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Capitolo 6

Non spegnete (Lo) Spirito, non disprezzate le profezie

(1 Ts. 5:19-20)

       Padre Gruner, potrebbe specificare meglio le ragioni che la inducono a insistere sull'affermazione che il Papa, i vescovi e noi tutti siamo tenuti a obbedire a Nostra Signora di Fatima in tutto ciò che Ella ci ha comandato?

       “A costo di ripetermi, riferirò il discorso da me pronunciato di fronte ai vescovi, ai sacerdoti e ai delegati laici convenuti recentemente a Roma per partecipare al nostro Congresso Fatima 2000.”

Discorso di apertura del Congresso Fatima 2000, Roma 1996

       È estremamente importante comprendere che esiste un grave obbligo di credere e di obbedire al Messaggio di Fatima nella sua integrità. Questo obbligo non riguarda solamente ciascuno di noi, ma l'intera Chiesa. È un obbligo che non dipende semplicemente dalla devozione e dalla pietà. Il nostro amore per la Nostra Signora ce lo fa sentire certamente con maggior forza, come il fatto che Ella è nostra Madre. Ma vorrei dimenticare per un momento le ragioni di carattere devozionale, per concentrarmi invece su quelle che si fondano sulla giustizia e sulla prudenza. Queste ragioni ci vengono fornite sia dalla legge naturale, che dalla Rivelazione Divina.

Le obiezioni dei falsi devoti

       Perfino tra coloro che sostengono di avere a cuore la diffusione del Messaggio di Fatima, c'è chi contesta questa verità. Costoro dicono:

       “Non siete costretti a credere in Fatima; non siete obbligati a obbedirLe. Certo, noi lo facciamo, perché siamo devoti della Madonna, ma non abbiamo l'obbligo di farlo.”

       Voglio correggere questa obiezione e queste affermazioni. L'obbligo esiste ed è molto serio, non solo per quanti sono particolarmente devoti alla Madonna, ma per tutti e soprattutto per la Chiesa.

       Come ho accennato prima, il Papa, nel discorso tenuto a Fatima il 13 maggio 1982, ha detto che il Messaggio di Fatima impone un obbligo alla Chiesa. Anche se questa potrebbe essere considerata una ragione sufficiente, la nostra convinzione non si basa semplicemente sulle parole di Sua Santità.

Le Sacre Scritture ci impongono l'obbligo di obbedire a Fatima

       La nostra affermazione che il Messaggio di Fatima rappresenta un imperativo per tutti è basata sulle Sacre Scritture. In 1 Ts. 5:19-20, San Paolo dice: “Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie.” In altre parole, disprezzare la profezia equivale a estinguere lo Spirito.

       Naturalmente, non possiamo prendere in parola tutti quelli che, pur con le migliori intenzioni, dicono: “Dio mi ha parlato”. Può essere vero. Ma San Paolo prosegue dicendo “esaminate ogni cosa”. Così, prima di tutto abbiamo il dovere di considerare con mente aperta la possibilità che Dio ci stia parlando con la voce della profezia.

       Ma poi abbiamo il dovere — e in particolare lo ha la gerarchia — di verificare che quel messaggio provenga effettivamente da Dio.

       È per questo che ho scelto di diffondere il Messaggio di Fatima, perché è stato esaminato dalla Chiesa ed è stato trovato degno di fede, a differenza di altre più recenti apparizioni. Quelle approvate dalla gerarchia dai tempi di Fatima sono, per quanto ne so, ben poche.

       Il Messaggio di Fatima è stato non solo approvato dalla Chiesa, che è il pilastro e il fondamento della verità, ma anche confermato da grandi miracoli, in particolare dal Miracolo del Sole, a cui hanno assistito oltre 70.000 persone.

       San Paolo dice “Tenete ciò che è buono”. È nostro dovere dunque attenerci con forza a Fatima, la cui bontà è stata dimostrata. San Paolo non parla di questo solo nelle lettere ai Tessalonicesi, ma anche nei suoi discorsi sulla Chiesa.

       Qualcuno di coloro che si chiedono se siamo obbligati a credere e a obbedire alla Madonna di Fatima potrebbe domandarci: “Sta dicendo che Suor Lucia è più importante del Papa?” Questo infatti è il modo in cui si esprimono i nostri oppositori.

       Padre Joseph de Ste. Marie, un professore del Teresianum di Roma, ha dato una risposta molto interessante a questo quesito. Egli ci ricorda che in Efesii 2:20 si dice che le fondamenta della Chiesa sono gli apostoli, ma anche i profeti.

Prestare ascolto e obbedienza ai profeti

       I profeti di cui si parla, puntualizza Padre Joseph, sono i profeti del Nuovo Testamento. Leggendo gli Atti degli Apostoli, vediamo che oltre al carisma degli apostoli, si parla del carisma dei profeti del Nuovo Testamento. Certamente, la Chiesa non è fondata solo sul carisma degli apostoli, ma è anche di origine divina; fu infatti Gesù Cristo stesso ad affermare l'inseparabilità della Chiesa e degli apostoli, come pure dei loro successori, i vescovi. Questo vale in particolare per il papato. In questa sede, non intendiamo affrontare affatto quest' argomento, ma ci occuperemo soltanto dell'obbligo di prestare ascolto e obbedienza all'autentica voce dei profeti.

