Capitolo 6
Non spegnete (Lo) Spirito, non
disprezzate le profezie
(1 Ts. 5:19-20)
Padre Gruner,
potrebbe specificare meglio le ragioni che la inducono a insistere sull'affermazione
che il Papa, i vescovi e noi tutti siamo tenuti a obbedire a Nostra
Signora di Fatima in tutto ciò che Ella ci ha comandato?
“A costo di
ripetermi, riferirò il discorso da me pronunciato di fronte ai
vescovi, ai sacerdoti e ai delegati laici convenuti recentemente a Roma
per partecipare al nostro Congresso Fatima 2000.”
Discorso di apertura del Congresso Fatima 2000,
Roma 1996
È estremamente
importante comprendere che esiste un grave obbligo di credere e di obbedire
al Messaggio di Fatima nella sua integrità. Questo obbligo non
riguarda solamente ciascuno di noi, ma l'intera Chiesa. È un
obbligo che non dipende semplicemente dalla devozione e dalla pietà.
Il nostro amore per la Nostra Signora ce lo fa sentire certamente con
maggior forza, come il fatto che Ella è nostra Madre. Ma vorrei
dimenticare per un momento le ragioni di carattere devozionale, per
concentrarmi invece su quelle che si fondano sulla giustizia e sulla
prudenza. Queste ragioni ci vengono fornite sia dalla legge naturale,
che dalla Rivelazione Divina.
Le obiezioni dei falsi devoti
Perfino tra
coloro che sostengono di avere a cuore la diffusione del Messaggio di
Fatima, c'è chi contesta questa verità. Costoro dicono:
“Non siete costretti
a credere in Fatima; non siete obbligati a obbedirLe. Certo, noi lo
facciamo, perché siamo devoti della Madonna, ma non abbiamo l'obbligo
di farlo.”
Voglio correggere
questa obiezione e queste affermazioni. L'obbligo esiste ed è
molto serio, non solo per quanti sono particolarmente devoti alla Madonna,
ma per tutti e soprattutto per la Chiesa.
Come ho accennato
prima, il Papa, nel discorso tenuto a Fatima il 13 maggio 1982, ha detto
che il Messaggio di Fatima impone un obbligo alla Chiesa. Anche se questa
potrebbe essere considerata una ragione sufficiente, la nostra convinzione
non si basa semplicemente sulle parole di Sua Santità.
Le Sacre Scritture ci impongono l'obbligo di
obbedire a Fatima
La nostra affermazione
che il Messaggio di Fatima rappresenta un imperativo per tutti è
basata sulle Sacre Scritture. In 1 Ts. 5:19-20, San Paolo dice: “Non
spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie.” In altre parole,
disprezzare la profezia equivale a estinguere lo Spirito.
Naturalmente,
non possiamo prendere in parola tutti quelli che, pur con le migliori
intenzioni, dicono: “Dio mi ha parlato”. Può essere vero. Ma
San Paolo prosegue dicendo “esaminate ogni cosa”. Così, prima
di tutto abbiamo il dovere di considerare con mente aperta la possibilità
che Dio ci stia parlando con la voce della profezia.
Ma poi abbiamo
il dovere — e in particolare lo ha la gerarchia — di verificare che
quel messaggio provenga effettivamente da Dio.
È per
questo che ho scelto di diffondere il Messaggio di Fatima, perché
è stato esaminato dalla Chiesa ed è stato trovato degno
di fede, a differenza di altre più recenti apparizioni. Quelle
approvate dalla gerarchia dai tempi di Fatima sono, per quanto ne so,
ben poche.
Il Messaggio
di Fatima è stato non solo approvato dalla Chiesa, che è
il pilastro e il fondamento della verità, ma anche confermato
da grandi miracoli, in particolare dal Miracolo del Sole, a cui hanno
assistito oltre 70.000 persone.
San Paolo dice
“Tenete ciò che è buono”. È nostro dovere dunque
attenerci con forza a Fatima, la cui bontà è stata dimostrata.
San Paolo non parla di questo solo nelle lettere ai Tessalonicesi, ma
anche nei suoi discorsi sulla Chiesa.
Qualcuno di
coloro che si chiedono se siamo obbligati a credere e a obbedire alla
Madonna di Fatima potrebbe domandarci: “Sta dicendo che Suor Lucia è
più importante del Papa?” Questo infatti è il modo in
cui si esprimono i nostri oppositori.
Padre Joseph
de Ste. Marie, un professore del Teresianum di Roma, ha dato una risposta
molto interessante a questo quesito. Egli ci ricorda che in Efesii 2:20
si dice che le fondamenta della Chiesa sono gli apostoli, ma anche i
profeti.
Prestare ascolto e obbedienza ai profeti
I profeti di
cui si parla, puntualizza Padre Joseph, sono i profeti del Nuovo Testamento.
Leggendo gli Atti degli Apostoli, vediamo che oltre al carisma degli
apostoli, si parla del carisma dei profeti del Nuovo Testamento. Certamente,
la Chiesa non è fondata solo sul carisma degli apostoli, ma è
anche di origine divina; fu infatti Gesù Cristo stesso ad affermare
l'inseparabilità della Chiesa e degli apostoli, come pure dei
loro successori, i vescovi. Questo vale in particolare per il papato.
In questa sede, non intendiamo affrontare affatto quest' argomento,
ma ci occuperemo soltanto dell'obbligo di prestare ascolto e obbedienza
all'autentica voce dei profeti.
