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Capitolo 14

Parole terribili

       Gli eventi che si erano succeduti a partire dalla Conferenza di Fatima del 1992, secondo ogni calcolo, avrebbero annientato qualsiasi prete: specialmente uno che era ora stretto nella morsa di “decreti amministrativi”, intesi a schiacciare la vita del suo Apostolato allontanadolo da esso, e che desiderava parlare con vescovi in Messico sulla conversione della Russia che era stata appena svenduta a Balamand.

       Malgrado ciò, mentre la Dichiarazione di Balamand era attuata, e la bizzarra “intervista con Suor Lucia” pubblicizzata da Carlos Evaristo era presa come Vangelo da quelli che volevano che apparizioni con messaggi più ecumenici prendessero il posto degli ammonimenti severi di Fatima, Padre Gruner calmamente si preparava a fare appello ai vescovi ancora una volta a favore della causa di Fatima.

       La decisione di tenere una Seconda Conferenza Internazionale per la Pace in Messico sarebbe potuta sembrare a molti una missione suicida. Ma Padre Nicholas Gruner la vide come qualcosa che forniva una opportunità d'oro per penetrare ancor di più le ragioni impellenti per la Consacrazione Collegiale della Russia. Egli non poteva dimenticare che le parole di Nostro Signore a Suor Lucia a Rianjo comunicavano una delle profezie e dei rimproveri più terrificanti di tutt'un secolo di apparizioni Mariane.

       Nel messaggio dell'agosto del 1931 Nostro Signore, a Rianjo in Spagna, affidò a Suor Lucia di Fatima un severo ammonimento da comunicare alla gerarchia quando disse: “Fallo sapere ai miei ministri: se seguiranno l'esempio del Re di Francia nel ritardare l'esecuzione del Mio comando, essi lo seguiranno nella sfortuna”.1

       Il Nostro Signore si riferisce alla sfortuna di Re Luigi XVI, che fu il terzo re a rifiutare Il Piano di Nostro Signore, dato attraverso Santa Margherita Maria per la consacrazione della Francia al Sacro Cuore. Avendo mancato di effettuare la consacrazione, Luigi XVI fu ghigliottinato nel 1793 dai rivoluzionari francesi. Per mezzo di Suor Lucia, Nostro Signore ammonisce il Papa e i vescovi circa il destino che attende coloro che si rifiutano di eseguire la consacrazione divinamente ordinata di una nazione.

       Il vecchio “ritornello” riguardante Padre Gruner è che egli è “sleale” verso il Papa. I suoi critici non si sono mai presi il disturbo di spiegare in che senso sarebbe lealtà per un soggetto ignorare un ammonimento grave, trasmesso da un messaggero divino, che la vita del proprio capo è in pericolo. Nostro Signore non aveva predetto un gran ricevimento per il tè quando disse a Suor Lucia a Rianjo che i Suoi ministri avrebbero seguito le orme del decapitato Luigi XVI, se avessero mancato di dar retta ai Suoi comandi a Fatima. Se esisteva una mancanza di lealtà, era da parte dei critici che continuavano a nascondere l'ammonimento di Nostro Signore sia al Papa che ai vescovi.

       Quale posto migliore, per sollecitare i vescovi, che il cuore pulsante di una nazione al centro di persecuzioni contro la Chiesa attraverso tutta la sua storia lunga e tortuosa, cioè il Messico?

       Si dice che a Città del Messico trenta milioni di persone vivano a un soffio di distanza l'una dall'altra. Scendere con l'aereo nell'oceano di luci che questa popolazione genera di notte è provare lo shock che Cortez deve aver provato quando superò l'alto passo montagnoso del Popacatapetl e vide ai suoi piedi la capitale di Montezuma. Il Messico è il centro di un mondo a parte. Era nel cuore pulsante di questo mondo in pericolo che la Seconda Conferenza Internazionale dei Vescovi per la Pace fu programmata per il mese di novembre del 1994.

       Nei mesi precedenti la Conferenza furono mandati inviti ai vescovi del mondo, annunci vennero spediti alle associazioni della Chiesa interessate, furono distribuiti 150.000 manifesti che annunciavano la Conferenza e furono spedite ai sostenitori più di 500.000 copie di un'edizione speciale del Fatima Crusader.

       Per preparare la Conferenza, come prima cosa, nella primavera del 94, Padre Gruner incontrò Monsignor Fuentes, il vescovo di una piccola diocesi in Messico, che egli aveva conosciuto a Fatima nel 1992. Sulle prime Monsignor Fuentes si mostrò felicissimo della proposta di una conferenza e pronto a collaborare, arrivando persino a presentare Padre Gruner alla Conferenza Episcopale Messicana, la CEM. L'abate Schullenberg, Rettore del santuario di Guadalupe, invitò Padre Gruner a far uso dell'Aula Magna, la Grande Sala al Lago de Guadalupe, che è di proprietà della CEM.

       Il 2 maggio, il Segretario generale della CEM, il Vescovo Ramon Godinez Flores, acconsentì all'affitto dell'Aula Magna e di tutte le sue attrezzature per conferenze2: gli stessi locali in cui i vescovi messicani tengono le loro riunioni annuali. Il 5 maggio la CEM accettò e depositò l'assegno che aveva una clausola di girata battuta a macchina sul retro, che indicava che la girata e il deposito dell'assegno costituivano un contratto d'affitto dei locali per conferenze dell'Aula Magna. Tutto sembrava proseguire tranquillamente ... troppo tranquillamente.

       Sotto le implacabili esigenze inerenti all'organizzazione della Conferenza, era naturale che i segni e i segnali di una determinata opposizione passassero inosservati o non ricevessero l'attenzione che meritavano. Negli uffici del Segretario di Stato del Vaticano l'opposizione stava schierando i suoi battaglioni, che erano pronti a scendere in campo.

       2 ottobre: una lettera del Vescovo Flores, recante la data di un mese prima, arriva nell'ufficio canadese di Padre Gruner. Contiene il secondo degli assegni spediti inizialmente per prenotare camere supplementari per l'evento. Il testo della lettera annuncia che le prenotazioni dei locali dell'Aula Magna sono state annullate. La comunicazione avviene con parole stupefacenti:

       “... questo pone fine alla possibilità di effettuare la riunione sopraccitata ...”3

       Non proprio. Solo cinque settimane rimanevano prima dei discorsi d'apertura della Conferenza, alla quale più di 100 vescovi si erano impegnati di partecipare. Anche così, nessuno si fece prendere dal panico. Dopo l'arrivo della lettera di disdetta, l'immediata necessità fu quella di trovare locali alternativi a Città del Messico. Così si fece: col volere di Dio, la Seconda Conferenza di Fatima per la Pace ebbe luogo invece all'albergo Sheraton Maria Isabela sul Paseo de la Reforma.

