Capitolo 17
La Lettera
La mattina del 12 luglio 1995, i lettori italiani del
Messaggero, il più diffuso quotidiano di Roma, restano
attoniti quando, aprendo il loro giornale, vedono:
LETTERA APERTA A S.S. GIOVANNI PAOLO II
A tutti i Cattolici e a tutte le persone
del mondo amanti della pace
Santo Padre ...
Un anno fa ebbe inizio
la preparazione per una grande conferenza dei vescovi Cattolici da tenere
nel novembre 1994 a Città del Messico. Lo scopo di questa conferenza
doveva essere quello di riunire in forma privata i maggiori esponenti
della Chiesa per discutere il messaggio di Nostra Signora di Fatima
ed il particolare ruolo ad esso assegnato per ordine del Cielo, nella
ricerca della pace in questo mondo difficile. Come ha affermato la Madonna
di Fatima: “Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno
e avranno pace”.
Nella nostra
qualità di organizzatori di questa conferenza, eravamo guidati
innanzitutto e soprattutto dagli insegnamenti della Vergine Maria, dagli
insegnamenti della Chiesa e in modo particolare da quelli contenuti
in documenti del Concilio Vaticano secondo riguardanti i diritti e i
doveri dei laici. Come Sua Santità saprà, la Costituzione
Dogmatica della Chiesa impone ai fedeli di esprimere “le loro necessità
e i loro desideri” ai propri pastori ed afferma che: “Nella misura della
scienza, competenza e prestigio di cui godono, essi hanno il diritto,
e a volte anche il dovere, di far conoscere il loro parere su ciò
che riguarda il bene della Chiesa” (Lumen Gentium IV.37; e
legge N. 212 del nuovo Codice di Diritto Canonico).
Il Suo stesso consiglio, Santo Padre
Inoltre, in
tutti i nostri progetti, Santità, abbiamo sempre osservato i
consigli che Lei ci aveva offerto alla presenza del Cardinale Wyszynski
nel 1980, ossia il fatto che quanti cercano di esaudire le richieste
della Madonna di Fatima (principalmente la consacrazione della Russia
quale condizione per la pace nel mondo) dovrebbero andare per prima
cosa dai vescovi e cercare il loro sostegno e la loro assistenza. Dal
1983 al 1993 abbiamo scritto diverse volte a tutti i vescovi Cattolici
a questo proposito e ci siamo incontrati con molti di loro, in particolare
nel 1992, a Fatima, in occasione della nostra prima conferenza dei vescovi.
Come conseguenza
di tutti questi sforzi, abbiamo ottenuto il sostegno di 700 vescovi
Cattolici di tutto il mondo, in particolare per la consacrazione della
Russia al Cuore Immacolato di Maria. Ma sembrava che non avessimo fatto
ancora abbastanza.
Perciò,
tra la primavera e gli inizi dell'estate del 1994, con spirito pio e
umile, abbiamo, quindi, scritto di nuovo a tutti i vescovi del mondo
e li abbiamo invitati a riunirsi in un luogo riservato in Messico, vicino
al Santuario della Madonna di Guadalupe, per discutere apertamente e
liberamente il Messaggio di Fatima. Grazie alla generosità di
molte migliaia di fedeli impegnati a realizzare le finalità di
questa conferenza, siamo stati in grado di offrire ai vescovi una completa
assistenza finanziaria per il viaggio e il soggiorno in Messico.
Sua Santità
deve sapere che prima di inviare gli inviti, ci siamo consultati personalmente
con Sua Eccellenza il Vescovo Ramon Godinez-Flores, Segretario Generale
della Conferenza Episcopale Messicana, informandolo delle nostre intenzioni.
Nel maggio 1994, il Vescovo Flores dava la sua entusiastica approvazione
e arrivò ad offrirci in affitto la sede ufficiale della Conferenza
Episcopale messicana per ospitare la nuova riunione. Accettammo con
gratitudine, inviando immediatamente a Sua Eccellenza un deposito.
La risposta dei vescovi è stata
entusiastica!
