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Capitolo 1

Lo scisma e il Bene Comune

      Verso la metà degli anni '80, i dieci anni trascorsi al servizio di Nostra Signora di Fatima avevano reso il nome di Padre Gruner popolare in tutto il mondo. Il Fatima Crusader aveva più di un milione di lettori. Egli aveva viaggiato per mesi portando con sé la Vergine Pellegrina. Aveva distribuito centinaia di migliaia di rosari, scapolari e opuscoli devozionali ai bisognosi, e, attraverso questi strumenti prodotti dalla sua opera, la parola del Vangelo giungeva fino ai poveri. Ma le ombre delle manovre della Chiesa e dello Stato che si erano addensate attorno al suo Apostolato sembravano improvvisamente più scure e minacciose. Tuttavia, fino a questo momento, nella storia dell'Apostolato non vi è niente che indichi che i suoi programmi prevedessero una sosta o una pausa. Quale sarebbe stata la linea di condotta dell'Apostolato negli anni immediatamente successivi?

       Non molto tempo prima, in coincidenza dell'anniversario della prima apparizione di Fatima, il tredici di maggio, Padre Gruner sedeva nel soggiorno del suo modesto appartamento di Fort Erie, a Ontario, in Canada, e ripensava a quegli anni cruciali. Per individuare con una maggior precisione le ragioni e la necessità dell'incessante operosità del suo Apostolato, analizzava ad alta voce la situazione in cui, ai nostri giorni, si trova la Chiesa. Mentre i consolanti raggi di un classico tramonto canadese cadevano sui titoli dei libri allineati negli scaffali della biblioteca, egli individuò il problema al centro stesso del dilemma della consacrazione — la questione dell'effettiva influenza che Giovanni Paolo II esercitava sui suoi vescovi.

       “Se il Papa ordinasse ai vescovi di consacrare la Russia contemporaneamente a lui nelle loro cattedrali sparse in tutto il mondo, quali motivazioni addurrebbe loro? Che genere di cooperazione otterrebbe da alcuni burocrati del Vaticano?”

       Attraverso il prisma della storia della salvezza, Padre Gruner poté osservare l'imbarazzo che questa richiesta avrebbe suscitato.

       “Prima del peccato originale, Adamo controllava perfettamente i suoi istinti. Si potrebbe dire che egli non aveva la tentazione di mangiare in modo eccessivo, perché il suo appetito era perfettamente dominato dalla ragione. Obbediva alla ragione come tutti i suoi altri istinti. Così, dopo aver assunto cibo a sufficienza, non sentiva più la fame fino allo stimolo successivo. Se aveva bisogno di dormire, non rimandava il momento del sonno al compimento di un ultimo lavoro, rimanendo sveglio per altre tre ore. Tutti i suoi istinti erano così obbedienti che egli compiva questa o quella azione prima che le sue membra ne esprimessero l'esigenza.

       “Oggi, dopo la caduta, senza la grazia e senza mortificazione, nessuno di noi esercita il controllo sui propri istinti. Prendiamo il caso delle popolazioni che bevono troppo, che non sono fedeli alle loro mogli o ai loro mariti, non perché non si rendano conto che in questi comportamenti c'è qualcosa di sbagliato, ma perché, a causa del peccato originale, la ragione ha perso il controllo sui loro istinti. Ma, in origine, Adamo non doveva affrontare questo conflitto. Che cosa è accaduto allora dopo il peccato originale? Egli iniziò a non obbedire più alla sua ragione. I suoi occhi volevano vedere ciò che non avrebbero dovuto vedere, le sue orecchie desideravano ascoltare ciò che non avrebbero dovuto ascoltare, neppure sua moglie volle più obbedirgli. Sono queste le conseguenze del peccato originale.

       “La malattia è provocata dal disordine, perché ciò che causa la malattia non obbedisce alla facoltà superiore. In definitiva, la stessa cosa sta accadendo all'interno della Chiesa. I burocrati disubbedienti non hanno ubbidito a Dio, e ora ricevono il giusto compenso delle loro omissioni.

       “Essi dicono a Dio, ‘Questa è ormai la Nostra Chiesa. Tu sei in Cielo, noi faremo a modo nostro. Non ascolteremo la voce della profezia, non riveleremo il Terzo Segreto, non consacreremo la Russia, ci dedicheremo ai nostri affari.’ Allo stesso tempo, essi si rivolgono ai loro subalterni, dicendo ‘chinate il capo e obbediteci’.

       “Dal momento che il messaggio della Madonna è stato quasi completamente ignorato dagli alti gradi della gerarchia, la Chiesa è in preda a un disorientamento diabolico. I fedeli fanno quello che possono per non lasciarsi travolgere da questo disorientamento, ma non dispongono delle conoscenze appropriate, non sono canonisti o teologi, intuiscono semplicemente che qualcosa non va.

       “Desidero quindi condividere con voi la chiave per accedere alla comprensione delle molte fratture e lacerazioni inflitte alla Chiesa dal 1960 in poi. Mi trovavo presso il seminario di Montreal quando feci una delle più importanti scoperte dei miei studi teologici.

       “Nel gennaio 1967, il Vicario Generale della diocesi di Montreal, rese nota una relazione che sembrava affermare implicitamente che ai sacerdoti e ai laici era proibito divulgare il messaggio di Garabandal.”

       Nicholas Gruner, come migliaia di altri, quando lesse per la prima volta quella lettera capì che l'obbedienza gli imponeva l'obbligo di non divulgare nella diocesi il messaggio di Garabandal. Ma, leggendola una seconda volta, si rese conto che:

       “Quella lettera non impartiva alcun ordine. Seguendo la mia indole tedesca, mi recai dal Vice cancelliere della diocesi di Montreal e gli chiesi: ‘È corretta o no la mia interpretazione di questa lettera?’ Gli spiegai che essa sembrava contenere un ordine, ma che, leggendola più attentamente, ci si accorgeva che in realtà non lo impartiva affatto. La sua risposta fu estremamente chiara. Disse, ‘Sì, è stata scritta così di proposito’.