Tre generi di rivelazione

       È compito della gerarchie verificare, scoprire e stabilire se un messaggio proviene veramente da Dio. In effetti, il Quinto Concilio Laterano, svoltosi nel 1515, stabilì con una definizione che il compito di decidere l'interpretazione definitiva di una profezia appartiene al Papa di Roma. La Chiesa riconosce tre generi di autentica rivelazione. Essi sono: il deposito pubblico della Rivelazione Divina, contenuta nella Sacra Scrittura e la Sacra Tradizione; le rivelazioni private; e le rivelazioni profetiche pubbliche. Il rifiuto di credere alla Rivelazione Divina depositata nelle Sacre Scritture è un peccato contro la virtù teologale della Fede.

       Ci sono poi quelle che chiamiamo rivelazioni private. In altre parole, se io dovessi avere una visione di Nostra Signora, che non ho mai avuto e di cui certamente non sono degno, ma se per ipotesi dovessi averla ed Ella mi ordinasse di pregare dieci decine del Rosario, per il mio bene, si tratterebbe di una mia rivelazione privata.

       In questo caso nessuno, tranne me, sarebbe tenuto a credere alla rivelazione. Ma, come ha specificato diversi anni fa il Vescovo Graber di Regensburg, Germania, esiste un terzo genere di rivelazioni, che egli chiamava “rivelazioni profetiche pubbliche”, distinte sia dalle rivelazioni private, sia dal deposito della Fede.

       È a quest'ultimo genere di rivelazioni che si riferisce San Paolo nei Tessalonicesi e negli Efesini. Come precisa San Tommaso nel secondo capitolo della seconda parte della Summa Theologiae, questione 174 art. 6 (cfr. in particolare ad3) “Dio manda i suoi profeti a ogni generazione, non per fornirle una nuova dottrina ma per ricordare ai fedeli la necessità di salvare la propria anima.”

Infatuazioni professionali e intellettuali

       Senza dubbio Dio si è servito e continua a servirsi di molti mezzi per comunicare con noi. Ma a volte, per farlo, deve superare degli ostacoli. Alcuni di questi, che non riguarda in particolare la teologia o la Chiesa, ma appartengono piuttosto alla comune esperienza umana, sono le mode, le infatuazioni intellettuali.

       Mio nonno era un dottore, un oncologo, e ripeteva spesso che la professione medica si sarebbe potuta ridurre a una serie di mode. Lo stesso, credo, si potrebbe dire di quella legale o dell'economia. Il fatto che certe teorie o certi rimedi, considerati in un dato momento come gli unici realmente efficaci, vengono col tempo, e con il maturare delle conoscenze, abbandonati a favore di altri, mi sembra insomma una costante di tutte le attività umane.

       Consentitemi di spiegarmi meglio con alcuni esempi tratti dalla pratica medica.

       Per un certo periodo, la chirurgia è stata considerata la soluzione di tutti i mali. “Tagliare, tagliare”, era la risposta per quasi tutti i problemi. Dopo un po', venne il turno delle pillole: c'era una pillola per ogni disturbo.

       Ognuna di queste pratiche conteneva un elemento di verità ma, senza voler denigrare i medici, bisogna riconoscere che spesso in medicina si tende a enfatizzare l'importanza di un fattore a scapito di tutti gli altri. Lo stesso succede in campo legale. Fino a poco tempo fa, abbiamo esaltato a tal punto i diritti dei criminali, da dimenticare quelli delle vittime. Oggi si assiste, almeno nella società americana, a un'inversione di tendenza, con il riconoscimento della necessità di salvaguardare anche i diritti delle vittime.

       Ho citato questi esempi, non per aprire una discussione sulle altre professioni, ma per puntualizzare che anche nella Chiesa può esserci in alcuni momenti la tendenza a enfatizzare nella pratica pastorale alcuni principi, anche se giusti, tanto da dimenticare l'esistenza di altre verità.

I profeti e il loro impatto sulla società

       È per questa ragione che Dio invia profeti a ogni nuova generazione: per rammentare ai fedeli quelle verità che non sono molto popolari in quel momento. Ed è per questo che i profeti incontrano, storicamente, l'opposizione della maggioranza: perché dicono cose che, quasi sempre, contraddicono le tendenze in voga in quel momento. Se non si ponessero, per così dire, controcorrente, Dio non avrebbe bisogno di inviarli tra noi.

       È importante quindi tenere a mente le parole di San Paolo: “Non disprezzate le profezie. Non spegnete lo Spirito.” Infatti, che si tratti di noi che siamo riuniti qui, o di qualsiasi altro gruppo nella Chiesa, esiste sempre il pericolo di divenire troppo sicuri di sé e della giustezza della propria causa, lasciandosi suggestionare dai numeri: “Dieci milioni di francesi non possono sbagliare”. Gli individui più superficiali si lasciano facilmente sedurre dall'idea che, poiché tutti sembrano comportarsi in un certo modo e credere le stesse cose, quelle cose siano vere.

       Come ha specificato il Cardinale Ratzinger, la verità non può essere il risultato di un votazione democratica: la verità è la verità ed è compito dell'intelligenza riconoscerla in quanto tale. È per questo che Dio invia i profeti.