Nel corso dei
mesi successivi abbiamo ricevuto molte risposte cordiali dai vescovi
di tutto il mondo. Le risposte indicavano l'intenzione dei vescovi di
presenziare alla conferenza e calorosamente approvavano l'idea di tale
evento. È chiaro che i vescovi hanno sia il dovere che il diritto
di conoscere (quanto più completamente possibile) il Messaggio
di Fatima nella sua interezza, ed esultarono per questa opportunità.
Dalle prime risposte entusiastiche ricevute, abbiamo stimato che fino
a 300 vescovi avrebbero preso parte alla conferenza in rappresentanza
di circa il 10 per cento dell'intero Episcopato Cattolico
di tutto il mondo! Un risultato notevole considerato il carattere privato
della riunione, le difficoltà logistiche e quelle rappresentate
dal viaggio.
A questo punto,
Santo Padre, abbiamo cominciato a ricevere informazioni concernenti
lettere e telefonate a diversi vescovi e nunzi apostolici ad opera di
alcuni burocrati della Santa Sede nel tentativo di scoraggiare direttamente
e persino proibire la partecipazione alla nostra conferenza. In un primo
tempo abbiamo avuto una reazione di incredulità nei confronti
di queste informazioni, in quanto non riuscivamo a comprendere la ragione
per cui i burocrati del Vaticano volessero o potessero sollevare obiezioni
nei confronti di una riunione di carattere privato di sacerdoti e vescovi
cattolici, il cui unico scopo era quello di discutere liberamente
i piani per la pace che a Fatima la Madre di Dio aveva consegnato al
mondo!
Una campagna di inganni e menzogne
Tristemente,
ulteriori indagini e l'aiuto di vescovi simpatizzanti, ci hanno permesso
di scoprire che alcuni burocrati del Vaticano avevano veramente inviato
tali lettere ai vescovadi di tutto il mondo. Incredibilmente, in un
momento in cui Ella stesso parlava pubblicamente, apertamente e con
forza del bisogno di pace, queste lettere inviate dai suoi stessi subordinati,
suggerivano che la nostra conferenza fosse in qualche modo improponibile
e fuori luogo. A peggiorare la situazione, queste lettere contenevano
vere e proprie menzogne e grossolane calunnie riguardanti la reputazione
di Padre Nicholas Gruner, principale organizzatore della riunione. Senza
alcun riguardo per la verità, venivano avanzati seri dubbi sullo
stato canonico di Padre Gruner e veniva messa in discussione la lealtà
di quest'ultimo nei confronti di Sua Santità e dell'alta posizione
che Sua Santità occupa.
Queste accuse,
infondate e offensive, sono state particolarmente dolorose, se si considerano
i lunghi e instancabili sforzi fatti da Padre Gruner (anche a scapito
della salute) a favore del Messaggio della Madonna di Fatima. Negli
ultimi 18 anni, nonostante una costante opposizione da parte di modernisti
radicali e di forze anti-Mariane all'interno della Chiesa, Padre Gruner
è riuscito a creare uno dei maggiori apostolati del mondo, riuscendo
a riunire circa 500.000 persone in una comunità di preghiera
e sacrificio dedicati alla promozione dell'intero e completo Messaggio
di Fatima. Attraverso riviste, programmi radiofonici e televisivi, attraverso
incontri pubblici in molti Paesi, Padre Gruner ha portato le parole
della Madonna di Fatima a decine di milioni di anime sparse in tutto
il mondo ... e questo in perfetto accordo con gli insegnamenti e le
tradizioni del Santo Magistero. Lo stato canonico attuale di Padre Nicholas
Gruner è in regola ed è confermato dalla missiva da Lei
inviata il 1° febbraio 1993, con cui venivano onorati i 16 anni
di sacerdozio di Padre Gruner, e in cui Sua Santità personalmente
si congratulava con lui per il lavoro svolto per la Madonna di Fatima.
Nessuna protesta e nessun avvertimento
Santità,
dire che quando abbiamo letto il contenuto oltraggioso di dette lettere
“ufficiali” siamo rimasti stupiti e confusi, è dire poco. Il
progetto della conferenza era noto da molti mesi ed in tutto quel tempo
non un singolo esponente efficiale della Chiesa ci ha contattati per
sollevare obiezioni. Sono state inviate convocazioni formali ad oltre
4.000 vescovi, compresa la Sua Santità, e non ci era
pervenuta alcuna protesta dalle autorità ecclesiastiche. A poche
settimane di distanza dall'inizio della conferenza ci siamo ritrovati
a dover lottare contro nemici invisibili che diffondevano falsità
e calunnie.