       “Dopo alcuni istanti di perplessità, mi resi infine conto delle implicazioni di questa tecnica diabolica. Capii che non ero obbligato a obbedire a un ordine ‘non effettivo’. Secondo il Codice Canonico infatti, l'autorità deve formulare un ordine e non limitarsi a sottintendere di averne impartito uno. In secondo luogo, colui che ha dato l'ordine deve assumersene personalmente la responsabilità. È dunque ovvio che, in questo caso, come confermava l'ammissione stessa del Monsignore, essi avevano scritto la lettera in modo che sembrasse sottintendere un'ordine senza in realtà impartirlo di proposito, in modo che, nel caso in cui l'ordine si fosse dimostrato errato, essi avrebbero potuto negare di averlo mai formulato.”

       All'interno del soggiorno la biblioteca mutava aspetto mentre il tramonto si oscurava. Padre Gruner esprimeva ad alta voce i suoi pensieri sulla natura della sovversione.

       “Gesù, nel Vangelo secondo San Giovanni, dice che il pastore è colui che entra per la porta, e che il ladro, invece, passa da un'altra parte1.

       “In Isaia, Dio parlando al profeta, dice, ‘Io non ho parlato in segreto, in un angolo oscuro della terra’. In altre parole, Dio e coloro che sono autorizzati ad agire in Suo nome devono assumersi pubblicamente la responsabilità delle loro affermazioni2.

       “Mentre i sovversivi nella Chiesa o nello Stato, come i Massoni, ad esempio, impartiscono segretamente i loro ordini senza assumersene la responsabilità.

       “Oggi, alcuni burocrati, persino all'interno del Vaticano, elaborano un documento per far credere di aver impartito un ordine che in realtà non è stato formulato. Non si tratta di un caso o di una trascuratezza ma di una tecnica sovversiva destinata, in un primo momento, a passare inosservata. Si tratta di una tecnica diabolica. E anche di una pratica scismatica. Scisma in greco significa ‘lacerare’. Oggi significa lacerare l'unità della Chiesa. Quando le autorità impartiscono questi ordini ‘non effettivi’, i fedeli si dividono. Quelli che ritengono di dover obbedire all'ordine ‘non effettivo’ spesso giudicano male i fedeli abbastanza scaltri da non lasciarsi indurre in errore da un ordine ‘non effettivo’. Così, all'interno della Chiesa, molti sacerdoti e fedeli sono costretti a operare contro altri fedeli, a causa di una malintesa lealtà nei che riguardi di un ordine ‘non effettivo’ e frappongono ostacoli sulla loro strada. La stessa tecnica è stata impiegata per ciò che riguarda il Novus Ordo.

       “Nel 1969, venne ‘promulgata’ la Nuova Messa in modo tale da far credere che i sacerdoti dovessero attenersi a quest'ultima e che la Vecchia fosse ormai proibita.

       “Ma, esaminando più attentamente queste disposizioni, scoprirete che non era stato dato alcun ordine, che non era stata approvata al riguardo nessuna legge, né stabilito alcun vincolo.

       “Tuttavia, ora i fedeli affermano, ‘non assisterò alla Messa Tridentina,’ e a quelli che la pensano diversamente si dice, ‘Siete dei disobbedienti. Come potete chiamarvi Cattolici e, allo stesso tempo, disobbedire agli ordini del Papa?’ La confusione è provocata ad arte.”

       Una settimana dopo che Padre Gruner aveva rese note queste osservazioni, la sua opinione riguardo alla legittimità della Vecchia Messa otteneva l'influente sostegno di un alto prelato. Il 20 maggio 1995, infatti, il Cardinale Alfons Stickler, parlando a Fort Lee, nel New Jersey, davanti a un uditorio composto da molte centinaia di ascoltatori tra cui figuravano laici, canonisti e sacerdoti, confermò che nel 1986 una commissione papale composta da nove cardinali designati da Papa Giovanni Paolo II, aveva dichiarato che la Messa Tridentina era perfettamente legale e valida, e che mai un Papa o altre autorità competenti avevano vietato a un sacerdote Cattolico di celebrarla.

       “È una tecnica diabolica” continuò Padre Gruner, “che ha provocato all'interno del Corpo della Chiesa la formazione di due fazioni opposte. Essa ha scatenato un conflitto nel Corpo della Chiesa. A causa sua i membri del Corpo Mistico si combattono tra loro. Non si possono dare due ordini contraddittori e pretendere, allo stesso tempo, che la Società viva in pace secondo il desiderio di Dio. Consentitemi di spiegare:

       “Se un padre dice ai due figli maggiori di dipingere di verde il soggiorno e poi, a loro insaputa, ordina ai due figli minori di dipingerlo di rosso e quindi si nasconde, in modo da non poter essere trovato né dai maggiori né dai minori, si scatenerà un'enorme confusione.

       “Entrambi inizieranno a dipingere lo stesso soggiorno, lottando gli uni contro gli altri in nome dell'obbedienza al padre. Ma è il padre che ha dato ordini contraddittori che hanno provocato il conflitto, la rottura e la lacerazione dell'unità che dovrebbe regnare in ogni famiglia. Gli ordini del padre potrebbero provocare uno scisma all'interno della famiglia. Sono ordini errati. Se il padre li avesse impartiti consapevolmente, essi sarebbero disonesti. Si tratterebbe evidentemente di un abuso di autorità.

       “Si giungerebbe allo stesso risultato se, invece di dare direttamente ordini contradditori, da una parte, egli parlasse ai figli in modo da dar loro deliberatamente a intendere di aver dato ordini che li obbligano a fare una certa cosa, ma alcuni dei figli fossero sufficientemente accorti per capire che egli in realtà non ha dato alcun ordine e per capire che l'ordine ‘implicito’ era colpevolmente sconsiderato e che il padre non aveva il diritto di impartire ordini di questo genere e che è per questo motivo che ha parlato in quel modo, mentre, dall'altra parte, gli altri figli, non altrettanto accorti, si sentissero obbligati a obbedire all'ordine ‘implicito’. Inevitabilmente i figli litigheranno tra loro. Tuttavia, lo scisma è stato provocato da un ordine deliberatamente scismatico e il padre si è reso colpevole di una scorrettezza nei riguardi dei figli. La stessa cosa accade oggi nella Chiesa. Consentitemi di illustrare con un esempio quello che sta accadendo:

       “Mia madre mi ha giudicato per anni disobbediente perché ho ignorato il contenuto della falsa lettera della Cancelleria di Montreal. Ella non mi ha mai rimproverato apertamente ma, per molti anni, mi ha disapprovato. Un giorno, discutendo di un altro argomento, ci trovammo ad affrontare questa questione e io potei spiegare le mie ragioni. Allora mia madre si adirò con i funzionari della Cancelleria che avevano abusato della sua fiducia.”