       Volendo rovesciare la questione, immaginiamo che Dio ci mandi un profeta e operare un grande miracolo; se noi reagissimo dicendo, in buona fede: “D'accordo, si tratta di una buona cosa, ma è solo una rivelazione privata. Non dobbiamo prestarvi troppa attenzione. Abbiamo il Vangelo, abbiamo le Scritture e la Tradizione, non ci serve altro”, in questo modo non finiremmo per negare a Dio la possibilità di inviarci un messaggio, senza voler ascoltare nulla al di fuori di ciò che abbiamo concordato tra noi di sentire?

       Evidentemente, questo sarebbe uno spegnere lo Spirito e disprezzare le profezie. Cioè esattamente quel tipo di comportamento contro cui ci mette in guardia San Paolo in modo molto serio.

Perfino il buono ignora la Madonna

       Suor Lucia, parlando il 26 dicembre 1957, in uno dei suoi ultimi discorsi pubblici, ha detto “Nostra Signora è molto triste. La Nostra Signora è molto triste perché né il buono né il malvagio si curano del Suo messaggio.”

       Ora, ciò che Ella dice dei malvagi è comprensibile. La punizione divina non è ancora caduta su di loro, ed essi proseguono spensieratamente nel loro cammino senza prestare ovviamente attenzione alle parole della Nostra Signora, nelle quali non scorgono nulla di urgente o di importante. Dico “ovviamente” perché, se fossero stati buoni, sarebbe stato lecito aspettarsi che lo facessero ma, trattandosi invece di individui malvagi, il fatto di ignorare le parole della Nostra Signora è in un certo senso una logica conseguenza dell'approccio alla vita che hanno scelto.

       Ma ciò che è sorprendente nelle parole di Suor Lucia sulla tristezza della Madonna, è l'affermazione che anche i buoni ignorano il Suo messaggio. Eppure, Ella dice proprio questo.

       Credo che ciò dipenda dal fatto che i buoni sono stati ingannati. È stata detta loro una menzogna. È stato detto loro che non era obbligatorio ascoltare, credere, obbedire. Ma è stato un errore.

“Solo Lei può aiutarvi”

       È un errore che può costarci la salvezza e che ci costerà senza dubbio la libertà e molte altre cose che ci stanno a cuore. Nostra Signora ci ha fatto un'offerta che non possiamo rifiutare. Ci ha detto, “O fate ciò che vi dico o morirete”.

       Non è che la Madonna voglia ucciderci; semplicemente, Ella ci dice che, a causa dei peccati dell'umanità, siamo giunti a una crisi senza precedenti e che “solo Lei può aiutarci” a uscirne. Solo Lei, e nessun altro. In un certo senso, per quanto possa apparire sconvolgente, neppure Dio può farlo, perché Egli ha riservato questa grazia all'intercessione della Nostra Signora.

       Come ha spiegato Sant'Agostino, Dio è tanto buono, e ci ama così tanto, che desidera donarci qualcosa, concederci delle grazie. Dio sa che non lo meritiamo, ma vuole lo stesso farci del bene. Tuttavia, è disposto a farlo solo attraverso i meriti e l'intercessione dei santi, perché sa due cose: primo, che non ci meritiamo la Sua grazia, secondo, che, se la elargisse direttamente a noi, diventeremmo molto superbi e ci sarebbe subito qualcuno pronto a dire “se ho ricevuto questa grazia, è perché me la sono meritata”.

Perché solo la Madonna può garantire la pace e la prosperità

       Queste grazie divina sono tanto straordinarie e meravigliose che Dio non vuole che divenga per noi motivo di orgoglio; al contrario, vuole che riconosciamo che essa ci viene concessa solo per merito e per intercessione dei santi. Dobbiamo quindi essere grati a questi Suoi amici che, con le loro preghiere e con i loro meriti, riescono a ottenere per noi le sua grazie.

       È per questo che a Fatima ci è stato detto che la pace mondiale è stata affidata al Cuore Immacolato di Maria. È per questo che la Nostra Signora dice la pura verità, quando afferma, “Solo Io posso aiutarvi”.

       Noi non meritiamo questa grazia che ci è stata promessa, la grazia della pace mondiale, della conversione della Russia e, dopo di essa, del mondo intero, al Cattolicesimo. Ma Dio vuole ugualmente farci questo dono, e vuole farcelo in questa epoca. Dio vuole anche che si comprenda e si riconosca che è solo per i meriti e per l'intercessione della Nostra Signora che ci verrà concessa queste grazie.

Ingannevolmente semplice

       Così, quando avremo ottenuto finalmente la Consacrazione della Russia e la pace mondiale, dovremo tenere a mente che tutto ciò non sarà avvenuto per merito mio, o di qualcuno di voi, o della nostra azione comune. Neppure il Santo Padre avrà il merito di questa grazia, ma il merito sarà tutto di Nostra Signora.

       Al tempo stesso Dio vuole che il mondo intero riconosca l'importanza e l'unicità della posizione del Santo Padre e di tutti i vescovi Cattolici e, in definitiva, dell'intera Chiesa Cattolica. Ed è per questo che Egli ha insistito che non sia solo il Santo Padre a consacrarla, ma i vescovi Cattolici in unione con il Santo Padre, in modo che il mondo possa vedere il rapporto diretto esistente tra la conversione della Russia e la sua consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, effettuata congiuntamente dal Papa e dai Vescovi.