Nonostante i
nostri sforzi intesi a contrastare la campagna denigratoria e le menzogne
attraverso l'esposizione dei fatti reali, molti vescovi si sono sentiti
in dovere di ritirare il proprio appoggio alla conferenza per timore
e, in alcuni casi, semplicemente per confusione. Fu presto a noi chiaro
che la semina di questo tipo di zizzania basata su confusione e maldicenze
tra i vescovi era infatti lo scopo precipuo di questa campagna! A nostro
ulteriore danno, non molto prima della conferenza ricevemmo una lettera
dal Vescovo Flores che annullava il nostro accordo sull'alloggio e ritirava
il proprio imprimatur. Sua Eccellenza, come ragione della propria decisione,
citava alcuni commenti fatti da un esponente della Segreteria di Stato.
Santo Padre,
siamo sicuri che Lei comprenderà il profondo scoraggiamento e
la demoralizzazione che questi fatti hanno provocato in noi. Abbiamo
a lungo discusso la possibilità di spostare, posporre, o annullare
la conferenza. Alla fine, dopo esserci rivolti a Nostro Signore e alla
Madonna in preghiera, confidando nella Loro guida e protezione, abbiamo
scelto di proseguire con i piani annunciati in origine. Nonostante il
tempo a disposizione fosse ormai molto breve, per grazia di Dio siamo
riusciti a ottenere (benché a costi considerevoli) nuovi luoghi
in cui tenere la riunione e una nuova sistemazione per ospitare i vescovi.
Attraverso la pietà del Signore siamo anche riusciti a superare
gli impedimenti di carattere legale e politico dell'ultimo minuto che
il Vescovo Flores, attraverso il governo messicano (e in chiara violazione
della legge di Dio e delle leggi civili) aveva architettato per impedire
la concessione dei visti di viaggio ai vescovi che desideravano presenziare
alla conferenza. Sia benedetto il Signore. Sia benedetto il Suo
Santo Nome!
Si tiene la conferenza!
L'8 novembre
1994 si è ufficialmente tenuta a Città del Messico “la
conferenza sulla pace nel mondo e il Cuore Immacolato do Maria”, alla
presenza di vescovi provenienti da tutti I continenti, e alla quale
hanno preso parte altri ospiti quali esponenti della stampa cattolica
secolare.
Nel corso della
settimana successiva, si sono tenute numerose sedute plenarie che sono
state straordinarie per serietà e spiritualità. I partecipanti
hanno discusso apertamente e liberamente del Messaggio della Madonna
di Fatima ed il ruolo particolare che Lei ha svolto negli sforzi fatti
dalla Chiesa per portare la pace nelle nazioni, nelle famiglie e nel
mondo.
Santità,
benché il numero dei vescovi presenti alla conferenza sia stato
molto inferiore rispetto alle nostre aspettative iniziali, siamo stati
tuttavia profondamente ricompensanti dal fatto che vi ha preso parte
una variegata e onorata rappresentanza dell'episcopato. In prelati quali
l'Arcivescovo Accogli, l'Arcivescovo Capucci e l'Arcivescovo Milingo,
abbiamo potuto osservare uomini che sono degni e nobili successori degli
Apostoli! Saremo sempre grati per il coraggio e la dedizione che questi
prelati ed altri loro colleghi hanno dimostrato presenziando alla conferenza.
Alla fine, nonostante
le sinistre macchinazioni dei nemici della Vergine, i delegati riuniti
hanno prodotto un documento storico che riteniamo rappresenti un nuovo
tesoro per la Chiesa. Composto di 14 risoluzioni, questo documento riafferma
il ruolo cruciale svolto dalla Madonna di Fatima nel processo verso
la vera pace e il mistero della nostra salvezza.
L'Arcivescovo Milingo accusa la burocrazia!
Santo Padre,
alla conferenza il discorso più impressionante è stato
pronunciato da un membro della Sua Curia. L'Arcivescovo Emanuel Milingo,
ex Ordinario di Lusaka ed attualmente Delegato Speciale del Consiglio
Pontificio per la Cura Pastorale degli Emigranti e degli Itineranti,
si è levato e ha pronunciato una dura condanna di coloro che
avevano tentato di impedire la riunione dei vescovi.