       Fu allora che l'Apostolato venne a sapere della Grande Menzogna. Da Roma al Messico. Dapprima fu appena un sussurro. Poi venne a galla una lettera che era stata inviata ad ogni vescovo del mondo per mezzo della rete globale dei Nunzi Pontifici. Padre Gruner cominciò a ricevere brevi comunicazioni da parte di vescovi a cui il capo della Conferenza dei vescovi dei rispettivi paesi — in base all'avviso diramato attraverso le varie Nunziature Apostoliche — aveva consigliato di non partecipare all'incontro messicano. La lettera dal Vaticano era una versione riciclata della stessa “dichiarazione” pubblicata ne L'Osservatore Romano e altrove dal Cardinale Sanchez e dall'Arcivescovo Sepe per far deragliare la Conferenza a Fatima del 1992.4

       La lettera si rifaceva ancora una volta alla vecchia storia che Padre Gruner non aveva il “permesso dell'autorità ecclesiastica” per organizzare la Conferenza a Città del Messico. E ciò malgrado il fatto che era evidente che i vescovi della Chiesa Cattolica non avevano bisogno del “permesso” dei burocrati del Vaticano per partecipare ad una conferenza religiosa privata. Per accrescere l'assurdità, non esiste nemmeno una procedura burocratica vaticana per “l'autorizzazione ufficiale” di questi eventi privati. La “dichiarazione” umiliava e insultava i vescovi, e suscitò (come si aspettavano coloro che l'avevano emessa) una confusione e uno sconcerto generale.

       La lettera fu un campione eccellente della vera e propria menzogna veritiera: sì, non c'era un “permesso ecclesiastico” per la conferenza, ma, innanzi tutto, non era richiesto. Usando questa vera e propria menzogna veritiera, i burocrati avevano sperato di creare l'impressione che vescovi — che per virtù della divina costituzione della Chiesa sono i governatori delle loro diocesi e debbono rendere conto delle loro azioni solamente al Papa — erano in qualche modo soggetti a restrizioni di viaggio imposte da un paio di burocrati vaticani che sedevano nella Congregazione per il Clero!

       Legge della Chiesa è chiara, e la legge non era cambiata dalla prima Conferenza, quando avvocati canonici avevano dichiarato con enfasi che sarebbe dovuta essere una questione di buon senso: non è assolutamente necessario alcun “permesso dell'autorità ecclesiastica” per alcun membro dei fedeli, e ancor meno un vescovo, per essere presente ad una conferenza Mariana privata. Al contrario, sarebbe una violazione della legge della Chiesa richiedere tale permesso. I burocrati stavano infatti apertamente disobbedendo all'attuale Codice di Diritto Canonico promulgato da Papa Giovanni Paolo II: un Codice che per opera della denza aveva sancito il sempre-esistente diritto naturale dei fedeli di formare associazioni, condurre riunioni e presentare le loro preoccupazioni sulle cose della Chiesa ai sacri pastori.* I modernisti stavano abusando di questo stesso diritto naturale da trent'anni, organizzando le loro assemblee eterogenee e esti eretici, con totale impunità. Cosa alquanto strana, i burocrati non avevano mai ritenuto opportuno interdire nessuno di questi raduni modernisti con lettere inviate all'intero mondo episcopale per mezzo dei Nunzi.

       Per dare un esempio tra molti, nell'agosto del 1995, il venticinquesimo anniversario della sinistroide Campaign for Human Development (CHD) [Campagna per lo Sviluppo Umano] fu tenuto a Chicago. Per questo evento 25 vescovi, inclusi tre Cardinali, si riunirono con preti, suore, ex suore e laici. La conferenza promuoveva azioni politiche di sinistra, scherniva la “destra religiosa”, promuoveva il femminismo “anti-patriarcale” e chiedeva migliori condizioni di vita per tali “minoranze” quali uomini e donne omosessuali.

       La liturgia del CHD del sabato pomeriggio includeva una danza pagana all'offertorio eseguita da danzatrici in calzamaglia e magliette scollate, e una scandalosa irriverenza del Santissimo Sacramento dopo la Comunione allorché circa dieci laici “ministri straordinari” si riunirono intorno all'altare inghiottendo in maniera irriverente il Vino e il Pane consacrati, come fossero ad un rinfresco, parlando e chiaccherando a voce alta tra di loro e con amici: il tutto a due passi di distanza dai 25 vescovi che non fecero altro che rimanere seduti e guardare.4b

       Purtuttavia, nessuno dei vescovi presenti a questo evento ricevette nemmeno un gentile rimprovero dalle autorità di Roma per aver partecipato. Ma, in fondo, i modernisti non si radunavano per discutere e promuovere l'“intollerabile” Messaggio di Fatima.

       Benché la Conferenza in Messico non offendesse in alcun modo né il Diritto Canonico né la generale pratica ecclesiastica, tuttavia una maggioranza dei vescovi che avevano intenzione di partecipare, disdisse dopo aver ricevuto la missiva del Nunzio. Perché una lista così elevata di perdite? Perché, senza nemmeno dire una bugia esplicita, la lettera chiaramente insinuava due cose falsissime: che Padre Gruner era sotto una qualche sorta di condanna ecclesiastica, un fuorilegge, e che qualsiasi vescovo che partecipasse alla Conferenza avrebbe commesso un atto di disobbedienza. Tutto questo era espresso in termini di studiata ambiguità. Nessun reato specifico era attribuito a Padre Gruner, né indicato alcun divieto specifico di partecipazione alla Conferenza, perché non esisteva alcun reato e alcun divieto. Nei diciotto anni del suo sacerdozio e del suo lavoro nell'Apostolato, né Padre Gruner né l'Apostolato erano mai stati accusati di alcuna colpa contro il bene della Chiesa. La “dichiarazione” era fumo puro. Ma il fumo ebbe il suo effetto.

       Per un estraneo, le manovre politiche da parte della cricca di burocrati non erano altro che bizzarre e, dati i pesanti strascichi della conferenza del 92, francamente vendicative. La maggior parte dei preti sarebbe stata intimorita fino ad abbandonare l'impresa e a cercare di trovare altri mezzi per portare avanti la propria attività. Ma ciò non accadde. Malgrado la rinuncia di molti vescovi e l'intromissione continua dei medesimi burocrati del Vaticano, Padre Gruner persistette nel completamento dei piani per la Conferenza. La sua fermezza di proposito era, come riconoscono ormai molti osservatori del suo Apostolato, ‘tutta da lui’.

