
chiaramente il suo pensiero quando dichiarava di credere che l'apparizione
della Nostra Signora e il suo messaggio fossero un adempimento della
profezia biblica, e cioè del capitolo 12 dell'Apocalisse. Egli
credeva che ciò che duemila anni fa San Giovanni Apostolo aveva
scorto nella sua visione profetica fosse Nostra Signora di Fatima13.
Suor Lucia ci ha detto che il Terzo Segreto è contenuto nella
parte compresa tra i capitoli 7 e 13 dell'Apocalisse14.
Il Cardinale Ratzinger sostiene di aver letto il Terzo Segreto e che
esso si riferisce alla fine dei tempi e che è contenuto nella
Sacra Scrittura15.
“È
chiaro che se fa parte della profezia biblica, il messaggio di Fatima
non è semplicemente una rivelazione di carattere privato che
possa essere ignorata asenza pecato.”
Padre Gruner
dedica cinquanta pagine del suo libro, intitolato World Enslavement
or Peace ... It's Up to the Pope (La Pace o l'Asservimento del Mondo
dipendono dalle decisioni del Papa), alla dimostrazione della
tesi secondo cui, anche se il messaggio di Fatima non fosse contenuto
nella Sacra Scrittura, a meno di non commettere un peccato, saremmo
comunque obbligati ad ascoltare e a obbedire al messaggio e alle richieste
della Vergine a Fatima. Questo obbligo, egli spiega, si estende a noi
tutti: laici, religiosi, sacerdoti, vescovi e persino al Papa.
“Se negassi
o mettessi in dubbio questa verità, io stesso non gioverei
al Bene Comune e quindi commetterei un peccato.
“Non sono
l'unico a cui spetta il dovere di diffondere questa verità.
Chiunque conosca Fatima e il suo messaggio non può sottrarsi
a quest'obbligo. Se qualcuno pensa che le mie affermazioni non corrispondano
al vero, credo che, prima di sostenere una tesi opposta, debba almeno
considerare le mie riflessioni teologiche, dal momento che noi tutti
abbiamo l'obbligo di andare alla ricerca della verità.
“Immaginate
che maestoso risultato si otterrebbe se un numero sufficientemente
grande di persone si rendesse conto del suo dovere verso il Bene Comune.
Pensate se tutti i laici, uomini, donne e bambini fossero consapevoli
di Fatima e del ruolo cruciale che la consacrazione della Russia ha
per la loro fede, per la loro famiglia, per la loro libertà
e per tutti quelli che amano. Immaginate se tutti gli uomini, donne
e bambini del mondo telefonassero al loro vescovo, al loro pastore,
e al Papa, per chiedergli la consacrazione della Russia. Se ciò
accadesse, non vi è alcun dubbio, il Papa la concederebbe.
“Perché
disporrebbe del sostegno morale necessario a emanare quest'atto. Potrebbe
imporre la sua decisione a ogni prelato recalcitrante, non dovrebbe
temere le rivolte contro il Papato guidate dai vescovi disobbedienti.
“Non lasciate
che si dica che i laici non hanno niente a che fare con la consacrazione.
È vero che in questa questione essi non hanno alcun potere
decisionale. È vero che i laici non sono vescovi, e quindi
non spetta a loro compiere direttamente l'atto della consacrazione.
Solo i vescovi, unitamente al Papa possono compierlo. Ma i laici possono
indubbiamente informare i vescovi, possono esercitare la loro influenza
sull'opinione pubblica all'esterno e all'interno della Chiesa. Possono
appellarsi al diritto, concesso loro da Dio, di chiedere un governo
responsabile e di ritenere i loro superiori responsabili verso le
promesse pubbliche fatte dai loro pastori nel momento in cui hanno
assunto il loro ufficio.
“Possono far
molto. Come Gesù e Maria ci hanno detto, possono pregare per
la consacrazione. Possono fare dei sacrifici per essa. Possono parlarne
a tutte le persone che incontrano. Perché Dio vuole che questa
consacrazione e la conseguente conversione della Russia siano riconosciute
e considerate come una vittoria dell'Immacolato Cuore di Maria16.
Ma ciò si saprà solo se quelli che conoscono le profezie
di Fatima sulla Russia le comunicheranno ai loro simili.