Parlando agli
altri vescovi e all'intero mondo Cattolico, Sua Eccellenza ha deplorato
i tentativi fatti da alcuni burocrati del Vaticano di scavalcare l'episcopato
e impedire ai vescovi di compiere il proprio dovere e adempiere ai propri
compiti. Tenendo in mano una copia della lettera che era stata inviata
ai vescovi della Nigeria, l'Arcivescovo Milingo ha detto:
“Che vergogna!
È un'umiliazione per un essere umano, un apostolo, un'umiliazione
intesa a impedirgli di adempiere ai propri compiti secondo la propria
personalità e le proprie convinzioni ... È triste. È
umiliante. Una lettera come questa, che impedisce a qualcuno di venire
ad una conferenza sulla Madonna, sminuisce la dignità degli esseri
umani ... Se questa lettera rappresenta il modo con cui intendono controllarci,
significa che non hanno fiducia nelle persone alle quali hanno conferito
autorità.”
L'Arcivescovo
Milingo ha concluso il proprio discorso incoraggiando tutti coloro che
veramente credono nella pace a perseverare nello sforzo di portare il
Messaggio di Fatima nella sua integrità ai fedeli ed
al mondo intero. Come ha detto Sua Eccellenza: “Penso che se riuscissimo
a sollecitare l'attenzione di tutti i cattolici sulle sorti del mondo,
potremmo fare molta, molta strada”. Ed è veramente in questo
spirito di carità cristiana e con il più profondo rispetto
ed umiltà che pubblichiamo questa lettera.
Santo Padre, la pace nel mondo è
nelle Sue mani!
La Santa Madre
di Dio è venuta a Fatima per indicare al mondo la strada per
raggiungere una pace vera e duratura. Ha affidato i mezzi per conseguire
questo fine alla Chiesa, attraverso Lei, il Vicario di Cristo, in unione
con i vescovi di tutto il mondo. Sono ormai trascorsi 78 anni dalla
prima apparizione della Madonna di Fatima. In questo periodo siamo stati
testimoni dell'assassinio di milioni di bambini nel grembo materno e
della perdita di decine di migliaia di vite, ogni anno, in conflitti
sparsi in tutto il mondo. La Regina della Pace ci ha promesso la fine
di questo tragico ciclo di morte e sofferenza se obbediremo
alle sue richieste di preghiera, riparazione e consacrazione.
Santità,
intendiamo continuare a compiere la nostra parte nell'incoraggiare tutti
i Cattolici e le persone di buona volontà a riporre la propria
fiducia nel Cuore Sacro e Immacolato di Gesù e Maria. Con tutto
il rispetto e l'amore, intendiamo continuare nei nostri sforzi per portare
il Messaggio di Fatima nella sua integrità alla Chiesa,
in particolare a Lei (come diciamo più oltre, siamo convinti
che molte cose le vengono nascoste) e ai vescovi. La nostra campagna
per la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato (come ordinato
a Fatima) continuerà senza sosta. Noi e gli altri 5.000.000 di
anime che hanno firmato petizioni indirizzate a Lei, chiedendo il compimento
di questo atto (e tutti gli altri milioni di persone che lo stanno aspettando)
non ci faremo spaventare o ridurre al silenzio da burocrati al servizio
dei loro personali interessi.
La storia della
Santa Chiesa, e le vite dei nostri santi, ci insegnano che dobbiamo
resistere al male ovunque si presenti. I nostri cuori rimangono indissolubilmente
uniti al Suo, Santo Padre, ma temiamo che Lei venga ingannato e sviato
da coloro nei quali, Lei, ha riposto la Sua fiducia. I fatti che Le
abbiamo esposto con la presente Lettera Aperta, unitamente alle informazioni
ricevute da fonti episcopali, ci portano inevitabilmente a concludere
che un piccolo gruppo di burocrati del Vaticano, deliberatamente
e premeditatamente Le nasconde informazioni
e agisce nel Suo augusto nome senza la dovuta autorità. La sollecitiamo
rispettosamente a cogliere questa opportunità per indagare sulle
azioni di coloro che — in chiaro contrasto con i canoni ecclesiastici
e la Costituzione della Chiesa — hanno tentato di impedire la recente
conferenza e di macchiare il nome di un sacerdote pio e umile che si
è tanto sacrificato per amore della Madonna e per la gloria della
Santa Madre Chiesa.