       In pubblico, il Vescovo Flores fece uso della lettera del Nunzio per “giustificare” la sua cancellazione della conferenza nei locali della CEM. Mentre Monsignor Flores si adoperava a nascondere l'intera questione, e Padre Gruner continuava a procedere per finire per tempo, entro la data prevista, il vecchio serpente avviluppò un'altra spira soffocante intorno ai piani della Conferenza.

       Dal Medio Oriente giunse notizia che il visto era stato rifiutato a un vescovo in base al fatto che la Conferenza non aveva l'approvazione del Governo messicano. Cosa incredibile, il governo messicano aveva effettivamente annunciato di non aver “autorizzato” la riunione.

       21 ottobre: un comunicato ufficiale del governo messicano rivelò che il Vescovo Flores in persona si era recato dal Ministero dell'Interno a Città del Messico e aveva condannato la conferenza. In quello stesso giorno, si ebbe ulteriore conferma dell'ingerenza di Monsignor Flores dal Consolato generale del Messico a Toronto.

       Funzionari del governo messicano si trovavano le mani legate. Per ordine esplicito del Ministero degli Interni, non potevano emanare visti per persone di altre nazioni che volevano partecipare alla Conferenza. In tutto il mondo, i consolati messicani erano stati informati che coloro che facevano richiesta di un visto per questa ragione non dovevano riceverlo, perché il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Messicana, Monsignor Flores, non aveva dato la sua “autorizzazione” assolutamente non necessaria alla Conferenza.

       C'erano avversità di natura sia fisica che logistica per i vescovi che avevano scorto quello che c'era dietro la nebbia della lettera dei Nunzi e erano riusciti ad ottenere visti (in molti casi non rivelando la vera ragione del loro viaggio). In alcuni casi i preparativi erano stati fatti con mesi di anticipo. Ancor peggio, aumentava il disturbo per gli oratori invitati a parlare alla Conferenza. Andavano persi impegni remunerativi rifiutati per l'opportunità di parlare davanti ai vescovi.

       Tutti questi ostacoli spinsero Padre Gruner a sostare un momento per riflettere se ci fosse veramente il modo di superare i problemi che si andavano moltiplicando. Ma rimase convinto che era per lui un dovere procedere nell'impresa. Né poteva vivere con il dolore di sapere che anime sarebbero state perdute perché la richiesta della Madonna era stata sepolta e dimenticata in così tante parti della Chiesa:

       “Io credo, in coscienza, che ogni giorno che si ritarda la Consacrazione della Russia secondo la richiesta di Nostra Signora di Fatima, molte, molte persone muoiano in stato di miscredenza e altri peccati mortali. A meno che esse non si convertano miracolosamente in punto di morte, sono destinate all'Inferno. Così, per ogni giorno di ritardo, innumervoli anime sono perdute per sempre, e guerre continuano a scoppiare senza sosta in tutto il mondo. Dal 1984, quando la consacrazione sarebbe avvenuta secondo le teorie dei malinformati, più di 10 milioni di persone sono morte in nuove guerre. Se si considera poi la guerra non dichiarata, ma più che reale contro i non nati, dal 1984 ci sono stati, in tutto il mondo, almento 600 milioni di vittime. La Russia, dalla sua presunta consacrazione del 1984, è diventata il luogo dove i Cattolici polacchi vanno ad abortire. È questo il frutto della consacrazione che la Nostra Signora promise avrebbe portato la pace al mondo? Vogliamo scherzare?! Ogni giorno che ritardiamo ci sono più di 100.000 vittime innocenti di questa guerra. È una tragedia che si nasconda la verità su Fatima ai vescovi del mondo. Eppure solo per mezzo loro le guerre e la violenza potranno cessare come la Madonna di Fatima ha detto: ‘Se le Mie richieste saranno esaudite molte anime saranno salvate e ci sarà pace’. Questa è in sostanza la ragione per cui lavoriamo così strenuamente per far sì che avvenga la consacrazione.

       “Se io, come chiunque altro, non faccio quello che posso per far conoscere la verità, anche con il più piccolo sforzo, allora ognuno di noi nel non fare niente sarà complice in questo disastro, perché sapevamo e non facemmo niente.”

       E così l'organizzazione della Conferenza andò avanti. Nella sede dell'Apostolato, giorno e notte, nel corso di ininterrotte sessioni di pianificazione si varavano nuove disposizioni per fare fronte all'offensiva dei burocrati. Coralie Graham ricorda: “Eravamo determinati a provvedere in modo gentile e dignitoso alle necessità dei vescovi che avessero partecipato. Grazie a Dio per l'aiuto di amici dell'Apostolato quali Ray Flores e Luis Acosta, la cui scioltezza in spagnolo fu fondamentale per riparare al danno che era stato fatto a Città del Messico e per rimettere la Conferenza sui binari giusti.”

       8 novembre: Interpreti sul retro della sala delle conferenze nell'Hotel Maria Isabela cominciarono la traduzione simultanea dei discorsi d'apertura della Seconda Conferenza Internazionale dei Vescovi. Un momento trionfale per la causa della Madonna di Fatima ... e un giorno per assaporare l'ironia della lettera di ottobre del Vescovo Flores nella quale egli aveva dichiarato con tanta sicurezza:

       “... questo pone fine alla possibilità di effettuare la riunione sopraccitata.”

       Il danno era stato severo, ma non fatale: dei più di 100 vescovi che si erano impegnati a partecipare alla Conferenza prima che le nunziature esercitassero una pressione negativa, solo una frazione arrivò a Città del Messico. Ma il loro arrivo fu una testimonianza dell'inabilità di pochi burocrati del Vaticano di negare completamente la costituzione divina della Chiesa e i diritti naturali dei fedeli. Il sipario era stato sollevato per un momento, e almeno alcuni dei vescovi avevano scoperto che, come il Mago di Oz, i burocrati erano semplici uomini, che manovravano le leve di una immensa macchina che produceva un mucchio di rumori intimidatori e di fumo, ma non aveva alcun potere legittimo sopra di loro. Si erano resi conto che l'unico potere esercitato da questi uomini con il loro grande apparato era quello della paura, ed essi avevano vinto la paura.

       Padre Gruner fu molto addolorato che così tanti vescovi fossero stati intimoriti dalla cricca dei burocrati al Vaticano, e avessero rinunciato a intervenire e meditò su questa tragedia.

