Capitolo 6
Il gioco di potere del culto
del medaglione
Forse
gli anni passati viaggiando erano stati troppo di successo, avevano
attirato troppa attenzione, non tanto di mass media ostili, quanto piuttosto
da parte di persone ostili all'interno della Chiesa, in particolare
a Ottawa, dove i Trudeau, Sauve, Turner, Chretien giocavano la partita
finale della questione dell'aborto. L'altezza da cui le prime invettive
vennero lanciate contro Padre Gruner fa immaginare linee dirette e numeri
che non comparivano nell'elenco telefonico, e segretarie che componevano
i numeri.
Il primo attacco
era venuto appunto nell'ottobre del 1978, quando Padre Gruner era in
viaggio con la Vergine Pellegrina. A Edmonton egli ricevette una lettera
dall'Arcivescovo Angelo Palmas, il Pro-Nunzio pontificio a Ottawa. La
lettera era in francese, benché Monsignor Palmas sapesse che
la prima lingua di Padre Nicholas Gruner era l'inglese. Nella lettera,
Monsignor Palmas lo accusava di essere un ‘vagus’, cioè
un sacerdote non incardinato in alcun luogo.1
In realtà
nella lettera Monsignor Palmas non si rivolgeva affatto a lui come Padre
Nicholas Gruner, ma come Padre ‘Colas’ Gruner. Padre Gruner chiamò
Ottawa, obiettando con forza all'accusa, dicendo a Monsignor Palmas
che egli aveva assolutamente il permesso scritto del suo vescovo, Pasquale
Venezia. Chiese se Monsignor Palmas volesse il suo immediato ritorno
a Ottawa per mettere tutto in chiaro.
Monsignor Palmas
gli rispose: “No, no Padre, rimanga dov'è. Appena avrà
completato il suo programma di visite con la statua, ne parleremo.”
Intanto Padre
Gruner mandò a Monsignor Palmas una copia della lettera del Vescovo
Venezia che gli accordava il permesso ufficiale di allontanarsi dalla
diocesi di Avellino. Il documento risaliva ad appena cinque mesi prima,
era ancora perfettamente valido ed eliminava qualsiasi ipotesi
che egli fosse ‘vagus’.
Lo strascico
di questa prima rilevante rimostranza presentata a Padre Gruner dal
Pro-Nunzio, portò, incredibilmente, ad un strano gruppo di estremisti
che dichiaravano alleanza con l'anti-Papa Clemente Dominguez Gomez,
uno spagnolo, un cosiddetto ‘veggente’ che viveva nei pressi di
Siviglia.
Di tutte le
fazioni, movimenti, gruppi, nati per riempire il vuoto di comando della
Chiesa, pochi furono più bizzarri di questo culto spagnolo che
aveva impiantato un avamposto a Ottawa nel 1970. Il suo simbolo era
un medaglione portato al collo. Un medaglione molto speciale.
Clemente avrebbe
avuto una visione della Beata Vergine, dopodiché si era incoronato
‘Papa’ Gregorio XVII. E così si veniva ad aggiungere all'arsenale
della stampa anti-cattolica un altro pazzoide che discreditava ancora
una volta qualsiasi autentica anima mistica. Lo stesso gruppo si dilettava
di quello che Padre Gruner percepì come sacrilegio satanico contro
la Santa Eucarestia. Chi era questa gente?
Tra altri appellativi,
essi si chiamavano i Fratelli di San Giuseppe e anche l'Esercito Bianco.
L'‘Esercito’ era stato fondato da una certa Maria Concepcion,
che i vescovi portoghesi avevano una volta accusato di sacrilegi contro
il Santissimo Sacramento. C'era poi una certa Madame Bouff, che si era
stabilita a Marsiglia, e che andava a trovare Maria Concepcion ogni
tanto in Portogallo. Al centro del loro culto erano cosiddette ostie
consacrate che Maria Concepcion diceva di aver ricevuto dall'arcangelo
Michele, il quale, durante un'apparizione, le avrebbe fatte cadere in
terra. Concepcion le aveva raccolte, sempre secondo la storia, e col
tempo aveva cominciato a dividerle con Madame Bouff a Marsiglia.