Ci appelliamo a Lei Santo Padre!
Santità,
all'epoca della prima conferenza dei vescovi tenutasi a Fatima nel 1992,
restammo sgomenti per le affermazioni manifestamente ingiuste fatte
da alcuni burocrati del Vaticano che si opponevano al raduno. Ciononostante,
abbiamo mantenuto il silenzio sperando e pregando perché la carità
cristiana prevalesse. Eravamo convinti che, dopo quell'evento, la portata
dei loro errori sarebbe stata così palese che detti esponenti
del Vaticano avrebbero pubblicato un'immediata ritrattazione. Nel peggiore
dei casi, ritenevamo che gli illeciti ed ingiusti tentativi di impedirci
di promuovere il Messaggio di Fatima sarebbero cessati.
Adesso, dopo
gli eventi descritti in questa lettera aperta, è chiaro che la
nostra pazienza e il nostro silenzio sono stati presi da questi individui
come un consenso per azioni ancora più sfrontate e illecite contro
i nostri tentativi di portare il messaggio di Nostra Signora ai vescovi
e al resto del mondo. Dopo le amarezze delle ultime due conferenze,
sembra ora innegabile il fatto che esista un piccolo gruppo di esponenti
del Vaticano che sono diventati così sicuri del proprio potere
da non esitare ad usare qualsiasi mezzo (compresa la menzogna,
la calunnia e la diffamazione) per mettere a tacere chiunque promuova
il Messaggio di Fatima nella sua integrità. Di conseguenza,
Santo Padre, ci vediamo costretti ad appellarci a Lei direttamente con
questa lettera, confidando come sempre nella Sua probità e nel
Suo senso di giustizia.
Annuncio di una nuova conferenza
Nel corso della
la conferenza tenuta a Città del Messico in novembre, siamo stati
incoraggiati dai vescovi, e da altri che vi hanno preso parte, a promuovere
un altro incontro di vescovi per discutere il Messaggio di Fatima ed
il ruolo svolto da quest'ultimo nel portare la pace nel mondo. Diversi
vescovi ci hanno sollecitato in modo specifico a tenere la prossima
conferenza a Roma sotto la protezione e la guida di Sua Santità.
Volendo
evitare di essere accusati di condurre piani in segreto o di non ricercare
la dovuto autorizzazione, con la presente, pubblicamente, annunciamo
per la terza volta che inviteremo tutti i vescovi del mondo (siano essi
amici o avversari di Fatima) a riunirsi a Roma per una conferenza sulla
pace ed il Cuore Immacolato di Maria, le cui date verranno comunicate
a mezzo lettera ufficiale e relativo annuncio pubblico.
Santo Padre,
La preghiamo di volere accordare la Sua benedizione papale a questa
riunione e, se possibile, prendere parte ad una o più sedute
della stessa. Nessun Papa ha mai parlato in modo tanto commovente quanto
Lei dell'urgenza del bisogno di pace e, nessun altro Papa, ha espresso
altrettanta venerazione per il Messaggio di Fatima. Riteniamo quindi
opportuno e appropriato che il Suo nome compaia per primo tra quelli
di coloro che sosterranno questo evento storico.
Sottoposto
col massimo rispetto e amore a Sua Santità nel nome di Nostro
Signore e Salvatore, Gesù Cristo, e della Sua Santissima Madre
Maria.
§
La Lettera Aperta
era firmata da un arcivescovo, un vescovo, numerosi preti e religiosi
e oltre 9.000 sostenitori laici.
Stampato su
due pagine intere del più diffuso quotidiano romano, l'annuncio
era una presentazione pacata e articolata a Sua Santità Giovanni
Paolo II, di tutto quello che Padre Gruner e i membri dell'Apostolato
avevano desiderato ardentemente dire al loro Papa negli ultimi tre anni.