       “Benché agissimo in stretta conformità con tutte le leggi prescritte dalla Chiesa per quanto riguarda le conferenze, ai sensi del Codice di Diritto Canonico del 1983, emanato da Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, la cricca dei burocrati del Vaticano continuò a cercare di impedire la conferenza. Questi funzionari erano chiaramente in contrasto con il Codice istituito da Sua Santità.

       “Sfortunatamente, gli attacchi feroci di questi burocrati mi hanno fatto apparire come una persona sleale verso Sua Santità.

       “Al contrario, io porto un grande amore e affetto per Sua Santità, e mi reputo un ‘figlio leale del Papa’. Mi oppongo ad alcune persone che lo circondano oggi, perché sto cercando di avvertire il Papa che Egli corre grave pericolo. Non posso dimenticare il tremendo ammonimento diretto alla gerarchia che Gesù diede a Suor Lucia a Rianjo.”

       Padre Gruner continua: “Ora come ora, quasi tutte le profezie fatte a Fatima si sono avverate. Le poche che sono rimaste avverranno nel prossimo futuro. Secondo la profezia Francesco e Jacinta dovevano morire poco dopo le apparizioni, e morirono. Nostra Signora profetizzò l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, che sarebbe cominciata durante il pontificato di Papa Pio XI, e avvenne come Ella aveva detto. Nostra Signora di Fatima profetizzò un certo numero di altri eventi mondiali che si sono verificati. Stando così le cose, allora, la profezia che ci ammonisce che le vite stesse del nostro Santo Padre e dei vescovi del mondo sono in pericolo, va presa sul serio.”

*Le motivazioni contro queste manovre illegali da parte di un piccolo numero di burocrati basati nel Vaticano sono state ufficialmente e dettagliatamente presentate a Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, il 20 novembre 1996, in preciso accordo con i provvedimenti previsti dal Diritto Canonico per i casi in cui un funzionario della Chiesa abusa grossolanamente della sua posizione e autorità. Per i particolari di questo caso si rimanda all'Appendice VII a pagina 459.

§

       Lo Sheraton Maria Isabela sul Paseo de la Reforma, nel centro di Città del Messico, ben si addiceva ad ospitare i Padri della Chiesa. Attraverso la sua storia, la Chiesa non si è mai lasciata intimorire dal pericolo o dalla controversia. L'insieme dei simboli ecclesiastici — veli, croci, mitre — non poteva passare inosservato in Messico, ove, non molto tempo prima, il clero cattolico correva il pericolo di essere fucilato per indossare abiti religiosi, ragione per cui Padre Pro e i Cristeros erano stati fucilati durante la rivoluzione messicana, all'improvviso, senza rullo dei tamburi. La Massoneria internazionale si era adoperata in ogni modo negli ultimi due secoli a tenere la Chiesa fuori dal Messico. Ora, sotto la maschera del modernismo, certe forze maligne stavano per riuscirci di nuovo, questa volta manovrando le cose dall'interno del Vaticano stesso.

       La lezione non era andata sprecata per i vescovi, che si presentarono nell'atrio dell'albergo negli abiti propri della loro dignità. In un paese dove le croci pettorali sono più rare dei piccioni viaggiatori, gli impiegati dell'albergo, i tassisti, i venditori ambulanti e i passanti fissarono sgomenti i colori della fede così apertamente in mostra. Avevano ragione di essere sgomenti: fuori dall'albergo una statua della Libertà Gloriosa ricorda ad ognuno che si affacci alle finestre della Conferenza che il potere in Messico è nelle stesse mani che una volta rovesciarono l'altare e la corona nella Francia di Robespierre e Fouquier-Tinville.

       La presenza di questi vescovi a Città del Messico era un gesto eloquente di resistenza lecita contro i burocrati della Chiesa che sembrano determinati a soffocare qualsiasi elemento della Tradizione cattolica. Sembra che oggi qualsiasi vescovo sia libero di ballare il valzer con gli eretici e la polka con gli infedeli, adulare credi bizzarri, strisciare davanti a dissidenti e permettere che una mafia di teologi omosessuali deformi i suoi seminari e vi dissemini false informazioni. Ma i vescovi dovettero lottare contro l'opposizione accanita del Vaticano per partecipare ad una conferenza dedicata a Nostra Signora di Fatima. Si fosse trattato di una conferenza di eretici, il viaggio in Messico non avrebbe incontrato alcuna opposizione.

       Per incontri con eretici, c'è libertà di parola e di riunione. Per conferenze sul Messaggio di Fatima nella sua interezza c'è la repressione burocratica su scala mondiale. La differenza è un esempio stupefacente di come l'Ostpolitik sia il “dogma” che certi burocrati del Vaticano sono pronti a difendere con misure inflessibili.

       Compiendo il viaggio in Messico, i vescovi avevano rispecchiato il tenace, benché umile spirito Cattolico, dello stesso Messico. Il Messico rappresenta una civiltà e un mondo unici anche tra i molti paesi dove la Chiesa ha sofferto durante i secoli. Per 100 anni, preti e vescovi in questo paese profondamente Cattolico sono stati i primi nell'elenco delle specie in pericolo di estinzione. La sopravvivenza della Chiesa in Messico è la storia del Messico. Il Vescovo Clement Kelly, uno degli storici più illustri del Messico scrisse, dal punto di vista messicano, della capacità della Chiesa di sopravvivere sempre e in ogni modo:

       “Lo studioso di storia sta sempre all'erta in attesa del Suo (della Chiesa) ingresso su qualsiasi scena, certissimo che, se Essa non è presente sul palcoscenico dove si sta svolgendo il dramma umano dell'esistenza, è altrove dietro le quinte o forse sta sollevando o abbassando il sipario. Essa ama le parti tranquille e quiete, e non disprezza nemmeno la commedia, ma la tragedia è la Sua vera vita.”5

       Accanto all'Hotel Maria Isabela si trova l'Ambasciata americana. Nei giorni che seguirono la polizia volante sarebbe andata e venuta per le strade adiacenti, sperando di contenere le massiccie proteste contro la Proposta 187 della California. Era quanto mai calzante: la Proposta 187 intende tenere fuori degli Stati Uniti i Cattolici messicani. Il Messico è particolare per questo. È sia un luogo dal quale i Cattolici cercano di fuggire, sia un rifugio in cui la Fede Cattolica è sopravvissuta, malgrado i saccheggi dei Massoni. Perciò sembra sempre che qualcuno stia cercando o di tenere i Cattolici fuori del Messico, o di farveli ritornare con la forza.