       Poco a poco, il peso del caos che minacciava la Chiesa sembrò prevalere sulla stessa sera che stava cadendo così come era prevalso sull'autentica Fede attraverso l'eresia, l'apostasia e lo scisma.

       “Scisma,” spiegava Padre Gruner “significa separazione e abitualmente con questo termine si vuole indicare che qualcuno non riconosce la legittimità dell'autorità della Chiesa. Ma, come ho già spiegato, anche l'autorità può rendersi colpevole di uno scisma, impartendo ordini illegali o formulandoli in modo da provocare una scissione tra i fedeli. Sant'Agostino dice, ‘Nelle cose essenziali unità, in quelle non essenziali libertà e in tutte le cose carità.’ Il messaggio di Garabandal non è essenziale. Io avevo il diritto di divulgarlo e mia madre aveva quello di non farlo se non lo desiderava. Quella lettera ingannatrice ha provocato una frattura tra me e mia madre. Si tratta di una tecnica immorale, benché venga utilizzata anche troppo frequentemente dalle autorità ecclesiastiche.

       “Chi è il colpevole? Dio non si contraddice nei dogmi. Egli non può contraddire una verità né impartire ordini contraddittori. Dio non è colpevole, quelli che abusano del loro potere, invece, sono chiaramente colpevoli.

       “Dio, il Santificatore non contraddice Dio il Creatore. C'è un solo Dio. Dio è il Creatore della natura e la grazia edifica sulla natura.

       “La vera Chiesa non può impartire ordini contraddittori. Questa tecnica è stata utilizzata per distruggere la Chiesa dall'interno. Coloro che l'hanno impiegata si ritengono più intelligenti dei comuni fedeli. Ma, in realtà, essi lavorano per il Diavolo. La Chiesa non è il giocattolo dei burocrati. Essi hanno provocato uno scisma virtuale. Utilizzando l'espediente di far credere di aver emesso un ordine senza effettivamente formularlo, essi hanno lacerato il Corpo della Chiesa.

       “Dio il Creatore e Dio il Santificatore ha creato la Chiesa. Ma, nel formulare le sue leggi, ha fatto in modo che esse non contraddicessero quelle della natura. Le pubbliche autorità, nella Chiesa e nello Stato, nel promulgare le loro leggi, devono quindi tener conto di quelle che reggono la natura umana. La grazia edifica sulla natura, come ci ha insegnato San Tommaso.

       “C'è un principio della legge naturale che nessun filosofo o teologo cattolico potrebbe negare — secondo cui una legge, ogni genere di legge, per essere valida deve essere promulgata; se una legge non viene promulgata3 non è vincolante per la coscienza e quindi non siamo tenuti a rispettarla.

       “È quello che ho tentato di spiegare nell'esempio, precedentemente citato, della lettera della cancelleria di Montreal. Io non ero affatto vincolato da quell'‘ordine non effettivo’. Ero libero di trasgredirlo. Così come non sono obbligato a rispettare le disposizioni non effettive che proibiscono di celebrare la Messa Tridentina, a cui viene erroneamente attribuito valore di legge.

       “Questi ordini stanno chiaramente provocando una scissione nel corpo dei fedeli, una scissione che è ovviamente e palesemente nociva al bene comune e che è stata indubbiamente causata dagli abusi d'autorità di coloro che detengono il potere.

       “Il Nostro Signore ha detto, ‘Sia invece il vostro parlare sì sì; no no; il di più viene dal maligno’ (Cfr. Matteo 5:37, Giacomo 5:12).

       “Ciò è particolarmente vero nell'esercizio della pubblica autorità, che sia quella del Papa, di un funzionario, di un giudice o di un legislatore. Questa doppiezza sembra essersi risolta in una terribile persecuzione per la Chiesa. E se la Chiesa viene perseguitata anche tu e io siamo perseguitati.”

       Trent'anni dopo la fine del Concilio Vaticano II, una delle sue più importanti decisioni sta determinando il destino dell'Apostolato di Fatima.

       “Rifiutando di dichiarare l'infallibilità dei suoi insegnamenti, il Concilio Vaticano II compì un'azione non pienamente magisteriale, attraverso la quale esso declinava, in definitiva, la sua piena responsabilità. Di conseguenza oggi alcuni fedeli credono che il Concilio Vaticano II sia il solo e definitivo Concilio benché gli stessi Padri Conciliari abbiano esplicitamente precisato che esso in molte cose non può essere ritenuto infallibile. In realtà, alcune interpretazioni del Concilio Vaticano II sono palesemente eretiche. Dopo il Concilio Vaticano II, i Cattolici, a causa della loro ignoranza dei fatti, ritengono erroneamente che i fedeli cattolici che osservano rigorosamente le infallibili decisioni del Concilio di Trento e del Concilio Vaticano I siano per così dire ‘fuori della Chiesa’ e li accusano di essere ostili al Papa. Essi giungono al punto di punire “farisaicamente” i Cattolici fedeli all'infallibile Magisterium. Tutto ciò non sarebbe accaduto se le autorità ecclesiastiche del Concilio Vaticano II avessero impartito in un linguaggio chiaro solo i precetti di cui erano certi, assumendosene la piena resposabilità, e se avessero dichiarato infallibile la propria autorità.

       “L'accordo tra il Vaticano e Mosca, elaborato in segreto, rappresenta un altro esempio di rifiuto di assunzione della responsabilità pubblica. Una parte dell'accordo è che l'accordo non può essere discussa pubblicamente. Quale governo ha l'autorità di sottoscrivere un impegno che vincola i membri di un'istituzione senza renderlo pubblico? Questo concordato segreto che tenta di far tacere la Chiesa su un grave danno morale è chiaramente contrario al Bene Comune, alla Legge Naturale e al Diritto Positivo Divino.