“La teologia
e la mentalità false secondo cui ‘i laici non possono fare
nulla’ devono essere superate in modo da suscitare una grande
ondata di sostegno a favore della consacrazione della Russia. Questa
ampia dimostrazione di sostegno può manifestarsi, ma affinché
raggiunga il suo scopo è necessario che, un maggior numero
di sacerdoti, di laici e di vescovi si dichiarino a favore della consacrazione
collegiale della Russia come ha richiesto la Nostra Signora di Fatima.
“In questo
campo non ci è certo mancata una guida o delle direttive.
“Suor Lucia
ha risolto indirettamente la questione del dovere dei Laici cattolici
verso il Bene Comune quando ha detto ‘non aspettate che il richiamo
alla devozione venga dalla gerarchia’.17 È
quindi ovvio che Suor Lucia voleva incoraggiare l'iniziativa individuale.
Quando, in un'altra occasione, le venne chiesto il motivo della sua
insistenza sulla consacrazione, Ella rispose sottolineando chiaramente
la necessità della Consacrazione della Russia così come
era stata ordinata a Fatima18.
“Un altro
grande Cattolico del nostro tempo, Hamish Fraser, ha sottolineato
che i Laici Cattolici hanno il dovere di agire come apostoli nel loro
ambiente senza aspettare gli ordini della gerarchia. Egli ha rimproverato
quei Cattolici che si limitano a lagnarsi della deplorevole situazione
in cui oggi si trovano la Chiesa e lo Stato ma non promuovono nessuna
iniziativa per ristabilire l'ordine19.
“Nel Nuovo
Codice di Diritto Canonico, diversi passaggi dei Canoni compresi tra
il 208 e il 223, che trattano dei diritti e dei doveri dei fedeli
di Cristo, confermano questa opinione. Sono rimasto colpito soprattutto
dal Canone 212, n°2 nel quale si afferma che ‘i fedeli di Cristo
sono autorizzati a rendere note le loro necessità, in particolar
modo quelle di ordine spirituale, e i loro desideri ai Pastori della
Chiesa.’ Questa affermazione è una citazione diretta
dal Codice di Diritto. Tuttavia, quando esercitiamo rispettosamente
la libertà di presentare una supplica in favore della consacrazione
della Russia, veniamo falsamente accusati di istigare al ‘rancore
nei confronti del Santo Padre.’
“Sono stato
molto colpito anche dal Canone 225, n°2 secondo cui ‘ogni laico/a
conformemente alla sua condizione è vincolato allo specifico
dovere di perfezionare l'assetto degli affari temporali infondendovi
lo spirito del Vangelo’. Ma il miglior modo di permeare ‘l'assetto
degli affari temporali’ dello spirito del Vangelo, non è
forse quello di operare per la consacrazione collegiale della Russia,
che è il piano di Nostro Signore per perfezionare la società
secondo la Sua Legge Divina attraverso il Cuore Immacolato di Maria?
“Così,
benché si affermi, in particolare negli ambienti ecclesiastici,
che operare in questo modo per il Bene Comune sia ‘politicamente scorretto’,
non si può sostenere che ciò contravvenga al Codice
di Diritto Canonico, all'insegnamento e alla pratica della Chiesa.
“Quindi, non
lasciate che si dica che i laici non hanno niente a che fare con la
consacrazione. Si tratta di un'opinione sbagliata e contraria alla
nostra preghiera: ‘Venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà
così in Cielo come in terra’, e alla nostra Fede, affermare
che i laici non possono contribuire in nessun modo alla venuta del
regno di Cristo sulla terra. Come ho già detto, ciò
è particolarmente vero per i Cattolici del ventesimo secolo
che oggi dispongono dell'arma spirituale, concessa loro da Dio, che
infallibilmente instaurerà il Suo regno sulla terra. Dobbiamo
innanzitutto osservare la nostra riparazione Eucaristica, recitare
il Rosario, portare a dosso lo Scapolare Marrone, osservare i Cinque
Primi Sabati e contribuire alla Consacrazione della Russia. Nella
nostra epoca Dio, attraverso la profetica e pubblica rivelazione di
Fatima, ha svelato il Suo piano destinato a portare la pace nel mondo
ed a instaurare il Suo regno sulla terra.
“Ricorda,
Dio vuole che questa consacrazione e la conseguente conversione della
Russia vengano riconosciute e considerate una vittoria dell'Immacolato
Cuore di Maria. Ciò si saprà solo se quelli che conoscono
le profezie di Fatima sulla Russia le comunicheranno ai loro simili.