       Accadranno molte cose. La gente renderà grazie a Dio e alla Nostra Signora per il dono della pace mondiale. Renderà grazie al Figlio per aver accettato di divenire uomo e per aver fondato e protetto la Sua unica e vera Chiesa, la Chiesa Cattolica.

       Verranno rese grazie a Dio anche per aver indicato chiaramente la forza, il prestigio, l'importanza della Gerarchia Cattolica e in particolare il primato del Papa sui vescovi. Poiché, infatti, la Consacrazione avverrà per ordine diretto del Papa, che comanda i vescovi, il popolo potrà vedere che il Papa non è uno dei vescovi, un loro uguale, ma il loro superiore. Con l'atto della Consacrazione diverrà chiara e manifesta, una volta per sempre e pubblicamente, la volontà di Dio: con questo miracolo Dio mostrerà a tutto il mondo l'origine divina del Papato e il fatto che il primato del Papa sui vescovi non è solo una questione di onori ma di giurisdizione.

       In ultima analisi, Dio ha voluto dare alla Chiesa e al mondo questo mezzo insostituibile per raggiungere la pace mondiale, la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, che solo il Papa e i vescovi Cattolici possono celebrare. Dio Onnipotente ha così decretato, non solo per mostrare alla Chiesa e al mondo l'importanza e la necessità della devozione a Nostra Signora, ma anche per rendere evidente a tutti, con la consacrazione della Russia e la conseguente pace mondiale, che Egli ha fondato una sola Chiesa, la Chiesa Cattolica, ha stabilito al suo interno una gerarchia, e ha affidato il primato dell'autorità al Papa.

       Il comando di Nostra Signora è semplice, ingannevolmente semplice. È necessario fermarsi un attimo a riflettere, o si rischia di non coglierne il significato e di lasciarsi andare a pensieri del tipo, “possibile che sia tutto qui? Deve esserci qualcosa più importante”.

       È per questa ragione che la Nostra Signora di Fatima, quando è venuta a Tuy per rivelarci la necessità della Consacrazione della Russia, è apparsa accompagnata dalla Santissima Trinità. Nell'apparizione ai bambini di Fatima, Ella ha parlato per proprio conto. Ma quando è apparsa alla presenza della Santissima Trinità, Ella ha parlato in nome di Dio. Tutto ciò che la Nostra Signora ha detto, lo ha detto per volontà di Dio. Ma quando Ella ci ha comunicato la sua richiesta di consacrare la Russia, ha detto: “È giunto il momento in cui Dio domanda al Santo Padre di procedere, congiuntamente con tutti i vescovi del mondo, alla consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, promettendo, con questo mezzo, di salvarla”.

Le nostre case, la nostra libertà, le nostre vite sono in pericolo

       Vedete dunque che abbiamo tutto da guadagnare a soddisfare la richiesta della Madonna e tutto da perdere a non farlo. È la prudenza stessa a consigliarci di ottemperare alle Sue richieste; sia che amiate il vostro paese o la vostra famiglia, o che abbiate a cuore la vostra libertà o semplicemente la vostra vita, qualunque di queste ragioni, o tutte quante insieme, dovrebbero indurvi a comprendere che questa è per voi la cosa giusta da fare, anche sul piano del semplice buon senso.

       Lasciando per il momento da parte la questione della salvezza di milioni di anime, che ovviamente è di gran lunga più importante di tutte quelle che ho nominato, vorrei dire che, anche dal punto di vista del semplice buon senso, perfino un ateo può capire che avrebbe tutto da guadagnare dalla Consacrazione della Russia.

Perfino gli atei lo comprendono

       Ricordo di aver spiegato la questione a un ateo una volta, nel 1984. Egli non credeva in Dio, ma ciò nonostante comprese i vantaggi derivanti dall'esecuzione di questo atto di consacrazione. Disse che, per la prima volta, gli sembrava di scorgere una speranza per l'umanità. Perfino gli atei capiscono che solo la Consacrazione della Russia, celebrata come è stato richiesto, può assicurare la salvezza delle loro vite, delle loro persone, delle loro case, che gli sono costate venti anni di sacrifici, e di tutto ciò che sta loro maggiormente a cuore: se non altro, il poter vivere e godere della propria libertà. Tutto ciò è in pericolo, se il Messaggio di Nostra Signora di Fatima non sarà ascoltato e messo in pratica.

       Anche dal punto di vista di un ateo, dunque, appare del tutto ragionevole procedere a quest'atto di consacrazione. Tutto sommato, cosa abbiamo da perdere? Assolutamente nulla. La sua celebrazione richiederebbe al massimo una mezz'ora di preghiera comune del Papa e dei vescovi. Volendo renderla un po' più solenne, la cerimonia potrebbe durare in tutto un'ora e mezza. Tutto qui. La preghiera vera e propria non richiederebbe più di cinque minuti. È la prudenza stessa a dirci che abbiamo tutto da guadagnare dalla consacrazione, e tutto da perdere se non la celebrassimo.