Madame Bouff
visitò il Canada nel 1975 e nel 1976, reclutando persone per
Esercito Bianco. L'‘Esercito’ aveva una gerarchia, un comandante
generale per il Canada, che era più in alto del resto dei membri
canadesi, mentre il rango immediatamente inferiore era costituito dagli
‘apostoli’. L'‘apostolo’ doveva portare un medaglione che
poteva essere comprato in qualsiasi negozietto da pochi soldi. Madame
Bouff dava ad ogni ‘apostolo’ un'ostia, a suo dire consacrata.
Ella incollava l'ostia con la colla all'interno del medaglione e, una
volta dato, il Corpo e il Sangue di Cristo era presumibilmente trasmesso
per tutto il mondo per tutti i giorni dell'anno. I ‘soldati’ occupavano
il successivo rango verso il basso, e dovevano riunirsi intorno ad un
‘apostolo’ e adorare il contenuto del medaglione.
La conoscenza
diretta di questo culto, Padre Gruner la ebbe quando uno degli ‘apostoli’
sospettando, e non a torto, che ci fosse qualcosa di improprio circa
l'oggetto di vestiario richiesto, lo pregò di liberarlo del medaglione.
Padre Gruner lo fece, aprendolo egli stesso. Dentro c'era un pezzo di
ostia della grandezza di un'unghia.
Padre Gruner
ricorda vividamente che, mentre era in possesso del medaglione, sentì
un dolore nel petto che non aveva mai provato fino a quel momento, né
avrebbe mai provato in seguito. Pensò che il medaglione era ‘del
demonio’. Oltre al dolore provato, Padre Gruner era già
arrivato a questa conclusione per nove differenti ragioni teologiche
solo dopo aver riflettuto sulla storia del medaglione e sul racconto
di Maria Concepcion. Parlò della sua scoperta a due altri sacerdoti,
ognuno dei quali aveva più di 30 anni di esperienza, ed essi
furono d'accordo che il medaglione era una cosa diabolica. Una delle
ragioni più convincenti che gli fece capire che il medaglione
fosse del demonio era il fatto che gli individui dell'Esercito Bianco
ordinavano ai loro seguaci di non dire mai ad alcun sacerdote, al di
fuori dell'Esercito Bianco, dell'esistenza di quei medaglioni. Sant'Ignazio
dice che una tale imposizione di segretezza per quel che riguarda la
vita spirituale è uno dei segni più forti che un'esperienza
mistica è del demonio.
“Così
come la Chiesa ha i suoi sacramentali,” commenta Padre Gruner “anche
il demonio ha i ‘suoi’. Il medaglione chiaramente rappresentava
un sacrilegio contro la Santissima Eucarestia.”
Il medaglione,
percepì Padre Gruner, era letteralmente un sacramentale demoniaco.
Era un'Ostia consacrata che era stata profanata? Non poteva esserne
sicuro. Era qualcosa che dava al demonio potere sulle persone? Sì,
assolutamente.
Una serie inquietante
di terribili disgrazie materiali si abbatté su coloro che portavano
il medaglione. Matrimoni fallirono. Famiglie si spezzarono, divise in
due campi dall'odio, bambini si estraniarono, apparentemente per sempre,
dai genitori.
La prima precauzione
di Padre Gruner fu quella di seppellire il medaglione in sale benedetto
secondo la benedizione del Rituale Romano che viene usato particolarmente
per controllare la forza del demonio. Poi domandò ad un altro
sacerdote di liberarlo di esso e di disfarsene secondo i rituali richiesti
dalla Chiesa in casi come questo. Il sacerdote che lo ricevette da lui
aveva una tale paura dell'elemento demoniaco del medaglione che guidò
per i 65 chilometri che lo separavano da casa su un'autostrada a quattro
corsie a 30 chilometri all'ora. Arrivato a casa, tirò fuori dal
medaglione l'ostia e la mise in un barattolo pieno d'acqua per lasciarla
dissolvere. Non c'era modo di appurare se l'Ostia fosse in realtà
consacrata. La cosa più sicura da farsi era quella di assumere
che lo fosse e agire di conseguenza. Inoltre, il sacerdote in questione
mise una seconda ostia, non consacrata, della stessa grandezza, in un
secondo barattolo pieno d'acqua. Dopo cinque giorni, la seconda era
dissolta. La prima ci mise altri 15 giorni.