Tre generi di rivelazione
È compito
della gerarchie verificare, scoprire e stabilire se un messaggio proviene
veramente da Dio. In effetti, il Quinto Concilio Laterano, svoltosi
nel 1515, stabilì con una definizione che il compito di decidere
l'interpretazione definitiva di una profezia appartiene al Papa di Roma.
La Chiesa riconosce tre generi di autentica rivelazione. Essi sono:
il deposito pubblico della Rivelazione Divina, contenuta nella Sacra
Scrittura e la Sacra Tradizione; le rivelazioni private; e le rivelazioni
profetiche pubbliche. Il rifiuto di credere alla Rivelazione Divina
depositata nelle Sacre Scritture è un peccato contro la virtù
teologale della Fede.
Ci sono poi
quelle che chiamiamo rivelazioni private. In altre parole, se io dovessi
avere una visione di Nostra Signora, che non ho mai avuto e di cui certamente
non sono degno, ma se per ipotesi dovessi averla ed Ella mi ordinasse
di pregare dieci decine del Rosario, per il mio bene, si tratterebbe
di una mia rivelazione privata.
In questo caso
nessuno, tranne me, sarebbe tenuto a credere alla rivelazione. Ma, come
ha specificato diversi anni fa il Vescovo Graber di Regensburg, Germania,
esiste un terzo genere di rivelazioni, che egli chiamava “rivelazioni
profetiche pubbliche”, distinte sia dalle rivelazioni private, sia dal
deposito della Fede.
È a quest'ultimo
genere di rivelazioni che si riferisce San Paolo nei Tessalonicesi e
negli Efesini. Come precisa San Tommaso nel secondo capitolo della seconda
parte della Summa Theologiae, questione 174 art. 6 (cfr. in
particolare ad3) “Dio manda i suoi profeti a ogni generazione, non per
fornirle una nuova dottrina ma per ricordare ai fedeli la necessità
di salvare la propria anima.”
Infatuazioni professionali e intellettuali
Senza dubbio
Dio si è servito e continua a servirsi di molti mezzi per comunicare
con noi. Ma a volte, per farlo, deve superare degli ostacoli. Alcuni
di questi, che non riguarda in particolare la teologia o la Chiesa,
ma appartengono piuttosto alla comune esperienza umana, sono le mode,
le infatuazioni intellettuali.
Mio nonno era
un dottore, un oncologo, e ripeteva spesso che la professione medica
si sarebbe potuta ridurre a una serie di mode. Lo stesso, credo, si
potrebbe dire di quella legale o dell'economia. Il fatto che certe teorie
o certi rimedi, considerati in un dato momento come gli unici realmente
efficaci, vengono col tempo, e con il maturare delle conoscenze, abbandonati
a favore di altri, mi sembra insomma una costante di tutte le attività
umane.
Consentitemi
di spiegarmi meglio con alcuni esempi tratti dalla pratica medica.
Per un certo
periodo, la chirurgia è stata considerata la soluzione di tutti
i mali. “Tagliare, tagliare”, era la risposta per quasi tutti i problemi.
Dopo un po', venne il turno delle pillole: c'era una pillola per ogni
disturbo.
Ognuna di queste
pratiche conteneva un elemento di verità ma, senza voler denigrare
i medici, bisogna riconoscere che spesso in medicina si tende a enfatizzare
l'importanza di un fattore a scapito di tutti gli altri. Lo stesso succede
in campo legale. Fino a poco tempo fa, abbiamo esaltato a tal punto
i diritti dei criminali, da dimenticare quelli delle vittime. Oggi si
assiste, almeno nella società americana, a un'inversione di tendenza,
con il riconoscimento della necessità di salvaguardare anche
i diritti delle vittime.
Ho citato questi
esempi, non per aprire una discussione sulle altre professioni, ma per
puntualizzare che anche nella Chiesa può esserci in alcuni momenti
la tendenza a enfatizzare nella pratica pastorale alcuni principi, anche
se giusti, tanto da dimenticare l'esistenza di altre verità.
I profeti e il loro impatto sulla società
È per
questa ragione che Dio invia profeti a ogni nuova generazione: per rammentare
ai fedeli quelle verità che non sono molto popolari in quel momento.
Ed è per questo che i profeti incontrano, storicamente, l'opposizione
della maggioranza: perché dicono cose che, quasi sempre, contraddicono
le tendenze in voga in quel momento. Se non si ponessero, per così
dire, controcorrente, Dio non avrebbe bisogno di inviarli tra noi.
È importante
quindi tenere a mente le parole di San Paolo: “Non disprezzate le profezie.
Non spegnete lo Spirito.” Infatti, che si tratti di noi che siamo riuniti
qui, o di qualsiasi altro gruppo nella Chiesa, esiste sempre il pericolo
di divenire troppo sicuri di sé e della giustezza della propria
causa, lasciandosi suggestionare dai numeri: “Dieci milioni di francesi
non possono sbagliare”. Gli individui più superficiali si lasciano
facilmente sedurre dall'idea che, poiché tutti sembrano comportarsi
in un certo modo e credere le stesse cose, quelle cose siano vere.
Come ha specificato
il Cardinale Ratzinger, la verità non può essere il risultato
di un votazione democratica: la verità è la verità
ed è compito dell'intelligenza riconoscerla in quanto tale. È
per questo che Dio invia i profeti.