       Padre Gruner era convinto che la Conferenza dovesse andare avanti perché la tragedia del passato del Messico poteva ben essere lo specchio della tragedia che attendeva la Chiesa Universale se Nostra Signora di Fatima non fosse stata obbedita. Un'idea della rilevanza della riunione si ebbe all'aeroporto di Città del Messico quando Padre Marcel Nault, un prete che indossa sempre l'abito talare, fu affrontato da un uomo che voleva sapere se in Messico ora i sacerdoti avevano il permesso di farsi vedere in pubblico con la tonaca. Quando Padre Marcel Nault rispose di sì, che ne avevano il permesso, l'uomo che aveva posto la domanda, gli lanciò uno sguardo tale da far venire in mente lo spettacolo dei Cristeros morti, appesi agli alberi durante la Rivoluzione messicana. Naturalmente la rivoluzione contro la Chiesa continua in ogni paese del mondo. Questa è la ragione per cui Nostra Signora è venuta a Fatima. E la ragione per cui i vescovi erano venuti a Città del Messico.

       La Messa di apertura della Conferenza iniziò puntuale nel santuario di Nostra Signora di Guadalupe. Dieci milioni di pellegrini all'anno vengono a pregare davanti alla Tilma della Madonna su cui la Sua immagine miracolosa appare. Tutti i conflitti, le crisi, e le lotte della Chiesa, si dileguarono dalla mente allorché il piccolo gruppo di vescovi si mise in fila per concelebrare la Messa. Poi accadde qualcosa. I vescovi, entrando passarono in fila indiana davanti all'immagine della Tilma. Chiunque l'abbia vista, o ci sia passato davanti, o abbia sostato sotto di essa, o abbia alzato lo suardo su di essa, o abbia pregato davanti ad essa lo può testimoniare: l'immagine è viva.

       Qualcuno la guarda, ed essa ricambia lo sguardo. E il mondo cambia. Quei vescovi che avevano insistito nel partecipare, si riunirono all'arrivo per guardare negli occhi vivi della Madre di Dio. Ed Ella li guardò. Milioni di persone hanno sperimentato il Suo sguardo. Una persona vivente guarda dalla Tilma, assoggettandosi allo scrutinio dei curiosi per amore di Suo Figlio. Ella è veramente viva.

       Forse fu lì, nel santuario, davanti alla Tilma, che venne la determinazione di proseguire con la Conferenza come se il numero non contasse. Da quel momento la conferenza andò avanti tranquillamente. Mentre celebravano la Messa davanti alla Tilma, i vescovi ricevettero la serenata di musicisti messicani adunati per l'occasione; la musica del popolo messicano fece loro ricordare che erano ai piedi della collina Tepayac, il punto stesso dove Nostra Signora espresse con tanta eloquenza il volere del Cielo stesso a Juan Diego. Ella fece sì che la grande nazione del Messico risuonasse con le sue lodi attraverso i secoli, malgrado ogni opposizione.

       Nemmeno la spaventosa architettura del nuovo Santuario della Madonna di Guadalupe è stata capace di diminuire la inestinguibile devozione Mariana dei Messicani che vi si affollano. Come gran parte dell'architettura post-conciliare della Chiesa, il nuovo santuario è un'incomprensibile accozzaglia di stili che riflette il conflitto di ideologie che oggi si fanno strada a gomitate per la supremazia nella Chiesa. Essa non offre alcuna riflessione sulle glorie della Fede, sulle tradizioni del passato, sull'autorità della Chiesa. Nemmeno un'eco della cattedrale gloriosa, che era un tempo la dimora della Santa Tilma, si ritrova nel nuovo santuario. Si erge come un vuoto tamburo di cemento, una spaventosa tenda di cemento piantata sopra il ritratto miracoloso di Guadalupe.

       Per il popolo messicano il gigantesco guscio vuoto non riflette nulla della sua cultura o della sua fede che, fin dagli albori, fu nutrita dal Tabernacolo del Dio Vivente. Quanto al Tabernacolo nel santuario, individuarlo in questo deserto architettonico consumerebbe un'intera vacanza messicana. Chi si sarebbe potuto stupire, dunque, quando si diffuse ampiamente la voce che il Rettore Schullenberg, direttore e responsabile della sua costruzione, aveva dichiarato di recente che Nostra Signora non era nemmeno mai apparsa a Guadalupe.6 La pubblica protesta che l'affermazione suscitò, avrebbe in seguito forzato la sua rimozione dalla posizione di Rettore, dando una nuova conferma che talvolta il dovere di mantenere l'integrità della Fede ricade sui laici adirati, che si sollevano in una giusta opposizione contro il clero irresponsabile.

       Malgrado tutto, nel mezzo della freddezza del luogo, le calde parole di gratitudine e di riconoscimento del Vescovo Salazar, durante la sua prima Messa nella Basilica di Guadalupe, toccarono il cuore di Padre Gruner e del suo gruppo: “Io sono qui proprio perché la Madonna mi chiamò attraverso i continui inviti di Padre Gruner e del gruppo che lo accompagna. C'è qualcosa di prezioso qui, perché quello che stiamo cercando è la pace.”

       Ma nessuno di coloro che erano convenuti nel Santuario quel giorno per l'apertura della Conferenza avrebbe potuto prevedere che la lettera diffamatoria dei burocrati del Vaticano stava per portare nella Conferenza una voce tagliente come una spada a doppio taglio, che avrebbe squarciato la cortina che nascondeva le forze che avevano tentato di schiacciare la Conferenza.

       Il momento drammatico arrivò quando, nel corso della Conferenza, prese la parola l'Arcivescovo Emmanuel Milingo, di base alla Curia vaticana. Da questo fratello di Pietro, il Cardinale Sanchez e l'Arcivescovo Sepe ricevettero un infocato rimprovero pubblico. Egli rimproverò anche l'ufficio del Segretario di Stato vaticano, per il suo uso pesante dei Nunzi allo scopo di intimorire i vescovi affinchè evitassero la conferenza. L'Arcivescovo Milingo pronunciò un formidabile sermone che la verità non può essere imprigionata nella borsa portadocumenti di un Nunzio.

       La deliberata volontà di minare la sua fedeltà personale e incrollabile verso il Santo Padre, implicita nella lettera ai vescovi, provocò la sua dichiarazione vibrante davanti all'assemblea sbigottita. Il suo chiarissimo commento assunse la forma di una protesta espressa con parole autorevoli, da lui rivolta non alla Conferenza, bensì, nella sua qualità di vescovo consacrato della Chiesa di Roma, a quelle forze che avevano cercato di impedirgli di partecipare.