Quando Padre
Gruner denunciò pubblicamente il culto del medaglione, nei giornali
Cattolici degli Stati Uniti e del Canada, divenne immediatamente il
nemico numero uno del culto. Ma fu presto vendicato quando il culto
fu pubblicamente denunciato dall'Arcivescovo di Ottawa, Monsignor Plourde,
sulle prime pagine dell' Ottawa Citizen [Il cittadino di Ottawa].
La Montreal Gazette [La gazzetta di Montreal] fece seguito
con una lunga serie di articoli su questa stravagante aberrazione.
Una di coloro
che portavano il medaglione dichiarò la sua intenzione di distruggere
Padre Nicholas Gruner, si vantò, infatti, che lo avrebbe fatto
scappare dal paese, e immediatamente si mise a caccia di un giornalista
che volesse stampare la sua versione personale dei difetti e delle mancanze
di Padre Gruner, da lei inventati. Niente si prestava meglio ai suoi
scopi che avere a sua disposizione il mezzo definitivo per screditare
Padre Gruner in ogni modo possibile, il vago e terrificante termine
vagus.
§
Il giro del
Canada occidentale aveva attirato considerevole attenzione sul giovane
sacerdote. Le azioni dei suoi nemici avrebbero fatto sì che qualsiasi
cosa egli facesse in futuro avrebbe attratto ancor più attenzione.
Ironicamente stava creando una sua immagine pubblica che smentiva le
condizioni personali in cui egli realmente lottava. Un testimone del
clima spirituale di Ottawa di quei tempi, altamente qualificato, Padre
Victor Soroka, Rettore del Seminario Basiliano alla fine degli anni
'70, ricorda le condizioni in cui Padre Gruner lavorava duramente e
con fatica.
“Lavorava in
una stanza in affitto da una vecchia signora. Nella parte anteriore
della stanza dormiva su un letto senza molle. Non c'era quasi nessuna
comodità. Doveva chiedere ai sacerdoti vicini un posto per dire
la Messa. A quel tempo stava pubblicando The Fatima Crusader
con l'aiuto di una pia donna di nome Debbie. Ma quando si trattava di
spedire i numeri, affittava una grande cantina e cercava volontari che
lo aiutassero a imbustare la rivista.
“Era spesso
nostro ospite al seminario. Non era possibile che stesse con noi, perché
avevamo allora 26 seminaristi, e tutte le stanze erano occupate, salvo
quando c'era un posto libero. (Il seminario fu poi distrutto da un incendio.)
“Le sue risorse
economiche affluivano così lentamente che non poteva mai pagare
interamente un numero, era sempre indietro con i pagamenti e aveva un
mucchio di problemi con l'ufficio postale. Non volevano dargli la tariffa
giusta, dicendo che non ne aveva il diritto, cosa che non era vera.
“Padre Gruner
si recò da numerosi vescovi, ma non trovò nessuna collaborazione.
Perché? Per gelosia. Vede, aveva appena i mezzi per nutrirsi,
eppure stava promuovendo Nostra Signora attraverso il Fatima Crusader
e la statua della Vergine Pellegrina. Era disposto a vivere in
una canonica ed aiutare, ma nessuno ne voleva saperne di lui. Perché?
Perché non volevano riconoscere le devozioni Mariane o recitare
il Rosario in pubblico. Le chiese trascuravano la Via Crucis e distribuivano
la Comunione in mano. Il suo crimine più grave era di dire la
vecchia Messa. Era forse l'unico sacerdote in tutta Ottawa che lo facesse
a quel tempo.
“Non faceva
mai un centesimo e guidava una delle macchine più malandate che
fossero sulla strada. Tutti dicevano: ‘gli sta bene’. E lo lasciarono
patire. Ma lui ha vinto dopo tutti questi anni. Guardi solo quello che
è riuscito a realizzare in confronto a loro.”