Volendo rovesciare
la questione, immaginiamo che Dio ci mandi un profeta e operare un grande
miracolo; se noi reagissimo dicendo, in buona fede: “D'accordo, si tratta
di una buona cosa, ma è solo una rivelazione privata. Non dobbiamo
prestarvi troppa attenzione. Abbiamo il Vangelo, abbiamo le Scritture
e la Tradizione, non ci serve altro”, in questo modo non finiremmo per
negare a Dio la possibilità di inviarci un messaggio, senza voler
ascoltare nulla al di fuori di ciò che abbiamo concordato tra
noi di sentire?
Evidentemente,
questo sarebbe uno spegnere lo Spirito e disprezzare le profezie. Cioè
esattamente quel tipo di comportamento contro cui ci mette in guardia
San Paolo in modo molto serio.
Perfino il buono ignora la Madonna
Suor Lucia,
parlando il 26 dicembre 1957, in uno dei suoi ultimi discorsi pubblici,
ha detto “Nostra Signora è molto triste. La Nostra Signora è
molto triste perché né il buono né il malvagio
si curano del Suo messaggio.”
Ora, ciò
che Ella dice dei malvagi è comprensibile. La punizione divina
non è ancora caduta su di loro, ed essi proseguono spensieratamente
nel loro cammino senza prestare ovviamente attenzione alle parole della
Nostra Signora, nelle quali non scorgono nulla di urgente o di importante.
Dico “ovviamente” perché, se fossero stati buoni, sarebbe stato
lecito aspettarsi che lo facessero ma, trattandosi invece di individui
malvagi, il fatto di ignorare le parole della Nostra Signora è
in un certo senso una logica conseguenza dell'approccio alla vita che
hanno scelto.
Ma ciò
che è sorprendente nelle parole di Suor Lucia sulla tristezza
della Madonna, è l'affermazione che anche i buoni ignorano il
Suo messaggio. Eppure, Ella dice proprio questo.
Credo che ciò
dipenda dal fatto che i buoni sono stati ingannati. È stata detta
loro una menzogna. È stato detto loro che non era obbligatorio
ascoltare, credere, obbedire. Ma è stato un errore.
“Solo Lei può aiutarvi”
È un
errore che può costarci la salvezza e che ci costerà senza
dubbio la libertà e molte altre cose che ci stanno a cuore. Nostra
Signora ci ha fatto un'offerta che non possiamo rifiutare. Ci ha detto,
“O fate ciò che vi dico o morirete”.
Non è
che la Madonna voglia ucciderci; semplicemente, Ella ci dice che, a
causa dei peccati dell'umanità, siamo giunti a una crisi senza
precedenti e che “solo Lei può aiutarci” a uscirne. Solo Lei,
e nessun altro. In un certo senso, per quanto possa apparire sconvolgente,
neppure Dio può farlo, perché Egli ha riservato questa
grazia all'intercessione della Nostra Signora.
Come ha spiegato
Sant'Agostino, Dio è tanto buono, e ci ama così tanto,
che desidera donarci qualcosa, concederci delle grazie. Dio sa che non
lo meritiamo, ma vuole lo stesso farci del bene. Tuttavia, è
disposto a farlo solo attraverso i meriti e l'intercessione dei santi,
perché sa due cose: primo, che non ci meritiamo la Sua grazia,
secondo, che, se la elargisse direttamente a noi, diventeremmo molto
superbi e ci sarebbe subito qualcuno pronto a dire “se ho ricevuto questa
grazia, è perché me la sono meritata”.
Perché solo la Madonna può garantire
la pace e la prosperità
Queste grazie
divina sono tanto straordinarie e meravigliose che Dio non vuole che
divenga per noi motivo di orgoglio; al contrario, vuole che riconosciamo
che essa ci viene concessa solo per merito e per intercessione dei santi.
Dobbiamo quindi essere grati a questi Suoi amici che, con le loro preghiere
e con i loro meriti, riescono a ottenere per noi le sua grazie.
È per
questo che a Fatima ci è stato detto che la pace mondiale è
stata affidata al Cuore Immacolato di Maria. È per questo che
la Nostra Signora dice la pura verità, quando afferma, “Solo
Io posso aiutarvi”.
Noi non meritiamo
questa grazia che ci è stata promessa, la grazia della pace mondiale,
della conversione della Russia e, dopo di essa, del mondo intero, al
Cattolicesimo. Ma Dio vuole ugualmente farci questo dono, e vuole farcelo
in questa epoca. Dio vuole anche che si comprenda e si riconosca che
è solo per i meriti e per l'intercessione della Nostra Signora
che ci verrà concessa queste grazie.
Ingannevolmente semplice
Così,
quando avremo ottenuto finalmente la Consacrazione della Russia e la
pace mondiale, dovremo tenere a mente che tutto ciò non sarà
avvenuto per merito mio, o di qualcuno di voi, o della nostra azione
comune. Neppure il Santo Padre avrà il merito di questa grazia,
ma il merito sarà tutto di Nostra Signora.
Al tempo stesso
Dio vuole che il mondo intero riconosca l'importanza e l'unicità
della posizione del Santo Padre e di tutti i vescovi Cattolici e, in
definitiva, dell'intera Chiesa Cattolica. Ed è per questo che
Egli ha insistito che non sia solo il Santo Padre a consacrarla, ma
i vescovi Cattolici in unione con il Santo Padre, in modo che il mondo
possa vedere il rapporto diretto esistente tra la conversione della
Russia e la sua consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, effettuata
congiuntamente dal Papa e dai Vescovi.