       “Ciò che sta perdendosi è la responsabilità verso il Bene Comune. Nel caso in cui fosse in contraddizione col Bene Comune della Chiesa, persino l'ordine impartito da un Papa non sarebbe vincolante. San Paolo lo afferma esplicitamente. Nessun Papa ha il diritto di tacere o di imporre il silenzio di fronte all'apostasia, allo scisma o all'eresia contraria a Dio, a Cristo e alla Chiesa4.

       “Un buon filosofo Cattolico potrebbe dimostrare esclusivamente attraverso la luce della ragione, che ciascuno di noi ha il dovere di concorrere al Bene Comune, o al Benessere Comune come talvolta viene chiamato, con la sua opera, con le sue azioni e con le sue parole, cercando di evitare quanto possa nuocergli.

       “In primo luogo, dovrebbe essere ovvio che ciascun membro di una città, di una famiglia, di un paese non deve far nulla che possa nuocere al Bene Comune.

       “Inoltre, in secondo luogo, egli dovrebbe fare tutto il possibile per favorire il Bene Comune nella misura in cui i suoi doveri verso Dio e verso il suo prossimo lo consentono.

       “A riprova di ciò, potremmo chiedere cosa accadrebbe nella nostra società se la popolazione potesse comportarsi in modo da pregiudicare il bene pubblico — truffando e ingannando non un preciso individuo, ma un intero gruppo?

       “Dio, una volta creati gli individui, ha creato anche la società. L'uomo è destinato a vivere in società. Dio non vuole che egli viva in solitudine. E la società, per poter sopravvivere, deve essere regolata da alcune norme che devono essere rispettate da tutti, anche nei casi in cui sono poco convenienti, o addirittura contrarie all'interesse di coloro che le osservano.

       “La società non potrebbe esistere se tutti i suoi membri pensassero solo ai loro interessi, e cercassero di sopraffare gli altri membri della società.

       “Neppure i doveri verso la famiglia o verso la cerchia ristretta dei propri amici possono giustificare comportamenti di questo genere, che privano il resto della società della ricchezza, della libertà, della vita e del bene più prezioso, l'anima.

       “Noi siamo i custodi dei nostri fratelli. Dobbiamo rispettare la loro libertà e la loro indipendenza ma, quando la Provvidenza mette sulla nostra strada eventi, persone o cose che pregiudicano il bene del nostro prossimo, dobbiamo anche aver cura dei suoi interessi.

       “Ciò deve valere non solo nei confronti di coloro che conosciamo o incontriamo casualmente, ma anche nei confronti di tutti quelli che appartengono alla nostra comunità, al nostro paese, al nostro mondo, e in particolare, come esorta San Paolo, nei confronti di tutti i fratelli nella Fede5.

       “Grazie alla luce della rivelazione, sappiamo che Dio Padre ha designato il Figlio, Redentore di tutta l'umanità, Re dei re e Signore dei signori6. Così tutti i presidenti, i re, i signori, i giudici, i legislatori, i funzionari e i burocrati devono obbedire al Re dei re, a Nostro Signore Gesù Cristo, nelle faccende che riguardano la Chiesa e in quelle che riguardano la società, tutelando il diritto alla proprietà, alla vita e alla libertà, in generale e nei casi particolari.

       “Così il comune cittadino deve votare a favore dei legislatori, dei presidenti e dei capi di governo che difendono la legge di Dio e contro quelli che la attaccano.

       “Ogni giorno, recitando il Rosario, preghiamo per questo. Ogni giorno imploriamo, ‘Venga il Tuo Regno’. Se veramente, come recita questa preghiera, desideriamo la venuta del Regno di Cristo sulla terra, dobbiamo operare, parlare e pregare per il Bene Comune.

       “Non preghiamo, infatti, solo per l'ingresso dell'umanità nel Regno di Cristo che si trova nei Cieli, ma anche per la venuta del Suo Regno in terra, perché Cristo ci ha insegnato la preghiera che recita ‘Sia fatta la Tua volontà, così in Cielo come in terra’.

       “Al contrario, un gruppo sovversivo attacca i fondamenti stessi dell'autorità. L'autentica natura di una società segreta risiede nel fatto che non si sa chi siede al suo vertice né qual'è la dottrina che intende difendere. Nella legge naturale, che Dio ha infuso nella struttura della società, autorità, responsabilità e oneri sono strettamente legati. Un individuo non può detenere l'autorità senza la relativa responsabilità. Così afferma la Legge Naturale. Ed è in questo modo che Dio ha creato la pubblica autorità che opera sia nella Chiesa, sia nello Stato. In breve, ‘impartendo un ordine senza formularlo’, la pubblica autorità sembra voler acquisire i vantaggi che le derivano dall'aver impartito quell'ordine, senza assumersene la responsabilità. Ma, a lungo termine, questo metodo di governo distrugge l'autorità e divide i membri della Chiesa. ‘Una casa divisa contro se stessa non può rimanere in piedi’ ... ha detto Gesù.

       “Abbiamo il dovere di costruire la Casa della Fede, non quello di abbatterla. Abbiamo anche il dovere di concorrere al benessere della società. Le disposizioni della Madonna di Fatima costituiscono il più perfetto strumento per giungere al compimento di entrambi.”

IL BENE COMUNE

       “Nel proseguire la mia opera di diffusione dell'intero messaggio di Fatima, compio semplicemente il mio dovere nei riguardi del Bene Comune. Tuttavia, non sono l'unico ad avere questo dovere. Tutti devono contribuire al Bene Comune. Se questo concetto fosse più ampiamente compreso, un maggior numero di persone si dedicherebbe alla divulgazione del messaggio di Fatima, probabilmente non con la stessa mia estensione, ma secondo le sue capacità.

       “La questione del Bene Comune è un tema fondamentale che, ai nostri giorni, viene sin troppo trascurato. La sua conoscenza deve diffondersi affinché possano essere corrette le tante false idee che operano contro il benessere pubblico, per la decristianizzazione della società, e impediscono che le richieste della Madonna vengano esaudite.