“I laici e
i sacerdoti possono sostenere coloro che svolgono un'attività
di propaganda in suo favore tra i laici, tra i sacerdoti e i vescovi
attraverso le loro preghiere, i loro sacrifici e i loro contributi
finanziari. Possono far conoscere la verità, contrastando e
imponendo il silenzio a coloro che ignorano il Suo messaggio, che
si oppongono alla consacrazione collegiale della Russia e cercano
di screditare quelli che operano in suo favore.
“Se nel passato
essi hanno commesso la colpa di seminare la confusione nelle menti
o di provocare un inutile dispendio di energie o di dividere gli animi
su questa questione, ora devono riparare, lavorando duramente o più
duramente per l'unione delle menti, dei cuori e delle energie espiando
così i loro antichi peccati di parola, di azione e di opere,
fino al grande momento del Trionfo della Madonna.
“Tutti quelli
che, in qualsiasi circostanza della loro vita, avrebbero potuto contribuire
alla divulgazione della necessità della consacrazione della
Russia e non lo hanno fatto, non potranno che rimproverare se stessi
quando apparirà imminente il funesto castigo dell'asservimento
alla Russia. Forse la giustizia riserverà a loro e alle loro
famiglie la pena di essere le prime vittime dei loro peccati di omissione.
“Ma forse
saranno solo le seconde vittime. Il primo posto spetta a coloro che,
pur sostenendo che i laici non possono fare niente riguardo a questa
questione, ne fanno una fonte di lucro, e si dedicano alla pubblicazione
e alla diffusione di menzogne tra i membri della Chiesa contro la
più importante richiesta di Nostra Signora, la necessità
della consacrazione della Russia.
“Oggi, dobbiamo
pregare per essere protetti da coloro che operano contro il messaggio
di Fatima. Intendo riferirmi a quelli che (a causa della loro ignoranza
delle vere richieste di Fatima) non contribuiscono in nessun modo
alla promozione di questa condizione assolutamente essenziale alla
pace nel mondo. Queste stesse persone (come un tempo i farisei) spendono
una grande quantità di energia per fingersi scandalizzati da
coloro che divulgano la verità. Inoltre, proprio come i farisei,
essi cercano di distruggere la reputazione di quei buoni che rifiutano
di essere altrettanto ipocriti. È un comportamento molto simile
a quello che i farisei tennero con il Nostro Signore.
“A causa della
loro invidia spirituale, essi hanno commesso la colpa di essersi opposti
a Dio e alla verità riconosciuta. Questa è una grave
offesa e forse persino una bestemmia contro lo Spirito Santo20.
Quelli come loro corrono il grave rischio di perdere le loro anime,
e forse in virtù di una grazia straordinaria potranno essere
salvati dalle fiamme dell'inferno.
“Dobbiamo
pregare per le anime deboli che sono oppresse dal fardello che le
menzogne e le calunnie di questi ipocriti impongono loro.
“Dobbiamo
esercitare la nostra sorveglianza contro di loro.
“Dobbiamo
evitare le persone e le direttive che affermano:
1) che non
abbiamo alcun obbligo verso il Bene Comune
2) che i singoli
non possono contribuire in alcun modo alla consacrazione della Russia.
3) che la
diffusione del messaggio di Fatima non costituisce per noi un obbligo
morale.
“Se essi credessero
veramente a queste tre affermazioni, perché dovrebbero cercare
di dissuaderci? Se davvero tutto ciò non ha nessuna importanza,
perché non ci lasciano in pace?
“In secondo
luogo, perché ostentano amore, devozione e obbedienza alla Madonna
di Fatima, e, allo stesso tempo, operano per la distruzione della fiducia,
dell'adesione e del sostegno dei fedeli al Suo messaggio integrale e
alle sue richieste? La Nostra Signora è venuta per uno scopo.
Ella ci ha detto la verità e si aspetta da noi fiducia e obbedienza.
Queste persone, benché si richiamino alla Nostra Signora, mentono.
Non seguitele.
“Non importa
se qualcuno afferma il contrario, è un fatto che noi tutti abbiamo
un obbligo nei confronti del Bene Comune. Dobbiamo dire la verità
in pubblico e in privato. Dobbiamo quindi divulgare e promuovere la
verità, tutta la verità su Fatima. Dobbiamo pregare e
lavorare affinché la volontà di Dio sia fatta così
in Cielo come in terra.