Accadranno molte
cose. La gente renderà grazie a Dio e alla Nostra Signora per
il dono della pace mondiale. Renderà grazie al Figlio per aver
accettato di divenire uomo e per aver fondato e protetto la Sua unica
e vera Chiesa, la Chiesa Cattolica.
Verranno rese
grazie a Dio anche per aver indicato chiaramente la forza, il prestigio,
l'importanza della Gerarchia Cattolica e in particolare il primato del
Papa sui vescovi. Poiché, infatti, la Consacrazione avverrà
per ordine diretto del Papa, che comanda i vescovi, il popolo potrà
vedere che il Papa non è uno dei vescovi, un loro uguale, ma
il loro superiore. Con l'atto della Consacrazione diverrà chiara
e manifesta, una volta per sempre e pubblicamente, la volontà
di Dio: con questo miracolo Dio mostrerà a tutto il mondo l'origine
divina del Papato e il fatto che il primato del Papa sui vescovi non
è solo una questione di onori ma di giurisdizione.
In ultima analisi,
Dio ha voluto dare alla Chiesa e al mondo questo mezzo insostituibile
per raggiungere la pace mondiale, la consacrazione della Russia al Cuore
Immacolato di Maria, che solo il Papa e i vescovi Cattolici possono
celebrare. Dio Onnipotente ha così decretato, non solo per mostrare
alla Chiesa e al mondo l'importanza e la necessità della devozione
a Nostra Signora, ma anche per rendere evidente a tutti, con la consacrazione
della Russia e la conseguente pace mondiale, che Egli ha fondato una
sola Chiesa, la Chiesa Cattolica, ha stabilito al suo interno una gerarchia,
e ha affidato il primato dell'autorità al Papa.
Il comando di
Nostra Signora è semplice, ingannevolmente semplice. È
necessario fermarsi un attimo a riflettere, o si rischia di non coglierne
il significato e di lasciarsi andare a pensieri del tipo, “possibile
che sia tutto qui? Deve esserci qualcosa più importante”.
È per
questa ragione che la Nostra Signora di Fatima, quando è venuta
a Tuy per rivelarci la necessità della Consacrazione della Russia,
è apparsa accompagnata dalla Santissima Trinità. Nell'apparizione
ai bambini di Fatima, Ella ha parlato per proprio conto. Ma quando è
apparsa alla presenza della Santissima Trinità, Ella ha parlato
in nome di Dio. Tutto ciò che la Nostra Signora ha detto, lo
ha detto per volontà di Dio. Ma quando Ella ci ha comunicato
la sua richiesta di consacrare la Russia, ha detto: “È giunto
il momento in cui Dio domanda al Santo Padre di procedere,
congiuntamente con tutti i vescovi del mondo, alla consacrazione della
Russia al Mio Cuore Immacolato, promettendo, con questo mezzo, di salvarla”.
Le nostre case, la nostra libertà, le
nostre vite sono in pericolo
Vedete dunque
che abbiamo tutto da guadagnare a soddisfare la richiesta della Madonna
e tutto da perdere a non farlo. È la prudenza stessa a consigliarci
di ottemperare alle Sue richieste; sia che amiate il vostro paese o
la vostra famiglia, o che abbiate a cuore la vostra libertà o
semplicemente la vostra vita, qualunque di queste ragioni, o tutte quante
insieme, dovrebbero indurvi a comprendere che questa è per voi
la cosa giusta da fare, anche sul piano del semplice buon senso.
Lasciando per
il momento da parte la questione della salvezza di milioni di anime,
che ovviamente è di gran lunga più importante di tutte
quelle che ho nominato, vorrei dire che, anche dal punto di vista del
semplice buon senso, perfino un ateo può capire che avrebbe tutto
da guadagnare dalla Consacrazione della Russia.
Perfino gli atei lo comprendono
Ricordo di aver
spiegato la questione a un ateo una volta, nel 1984. Egli non credeva
in Dio, ma ciò nonostante comprese i vantaggi derivanti dall'esecuzione
di questo atto di consacrazione. Disse che, per la prima volta, gli
sembrava di scorgere una speranza per l'umanità. Perfino gli
atei capiscono che solo la Consacrazione della Russia, celebrata come
è stato richiesto, può assicurare la salvezza delle loro
vite, delle loro persone, delle loro case, che gli sono costate venti
anni di sacrifici, e di tutto ciò che sta loro maggiormente a
cuore: se non altro, il poter vivere e godere della propria libertà.
Tutto ciò è in pericolo, se il Messaggio di Nostra Signora
di Fatima non sarà ascoltato e messo in pratica.
Anche dal punto
di vista di un ateo, dunque, appare del tutto ragionevole procedere
a quest'atto di consacrazione. Tutto sommato, cosa abbiamo da perdere?
Assolutamente nulla. La sua celebrazione richiederebbe al massimo una
mezz'ora di preghiera comune del Papa e dei vescovi. Volendo renderla
un po' più solenne, la cerimonia potrebbe durare in tutto un'ora
e mezza. Tutto qui. La preghiera vera e propria non richiederebbe più
di cinque minuti. È la prudenza stessa a dirci che abbiamo tutto
da guadagnare dalla consacrazione, e tutto da perdere se non la celebrassimo.
Le Sacre Scritture ci parlano dei miracoli
Ma, a prescindere
dall'umana prudenza, vorrei esporre alcune ragioni di tipo diverso,
che ho ricavato dalle Sacre Scritture. I farisei chiesero al Nostro
Signore di compiere un miracolo, dicendo “dacci un segno nei Cieli e
noi Ti crederemo e Ti seguiremo”. Ma Nostro Signore rispose loro: “Non
lo farò. Il solo segno che avrete sarà il segno di Giona.