       “Non è solo una mia fantasticheria. Il Bene Comune è talmente importante che oggi costituisce una componente fondamentale di una legge giusta. Così è necessario affrontare la questione del Bene Comune innanzitutto in rapporto alla legge, ai nostri obblighi verso di essa, e in particolare per quanto riguarda Fatima.

       “La teologia morale cattolica di tutti i tempi insegna che le componenti di una legge giusta sono quattro.

       “Una legge giusta deve essere:

       1) un principio di ragione,

       2) a favore del Bene Comune,

       3) promulgata,

       4) da persone che si preoccupano della comunità7.

       “Se uno di questi quattro ‘ingredienti’ è assente, non siamo in presenza di una vera legge e non siamo tenuti a rispettarla.

       “Ciò dimostra quanto sia importante il Bene Comune. Ogni disposizione legislativa che non sia vantaggiosa per il Bene Comune non può essere considerata una vera legge. Come ho già detto, nel caso in cui fosse svantaggioso per il Bene Comune persino l'ordine impartito da un Papa non dovrebbe essere ritenuto vincolante.

       “Quindi, il Bene Comune non è solo una componente essenziale della legge e della società, ma è anche qualcosa a cui tutti devono contribuire, i governanti e i governati.

       “Il nostro dovere verso il Bene Comune è duplice. Non dobbiamo solo limitarci a non fare niente che ostacoli il Bene Comune, ma dobbiamo fare tutto il possibile per far progredire il Bene Comune.

       “Naturalmente, per stabilire un equilibrio, dobbiamo precisare che vi è una gerarchia delle responsabilità personali che include il Bene Comune. Per primi vengono i nostri doveri verso Dio; per secondi i doveri verso la nostra anima; e l'anima del nostro prossimo, in particolare quella dei familiari e degli amici. Infine vengono i doveri verso il Bene Comune8.

       “Il Bene Comune coinvolge attivamente il nostro prossimo, uomini, donne e bambini che in un modo o nell'altro Dio ci fa incontrare lungo il nostro cammino, i nostri vicini di casa, i colleghi di lavoro, coloro che siedono accanto a noi sull'autobus che ci porta al lavoro, o quelli che la domenica assistono assieme a noi alla celebrazione della Messa. Qualunque sia il luogo o il modo in cui entriamo in contatto con loro, a causa del posto in cui ci troviamo o a causa del lavoro che svolgiamo, una certa persona è per noi il nostro prossimo. Ma ciò che è più importante, il nostro dovere verso il Bene Comune non riguarda solo quelli che incontriamo, ma anche quelli che non incontreremo mai.

       “Se, ad esempio, sto decidendo a chi dare il mio voto in vista delle elezioni, non posso scegliere un candidato favorevole all'aborto. Anche se un abortista ha un piano efficace per salvaguardare l'occupazione, io non posso votarlo perché egli vuol fare qualcosa che è intrinsecamente peccato. Intende avvalersi della sua posizione di legislatore per fare del male a migliaia di bambini. Il mio dovere verso il Bene Comune esige che, anche se la mia scelta può mettere in imbarazzo il mio vicino, il mio collega, mio fratello, mia sorella, mia zia o mio cugino, io sia tuttavia obbligato a optare per la cosa giusta nel timore di Dio e in favore del benessere naturale e sovrannaturale degli individui e della società.

       “Non ha alcuna importanza il fatto che io probabilmente non conoscerò mai i bambini che il mio voto per la vita avrà salvato. Attraverso le mie azioni di carattere sociale, anche apparentemente poco significative, sono responsabile della loro protezione davanti a Dio.

       “La maggior parte di noi non compie il suo dovere verso il Bene Comune sia della Chiesa, sia dello Stato, perché ritiene erroneamente che il benessere pubblico sia una materia di esclusiva competenza delle autorità. Nello Stato è diffuso il concetto che solo i governanti e i politici siano responsabili del Bene Comune. Nella Chiesa invece, si crede che che solo il Papa, i Cardinali, i vescovi e i sacerdoti siano responsabili del Bene Comune. In entrambi i casi, il comune laico agisce basandosi sulla premessa che, dal momento che non si può fare molto, tanto vale non fare nulla. A volte, questo falso concetto è il risultato di una informazione erronea, altre volte viene prodotto dalla disinformazione (cioè dai deliberati tentativi dei nemici di diffondere menzogne travestite da informazioni). Qualunque sia la sua causa, questa mentalità sbagliata deve essere avversata. Nel caso di Fatima essa infatti ha avuto delle conseguenze disastrose.

       “Naturalmente, da coloro che detengono la ricchezza, il potere, l'influenza, il prestigio ci si attende un maggior contributo al Bene Comune. Ciò non significa che se non possediamo autorità, potere o influenza non possiamo fare niente, che non possiamo contribuire in nessun modo. Non siamo mai dispensati dal compiere la nostra opera in favore del Bene Comune.

       “Inoltre, questo dovere ci impegna non solo nei confronti dei nostri pari e di coloro sui quali esercitiamo la nostra autorità, ma riguarda anche i nostri superiori, che dobbiamo rimproverare quando agiscono a detrimento del Bene Comune, a condizione di essere rispettosi verso le persone e le posizioni che occupano. San Paolo dovette rimproverare San Pietro, il primo Papa, perché ‘non camminava sulla strada della verità’9. E San Tommaso d'Aquino insegna che a volte, se il Bene Comune lo esige, bisogna disobbedire o ammonire i propri superiori10.

       “San Roberto Bellarmino dice che dobbiamo resistere attivamente alle direttive delle autorità quando sono contrarie al Bene Comune11.

       “Naturalmente, tutto ciò deve essere fatto in spirito di carità, perché il sapere e l'azione senza la carità sono distruttivi.