       Brandendo una lettera inviata dal Nunzio in Nigeria che diceva ai vescovi di non partecipare alla Conferenza, l'Arcivescovo Milingo elettrificò i delegati con una difesa eloquente delle prerogative dell'episcopato, che i burocrati sembravano aver trascurato. Denunciò la lettera del Nunzio come un tentativo illecito di privarlo della libertà di coscienza e della libertà di agire secondo il suo giudizio. Condannò la lettera come un abuso di autorità, un insulto e un'umiliazione per tutti i vescovi che l'avevano ricevuta, e notò — tanto per la cronaca — i posti vuoti che corrispondevano al numero di prelati meno coraggiosi, intimoriti fino a rinunciare a venire.

       A quanto pare, la tanto pubblicizzata ‘libertà religiosa’ del Vaticano II era stata sospesa all'Hotel Maria Isabela, negata ai capi consacrati della stessa Chiesa. I laici che stavano preparandosi a parlare ai loro pastori dovevano vedersi negare la libertà di parola nel luogo medesimo ove Nostra Signora di Guadalupe aveva espresso il volere del Cielo. Tutto questo, l'Arcivescovo Milingo, un Padre della Chiesa con 6 milioni di seguaci, lo mise a fuoco con nitore cristallino. Brandendo la lettera, in modo che tutti la potessero vedere, egli prese a bersaglio una mancanza grave dei pastori e dei laici della Chiesa di oggi, con una litania rivolta all'episcopato dei nostri giorni: “Perché non stiamo facendo nuovi discepoli per Cristo? perché i vescovi stanno ‘tremando’!” gridò. “Perché tremano? perché non posseggono una vera autorità”.

       Perché non hanno vera autorità se sono vescovi consacrati? Perché un gruppetto di burocrati nel Vaticano, speculando sull'aura che circonda la Chiesa, può dettare loro, con lettere ingiustificate, senza alcuna opposizione o controllo, ai vescovi quello che possono e non possono fare.

       Come possono farla franca?

       Perché i vescovi che si oppongono a loro possono trovarsi allontanati in qualche posto remoto, privati dei loro benefici, diminuiti in ogni maniera immaginabile! Stanno vivendo di un'autorità sospesa, egli proclamò con veemenza. Se certi funzionari del Vaticano tolgono la spina, un vescovo viene mandato in pensione. In tali condizioni, l'episcopato è semplicemente una facciata per le manovre di burocrati anonimi e occulti.

       La burocratizzazione della Santa Sede stava danneggiando la costituzione divina della Chiesa, impedendo ai vescovi di agire secondo coscienza e negando ai fedeli il diritto dato loro da Dio di presentare suppliche al Santo Padre per la Consacrazione della Russia:

       “Ho anche ricevuto migliaia di lettere indirizzate al Papa per la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. Io stesso ho portato dal mio ufficio direttamente alla Segreteria di Stato, molte, molte, molte di queste lettere fin dal 1991... Sono certo che esse furono bloccate. Invero non biasimo i vescovi. Se alcuni si oppongono, sono pochi. E lettere come questa fanno sì che alcuni vescovi perdano il coraggio.”

       Ma, e l'“ubbidienza” alla “Santa Sede”? Non dovrebbero i vescovi osservare le direttive provenienti dalla Segreteria di Stato? L'Arcivescovo Milingo rammentò ai suoi fratelli vescovi che Nostro Signore non stabilì Segreterie del Vaticano per governare sui discendenti dei Suoi Apostoli, e che era un'obbedienza falsa quella che i burocrati anti-Fatima stavano promuovendo.

       “[Q]uesta lettera del Nunzio che ci dice di non venire a questa Conferenza dimostra in realtà come uno può fraintendere l'obbedienza. La lettera dice a quelli che sono venuti qui: sei stato disubbidiente perché una lettera ufficiale ti disse di non venire. Allora la gente trema. Che vergogna! [La lettera] è una umiliazione per un essere umano, un apostolo, un'umiliazione intesa a impedirgli di adempiere ai propri compiti secondo la propria personalità e le proprie convinzioni ... [Q]ualcuno sospende la tua autorità relativamente ai doveri e alle responsabilità che ti incombono ... Io non sono uno la cui autorità è sospesa. Assolutamente no. Sono un apostolo ... Se questa lettera rappresenta il loro modo di controllarci, significa che essi non si fidano della gente a cui hanno conferito l'autorità. E questo non va bene affatto. È assolutamente scorretto. Perciò sarò lieto di portare al Santo Padre questa lettera firmata dal Nunzio pontificio ... Glielo spiegherò che sono stato qui [a Città del Messico], e che mi assumo la piena responsabilità per esserci venuto e ne accetto le conseguenze. E vi posso assicurare che non ce ne saranno.7

       Naturalmente l'Arcivescovo Milingo aveva ragione: non ci furono conseguenze per la sua venuta a Città del Messico perché, in verità, i burocrati del Vaticano non avevano alcuna autorità di proibire o di punire la sua partecipazione. Per quanto riguardava i discendenti degli Apostoli i burocrati erano davvero impotenti, proprio come il Mago di Oz dietro la sua tenda inconsistente. Se solo i suoi fratelli vescovi lo avessero capito, avrebbero potuto scuotersi di dosso la paura paralizzante che si era impadronita del Corpo Mistico di Cristo dal giorno del Concilio:

       “Nessuno andrà in Paradiso senza tenere stretto un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e rimanere fermo sui propri piedi abbastanza da essere un cristiano ... Stiamo comportandoci come se la Fede cattolica fosse una faccenda privata. Non è affatto vero. C'è ancora molto da fare anche se l'apertura per la Consacrazione ancora non c'è ... Il mondo deve essere salvato e deve essere salvato attraverso ognuno di noi.”8

       Lo scenario dipinto dall'Arcivescovo Milingo nel suo discorso appassionato era veramente desolante. Il Papa dipende sui suoi vescovi. Ma i vescovi sono diventati subordinati ai burocrati, tra i cui scopi non rientra il Messaggio di Fatima. Il Papa è perciò in balia di quegli stessi burocrati per quanto riguarda la Consacrazione Collegiale. I burocrati avevano decretato a Balamand che non ci sarebbe stata una conversione della Russia, e i prelati che avevano subito le persecuzioni comuniste nell'Europa orientale si erano ubbidientemente conformati, in qualche modo senza notare che il pezzo di carta che ordinava loro di scordare il Messaggio di Fatima in realtà non era affatto un comando, ma un semplice pezzo di carta, che non poteva annullare il decreto del Cielo a Fatima.

       I Nunzi sono al servizio dei burocrati, trasportando le loro richieste e le loro istruzioni di paese in paese ai vescovi del mondo, come fecero dopo Balamand. Il Nunzio è diventato lo scagnozzo della cricca; sicché le parole ‘diplomazia’ e ‘diplomatico’ sono diventate fantasmi del loro significato originale, e i Nunzi semplici corrieri di un'impresa terrena.