Il Figlio dell'Uomo, dopo essere rimasto per tre giorni nelle viscere
della terra, tornerà di nuovo in vita.”
Ma i farisei
dissero che, se Egli avesse dato loro un segno, avrebbero creduto in
Lui. Ora, quel segno che venne rifutato ai farisei è il segno
che Nostra Signora ha ottenuto da Suo Figlio, per dimostrare al mondo
che Ella ha parlato in nome di Dio.
“Precipitare fino agli inferi”
Quando Dio ci
invia un Suo miracolo, non possiamo sottrarci all'ascolto. Nostro Signore
si riferisce a questo, quando afferma nella Bibbia, “e tu, Cafarnao
sarai forse innalzata fino al cielo?”. Nostro Signore
risponde così alla Sua stessa domanda: “Fino agli inferi precipiterai”.
Parole molto dure.
Dio afferma
che le città di Cafarnao e di Betsaida sarebbero state sprofondate
all'inferno. Perché dice questo? È Egli Stesso a spiegarlo
con queste parole: “Perché se in Sodoma fossero avvenuti i miracoli
compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!”
Sodoma e Gomorra,
come sapete, furono distrutte da una pioggia di fuoco per punire il
peccato di omosessualità dei loro abitanti. Il Nostro Signore
ha detto anche che in queste due città Abramo non poté
trovare cinque uomini giusti. Ma queste città si forse sarebbero
pentite, se avessero assistito ai miracoli che il Nostro Signore operò
a Cafarnao e Betsaida.
Rifiutarsi di
riconoscere i segni che Nostro Signore ci ha inviato e di mettere in
pratica le Sue parole, come fecero Cafarnao e Betsaida, è dunque
un motivo sufficiente per essere sprofondati all'inferno. Queste sono
le parole di Nostro Signore.
Cosa ci ha detto Dio?
Quale messaggio
ci ha inviato Dio a proposito del ventesimo secolo? Il miracolo che
Egli ha operato è maggiore di quelli che furono compiuti a Cafarnao
e Betsaida. È il miracolo che i farisei Gli domandarono per convertirsi.
È il miracolo di Fatima. Per la prima volta nella storia dell'umanità,
un miracolo è stato predetto con tre mesi di anticipo.
Era il 13 luglio
1917, quando Lucia domandò a Dio un segno, perché i pellegrini
ne chiedevano uno. Quel giorno ella predisse che Dio avrebbe operato
un miracolo il 13 ottobre, per provare, per significare, per dimostrare
che quel messaggio era veramente stato inviato da Lui.
Se ignorassimo,
se non prestassimo ascolto, se non obbedissimo a quel messaggio, dopo
che Dio ci ha mandato un segno così chiaro, dovremmo pagare il
prezzo della nostra ostinazione.
E pertanto,
dirò che l'affermazione che non esiste obbligo di obbedienza
al messaggio della Madonna di Fatima è “sciocca” e “pericolosa”,
non potendo servirmi del termine “eretica”. Non perché questo
messaggio faccia parte delle verità della fede, ma perché
le Sacre Scritture ci dicono che è nostro preciso dovere credere
e obbedire ai messaggi profetici, come quello di Fatima.
Un'importante digressione teologica
Vorrei fornire
ora un argomento, o uno spunto di riflessione. Tuttavia, non mi servirò
di questo argomento per dimostrare la mia tesi, né penso che
il nostro dovere di ascoltare, credere e obbedire alla Madonna di Fatima
dipenda da queste considerazioni. Ho esposto prima i motivi che dimostrano
il nostro obbligo, e l'obbligo della Chiesa, di mettere in pratica il
Messaggio di Fatima, nella sua integrità.
Ciò nonostante,
ritengo che possa essere utile seguire anche questa linea di riflessione.
Papa Paolo VI, che ha benedetto la statua della Vergine del Pellegrino
a Fatima (qui presente) nel 1967, il giorno prima di recarsi a Fatima
scrisse una brevissima enciclica, intitolata Signum Magnum,
cioè il “Grande Segno”. L'enciclica inizia con una citazione
del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse, in cui si legge: “Nel cielo
apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole”.
Papa Paolo VI
non afferma in modo esplicito, ma suggerisce chiaramente che la Donna
vestita di sole sia non solo la Beata Vergine, come ogni studioso delle
Scritture potrebbe dimostrare, ma proprio la Nostra Signora di Fatima.
La Donna vestita di sole non è altri che Nostra Signora di Fatima.
Se è così, ed è certo questo che Paolo VI desiderava
che noi pensassimo, allora il Messaggio di Fatima verrebbe a configurarsi
come una parte della Rivelazione Divina.
I farisei dell'Antico
Testamento dicevano che Abramo era il loro padre e Mosè il loro
maestro: chi mai era dunque questo giovane di Nazareth? Per costoro,
che conoscevano la legge, Egli era solo una “persona ignorante”, priva
di educazione. E così, nella loro pretesa di sostenere la Rivelazione
Divina e di essere fedeli a Dio, essi finivano per rinnegare lo stesso
Dio, rigettando tutte le profezie sulla venuta di Cristo contenute nell'Antico
Testamento. Nostro Signore disse loro, se veramente Dio è vostro
Padre, allora dovete riconoscermi, perché Io sono l'immagine
del Padre.