       “A sua volta, la carità, per essere efficace, deve essere basata sulla verità. Se nella mente del caritatevole non c'è la verità, i suoi sforzi di costruire la Chiesa, a causa di questa mancanza di conoscenza, saranno quasi sempre condannati all'insuccesso. Tanta distruzione si è abbattuta sulla Chiesa e sul mondo a causa di questa ‘falsa carità’, a causa, cioè, dell'accettazione di comportamenti e principi distruttivi per la Chiesa e per la società. Spesso questa falsa carità è frutto dell'ignoranza. Le Scritture non insegnano forse che ‘Perisce il mio popolo per mancanza di conoscenza’?12

       “Ora, la carità e la verità devono essere esercitate. La carità e la verità ci impongono certi doveri, e, a volte, questi doveri sono impegnativi.

       “Non dobbiamo quindi rimanere inattivi quando viene affermata una menzogna che riguarda il Bene Comune o persino il bene di un piccolo segmento della società. Inoltre, se siamo a conoscenza di una verità che può aiutare in modo significativo il nostro prossimo, abbiamo il dovere di renderla pubblica, perché il nostro silenzio potrebbe causare la perdita di un bene grande.

       “Ciò è particolarmente vero per ciò che riguarda i Cattolici del ventesimo secolo perché a essi Dio ha concesso un'arma che può infallibilmente instaurare il Suo Regno sulla terra.

       “È infatti nella nostra epoca che Dio ha voluto svelare in una rivelazione pubblica e profetica il Suo piano destinato a portare la pace nel mondo e a instaurare il Suo regno sulla terra. Questo piano è eterno, ma è stato precisato ai nostri giorni attraverso il messaggio di Fatima.

       “Credo che mai nella storia, un'apparizione della Madonna abbia così precisamente confermato le parole della Sacra Scrittura. Papa Paolo VI esprimeva chiaramente il suo pensiero quando dichiarava di credere che l'apparizione della Nostra Signora e il suo messaggio fossero un adempimento della profezia biblica, e cioè del capitolo 12 dell'Apocalisse. Egli credeva che ciò che duemila anni fa San Giovanni Apostolo aveva scorto nella sua visione profetica fosse Nostra Signora di Fatima13. Suor Lucia ci ha detto che il Terzo Segreto è contenuto nella parte compresa tra i capitoli 7 e 13 dell'Apocalisse14. Il Cardinale Ratzinger sostiene di aver letto il Terzo Segreto e che esso si riferisce alla fine dei tempi e che è contenuto nella Sacra Scrittura15.

       “È chiaro che se fa parte della profezia biblica, il messaggio di Fatima non è semplicemente una rivelazione di carattere privato che possa essere ignorata asenza pecato.”

       Padre Gruner dedica cinquanta pagine del suo libro, intitolato World Enslavement or Peace ... It's Up to the Pope (La Pace o l'Asservimento del Mondo dipendono dalle decisioni del Papa), alla dimostrazione della tesi secondo cui, anche se il messaggio di Fatima non fosse contenuto nella Sacra Scrittura, a meno di non commettere un peccato, saremmo comunque obbligati ad ascoltare e a obbedire al messaggio e alle richieste della Vergine a Fatima. Questo obbligo, egli spiega, si estende a noi tutti: laici, religiosi, sacerdoti, vescovi e persino al Papa.

       “Se negassi o mettessi in dubbio questa verità, io stesso non gioverei al Bene Comune e quindi commetterei un peccato.

       “Non sono l'unico a cui spetta il dovere di diffondere questa verità. Chiunque conosca Fatima e il suo messaggio non può sottrarsi a quest'obbligo. Se qualcuno pensa che le mie affermazioni non corrispondano al vero, credo che, prima di sostenere una tesi opposta, debba almeno considerare le mie riflessioni teologiche, dal momento che noi tutti abbiamo l'obbligo di andare alla ricerca della verità.

       “Immaginate che maestoso risultato si otterrebbe se un numero sufficientemente grande di persone si rendesse conto del suo dovere verso il Bene Comune. Pensate se tutti i laici, uomini, donne e bambini fossero consapevoli di Fatima e del ruolo cruciale che la consacrazione della Russia ha per la loro fede, per la loro famiglia, per la loro libertà e per tutti quelli che amano. Immaginate se tutti gli uomini, donne e bambini del mondo telefonassero al loro vescovo, al loro pastore, e al Papa, per chiedergli la consacrazione della Russia. Se ciò accadesse, non vi è alcun dubbio, il Papa la concederebbe.

       “Perché disporrebbe del sostegno morale necessario a emanare quest'atto. Potrebbe imporre la sua decisione a ogni prelato recalcitrante, non dovrebbe temere le rivolte contro il Papato guidate dai vescovi disobbedienti.

       “Non lasciate che si dica che i laici non hanno niente a che fare con la consacrazione. È vero che in questa questione essi non hanno alcun potere decisionale. È vero che i laici non sono vescovi, e quindi non spetta a loro compiere direttamente l'atto della consacrazione. Solo i vescovi, unitamente al Papa possono compierlo. Ma i laici possono indubbiamente informare i vescovi, possono esercitare la loro influenza sull'opinione pubblica all'esterno e all'interno della Chiesa. Possono appellarsi al diritto, concesso loro da Dio, di chiedere un governo responsabile e di ritenere i loro superiori responsabili verso le promesse pubbliche fatte dai loro pastori nel momento in cui hanno assunto il loro ufficio.

       “Possono far molto. Come Gesù e Maria ci hanno detto, possono pregare per la consacrazione. Possono fare dei sacrifici per essa. Possono parlarne a tutte le persone che incontrano. Perché Dio vuole che questa consacrazione e la conseguente conversione della Russia siano riconosciute e considerate come una vittoria dell'Immacolato Cuore di Maria16. Ma ciò si saprà solo se quelli che conoscono le profezie di Fatima sulla Russia le comunicheranno ai loro simili.

       “La teologia e la mentalità false secondo cui ‘i laici non possono fare nulla’ devono essere superate in modo da suscitare una grande ondata di sostegno a favore della consacrazione della Russia. Questa ampia dimostrazione di sostegno può manifestarsi, ma affinché raggiunga il suo scopo è necessario che, un maggior numero di sacerdoti, di laici e di vescovi si dichiarino a favore della consacrazione collegiale della Russia come ha richiesto la Nostra Signora di Fatima.

       “In questo campo non ci è certo mancata una guida o delle direttive.