La Lettera Aperta era sia un appello che una cronaca: in un tono al
contempo riverente e franco, un appello per la Consacrazione Collegiale,
e una cronaca del sistematico abuso di potere perpetrato dalle forze
anti-Fatima presenti nella burocrazia del Vaticano, che avevano agito
come se si credessero al di sopra di ogni rimprovero e al di là
dei limiti del Diritto Canonico.
Evitando dure
polemiche e concedendo allo stesso tempo ai burocrati in questione la
dignità dell'anonimato, la Lettera Aperta aveva portato con un
balzo le preoccupazioni di 9.000 fedeli cattolici che l'avevano firmata
al di sopra di una falange di consiglieri papali e in piena vista di
Sua Santità.
Gli oppositori
dell'Apostolato lo definirono “uno scandalo”, ma il lettore attento
poteva vedere che i firmatari della Lettera Aperta credevano di esprimere
una vera fedeltà al Papa in questa che è l'Era di Fatima.
Avevano lanciato una rispettosa ma coraggiosa supplica al Vicario di
Cristo — proprio perché egli è il Vicario di
Cristo — per procurare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, e con
esso la pace mondiale e il Regno di Cristo Re, attraverso i mezzi affidati
esclusivamente al Papa a Fatima. Non la pace di un'Utopia terrena, ma
il Regno di Cristo Re e di Maria Sua Madre Regina. Non l'accomodamento
grottesco di una fratellanza ecumenica tra gli aderenti a credi contradditori
e belligeranti, ma l'unità in un unico Signore, una Fede,
un Battesimo, in un ordine sociale Cattolico che abbraccia il mondo.
Il globo terrestre stesso sotto i piedi della Madonna, come rappresentato
nella medaglia miracolosa il cui disegno Ella medesima aveva specificato
durante la Sua apparizione a Santa Caterina Laboure.
Sì, i
firmatari della Lettera Aperta avevano sostenuto il trionfalismo, puro
e semplice. Poiché il trionfo è il destino di Cristo dall'Eternità,
e la missione della Sua Santa Chiesa Cattolica è di assicurare
quel Trionfo e niente altro che quel Trionfo, o noi non saremmo fedeli
al Suo incarico inalterabile: “Fate discepoli di ogni
nazione, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo; insegnando loro l'osservanza di tutte le cose che Io vi ho comandato.”
Di tutte le cose, incluso l'insegnamento della necessità
di essere parte dell'unica vera Chiesa, la Chiesa Cattolica, e di ubbidire
al Messaggio di Fatima, che “impone un obbligo alla Chiesa”
come lo stesso Santo Padre aveva dichiarato a Fatima il 13 maggio 1982.
In una Chiesa
in cui avevano fermentato l'eresia sfacciata e lo scandalo negli ultimi
35 anni, la campagna mondiale dei burocrati contro un sacerdote Mariano
con la tonaca, residente in una cittadina canadese era stata una cosa
senza precedenti. E, appropriatamente, questa era la reazione da parte
delle migliaia di Cattolici comuni che avevano sostenuto l'opera di
Padre Gruner attraverso gli anni. Certamente, dall'emanazione dell'enciclica
Humanae Vitae, dissidenti di tutti i tipi avevano fatto ricorso
al foro della pubblica opinione, anche a lettere aperte nei quotidiani,
per sfogare la loro furia piena di bile contro qualche odiato articolo
della Fede. Ma mai i Cattolici fedeli così chiaramente in soggezione
del potere del Papato si erano azzardati ad avvicinare il Santo Padre
in questo modo: “I nostri cuori rimangono uniti indissolubilmente al
Suo, Santo Padre, ma noi temiamo che Lei venga ingannato e sviato da
coloro nei quali Lei ha riposto la Sua fiducia”. La Lettera Aperta era
un atto d'amore, nato dalla necessità. Non c'era nient'altro
da fare.
§
“‘No comment’
fu la reazione ufficiale del Vaticano alle due pagine della Lettera
Aperta al Papa, che apparve sul Messaggero, il più diffuso
quotidiano di Roma, il 12 luglio 1995. L'annuncio, intitolato ‘Lettera
Aperta a S. S. Giovanni Paolo II’, era stato pagato dalle offerte
volontarie di circa 10.000 Cattolici di tutto il mondo.”