       L'effetto può essere profondo e di lunga durata. Si consideri che una cosa è per i funzionari a Roma mettere fine alla carriera di un vescovo, un'altra è disfare i preti. Come si fa? Semplice. Anche una cosa superficiale e infondata, trasmessa dalle mani di un Nunzio a quelle di un vescovo, ha la potenzialità di danneggiare un prete irrimediabilmente.

       Come, allora, secondo le parole dell'Arcivescovo Milingo, possono i vescovi fare discepoli tra i preti, se i Nunzi hanno il potere di farli tremare? E come possono i preti fare discepoli tra la gente, se stanno tremando?

       C'è dunque da meravigliarsi che la Chiesa sia ferita e zoppicante? In queste condizioni, un gruppetto privilegiato, che nessuno in Vaticano minaccia, qualunque cosa faccia, può distruggere tutti quelli che si mettono sulla sua strada.9

       Questa volta, però, il rifiuto di Padre Gruner di cancellare la Conferenza aveva portato allo scoperto le pratiche men che pulite di intimidazione e coercizione impiegate dai Nunzi e dai loro padroni in tutto il mondo. Il loro scopo era, nelle parole di Monsignor Flores, di porre fine “alla possibilità di effettuare la riunione sopraccitata”.

       Nel corso della Conferenza, a metà settimana, i vescovi concelebrarono la Messa nella Cattedrale di Città del Messico, che una volta conservava l'immagine della Madonna di Guadalupe. Pochi luoghi sulla terra rispecchiano più perfettamente lo stato della Chiesa oggi. L'edificio è puntellato da impalcature che indicano un “restauro” molto pubblicizzato e un “rinnovo” che si deve supporre in atto. Ma ognuno che si intenda di impalcature capisce alla prima occhiata che le ragnatele che le ricoprono significano che sono permanenti. La costruzione fatta dall'uomo che esse sostengono si è già sgretolata; le rimane solo di cadere del tutto. Ci vorrebbe una Mano soprannaturale per restaurare questa struttura una volta così magnifica e togliere gli strati innumerevoli di sostegni artificiali.

       Per rendersi conto della realtà della sua rovina, i vescovi non dovettero far altro che camminare fino al centro della navata e vedere il pendolo che vi sta appeso: è certamente un simbolo molto appropriato della Chiesa del giorno d'oggi. Un gigantesco peso di piombo, appeso al soffitto, cade decentrato, indicando un punto discosto dall'esatto centro di gravità. La Chiesa è fuori del suo asse.

       Ma anche in questa Cattedrale in rovina, nulla può impedire al fedele di adorare il Santissimo Sacramento o di camminare sulle ginocchia per supplicare grazie. Confessioni, un matrimonio e un battesimo si stavano svolgendo simultaneamente in mezzo a folle imponenti, quando i vescovi entrarono e quando lasciarono la Cattedrale.

       Il potere di Nostra Signora è dimostrato con forza schiacciante appena fuori e dietro i muri della Cattedrale. Qui si ergono i leggendari ‘palazzi di Montezuma’ sul luogo del Grande Tempio di Montezuma dove fino a 8.000 vittime umane al giorno avevano il cuore strappato dal petto ancora palpitante, per appagare una forza demoniaca che si era impadronita della cultura azteca.

       In questo luogo, dove le culture torturate e perseguitate dagli Aztechi forse disperarono di poter mai essere liberate, Cortez mise fine ai sacrifici umani. Poco dopo, nel 1531, la Madonna apparve a Guadalupe. Nel giro di pochi anni dalla Sua Apparizione, nove milioni di messicani furono battezzati nella Fede cattolica, sostituendo all'interno della Chiesa il numero di Cattolici che l'arci-eretico Lutero aveva condotto fuori di essa, in Europa. Ma i punti di intersezione tra le lezioni di Fatima e del Messico non finiscono qui.

       Trenta miglia a nord della città, le piramidi di Teotihuacan si ergono, da un tempo ben più antico dell'arrivo di quegli stessi Aztechi nel Messico centrale. La storia ha attribuito a queste strutture i nomi di Piramide del Sole e Piramide della Luna, unite dal cosiddetto viale dei Morti. Fu davvero un momento di riflessione per i vescovi, quando, condotti verso una sporgenza, poterono guardare giù dentro il recinto dove i sacerdoti demoniaci di quella cultura sanguinaria compivano i sacrifici umani.

       Questa è una città della morte. È anche una metafora di pietra dei nostri stessi tempi, in cui il famelico dio del progresso chiede quotidianamente carne e sangue dalle culture che una volta erano cattoliche. Suzanne M. Rini, scrivendo sugli esperimenti eugenetici odierni, espone il parallelo con orrenda chiarezza:

       “... il bambino umano non ancora nato (particolarmente apprezzato dai ricercatori di eugenetica) è elevato, attraverso il potere, la volontà e l'immaginazione dello scienziato, allo stato di sacrificio umano vivo in cambio della ricompensa demoniaca del sapere segreto riguardante la vita umana stessa.”10

       Dobbiamo concederci un momento per permettere al carattere sconvolgente di questo parallelo di lasciare la sua impronta nel nostro cuore. In tutta la storia di questo secolo, può mai esserci un esempio più toccante degli effetti degli errori, riconducibili alla Russia atea, che il modo in cui il sacrificio ‘legalizzato’ del non-nato, praticato nell'impero del male, si è disseminato, come Maria predisse a Fatima, per tutto il mondo, e ancor più dal momento della presunta ‘consacrazione’ del 1984?

       Il prete-guerriero azteco quanto meno indulgeva nel suo sacrificio per appagare la richiesta di un dio immaginario. Oggi, il bambino innocente è massacrato per appagare le richieste di una vacanza con la carta di credito o le esigenze della rata di una macchina.

       L'intera verità su Fatima è che Nostra Signora promise di cambiare tutto questo. Ella ci mostrò semplicemente e chiaramente come si sarebbe dovuto fare. La conversione della Russia avverra'quando, il Papa e i vescovi del mondo, insieme, consacreranno la Russia — la Russia! — al Suo Cuore Immacolato. Ora, questa è proprio l'unica cosa che non è stata fatta nell'era dell'Ostpolitik e dell'ecumenismo mondiale.