Allo stesso
modo, negli ultimi trent'anni molti hanno detto, “non abbiamo bisogno
di Fatima. Abbiamo già la Bibbia”. E con la loro pretesa di difendere
la Bibbia, affermavano implicitamente che Fatima è qualcosa di
secondario.
Ho conosciuto
un professore del Marianum, qui a Roma, che diceva: “Non è necessario
credere a Fatima”.
Lo interruppi
e gli dissi: “Come fa a saperlo? Come può affermare categoricamente
che la Madonna di Fatima non è la Donna vestita di sole di cui
parla l'Apocalisse?” Rimase senza parole. Allora continuai: “Se Ella
lo è, allora Ella è già nelle Sacre Scritture,
fa parte della Rivelazione Divina e quindi è sbagliato dire che
non è necessario credere a Nostra Signora di Fatima.” Non seppe
cosa rispondere.
In conclusione,
non c'è risposta a questo argomento, anche se non posso affermare,
senza un infallibile pronunciamento del Magistero, che Nostra Signora
di Fatima sia proprio la Donna vestita di sole. E Papa Paolo VI, anche
se non lo ha dichiarato esplicitamente, ha chiaramente suggerito che
fosse così.
D'altra parte,
nessuno può affermare il contrario, cioè che Ella non
sia la Donna vestita di luce di cui si parla nel dodicesimo capitolo
dell'Apocalisse. E se Fatima è veramente la realizzazione di
una profezia biblica, allora Ella è parte della Rivelazione.
Come specifica
San Tommaso, dobbiamo credere a tutto ciò che Dio ci ha rivelato.
L'atto di fede si estende a tutto ciò che Dio ha rivelato nelle
Sacre Scritture. Per servirci dello stesso esempio di San Tommaso, se
sappiamo che le Scritture affermano che David aveva 70 figli, non 69
o 71, ma proprio 70, dobbiamo credere a questo fatto con Fede Divina.
Ora, i laici
non sono obbligati a conoscere la teologia e tutti i libri della Rivelazione
come i sacerdoti, i vescovi e i teologi. Ma chi è a conoscenza
di un fatto rivelato nelle Scritture è obbligato a crederci.
Il modo in cui dobbiamo credere a questo fatto storico è diverso
da quello con cui crediamo a un fatto riportato nei libri di storia.
Infatti, dobbiamo farlo come atto di una virtù teologale, la
Fede. Non perché lo leggiamo in un libro di storia, ma perché
è la parola di Dio, che Dio Stesso ci ha rivelato. Certo, la
Bibbia è anche un libro di storia. Ma dobbiamo credere fermamente
in essa, non limitarci a dire, sì, forse è vero. Una volta
che sappiamo che una certa cosa ci è stata rivelata da Dio, dobbiamo
credervi sulla Sua parola.
Se dobbiamo
credere, con un atto della virtù teologale della Fede, che Re
David aveva 70 figli, perché ciò ci è stato rivelato
da Dio, allora dobbiamo credere allo stesso modo a tutti gli altri fatti
contenuti nelle Sacre Scritture di cui siamo a conoscenza. Il fatto
che David avesse 70 figli non ha la stessa importanza dal punto di vista
ontologico di altre notizie contenute nelle Sacre Scritture, ma dobbiamo
credervi con la stessa fede teologale.
Tanto più,
dunque, dovremo credere a quei fatti, riportati nelle Sacre Scritture,
che hanno per noi un'importanza molto maggiore. Così, se sapessimo
che Dio ha rivelato che in futuro avrebbe inviato tra noi Sua Madre,
vestita di sole, e che Nostra Signora di Fatima rappresenta la realizzazione
di quella profezia, allora dovremmo credere che Ella faccia parte della
Rivelazione Divina, depositata nelle Sacre Scritture.
Non sto dicendo
che dobbiamo credere a questo oggi, dato che il Magistero non si è
ancora pronunciato sull'argomento. Ma possiamo dire ai nostri avversari
che neppure è possibile affermare il contrario. Così,
quel professore che voleva mettermi a tacere, non ha saputo cosa rispondermi,
perché sapevo che non c'è risposta a questo argomento.
E so anche che Papa Paolo VI ha suggerito con molta chiarezza che, in
effetti, Nostra Signora di Fatima non è altri che la Donna vestita
di sole del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse.
Riassumendo
Per tornare
al tema principale del mio discorso, sia che le rivelazioni di Fatima
fossero preannunciate nelle profezie contenute nelle Sacre Scritture,
sia che non lo fossero, resta il fatto che noi DOBBIAMO credere e obbedire
a Nostra Signora di Fatima. Questo dovere discende dalle parole scritte
da Paolo ai Tessalonicesi: “Non disprezzate le profezie, non spegnete
lo Spirito”.
Abbiamo detto
che la Chiesa è costruita sopra le fondamenta degli Apostoli
e dei Profeti del Nuovo Testamento. Suor Lucia, nella sua umiltà,
non ha mai detto di essere un profeta. Ma ella in effetti lo è,
nel senso proprio del termine. Ha ricevuto da Dio un messaggio, con
l'incarico di comunicarlo alla Chiesa, un messaggio che Dio Stesso ha
voluto attestare con un miracolo pubblico, di dimensioni tali quali
il mondo e la Chiesa non avevano più conosciuto dal tempo della
Resurrezione.