       “Suor Lucia ha risolto indirettamente la questione del dovere dei Laici cattolici verso il Bene Comune quando ha detto ‘non aspettate che il richiamo alla devozione venga dalla gerarchia’.17 È quindi ovvio che Suor Lucia voleva incoraggiare l'iniziativa individuale. Quando, in un'altra occasione, le venne chiesto il motivo della sua insistenza sulla consacrazione, Ella rispose sottolineando chiaramente la necessità della Consacrazione della Russia così come era stata ordinata a Fatima18.

       “Un altro grande Cattolico del nostro tempo, Hamish Fraser, ha sottolineato che i Laici Cattolici hanno il dovere di agire come apostoli nel loro ambiente senza aspettare gli ordini della gerarchia. Egli ha rimproverato quei Cattolici che si limitano a lagnarsi della deplorevole situazione in cui oggi si trovano la Chiesa e lo Stato ma non promuovono nessuna iniziativa per ristabilire l'ordine19.

       “Nel Nuovo Codice di Diritto Canonico, diversi passaggi dei Canoni compresi tra il 208 e il 223, che trattano dei diritti e dei doveri dei fedeli di Cristo, confermano questa opinione. Sono rimasto colpito soprattutto dal Canone 212, n°2 nel quale si afferma che ‘i fedeli di Cristo sono autorizzati a rendere note le loro necessità, in particolar modo quelle di ordine spirituale, e i loro desideri ai Pastori della Chiesa.’ Questa affermazione è una citazione diretta dal Codice di Diritto. Tuttavia, quando esercitiamo rispettosamente la libertà di presentare una supplica in favore della consacrazione della Russia, veniamo falsamente accusati di istigare al ‘rancore nei confronti del Santo Padre.’

       “Sono stato molto colpito anche dal Canone 225, n°2 secondo cui ‘ogni laico/a conformemente alla sua condizione è vincolato allo specifico dovere di perfezionare l'assetto degli affari temporali infondendovi lo spirito del Vangelo’. Ma il miglior modo di permeare ‘l'assetto degli affari temporali’ dello spirito del Vangelo, non è forse quello di operare per la consacrazione collegiale della Russia, che è il piano di Nostro Signore per perfezionare la società secondo la Sua Legge Divina attraverso il Cuore Immacolato di Maria?

       “Così, benché si affermi, in particolare negli ambienti ecclesiastici, che operare in questo modo per il Bene Comune sia ‘politicamente scorretto’, non si può sostenere che ciò contravvenga al Codice di Diritto Canonico, all'insegnamento e alla pratica della Chiesa.

       “Quindi, non lasciate che si dica che i laici non hanno niente a che fare con la consacrazione. Si tratta di un'opinione sbagliata e contraria alla nostra preghiera: ‘Venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà così in Cielo come in terra’, e alla nostra Fede, affermare che i laici non possono contribuire in nessun modo alla venuta del regno di Cristo sulla terra. Come ho già detto, ciò è particolarmente vero per i Cattolici del ventesimo secolo che oggi dispongono dell'arma spirituale, concessa loro da Dio, che infallibilmente instaurerà il Suo regno sulla terra. Dobbiamo innanzitutto osservare la nostra riparazione Eucaristica, recitare il Rosario, portare a dosso lo Scapolare Marrone, osservare i Cinque Primi Sabati e contribuire alla Consacrazione della Russia. Nella nostra epoca Dio, attraverso la profetica e pubblica rivelazione di Fatima, ha svelato il Suo piano destinato a portare la pace nel mondo ed a instaurare il Suo regno sulla terra.

       “Ricorda, Dio vuole che questa consacrazione e la conseguente conversione della Russia vengano riconosciute e considerate una vittoria dell'Immacolato Cuore di Maria. Ciò si saprà solo se quelli che conoscono le profezie di Fatima sulla Russia le comunicheranno ai loro simili.

       “I laici e i sacerdoti possono sostenere coloro che svolgono un'attività di propaganda in suo favore tra i laici, tra i sacerdoti e i vescovi attraverso le loro preghiere, i loro sacrifici e i loro contributi finanziari. Possono far conoscere la verità, contrastando e imponendo il silenzio a coloro che ignorano il Suo messaggio, che si oppongono alla consacrazione collegiale della Russia e cercano di screditare quelli che operano in suo favore.

       “Se nel passato essi hanno commesso la colpa di seminare la confusione nelle menti o di provocare un inutile dispendio di energie o di dividere gli animi su questa questione, ora devono riparare, lavorando duramente o più duramente per l'unione delle menti, dei cuori e delle energie espiando così i loro antichi peccati di parola, di azione e di opere, fino al grande momento del Trionfo della Madonna.

       “Tutti quelli che, in qualsiasi circostanza della loro vita, avrebbero potuto contribuire alla divulgazione della necessità della consacrazione della Russia e non lo hanno fatto, non potranno che rimproverare se stessi quando apparirà imminente il funesto castigo dell'asservimento alla Russia. Forse la giustizia riserverà a loro e alle loro famiglie la pena di essere le prime vittime dei loro peccati di omissione.

       “Ma forse saranno solo le seconde vittime. Il primo posto spetta a coloro che, pur sostenendo che i laici non possono fare niente riguardo a questa questione, ne fanno una fonte di lucro, e si dedicano alla pubblicazione e alla diffusione di menzogne tra i membri della Chiesa contro la più importante richiesta di Nostra Signora, la necessità della consacrazione della Russia.

       “Oggi, dobbiamo pregare per essere protetti da coloro che operano contro il messaggio di Fatima. Intendo riferirmi a quelli che (a causa della loro ignoranza delle vere richieste di Fatima) non contribuiscono in nessun modo alla promozione di questa condizione assolutamente essenziale alla pace nel mondo. Queste stesse persone (come un tempo i farisei) spendono una grande quantità di energia per fingersi scandalizzati da coloro che divulgano la verità. Inoltre, proprio come i farisei, essi cercano di distruggere la reputazione di quei buoni che rifiutano di essere altrettanto ipocriti. È un comportamento molto simile a quello che i farisei tennero con il Nostro Signore.