A quelli che
lo volevano distruggere, lo stesso Padre Gruner aveva fornito le munizioni
necessarie. Il punto centrale del suo apostolato era Maria. L'ordine
del giorno del suo apostolato era semplice e diretto: portare il messaggio
di Maria alla gente in modo immediato. Dopo 18 anni del gioco di illusioni
di alcuni burocrati modernisti che stavano soffocando la Chiesa, i Rosari
e gli Scapolari erano praticamente cose rivoluzionarie. La reazione
della gente al giro del Canada occidentale suggerì che tale ‘rivoluzione’
era a quanto pareva, benché sgradita a quelli al potere, non
impensabile. A questo punto non rimaneva che fermarla.
Perché?
A causa di Maria, ecco perché. Non c'era posto per Maria nei
piani di quelli che stavano deformando la Chiesa per realizzare i loro
programmi. Maria doveva essere messa da parte. Per capire chiaramente
perché Maria doveva andarsene basta soltanto rivolgere la propria
attenzione verso uno degli scozzesi più interessanti del ventesimo
secolo, Hamish Fraser.
Fino al 1947,
Hamish era stato un comunista fervente, responsabile per l'opera del
partito nell'ovest della Scozia, e responsabile in particolare di vegliare
a che l'anima del movimento rimanesse per sempre in opposizione al governo
in carica e alla Chiesa di tutti i tempi. Nel 1943 cominciò la
sua conversione.
Entro il 1947
era un Cattolico romano ed entro il 1950 partecipava alle Conferenze
di Fatima.
Nel fascicolo
de L'Homme Nouveau del 25 gennaio 1953, l'Abbé Richard,
futuro presidente della Blue Army [Armata Blu] in Francia,
racconta un episodio commovente in seguito al quale Hamish sarà
soprannominato “l'uomo della colomba”.
“È impossibile
che i raggi cosmici della carità possano portare il risveglio
di un'autentica umanità in un mondo reso mostruoso dalla brutalità
e dall'odio? Al contrario, si può contare su tale rinascita come
risultato della preghiera, della penitenza, della santità e della
consacrazione di noi stessi a Dio attraverso Nostra Signora. Poiché
queste cose sono vere e, di conseguenza, hanno il potere di mettere
in moto, con un nuovo vigore ed un nuovo orientamento, tutte le potenzialità
dell'uomo moderno.
“Questa è
la lezione insegnataci ancora una volta al Parc des Expositions dal
nostro amico Hamish Fraser, l'Uomo della Colomba ... Un nostro amico,
un sacerdote della diocesi di Cherbourg, possedeva due colombe, discendenti
di quelle che avevano accompagnato in modo tanto straordinario la statua
di Nostra Signora di Fatima durante il suo cammino attraverso il Portogallo
e la Spagna. Il sacerdote lasciò andare la coppia, che non era
mai stata in libertà prima di allora, nella Sala Grande del Parc
des Expositions, proprio nel momento in cui, alla musica degli inni,
la statua di Nostra Signora faceva il suo ingresso. Le colombe, terribilmente
impaurite, svolazzarono due o tre volte intorno alla sala e poi si rifugiarono
tra le travi del soffitto.
“Ma una di esse
fece prima un giro, come se cercasse qualcuno, e, tra le migliaia di
persone che affollavano la sala, scelse Hamish Fraser e con calma si
appollaiò sulla sua testa, nel mezzo dei suoi folti capelli,
e se ne rimase lì, apparentemente indisturbata dai flash dei
fotografi che facevano a gara per riprendere la scena. Poi, dopo circa
tre minuti, spiccò il volo e raggiunse la sua compagna.
“Alcuni momenti
dopo Hamish Fraser cominciò il suo discorso e disse: ‘Io non
dico di credere che la preghiera può convertire i comunisti;
io so che la preghiera può convertire i comunisti’.
La colomba sembrò essersi resa garante in anticipo per la dichiarazione
di quest'uomo. Un miracolo? Non un miracolo, certamente, per i non credenti.
Ma, usando un'espressione di San Paolo, può ben essere un segno
per i fedeli: in signum fidelibus.”