Abbiamo le parole
di Nostro Signore, che ci ha detto che gli abitanti di Cafarnao e di
Betsaida sarebbero stati sprofondati all'inferno per il loro rifiuto
di prestare ascolto e obbedienza al Suo messaggio, dopo che Egli lo
aveva attestato operando in pubblico grandiosi miracoli. E abbiamo la
definizione del Concilio Vaticano Primo, in cui si dice che la Fede
Cattolica è una luce per tutte le nazioni, e che la conoscenza
della sua verità si basa su due elementi, indipendenti dalla
cultura.
Non sto attaccando
la cultura, che ritengo ci sia di grande aiuto, ma, indipendentemente
da essa, anche la persona più ignorante, come la più istruita,
possono comprendere che la Chiesa Cattolica è la vera Chiesa
e la Fede Cattolica è la vera Fede, sulla base di due elementi,
come ha affermato il Concilio Vaticano Primo. Queste verità possono
essere conosciute attraverso i miracoli e le profezie di carattere pubblico.
Nel messaggio di Fatima, abbiamo entrambi questi fenomeni. Di conseguenza,
se i veri miracoli e le vere profezie impongono l'obbligo di credere
alla Fede Cattolica, essi impongono anche l'obbligo di credere ai profeti
che Dio ci ha inviato.
Un grave pericolo minaccia la nostra epoca
Il messaggio
di Fatima costituisce quindi un obbligo serio e della massima importanza.
Come ha precisato Suor Lucia nella conversazione del 26 dicembre 1957
con Padre Fuentes, opporsi a una verità nota è un grave
peccato contro lo Spirito Santo.
Nella stessa
occasione, ha precisato che Nostro Signore, vedendo di aver esaurito
ogni altro mezzo per ottenere l'attenzione e l'obbedienza della Chiesa
e del genere umano, aveva deciso, “con una certa trepidazione” (per
dirlo con parole umane), di ricorrere a quest'ultima risorsa, l'intervento
di Sua Madre. In questo modo Egli ha compiuto l'ultimo tentativo per
ottenere la nostra attenzione e la nostra obbedienza. Ma al tempo stesso
“temeva” di chiedere a Sua Madre di intervenire, perché se non
avessimo prestato ascolto neppure a Lei, se ci fossimo rifiutati di
mostrarLe il dovuto rispetto e di onorarLa come merita, Egli avrebbe
dovuto punirci con severità ancora maggiore.
Fatto sta che
Egli ha inviato sei volte Sua Madre a Fatima, senza contare le apparizioni
di Tuy e di Pontevedra, per chiedere l'osservazione dei Cinque Primi
Sabati e la consacrazione della Russia. Se ci rifiutassimo di accogliere
queste richieste di Nostra Signora, Nostro Signore, la seconda persona
della Santissima Trinità, il Figlio di Dio, da Figlio rispettoso
quale è, non potrebbe esimersi dal vendicare l'onore di Sua Madre.
La nostra indifferenza di fronte alle Sue parole e ai Suoi miracoli
ci rende più colpevoli di quanto saremmo stati se non avessimo
mai ricevuto il Suo Messaggio.
Dovrebbe essere
una grazia. Dovrebbe essere un mezzo per ottenere l'aiuto di Dio. Ma
se noi lo rifiutiamo, credendo a coloro che dicono che non abbiamo alcun
obbligo di credere e obbedire, trasformeremo questo mezzo per ottenere
la grazia e la misericordia divina in una valida ragione per provocare
il nostro castigo.
Alcune evidenti ragioni per obbedire al messaggio
della Madonna di Fatima
Oltre alle ragioni
esposte in precedenza, tratte dalle Sacre Scritture, che dimostrano
l'obbligo della Chiesa di obbedire a Nostra Signora di Fatima, vorrei
illustrare ora alcune ragioni che dovrebbero apparire evidenti, poiché
sono fondate sulla ragione naturale.
Se il vostro
vicino venisse da voi e vi dicesse che la vostra casa è in fiamme,
di chiamare i pompieri e di mettere in salvo i vostri figli, sarebbe
certo molto imprudente da parte vostra reagire dicendo, “non c'è
ancora stato un pronunciamento, una definizione del Papa che affermi
che la mia casa è in fiamme. Qualcuno mi ha detto di non fidarmi
di lei, quindi non le darò ascolto. Non mi muoverò da
qui per andare a vedere se ciò che mi ha detto corrisponde al
vero. Dopo tutto, mi sembra di ricordare di aver letto una volta su
un giornale che lei non è una persona affidabile”.
Penso che chiunque
dei presenti abbia un figlio, una casa o qualcosa a cui tiene, non esiterebbe
un attimo, se gli venisse detto che un incendio, un ladro o qualche
altro pericolo li minacciano, a correre a controllare per precauzione
se ciò che gli è stato detto è vero. Almeno questo.
Siamo tutti figli di Adamo ed Eva e abbiamo il dovere di dare credito
alle parole dei nostri simili, a meno che non abbiamo validi motivi
per ritenere che stiano mentendo.
Perché dobbiamo prestare fede a 70.000
testimoni
Alcuni di noi
dicono bugie. Ma Dio ha creato la natura umana in modo tale, che quando
le persone mentono tradiscono sempre in qualche modo il fatto di non
stare dicendo la verità. Il tono della loro voce muta, diventano
nervosi, fanno mille stranezze. La gente, con l'eccezione dei bugiardi
più incalliti, non riesce a mentire senza lasciarlo trapelare
in qualche modo. Perfino nel caso dei bugiardi abituali, il bisogno
di dire la verità è così forte che neppure loro
riescono a mentire sempre. È una cosa impossibile, moralmente
impossibile.