“Nessuno di
noi è esentato da quest'obbligo. Nessuno di noi può ostacolare
quelli che operano veramente per il Bene Comune. Conformemente alle
nostre possibilità, dobbiamo fare tutto il possibile, perché
nessuno dispone di una garanzia contro quello che accadrà domani.
“Dobbiamo recitare
il Rosario ogni giorno, compiere i sacrifici, cingere il nostro scapolare,
consacrarci alla Nostra Signora e osservare i Cinque Primi Sabati. Queste
sono le cose che possiamo fare come Cattolici. Sono compiti che spettano
a tutti, non solo al Papa e ai vescovi. Il Cielo non ci ha
concesso la grande grazia del Messaggio di Fatima perché noi
considerassimo con indifferenza. La risposta all'appello di Fatima è
un dovere del quale ognuno di noi renderà conto a Dio”.
Padre Gruner
ha vissuto la sua vita e il suo apostolato nella convinzione che, nonostante
quello che dicono i media, la lotta del Comunismo contro la religione
non è mai stata così intensa o attiva. Non chiede scusa
per la sua convinzione secondo cui la Madonna di Fatima, e solo
la Madonna di Fatima, contro questo veleno ha un antidoto
che, benché i burocrati del Vaticano sostengano insistentemente
il contrario, semplicemente non sara purgato dalle vene e le arterie
della Chiesa.
Negli ultimi
venti anni, migliaia di sacerdoti hanno abbandonato il sacerdozio. Perché
allora Padre Gruner continua ad avanzare senza posa davanti all'opposizione
senza precedenti della sua stessa Chiesa? Padre Gruner rispondendo a
questa domanda dice, “Io credo che la Nostra Signora attribuisse un
significato letterale e assoluto alle parole pronunciate a Fatima, ‘Se
le mie richieste saranno soddisfatte, molte anime saranno salvate e
ci sarà la pace. Se invece, le mie richieste non saranno soddisfatte,
la Russia scatenerà la guerra e la persecuzione contro la Chiesa,
i buoni saranno tormentati, il Santo Padre dovrà soffrire molto,
diverse nazioni saranno annientate21.’ Non penso che
sia possibile operare un'altra scelta se non quella di continuare
a diffondere l'intero Messaggio di Nostra Signora con tutte le nostre
forze. Che altro possiamo fare?”
Dopo tutto la
scoperta della fonte della sua determinazione di fronte a ostacoli apparentemente
insormontabili risale all'inizio della sua vita.
“Non è
mai accaduto che colui che ha implorato il Tuo aiuto e richiesto la
Tua intercessione sia stato abbandonato ...”.22
Note:
1. Gio 10, 1-3.
2. Isaia, 45, 19.
3. San Tommaso d’Aquino, Trattato sulla legge, Summa Theologiae, I-II Q 90, art.4.
4. Galati, 2, 11-14.
5. Galati, 6, 10.
6. Apocalisse, 19, 16; 1 Tim. 6, 14-15.
7. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, I-II, q. 90, vedi anche John A. McHugh, O.P. and Charles J. Callan, OP, Moral Theology, John F. Wagner Inc., New York City, 1929, vol.1, pp.90-91.
8. John A. McHugh, O.P. e Charles J. Callan, O.P., Moral Theology, vol.1, pp.467-470.
9. Galati, 2, 14.
10. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.33, art.4.
11. San Roberto Bellarmino, tomo IV, proposizione XVI.
12. Osea, 4, 6, Confraternity Edition.
13. Papa Paolo VI, enciclica Signum Magnum, 12 maggio 1967.
14. Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, p.279.
15. Jesus, 11 novembre, 1984, Roma, Italia. La rivista cita lungamente il Cardinale Ratzinger per quanto riguarda il Terzo Segreto di Fatima e le osservazioni di quest’ultimo sono analizzate e commentate da Padre Joseph de Sainte Marie in The Fatima Crusader, n°18, ott.-dic. 1985, p. S-4.
16. Frère François de Marie des Anges, Fatima: The Only Way To World Peace, p.91.
17. Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, p.28.
18. Frère François de Marie des Anges, Fatima: The Only Way To World Peace, pp.90-91.
19. Michael Davies, “Religious Liberty and the Secular State,” Catholic Family News, agosto 1996.
20. Mat. 12, 31-32.
21. Lucia racconta Fatima, la terza raccolta delle memorie di Suor Lucia, p. 341 (vedi edizione Inglese, p. 105).
22. Raccolta, p.247, n°339.