Hamish seguì
la depredazione della Chiesa durante il Concilio Vaticano II, vide la
confusione che veniva disseminata da teologi confusi, fu testimone di
come gli umanisti mettevano nel sacco i vescovi, osservò i modernisti
fuorviati pianificare la loro strategia. Vide tutto. Si chiese come
mai altri potessero non capire quello che stava avvenendo. Le tattiche
di confusione e la ‘spontaneità’ ben orchestrata, gli appelli
senza fine alla dignità dell'uomo, in favore della compassione,
della libertà, dell'eguaglianza, la continua aggiunta nei discorsi
degli slogan di fratellanza, le incessanti richieste di una maggior
partecipazione della gente: tutto questo era una strategia che egli
conosceva e riconosceva. Far funzionare questa strategia all'interno
del movimento operaio in Scozia era stato il suo lavoro.
Alla base di
tutti i cambiamenti che queste strategie stavano provocando nella Chiesa,
egli fece notare, c'era una sola direttiva principale, lo sforzo necessario
per cacciare Maria fuori dalla porta della Chiesa, perché, secondo
i comunisti, se Maria va via, prima o poi sparirà anche la Chiesa
Cattolica.
Perché
Maria se ne deve andare? Hamish lo spiega così:
“Era necessario
attaccare la Madre di Dio per la semplice ragione che era l'unico modo
possibile per esiliare efficacemente il Figlio dalla società
e dall'Uomo. Sbarazzandosi di Maria si sarebbe potuta smantellare per
sempre qualsiasi idea di istituzionalizzare all'interno della Chiesa
la Sovranità di Cristo.” Tale sovranità avrebbe significato
l'annientamento del comunismo.
“Maria doveva
andarsene perché non c'era altro modo di sradicare il Dio Incarnato
dalla coscienza della gente.
“Maria doveva
andarsene perché era nel Suo seno che Dio era diventato carne.
“Maria doveva
andarsene in modo da poter trasformare Dio in un'astrazione senza significato.
Un essere impersonale remoto e completamente separato dalle faccende
del mondo di ogni giorno.
“Maria doveva
andarsene perché era dal suo seno che Dio era entrato nella società
umana.
“Maria doveva
andarsene perché Ella aveva partorito e allattato l'Autore del
vecchio ordine morale della società, che i rivoluzionari cercavano
di distruggere.
“Maria doveva
andarsene perché Ella era la madre della Cristianità,
la madre dell'unità dei cristiani.
“Maria doveva
andarsene perché, come la Messa stessa, la Sua Concezione Immacolata
era letteralmente una barriera insuperabile per la nascita dello Stato
laico.
“Maria doveva
andarsene perché il Suo nome benedetto era il solo ostacolo che
rimaneva per lo sviluppo di quella società del ‘laissez faire’,
in cui le relazioni tra gli uomini non erano più basate sulla
fratellanza ma sul legame freddo e completamente ostile del denaro.
“Maria doveva
andarsene perché i riformatori La riconoscevano per quello che
Ella era ed è”: ciò che i papi hanno sempre chiamato,
“... la Mediatrice tra Dio e la società umana”.2
E, una volta
scomparsa, chiunque avesse cercato di riportarla indietro avrebbe dovuto
essere annientato, come per esempio Padre Gruner e l'Apostolato Nazionale
della Vergine Pellegrina. L'ultima cosa di cui la nuova Chiesa aveva
bisogno era un'altra Blue Army.
§
Per decenni
la Blue Army originaria, l'associazione dal nome combattivo
di Cattolici devoti a Fatima, aveva cercato di inculcare nei papi e
nei principi della Chiesa l'interesse mondiale dei Cattolici alla causa
di Nostra Signora di Fatima. La sua organizzazione era saldamente basata
a Fatima con una sede principale situata in un imponente edificio dotato
di un tetto a cupola a forma di cipolla, proprio a oriente del limitare
della Cova da Iria. Era stato eretto in quella posizione per via dell'albero
di azinhiera dove la luce era balenata per la prima volta per annunciare
l'arrivo imminente della Visitatrice divina della Cova. Era stato molto
difficile per i nemici di Maria infiltrarsi nella Blue Army. Non volevano
un altro apostolato di Fatima e avevano paura che Padre Gruner si rivelasse
proprio questo.
Si sbagliavano
nell'aspettarsi che Padre Gruner avrebbe formato un'altra Blue Army.