È per
questa ragione che, ascoltando molti testimoni, è possibile giungere
alla verità. Così, quando ci sono 70.000 persone pronte
a giurare di aver assistito a un miracolo, quando perfino un ateo, che
fino a quel momento si era dedicato a mettere in ridicolo i bambini
e i pellegrini che si recavano a Fatima, è obbligato a pubblicare
sulla prima pagine del suo giornale un articolo in cui confessa di aver
assistito a un miracolo, allora saremmo davvero degli sciocchi se non
dessimo importanza a questo fatto.
Sarebbe un peccato
contro la prudenza affermare che questa folla di 70.000 persone fosse
composta da bugiardi. Tra loro c'erano persone molto semplici e altre
molto istruite. C'erano ferventi Cattolici e accesi anti-Cattolici.
Tutti testimoniarono di aver visto le stesse cose, perfino quelli ai
quali costava di più ammetterlo, perché in questo modo
erano costretti a smentirsi pubblicamente. Gli abitanti di Cafarnao
e di Betsaida vennero ritenuti colpevoli per la loro mancanza di fede
perché, anche se non tutti loro avevano assistito ai miracoli
operati dal Nostro Signore, ad essi era presente comunque un numero
di testimoni sufficiente perché l'intera città ne fosse
a conoscenza.
Quando andiamo
da un dottore o da un altro professionista, in genere crediamo a ciò
che ci dice, se non abbiamo ragioni per contraddire o mettere in dubbio
le sue parole. E anche se il miracolo di Fatima e del Nostro Signore
venisse contraddetto, ci sono sufficienti testimonianze per stabilire
qual'è la verità. E opporsi a una verità conosciuta
significa commettere un peccato contro lo Spirito Santo. Persistendo
in questa opposizione alla conoscenza della verità, commetteremmo
un peccato imperdonabile. L'ostinazione su questa strada ci condurrebbe
alla distruzione.
Un obbligo tassativo
L'esecuzione
del messaggio di Fatima rappresenta un obbligo molto serio per le nostre
coscienze. Il Papa parlava certo alla seriamente quando ha affermato
che esso impone un obbligo alla Chiesa. Questo obbligo è fondato
sulle Scritture, è fondato sulla ragione, è fondato sui
miracoli e sulle profezie di cui siamo a conoscenza e che sono stati
esaminati e giudicati autentici.
Ignorando il
messaggio di Dio, ci renderemmo colpevoli di disprezzare le profezie
e di spegnere lo Spirito Santo. Opponendoci allo Spirito Santo, commetteremmo
un peccato. Se proseguiremo su questa strada (uso il noi non perché
io presuma che tra le persone presenti in questa sala qualcuno possa
avere un simile atteggiamento, ma perché è importante
che sia documentato), dovremo pagarne il prezzo: le fiamme dell'inferno.
Chi pecca contro
lo Spirito Santo si condanna all'inferno. È un obbligo molto
serio. Non è un obbligo lieve. Non riguarda solo me. Non riguarda
solo voi. Quest'obbligo pesa sull'intera Chiesa. Quest'obbligo si può
assolvere in modi diversi, a seconda della posizione che si occupa nella
Chiesa. Ma ciascuno di noi deve obbedire alla Nostra Signora di Fatima,
poiché il Suo messaggio si applica alle concrete circostanze
in cui viviamo.
La posizione delineata in questo discorso non
è
stata smentita per 10 anni
Ho scritto dell'obbligo
di credere e di obbedire al messaggio di Fatima in un mio libro, tradotto
in spagnolo, portoghese, francese e inglese. Ho dedicato a questo argomento
circa 75 pagine. Ho spedito una copia del libro a tutti i vescovi del
mondo e a ogni prete del Brasile. Sono pronto a spedirlo anche a ogni
teologo che prometta di leggerlo. Che si provino pure a trovarvi un
errore sostanziale. Sono passati dieci anni dalla sua pubblicazione
e nessuno è ancora riuscito a dimostrare che quanto ho detto
riguardo all'obbligo di credere e di obbedire alla Madonna di Fatima
è sbagliato.
Il solo argomento
che ho sentito è che non abbiamo l'obbligo di credere alle rivelazioni
private. Ma, come ha puntualizzato il Vescovo Graber, Fatima non è
una rivelazione privata, ma una pubblica rivelazione profetica. Tutti
gli argomenti contro Fatima attualmente in circolazione si basano sul
falso presupposto che Fatima sia una semplice rivelazione privata.
Fatima non è
una rivelazione privata. 70.000 persone non possono essere considerate
un cerchio privato. Un miracolo preannunciato con tre mesi di anticipo
e a cui assistono 70.000 testimoni è un miracolo pubblico che
riguarda tutta la Chiesa. È una pubblica profezia che impone
a tutti noi e alla Chiesa di fare ciò che è in nostro
potere per sostenere la causa della Nostra Signora e per obbedir. Le,
e che deve spingerci a fare il possibile per far conoscere, apprezzare,
amare e rispettare la Nostra Signora di Fatima e il Suo Messaggio anche
a chi ci circonda.
Il Nostro Signore
ha detto: “Rendetelo noto ai Miei ministri”. Non sono parole della Madonna,
ma è Dio Stesso a ordinarci “rendetelo noto”. Anche questo è
un obbligo che ci è stato trasmesso con il Messaggio di Fatima.