Le Sacre Scritture ci parlano dei miracoli

       Ma, a prescindere dall'umana prudenza, vorrei esporre alcune ragioni di tipo diverso, che ho ricavato dalle Sacre Scritture. I farisei chiesero al Nostro Signore di compiere un miracolo, dicendo “dacci un segno nei Cieli e noi Ti crederemo e Ti seguiremo”. Ma Nostro Signore rispose loro: “Non lo farò. Il solo segno che avrete sarà il segno di Giona. Il Figlio dell'Uomo, dopo essere rimasto per tre giorni nelle viscere della terra, tornerà di nuovo in vita.”

       Ma i farisei dissero che, se Egli avesse dato loro un segno, avrebbero creduto in Lui. Ora, quel segno che venne rifutato ai farisei è il segno che Nostra Signora ha ottenuto da Suo Figlio, per dimostrare al mondo che Ella ha parlato in nome di Dio.

“Precipitare fino agli inferi”

       Quando Dio ci invia un Suo miracolo, non possiamo sottrarci all'ascolto. Nostro Signore si riferisce a questo, quando afferma nella Bibbia, “e tu, Cafarnao sarai forse innalzata fino al cielo?”. Nostro Signore risponde così alla Sua stessa domanda: “Fino agli inferi precipiterai”. Parole molto dure.

       Dio afferma che le città di Cafarnao e di Betsaida sarebbero state sprofondate all'inferno. Perché dice questo? È Egli Stesso a spiegarlo con queste parole: “Perché se in Sodoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!”

       Sodoma e Gomorra, come sapete, furono distrutte da una pioggia di fuoco per punire il peccato di omosessualità dei loro abitanti. Il Nostro Signore ha detto anche che in queste due città Abramo non poté trovare cinque uomini giusti. Ma queste città si forse sarebbero pentite, se avessero assistito ai miracoli che il Nostro Signore operò a Cafarnao e Betsaida.

       Rifiutarsi di riconoscere i segni che Nostro Signore ci ha inviato e di mettere in pratica le Sue parole, come fecero Cafarnao e Betsaida, è dunque un motivo sufficiente per essere sprofondati all'inferno. Queste sono le parole di Nostro Signore.

Cosa ci ha detto Dio?

       Quale messaggio ci ha inviato Dio a proposito del ventesimo secolo? Il miracolo che Egli ha operato è maggiore di quelli che furono compiuti a Cafarnao e Betsaida. È il miracolo che i farisei Gli domandarono per convertirsi. È il miracolo di Fatima. Per la prima volta nella storia dell'umanità, un miracolo è stato predetto con tre mesi di anticipo.

       Era il 13 luglio 1917, quando Lucia domandò a Dio un segno, perché i pellegrini ne chiedevano uno. Quel giorno ella predisse che Dio avrebbe operato un miracolo il 13 ottobre, per provare, per significare, per dimostrare che quel messaggio era veramente stato inviato da Lui.

       Se ignorassimo, se non prestassimo ascolto, se non obbedissimo a quel messaggio, dopo che Dio ci ha mandato un segno così chiaro, dovremmo pagare il prezzo della nostra ostinazione.

       E pertanto, dirò che l'affermazione che non esiste obbligo di obbedienza al messaggio della Madonna di Fatima è “sciocca” e “pericolosa”, non potendo servirmi del termine “eretica”. Non perché questo messaggio faccia parte delle verità della fede, ma perché le Sacre Scritture ci dicono che è nostro preciso dovere credere e obbedire ai messaggi profetici, come quello di Fatima.

Un'importante digressione teologica

       Vorrei fornire ora un argomento, o uno spunto di riflessione. Tuttavia, non mi servirò di questo argomento per dimostrare la mia tesi, né penso che il nostro dovere di ascoltare, credere e obbedire alla Madonna di Fatima dipenda da queste considerazioni. Ho esposto prima i motivi che dimostrano il nostro obbligo, e l'obbligo della Chiesa, di mettere in pratica il Messaggio di Fatima, nella sua integrità.

       Ciò nonostante, ritengo che possa essere utile seguire anche questa linea di riflessione. Papa Paolo VI, che ha benedetto la statua della Vergine del Pellegrino a Fatima (qui presente) nel 1967, il giorno prima di recarsi a Fatima scrisse una brevissima enciclica, intitolata Signum Magnum, cioè il “Grande Segno”. L'enciclica inizia con una citazione del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse, in cui si legge: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole”.

       Papa Paolo VI non afferma in modo esplicito, ma suggerisce chiaramente che la Donna vestita di sole sia non solo la Beata Vergine, come ogni studioso delle Scritture potrebbe dimostrare, ma proprio la Nostra Signora di Fatima. La Donna vestita di sole non è altri che Nostra Signora di Fatima. Se è così, ed è certo questo che Paolo VI desiderava che noi pensassimo, allora il Messaggio di Fatima verrebbe a configurarsi come una parte della Rivelazione Divina.

       I farisei dell'Antico Testamento dicevano che Abramo era il loro padre e Mosè il loro maestro: chi mai era dunque questo giovane di Nazareth? Per costoro, che conoscevano la legge, Egli era solo una “persona ignorante”, priva di educazione. E così, nella loro pretesa di sostenere la Rivelazione Divina e di essere fedeli a Dio, essi finivano per rinnegare lo stesso Dio, rigettando tutte le profezie sulla venuta di Cristo contenute nell'Antico Testamento. Nostro Signore disse loro, se veramente Dio è vostro Padre, allora dovete riconoscermi, perché Io sono l'immagine del Padre.