All'inizio, comunque, le relazioni con l'organizzazione storica erano
cominciate abbastanza cordialmente, e con le migliori intenzioni. Ma,
il movimento iniziato da Padre Nicholas Gruner non avrebbe poi né
rappresentato la stessa cosa, né operato nello stesso modo né
imitato la Blue Army. Con il tempo, il suo apostolato sarebbe
arrivato a contrastare la disinformazione sulla richiesta di Nostra
Signora che, veniva dalla direzione americana della Blue Army.
Col tempo la
Blue Army e il Soul Magazine [Rivista dell'anima], la sua
pubblicazione ufficiale, avevano perso il loro mordente: la direzione
era invecchiata, si era rilassata e sembrava aver perduto la sua indipendenza
dall'Ostpolitik (l'apertura politica verso l'Est) del Vaticano.
Diventarono partecipanti volontari di una miope visione del futuro.
Pochi mesi prima
dell'inizio del Concilio Vaticano II, i diplomatici del Vaticano negoziarono
una restrizione inaudita sulle sue deliberazioni: il Metropolita Nikodim
della Chiesa Ortodossa, una marionetta di Mosca, avrebbe accettato l'invito
del Vaticano a mandare osservatori della Chiesa Ortodossa al Concilio,
se il Concilio si fosse astenuto da qualsiasi condanna del comunismo.
Un accordo scritto a tal fine fu firmato da Nikodim e dal Cardinale
Tisserant, rappresentante del Vaticano. Gli osservatori Ortodossi, agenti
del KGB vestiti da preti, aspettarono a Mosca il discorso d'apertura
di Papa Giovanni, che prometteva una nuova era di “dialogo” con il mondo
e la fine delle condanne. Il giorno dopo gli osservatori arrivarono
al Concilio.
L'“Accordo Vaticano-Mosca”
fissò la Ostpolitik, “la politica dell'Est”, quale punto di riferimento
della diplomazia vaticana, influenzando le relazioni della Santa Sede
con il mondo intero. In cambio del silenzio davanti al male, al Concilio
sarebbe stata accordata la presenza di agenti del KGB, rappresentanti
di una chiesa fantoccio sotto il controllo del Cremlino. Laddove un
tempo c'era stata l'irremovibile condanna papale del comunismo, ci sarebbero
stati ora il dialogo e i negoziati con le forze dell'ateismo mondiale.
La richiesta
canonica scritta, debitamente presentata, di circa 450 Padri del Concilio,
che il comunismo fosse messo all'ordine del giorno del Concilio andò,
in un modo o l'altro, “perduta” nell'apparato burocratico conciliare.
Durante il Concilio, il Cardinale Tisserant si alzò ad azzittire
qualsiasi Padre Conciliare che venisse a parlare di comunismo, dicendo
che era un argomento vietato. Un piano umano di diplomazia era venuto
a scontrarsi con i divini imperativi di Fatima. Circa 16 anni più
tardi Padre Nicholas Gruner e l'Apostolato sarebbero scesi nell'arena
del conflitto. Non fu così per la Blue Army.
Nelle materie
dell'Intesa tra il Vaticano e Mosca, la Blue Army sembrò quasi
fin troppo condiscendente, troppo ansiosa di attenersi alla linea del
partito. Il suo nuovo senso del compromesso, il suo accattivarsi il
favore della Segreteria di Stato le guadagnò il soprannome di
“Bl'Army” e un frammento del muro di Berlino — conservato sotto vetro
verso la fine della spianata del santuario di Fatima — fu chiamato la
“pietra della Bl'Army”.
Da principio
Padre Gruner, il Soul e la direzione della Blue Army erano
andati d'accordo egregiamente. Un esempio di questa collaborazione nei
primi anni '80 lo dimostra chiaramente: per anni il Consiglio Internazionale
della Blue Army aveva notato la frammentazione del suo corpo direttivo
in vari paesi, tra cui il Canada. John Haffert scrisse nel periodico
Soul: “Dapprima abbiamo attribuito la frammentazione canadese
alle differenze franco-inglesi. Ma guardando indietro a trenta anni
di esperienza, emergono molti altri fattori ...”