I mezzi d'informazione
italiani, incluse le maggiori agenzie di stampa, dedicarono ampio spazio
alla Lettera Aperta dopo che apparve a Roma. Il Gazzettino di
Venezia parlò in modo sprezzante di “tradizionalisti
induriti che non si rendono conto che la Russia è cambiata” e
notò erroneamente che “non è la prima volta che gruppi
Cattolici americani comprano intere pagine di giornali europei per publicizzare
idee ed iniziative.” L'Indipendente descrisse l'annuncio come
“una forma maldestra di corrispondenza”, mentre un servizio nel Giorno
di Milano lo definì “articolato” e una “iniziativa insolita
dalla quale il Vaticano prende le distanze dicendo ‘che non c'è
niente da dire’”. A questo fece seguito, alcuni giorni dopo, su
una intera pagina, un'intervista con il Vescovo, consigliere pontificio
e esperto di Fatima, Monsignor Paulo Maria Hnilica, che descrisse la
Lettera Aperta come “indubbiamente significativa” dato che era stata
pubblicata da un movimento Mariano “diffuso in tutto il mondo”.
Ben presto ci
fu un talk show, l'elemento base della televisione italiana, incentrato
sulla “Lettera Aperta”. Nello scambio di opinioni dei partecipanti,
Padre René Laurentin fu finalmente costretto ad ammettere, a
dispetto di qualunque sua precedente affermazione, che la Consacrazione
Collegiale della Russia richiesta dalla Nostra Signora di Fatima non
aveva di fatto mai avuto luogo nella maniera richiesta.1
Sfuggì
completamente all'attenzione dei media la comparsa di un altro annuncio
(questa volta anonimo) sol Giornale del 14 luglio, intitolato:
“13 luglio 1917: Terzo Incontro con la Nostra Signora”. Il 13 luglio
è l'anniversario della terza apparizione di Fatima, una data
scarsamente notata dai media nella loro copertura della pubblicazione
della Lettera Aperta. Questo anniversario coincise con uno degli eventi
più orribili del conflitto in atto nei Balcani: la caduta di
Srebrenica. I massacri che seguirono, gli stupri e i trasferimenti di
massa che furono sulla prima pagina di tutti i quotidiani, furono un
terribile (anche se inconsapevole) ammonimento del grande castigo della
guerra che è una parte così integrante del Messaggio di
Fatima.
Negli uffici
dello stesso Messaggero, che curiosamente non aveva pubblicato
alcun articolo sulla Lettera Aperta, i telefoni squillarono senza sosta
il giorno dopo la pubblicazione fino a quando furono staccati. Fu riferito
che più di qualcuno, tra coloro che avevano chiamato, era un
burocrate del Vaticano furioso che chiedeva di sapere come ciò
avesse potuto succedere. Si può ben immaginare il subbuglio nel
Vaticano, negli uffici di coloro che avevano dedicato la loro carriera
ecclesiastica a “trionfi” quali l'Accordo Vaticano-Mosca e la resa a
Balamand. Soprattutto, la Lettera Aperta era un ammonimento che il Cielo
aveva ordinato che la pace vera e duratura non sarebbe mai venuta attraverso
i negoziati con le potenze del mondo. Sarebbe venuta tramite la Madre
di Dio, che avrebbe mediato per gli uomini l'irresistibile e non-negoziabile
fiat di Cristo Re.
La Madre di
Dio non mente. Solo attraverso di Lei la Russia si convertirà
— si convertirà — e la pace sarà
concessa al mondo. La Lettera Aperta aveva pregato il mondo e il Papa
di porre attenzione a ciò che è palese: che la Consacrazione
non è avvenuta. Certamente gli errori della Russia si sono diffusi
per il pianeta. Nessuno che ha gli occhi per vedere può in coscienza
asserire che quegli errori abbiano subito una diminuzione dal momento
della consacrazione putativa del 1984. Al contrario, essi si sono approfonditi
e intensificati, trovando ogni giorno ramificazioni più nuove
e più maligne. A meno che il Santo Padre non comandi a tutti
i vescovi del mondo di unirsi a lui nell'atto di consacrazione, gli
errori della Russia certamente asserviranno il mondo.