       Allo stesso modo, negli ultimi trent'anni molti hanno detto, “non abbiamo bisogno di Fatima. Abbiamo già la Bibbia”. E con la loro pretesa di difendere la Bibbia, affermavano implicitamente che Fatima è qualcosa di secondario.

       Ho conosciuto un professore del Marianum, qui a Roma, che diceva: “Non è necessario credere a Fatima”.

       Lo interruppi e gli dissi: “Come fa a saperlo? Come può affermare categoricamente che la Madonna di Fatima non è la Donna vestita di sole di cui parla l'Apocalisse?” Rimase senza parole. Allora continuai: “Se Ella lo è, allora Ella è già nelle Sacre Scritture, fa parte della Rivelazione Divina e quindi è sbagliato dire che non è necessario credere a Nostra Signora di Fatima.” Non seppe cosa rispondere.

       In conclusione, non c'è risposta a questo argomento, anche se non posso affermare, senza un infallibile pronunciamento del Magistero, che Nostra Signora di Fatima sia proprio la Donna vestita di sole. E Papa Paolo VI, anche se non lo ha dichiarato esplicitamente, ha chiaramente suggerito che fosse così.

       D'altra parte, nessuno può affermare il contrario, cioè che Ella non sia la Donna vestita di luce di cui si parla nel dodicesimo capitolo dell'Apocalisse. E se Fatima è veramente la realizzazione di una profezia biblica, allora Ella è parte della Rivelazione.

       Come specifica San Tommaso, dobbiamo credere a tutto ciò che Dio ci ha rivelato. L'atto di fede si estende a tutto ciò che Dio ha rivelato nelle Sacre Scritture. Per servirci dello stesso esempio di San Tommaso, se sappiamo che le Scritture affermano che David aveva 70 figli, non 69 o 71, ma proprio 70, dobbiamo credere a questo fatto con Fede Divina.

       Ora, i laici non sono obbligati a conoscere la teologia e tutti i libri della Rivelazione come i sacerdoti, i vescovi e i teologi. Ma chi è a conoscenza di un fatto rivelato nelle Scritture è obbligato a crederci. Il modo in cui dobbiamo credere a questo fatto storico è diverso da quello con cui crediamo a un fatto riportato nei libri di storia. Infatti, dobbiamo farlo come atto di una virtù teologale, la Fede. Non perché lo leggiamo in un libro di storia, ma perché è la parola di Dio, che Dio Stesso ci ha rivelato. Certo, la Bibbia è anche un libro di storia. Ma dobbiamo credere fermamente in essa, non limitarci a dire, sì, forse è vero. Una volta che sappiamo che una certa cosa ci è stata rivelata da Dio, dobbiamo credervi sulla Sua parola.

       Se dobbiamo credere, con un atto della virtù teologale della Fede, che Re David aveva 70 figli, perché ciò ci è stato rivelato da Dio, allora dobbiamo credere allo stesso modo a tutti gli altri fatti contenuti nelle Sacre Scritture di cui siamo a conoscenza. Il fatto che David avesse 70 figli non ha la stessa importanza dal punto di vista ontologico di altre notizie contenute nelle Sacre Scritture, ma dobbiamo credervi con la stessa fede teologale.

       Tanto più, dunque, dovremo credere a quei fatti, riportati nelle Sacre Scritture, che hanno per noi un'importanza molto maggiore. Così, se sapessimo che Dio ha rivelato che in futuro avrebbe inviato tra noi Sua Madre, vestita di sole, e che Nostra Signora di Fatima rappresenta la realizzazione di quella profezia, allora dovremmo credere che Ella faccia parte della Rivelazione Divina, depositata nelle Sacre Scritture.

       Non sto dicendo che dobbiamo credere a questo oggi, dato che il Magistero non si è ancora pronunciato sull'argomento. Ma possiamo dire ai nostri avversari che neppure è possibile affermare il contrario. Così, quel professore che voleva mettermi a tacere, non ha saputo cosa rispondermi, perché sapevo che non c'è risposta a questo argomento. E so anche che Papa Paolo VI ha suggerito con molta chiarezza che, in effetti, Nostra Signora di Fatima non è altri che la Donna vestita di sole del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse.

Riassumendo

       Per tornare al tema principale del mio discorso, sia che le rivelazioni di Fatima fossero preannunciate nelle profezie contenute nelle Sacre Scritture, sia che non lo fossero, resta il fatto che noi DOBBIAMO credere e obbedire a Nostra Signora di Fatima. Questo dovere discende dalle parole scritte da Paolo ai Tessalonicesi: “Non disprezzate le profezie, non spegnete lo Spirito”.

       Abbiamo detto che la Chiesa è costruita sopra le fondamenta degli Apostoli e dei Profeti del Nuovo Testamento. Suor Lucia, nella sua umiltà, non ha mai detto di essere un profeta. Ma ella in effetti lo è, nel senso proprio del termine. Ha ricevuto da Dio un messaggio, con l'incarico di comunicarlo alla Chiesa, un messaggio che Dio Stesso ha voluto attestare con un miracolo pubblico, di dimensioni tali quali il mondo e la Chiesa non avevano più conosciuto dal tempo della Resurrezione.