Nel gennaio
del 1980 il signor Setz-Degan, il segretario internazionale, invitò
Padre Gruner alla riunione della Blue Army a Roma per aiutare il Consiglio
Internazionale a risolvere i problemi esistenti in Canada. Padre Leoni,
il presidente della Blue Army a Montreal, non poté essere presente,
ma Padre Nick Gruner c'era. Alla richiesta della sua opinione su Padre
Leoni, fattagli dal vice-presidente della Blue Army, Monsignor Galamba,
Padre Gruner ricorda di aver risposto: “È una brava persona.”
A posteriori,
sembra ora che ciò che stava veramente alla base dello sforzo
di unificare i vari gruppi della Blue Army in Canada era il desiderio
di portare ogni apostolato di Fatima sotto l'influenza, se
non il controllo, della Blue Army, che a sua volta sarebbe stata controllata
dall'alto attraverso il Cardinale Segretario di Stato del Vaticano.
L'istinto di
Padre Gruner era quello di aiutare il tentativo di creare in Canada
un apostolato di Fatima unito. Come riferì John Haffert nel Soul,
“Padre Gruner ... fece un rapporto completo dei suoi incontri con vari
leader canadesi.” (Resi possibili dai suoi viaggi attraverso il Canada
con la Vergine Pellegrina ...).3
I dirigenti
del Consiglio decisero che “fosse data a Padre Peter Leoni, presidente
della Sezione Francese di Montreal, piena autorità per riunire
le varie fazioni in Canada e organizzare un'unica Commissione Esecutiva
Nazionale ...” con l'aiuto di Padre Gruner, “che la provata devozione,
la disponibilità per un impegno a tempo pieno, e la capacità
di parlare inglese, francese e italiano rendevano una scelta ideale.”
I leader canadesi
provenienti da Montreal, Toronto e Ottawa si misero d'accordo per incontrarsi
il 17 gennaio 1981, nella canonica della cattedrale di Santa Maria,
a Kingston, a metà strada da tutte le città di provenienza,
sotto la presidenza di Padre Leoni. Uno dei dirigenti canadesi, il signor
Wally Stafford, si rifiutò di andare, sostenendo che era già
il presidente della Blue Army in Canada.
Fu formato un
Esecutivo Nazionale della Blue Army in Canada con un pieno mandato per
dar vita a un centro nazionale, pubblicare un proprio periodico, chiedere
il riconoscimento a tutti i centri della Blue Army nel Canada di lingua
inglese e stabilire per il momento Toronto quale Centro Nazionale della
Blue Army in Canada, con Padre Gruner scelto quale presidente del Comitato
Esecutivo Nazionale nel Canada di lingua inglese.
Nel luglio del
1981 la Blue Army si riunì nella sua sede centrale a Fatima per
eleggere i dirigenti della sua organizzazione internazionale. Benché
la riunione fosse stata programmata da tempo, ebbe luogo nel clima traumatico
che era seguito all'attentato al Papa.
In quel periodo
Padre Gruner, con un segretario, era occupato a tempo pieno nell'Apostolato,
operando da un ufficio piccolo e angusto al piano terra di un monastero
di Ottawa. Prima di questa riunione, Padre Leoni (presidente della Blue
Army a Montreal), dopo una visita al Pro-Nunzio, Monsignor Palmas, a
Ottawa, andò a trovare Padre Gruner e insistette in maniera amichevole
che lo accompagnasse a Fatima, offrendogli uno dei due voti concessi
ai delegati canadesi quell'anno.
Padre Gruner
non era preparato per affrontare un viaggio a Fatima proprio in quel
momento, al punto di non avere nemmeno un passaporto in regola. Leoni,
tuttavia, insistette, offrendosi di pagargli le spese del viaggio, incluso
l'albergo. Padre Gruner sulle prime non capì l'importanza della
cosa, ma un amico sacerdote, Padre Victor Soroka, gli consigliò
di andare.
Nessuno dei
due avrebbe potuto sognare che il lungo braccio del culto del medaglione
si stava stendendo già davanti a loro, fino a Fatima. All'insaputa
di Padre Gruner, Padre Leoni portava nelle tasche una lettera connessa
indirettamente, tramite i suoi autori, al culto del medaglione, un manifesto
dalla penna velenosa di ex volontari scontenti.