Per questa ragione
fu concepita la Lettera Aperta, a prescindere da qualsiasi consequenza
che potesse portare per Padre Gruner e l'Apostolato.
§
Piazza San Pietro,
sera: Padre Gruner acconsente alla richiesta di benedire un rosario.
È per una nonna che è una “Cattolica fervente”. La giovane
donna californiana che porge il rosario da benedire è distinta,
molto rispettosa e dall'atteggiamento molto composto. Offre spontaneamente
l'informazione di non essere Cattolica. Ascolta cortesemente e con interesse
genuino Padre Gruner che comincia tranquillamente a istruire lei e il
suo compagno. Lei non aveva alcun modo di sapere che il prete che la
guidava nelle considerazioni sulla Fede è forse il sacerdote
più controverso della Chiesa di oggi.
Padre Nicholas
Gruner è stato al centro di più di una controversia per
tutta la sua vita sacerdotale. Ma egli ha sempre dichiarato di non essere
nient'altro che un sacerdote che promuove il Messaggio della Nostra
Signora di Fatima. Come tale, ha attirato l'ostilità, l'invidia
e l'odio dei suoi avversari, oltre alla normale censura di quegli “intoccabili”
nella Chiesa Cattolica che fingono un orrore virtuoso di fronte alle
sue tattiche. Quello che egli è e fa è noto al mondo intero.
Ma c'è un aspetto del suo sacerdozio che suscita infuocati attacchi
da parte di chi vorrebbe che il suo tradizionale stile di sacerdozio
svanisse.
Insieme alla
Lettera Aperta, Padre Gruner portò con se 40.000 suppliche provenienti
da Cattolici di tutto il mondo, da aggingersi alle centinaia di migliaia
che già erano state recapitate. Tutte le suppliche pregavano
il Santo Padre di consacrare la Russia secondo le esatte disposizioni
della Vergine, pregavano Sua Santità perché è chiaro
che c'è qualcosa che non va. Durante i nove anni che seguirono
l'apparizione della Madonna di Guadalupe, nove milioni di anime, un'intera
nazione, si trassero fuori dall'abisso dell'idolatria pagana e dei sacrifici
umani ed entrarono nei santuari delle chiese cattoliche, furono battezzate
e convertite. Ma ora sono passati tredici anni dalla presunta consacrazione
della Russia nel 1984, a cui i vescovi non avevano partecipato e in
cui solo il mondo, non la Russia, era stato menzionato. In questi 13
anni, i rapporti più ottimistici indicano circa 200.000 conversioni
in una nazione di 250 milioni di persone inclusa l'Ucraina.
In verità,
la conversione della Russia era stata, cosa incredibile, proibita
dai burocrati vaticani la cui capitolazione a Balamand avrebbe
escluso, definendolo “sorpassato”, il ritorno dei Russi Ortodossi alla
Santa Chiesa Cattolica.
Essendo stato
proibito alla Russia di convertirsi, essa era diventata ancor più
corrotta dai suoi errori mentre il mondo aveva continuato la sua discesa
accelerata giù per la discesa la cui meta è l'Inferno.
Nulla di questo sarebbe successo se la richiesta del Messaggio della
Nostra Signora fosse stata esaudita. La Nostra Signora non mente. I
suoi piani per la pace sono stati ostacolati dagli uomini.
Il numero dei
sostenitori rappresentato nella Lettera Aperta è sbalorditivo
per chi non ha seguito le vicessitudini dell'Apostolato. Ma quel numero
e l'Apostolato stesso sarebbero rimasti intatti durante gli eventi dell'anno
successivo, mentre la conferenza a Roma si avvicinava e l'attacco dei
burocrati diretto al cuore del sacerdozio di Padre Gruner sembrava sul
punto di colpire il bersaglio? Forse la risposta si sarebbe trovata
nel decreto di ancora un altro prelato benevolente che si sarebbe fatto
avanti per la causa della Madonna di Fatima.
Note:
1. Padre Laurentin ha rilasciato questa
dichiarazione alla giornalista Lorenza Roschini nel corso di un programma
televisivo italiano, “Format-misteri”, a cura di Giovanni Minoli, trasmesso
nell'autunno del 1995, dopo che Paolo Apolito lo aveva sfidato su questo
argomento.