       Abbiamo le parole di Nostro Signore, che ci ha detto che gli abitanti di Cafarnao e di Betsaida sarebbero stati sprofondati all'inferno per il loro rifiuto di prestare ascolto e obbedienza al Suo messaggio, dopo che Egli lo aveva attestato operando in pubblico grandiosi miracoli. E abbiamo la definizione del Concilio Vaticano Primo, in cui si dice che la Fede Cattolica è una luce per tutte le nazioni, e che la conoscenza della sua verità si basa su due elementi, indipendenti dalla cultura.

       Non sto attaccando la cultura, che ritengo ci sia di grande aiuto, ma, indipendentemente da essa, anche la persona più ignorante, come la più istruita, possono comprendere che la Chiesa Cattolica è la vera Chiesa e la Fede Cattolica è la vera Fede, sulla base di due elementi, come ha affermato il Concilio Vaticano Primo. Queste verità possono essere conosciute attraverso i miracoli e le profezie di carattere pubblico. Nel messaggio di Fatima, abbiamo entrambi questi fenomeni. Di conseguenza, se i veri miracoli e le vere profezie impongono l'obbligo di credere alla Fede Cattolica, essi impongono anche l'obbligo di credere ai profeti che Dio ci ha inviato.

Un grave pericolo minaccia la nostra epoca

       Il messaggio di Fatima costituisce quindi un obbligo serio e della massima importanza. Come ha precisato Suor Lucia nella conversazione del 26 dicembre 1957 con Padre Fuentes, opporsi a una verità nota è un grave peccato contro lo Spirito Santo.

       Nella stessa occasione, ha precisato che Nostro Signore, vedendo di aver esaurito ogni altro mezzo per ottenere l'attenzione e l'obbedienza della Chiesa e del genere umano, aveva deciso, “con una certa trepidazione” (per dirlo con parole umane), di ricorrere a quest'ultima risorsa, l'intervento di Sua Madre. In questo modo Egli ha compiuto l'ultimo tentativo per ottenere la nostra attenzione e la nostra obbedienza. Ma al tempo stesso “temeva” di chiedere a Sua Madre di intervenire, perché se non avessimo prestato ascolto neppure a Lei, se ci fossimo rifiutati di mostrarLe il dovuto rispetto e di onorarLa come merita, Egli avrebbe dovuto punirci con severità ancora maggiore.

       Fatto sta che Egli ha inviato sei volte Sua Madre a Fatima, senza contare le apparizioni di Tuy e di Pontevedra, per chiedere l'osservazione dei Cinque Primi Sabati e la consacrazione della Russia. Se ci rifiutassimo di accogliere queste richieste di Nostra Signora, Nostro Signore, la seconda persona della Santissima Trinità, il Figlio di Dio, da Figlio rispettoso quale è, non potrebbe esimersi dal vendicare l'onore di Sua Madre. La nostra indifferenza di fronte alle Sue parole e ai Suoi miracoli ci rende più colpevoli di quanto saremmo stati se non avessimo mai ricevuto il Suo Messaggio.

       Dovrebbe essere una grazia. Dovrebbe essere un mezzo per ottenere l'aiuto di Dio. Ma se noi lo rifiutiamo, credendo a coloro che dicono che non abbiamo alcun obbligo di credere e obbedire, trasformeremo questo mezzo per ottenere la grazia e la misericordia divina in una valida ragione per provocare il nostro castigo.

Alcune evidenti ragioni per obbedire al messaggio
della Madonna di Fatima

       Oltre alle ragioni esposte in precedenza, tratte dalle Sacre Scritture, che dimostrano l'obbligo della Chiesa di obbedire a Nostra Signora di Fatima, vorrei illustrare ora alcune ragioni che dovrebbero apparire evidenti, poiché sono fondate sulla ragione naturale.

       Se il vostro vicino venisse da voi e vi dicesse che la vostra casa è in fiamme, di chiamare i pompieri e di mettere in salvo i vostri figli, sarebbe certo molto imprudente da parte vostra reagire dicendo, “non c'è ancora stato un pronunciamento, una definizione del Papa che affermi che la mia casa è in fiamme. Qualcuno mi ha detto di non fidarmi di lei, quindi non le darò ascolto. Non mi muoverò da qui per andare a vedere se ciò che mi ha detto corrisponde al vero. Dopo tutto, mi sembra di ricordare di aver letto una volta su un giornale che lei non è una persona affidabile”.

       Penso che chiunque dei presenti abbia un figlio, una casa o qualcosa a cui tiene, non esiterebbe un attimo, se gli venisse detto che un incendio, un ladro o qualche altro pericolo li minacciano, a correre a controllare per precauzione se ciò che gli è stato detto è vero. Almeno questo. Siamo tutti figli di Adamo ed Eva e abbiamo il dovere di dare credito alle parole dei nostri simili, a meno che non abbiamo validi motivi per ritenere che stiano mentendo.

Perché dobbiamo prestare fede a 70.000 testimoni

       Alcuni di noi dicono bugie. Ma Dio ha creato la natura umana in modo tale, che quando le persone mentono tradiscono sempre in qualche modo il fatto di non stare dicendo la verità. Il tono della loro voce muta, diventano nervosi, fanno mille stranezze. La gente, con l'eccezione dei bugiardi più incalliti, non riesce a mentire senza lasciarlo trapelare in qualche modo. Perfino nel caso dei bugiardi abituali, il bisogno di dire la verità è così forte che neppure loro riescono a mentire sempre. È una cosa impossibile, moralmente impossibile.