       “A causa della loro invidia spirituale, essi hanno commesso la colpa di essersi opposti a Dio e alla verità riconosciuta. Questa è una grave offesa e forse persino una bestemmia contro lo Spirito Santo20. Quelli come loro corrono il grave rischio di perdere le loro anime, e forse in virtù di una grazia straordinaria potranno essere salvati dalle fiamme dell'inferno.

       “Dobbiamo pregare per le anime deboli che sono oppresse dal fardello che le menzogne e le calunnie di questi ipocriti impongono loro.

       “Dobbiamo esercitare la nostra sorveglianza contro di loro.

       “Dobbiamo evitare le persone e le direttive che affermano:

       1) che non abbiamo alcun obbligo verso il Bene Comune

       2) che i singoli non possono contribuire in alcun modo alla consacrazione della Russia.

       3) che la diffusione del messaggio di Fatima non costituisce per noi un obbligo morale.

       “Se essi credessero veramente a queste tre affermazioni, perché dovrebbero cercare di dissuaderci? Se davvero tutto ciò non ha nessuna importanza, perché non ci lasciano in pace?

       “In secondo luogo, perché ostentano amore, devozione e obbedienza alla Madonna di Fatima, e, allo stesso tempo, operano per la distruzione della fiducia, dell'adesione e del sostegno dei fedeli al Suo messaggio integrale e alle sue richieste? La Nostra Signora è venuta per uno scopo. Ella ci ha detto la verità e si aspetta da noi fiducia e obbedienza. Queste persone, benché si richiamino alla Nostra Signora, mentono. Non seguitele.

       “Non importa se qualcuno afferma il contrario, è un fatto che noi tutti abbiamo un obbligo nei confronti del Bene Comune. Dobbiamo dire la verità in pubblico e in privato. Dobbiamo quindi divulgare e promuovere la verità, tutta la verità su Fatima. Dobbiamo pregare e lavorare affinché la volontà di Dio sia fatta così in Cielo come in terra.

       “Nessuno di noi è esentato da quest'obbligo. Nessuno di noi può ostacolare quelli che operano veramente per il Bene Comune. Conformemente alle nostre possibilità, dobbiamo fare tutto il possibile, perché nessuno dispone di una garanzia contro quello che accadrà domani.

       “Dobbiamo recitare il Rosario ogni giorno, compiere i sacrifici, cingere il nostro scapolare, consacrarci alla Nostra Signora e osservare i Cinque Primi Sabati. Queste sono le cose che possiamo fare come Cattolici. Sono compiti che spettano a tutti, non solo al Papa e ai vescovi. Il Cielo non ci ha concesso la grande grazia del Messaggio di Fatima perché noi considerassimo con indifferenza. La risposta all'appello di Fatima è un dovere del quale ognuno di noi renderà conto a Dio”.

       Padre Gruner ha vissuto la sua vita e il suo apostolato nella convinzione che, nonostante quello che dicono i media, la lotta del Comunismo contro la religione non è mai stata così intensa o attiva. Non chiede scusa per la sua convinzione secondo cui la Madonna di Fatima, e solo la Madonna di Fatima, contro questo veleno ha un antidoto che, benché i burocrati del Vaticano sostengano insistentemente il contrario, semplicemente non sara purgato dalle vene e le arterie della Chiesa.

       Negli ultimi venti anni, migliaia di sacerdoti hanno abbandonato il sacerdozio. Perché allora Padre Gruner continua ad avanzare senza posa davanti all'opposizione senza precedenti della sua stessa Chiesa? Padre Gruner rispondendo a questa domanda dice, “Io credo che la Nostra Signora attribuisse un significato letterale e assoluto alle parole pronunciate a Fatima, ‘Se le mie richieste saranno soddisfatte, molte anime saranno salvate e ci sarà la pace. Se invece, le mie richieste non saranno soddisfatte, la Russia scatenerà la guerra e la persecuzione contro la Chiesa, i buoni saranno tormentati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate21.’ Non penso che sia possibile operare un'altra scelta se non quella di continuare a diffondere l'intero Messaggio di Nostra Signora con tutte le nostre forze. Che altro possiamo fare?”

       Dopo tutto la scoperta della fonte della sua determinazione di fronte a ostacoli apparentemente insormontabili risale all'inizio della sua vita.

       “Non è mai accaduto che colui che ha implorato il Tuo aiuto e richiesto la Tua intercessione sia stato abbandonato ...”.22

Note:

1. Gio 10, 1-3.

2. Isaia, 45, 19.

3. San Tommaso d’Aquino, Trattato sulla legge, Summa Theologiae, I-II Q 90, art.4.

4. Galati, 2, 11-14.

5. Galati, 6, 10.

6. Apocalisse, 19, 16; 1 Tim. 6, 14-15.

7. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, I-II, q. 90, vedi anche John A. McHugh, O.P. and Charles J. Callan, OP, Moral Theology, John F. Wagner Inc., New York City, 1929, vol.1, pp.90-91.

8. John A. McHugh, O.P. e Charles J. Callan, O.P., Moral Theology, vol.1, pp.467-470.

9. Galati, 2, 14.

10. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.33, art.4.

11. San Roberto Bellarmino, tomo IV, proposizione XVI.

12. Osea, 4, 6, Confraternity Edition.

13. Papa Paolo VI, enciclica Signum Magnum, 12 maggio 1967.

14. Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, p.279.

15. Jesus, 11 novembre, 1984, Roma, Italia. La rivista cita lungamente il Cardinale Ratzinger per quanto riguarda il Terzo Segreto di Fatima e le osservazioni di quest’ultimo sono analizzate e commentate da Padre Joseph de Sainte Marie in The Fatima Crusader, n°18, ott.-dic. 1985, p. S-4.

16. Frère François de Marie des Anges, Fatima: The Only Way To World Peace, p.91.

17. Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, p.28.

18. Frère François de Marie des Anges, Fatima: The Only Way To World Peace, pp.90-91.

19. Michael Davies, “Religious Liberty and the Secular State,” Catholic Family News, agosto 1996.

20. Mat. 12, 31-32.

21. Lucia racconta Fatima, la terza raccolta delle memorie di Suor Lucia, p. 341 (vedi edizione Inglese, p. 105).

22. Raccolta, p.247, n°339.

 
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