       Ciò basti per la finzione che Fatima sia finita e superata. Basti per le “lettere di Suor Lucia” scritte con il processore di testi, che proclamano proprio l'opposto di quello che lei stessa ha affermanto nei suoi scritti autografi tante volte prima. Basti per chi vuole creare l'illusione che la consacrazione della Russia sia stata effettuata e che non rimanga più niente in gioco nella storia di Fatima. Chiaramente la posta è più alta che mai. I pochi vescovi che avevano partecipato alla conferenza a Città del Messico lo sapevano bene.

       In realtà, era come se l'ordine del giorno in Messico si fosse rivelato come la più grande sfida per la burocrazia vaticana, dato che l'Accordo Mosca-Vaticano e l'Accordo di Balamand avevano fornito alla gerarchia russo-ortodossa e al KGB un impedimento alla Consacrazione della Russia a tutta prova.

§

       È un carattere inconfondibile, un “marchio di fabbrica”, di qualsiasi società segreta, il fatto che nessuno sappia da dove vengano gli ordini. Questa volta però, un Arcivescovo aveva trascinato alla luce del giorno, a Città del Messico, gli uomini dietro la campagna mirante a ridurre al silenzio un semplice prete, un prete che di per se stesso non avrebbe potuto causare loro la minima preoccupazione, se non per il contenuto del suo messaggio.

       All'interno dei recinti privati dove spaventosi accordi che tradiscono la missione della Chiesa, sono stati forgiati c'è una progenie avvolta a spirale e pronta ad avvelenare ogni movimento mirante a realizzare le richieste di Fatima. Questa é stata, generata dall'unione illecita dell'ateismo comunista e dei guardiani della Sposa di Cristo. Nulla rivela il suo carattere più delle tattiche che essa ha usato nel tentativo di far deragliare la conferenza messicana: intimidazione; rifiuto della libertà di riunirsi e di parlare apertamente senza paura; umiliazione dei legittimi eredi dell'autorità; e sempre la velata minaccia di una rappresaglia.

       Abbiamo già visto queste tattiche. Sono la moneta dello Stato comunista, il cui gioiello della corona è la Russia, dove i cittadini della Polonia oggi vanno per il fine settimana per ottenere i loro aborti. E questo, 13 anni dopo la presunta “consacrazione” della Russia nel 1984.

       Il Comunismo fu fondato sulla menzogna. Fu addestrato dal “Padre della menzogna”. Per mezzo della menzogna si è insinuato nel Vaticano proprio prima del Secondo Concilio. E non può smettere di mentire.

       Nei giorni della Conferenza, durante una gita alla Piramide del Sole, così vicina ad una delle più grandi vittorie di Nostra Signora nella storia, la Sua conquista dei cuori dei Messicani, una rievocazione del Messaggio di Fatima era inevitabile. Era a Luigi XIV, che si autoproclamò Re Sole, che Nostro Signore mandò Margherita Maria Alacoque il 17 giugno 1689, con la richiesta che la Francia venisse consacrata al Sacro Cuore e con la promessa che Egli avrebbe salvato la Francia con questo mezzo. Il Re Sole non adempì alla richiesta. Esattamente cento anni dopo, suo nipote, Luigi XVI, fu privato del potere e la Francia fu sconvolta dalle forze che provocarono la Rivoluzione francese.

       Luigi XVI studiava gli orologi. Il suo passatempo era di metterne insieme i meccanismi. Luigi si sarebbe potuto chiamare il Re Tempo. Il suono del suo orologio che segnava i minuti nella vecchia Fortezza dei Templari, mentre egli aspettava il carro che lo avrebbe condotto alla ghigliottina, certamente sarà stato uno dei suoni più terrificanti della storia. L'orologio della storia che scandisce il tempo poteva udirsi di nuovo quando, il Nostro Signore, disse a Suor Lucia a Rianjo che i ministri della Chiesa stavano seguendo l'esempio del Re di Francia nel ritardare l'esecuzione del comando del Cielo e che “lo seguiranno nella sfortuna”.

       Guardando questi coraggiosi vescovi di ogni parte del mondo mentre contemplavano le Piramidi con in mente questo messaggio, veniva da pensare alla grande opera del Vescovo Clement Kelly sulla conversione del Messico, Blood Drenched Altars [Altari inzuppati di sangue], che conserva le parole di Christopher Hollis sulla fede di San Tommaso Moro:

       “È il marchio di un cristiano ... che egli possegga l'immaginazione di saltare indietro attraverso mille o duemila anni di storia. La sua intera vita è vissuta in uno stato di esaltazione simile a quella dei primi discepoli quando sentirono che la tomba era vuota. Per lui la notizia è così straordinaria che egli non manca mai di esserne sorpreso. E ... la notizia, se vera, è così importante, che è una vera follia porre mente a qualsiasi altra cosa ...”11

       Oggi certi burocrati a Roma, stanno dicendoci che i Cattolici devono chiedere scusa per il loro passato, il loro presente e il loro futuro. Questo significa chiedere scusa anche per il Messaggio di Fatima, perché il Messaggio di Fatima ci dice che Cristo deve essere Re e Maria la Sua Regina. Il mondo non tollera questo Messaggio oggi; perciò dobbiamo smettere di proclamarlo, e cominciare a scusarci per esso. Per questo il Messaggio di Fatima deve essere soppresso, ovunque esso possa essere detto a voce alta abbastanza da essere udito dal mondo.


Note:

1. Padre Alonso, Fatima ante la Esfinge, Madrid, Spagna, 1979, p.97; vedi anche Frère François de Marie des Anges, Fatima: the Only Way to World Peace, p.78.

2.   “Father Nicholas Gruner, Special Report — Second International Bishops Peace Conference” [Padre Nicholas Gruner, Servizio speciale — La Seconda Conferenza Internazionale dei Vescovi per la Pace], in The Fatima Crusader n°48, inverno 1995, p.20.

3. Ibid.

4. Ibid., pp.20-21.

4B. Catholic Family News, novembre 1996, p.4.

5. Vescovo Francis Clement Kelly, Blood Drenched Altars, p.102.

6. Dopo aver dichiarato nel corso di un programma radiofonico messicano di non credere che la Nostra Signora fosse apparsa a Guadalupe, l'Abate Schullenberg, rettore del Santuario di Guadalupe, fu costretto a dimettersi a causa di un'ondata di proteste.

7. Arcivescovo Emmanuel Milingo, “Archbishop Milingo's Dramatic Speech” [Il drammatico discorso dell'Arcivescovo Milingo], in The Fatima Crusader, n°48, inverno 1995, p.20.

8. Ibid.

9. Vedi l'appendice IV di questo libro.

10. Catholic Family News, gennaio 1995, p.7.

11. Vescovo Francis Clement Kelly, Blood Drenched Altars, p.103.

 

 

 
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