       È per questa ragione che, ascoltando molti testimoni, è possibile giungere alla verità. Così, quando ci sono 70.000 persone pronte a giurare di aver assistito a un miracolo, quando perfino un ateo, che fino a quel momento si era dedicato a mettere in ridicolo i bambini e i pellegrini che si recavano a Fatima, è obbligato a pubblicare sulla prima pagine del suo giornale un articolo in cui confessa di aver assistito a un miracolo, allora saremmo davvero degli sciocchi se non dessimo importanza a questo fatto.

       Sarebbe un peccato contro la prudenza affermare che questa folla di 70.000 persone fosse composta da bugiardi. Tra loro c'erano persone molto semplici e altre molto istruite. C'erano ferventi Cattolici e accesi anti-Cattolici. Tutti testimoniarono di aver visto le stesse cose, perfino quelli ai quali costava di più ammetterlo, perché in questo modo erano costretti a smentirsi pubblicamente. Gli abitanti di Cafarnao e di Betsaida vennero ritenuti colpevoli per la loro mancanza di fede perché, anche se non tutti loro avevano assistito ai miracoli operati dal Nostro Signore, ad essi era presente comunque un numero di testimoni sufficiente perché l'intera città ne fosse a conoscenza.

       Quando andiamo da un dottore o da un altro professionista, in genere crediamo a ciò che ci dice, se non abbiamo ragioni per contraddire o mettere in dubbio le sue parole. E anche se il miracolo di Fatima e del Nostro Signore venisse contraddetto, ci sono sufficienti testimonianze per stabilire qual'è la verità. E opporsi a una verità conosciuta significa commettere un peccato contro lo Spirito Santo. Persistendo in questa opposizione alla conoscenza della verità, commetteremmo un peccato imperdonabile. L'ostinazione su questa strada ci condurrebbe alla distruzione.

Un obbligo tassativo

       L'esecuzione del messaggio di Fatima rappresenta un obbligo molto serio per le nostre coscienze. Il Papa parlava certo alla seriamente quando ha affermato che esso impone un obbligo alla Chiesa. Questo obbligo è fondato sulle Scritture, è fondato sulla ragione, è fondato sui miracoli e sulle profezie di cui siamo a conoscenza e che sono stati esaminati e giudicati autentici.

       Ignorando il messaggio di Dio, ci renderemmo colpevoli di disprezzare le profezie e di spegnere lo Spirito Santo. Opponendoci allo Spirito Santo, commetteremmo un peccato. Se proseguiremo su questa strada (uso il noi non perché io presuma che tra le persone presenti in questa sala qualcuno possa avere un simile atteggiamento, ma perché è importante che sia documentato), dovremo pagarne il prezzo: le fiamme dell'inferno.

       Chi pecca contro lo Spirito Santo si condanna all'inferno. È un obbligo molto serio. Non è un obbligo lieve. Non riguarda solo me. Non riguarda solo voi. Quest'obbligo pesa sull'intera Chiesa. Quest'obbligo si può assolvere in modi diversi, a seconda della posizione che si occupa nella Chiesa. Ma ciascuno di noi deve obbedire alla Nostra Signora di Fatima, poiché il Suo messaggio si applica alle concrete circostanze in cui viviamo.

La posizione delineata in questo discorso non è
stata smentita per 10 anni

       Ho scritto dell'obbligo di credere e di obbedire al messaggio di Fatima in un mio libro, tradotto in spagnolo, portoghese, francese e inglese. Ho dedicato a questo argomento circa 75 pagine. Ho spedito una copia del libro a tutti i vescovi del mondo e a ogni prete del Brasile. Sono pronto a spedirlo anche a ogni teologo che prometta di leggerlo. Che si provino pure a trovarvi un errore sostanziale. Sono passati dieci anni dalla sua pubblicazione e nessuno è ancora riuscito a dimostrare che quanto ho detto riguardo all'obbligo di credere e di obbedire alla Madonna di Fatima è sbagliato.

       Il solo argomento che ho sentito è che non abbiamo l'obbligo di credere alle rivelazioni private. Ma, come ha puntualizzato il Vescovo Graber, Fatima non è una rivelazione privata, ma una pubblica rivelazione profetica. Tutti gli argomenti contro Fatima attualmente in circolazione si basano sul falso presupposto che Fatima sia una semplice rivelazione privata.

       Fatima non è una rivelazione privata. 70.000 persone non possono essere considerate un cerchio privato. Un miracolo preannunciato con tre mesi di anticipo e a cui assistono 70.000 testimoni è un miracolo pubblico che riguarda tutta la Chiesa. È una pubblica profezia che impone a tutti noi e alla Chiesa di fare ciò che è in nostro potere per sostenere la causa della Nostra Signora e per obbedir. Le, e che deve spingerci a fare il possibile per far conoscere, apprezzare, amare e rispettare la Nostra Signora di Fatima e il Suo Messaggio anche a chi ci circonda.

       Il Nostro Signore ha detto: “Rendetelo noto ai Miei ministri”. Non sono parole della Madonna, ma è Dio Stesso a ordinarci “rendetelo noto”. Anche questo è un obbligo che ci è stato trasmesso con il Messaggio di Fatima.

 

 
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