Sarebbe stata
un'estate di confusione e di crisi. Sembrava che i progressi che Padre
Gruner stava facendo nel servire la causa di Fatima stessero suscitando
opposizioni senza nome e senza volto. Giusto prima di partire per la
riunione di Fatima, venne informato da un sacerdote che serviva presso
la diocesi di Avellino, dove egli stesso era incardinato, che girava
la voce che lui, Padre Gruner, stesse per essere sospeso.
Ancora una volta,
come ormai sembrava abituale, i nemici di Fatima si stavano assicurando
che la sua attenzione fosse divisa in un momento cruciale della storia
dell'Apostolato.
Padre Leone
e Padre Gruner viaggiarono insieme in aereo da Montreal, atterrando
prima alle Azzorre e proseguendo poi fino a Fatima. Seduti vicino, parlarono
per circa dieci ore durante tutto il volo. Tuttavia quello di cui non
si parlò fu che recentemente si era tenuta una riunione da cui
Padre Gruner era stato escluso, dietro l'insistenza di John Haffert,
nel corso della quale, decisioni prese durante la riunione di gennaio,
a Kingston, erano state rovesciate.
Il lunedì,
a Fatima, Padre Leoni si alzò per annunciare non soltanto a nome
proprio, ma anche a nome di Padre Gruner, certi presunti cambiamenti
rispetto alla riunione di gennaio a Kingston. Ascoltando Padre Leoni,
Padre Gruner capì che il viaggio a Fatima aveva lo scopo di costringerlo
ad acconsentire a questi cambiamenti non autorizzati.
Padre Leoni
aveva anche un'altra carta in mano. Nel caso che Padre Nicholas Gruner
fosse stato nominato come candidato, per qualsiasi posizione,
durante le elezioni, Padre Leoni era venuto già preparato. Aveva
in tasca il colpo di grazia per qualsiasi progetto del genere.
A un certo punto, presolo da parte, Padre Leoni informò Padre
Gruner che aveva con sé una lettera, ricevuta in Canada, che
conteneva accuse mosse da alcune persone scontente a Ottawa. Padre Gruner
e Padre Soroka avevano già risposto personalmente a queste calunnie
mandate a Padre Leoni alcuni mesi prima. Padre Leoni allora si era dichiarato
soddisfatto, ma ora si preparava a servirsi della lettera come di un'arma
di ricatto architettata per costringere Padre Gruner a conformarsi ai
suoi ordini. Un'azione di retroguardia, e telefonate senza tregua al
Pro-Nunzio da parte degli oppositori di Padre Gruner appartenenti all'Esercito
Bianco a Ottawa, avevano portato la bruttura delle manovre politiche
di Ottawa a Fatima. ‘La lettera’ dichiarò Leoni ‘sarà
rivelata, se necessario.’ Più tardi gli autori della lettera
querelarono Padre Gruner anche se tutt'e tre poi ritirarono le querele.
Quella della
‘lettera’è una manovra ben conosciuta da chiunque abbia
provato a dar vita a un apostolato al servizio della Chiesa. Pii opportunisti,
lettere anonime diffamatorie, il telefono sono la nemesi di più
di un'organizzazione di volontari. Questa ‘lettera’ era stata
fatta circolare con la meticolosità tipica degli autori di lettere
diffamatorie, che ne inviarono copia persino al Nunzio a Ottawa.
Padre Gruner
fu costretto ad assumere di nuovo un ruolo a lui familiare, quello di
misurare e pesare le procedure delle elezioni, come ai tempi del seminario
a Roma molti anni prima. Erano presenti alcuni illustri veterani della
Guerra Fredda. Uno dei personaggi più notevoli, il vescovo Costantine
Luna, era stato prigioniero dei Cinesi Rossi nel 1951. Lo stesso Padre
Peter Leoni era stato in una prigione comunista in Russia nel 1955.
Ma, malgrado la loro storia personale, entrambi, dalla loro posizione
di forza nella Blue Army, appoggiavano l'Accordo tra il Vaticano e Mosca,
stipulato nella riunione del 1962 tra Nikodim e Tisserant.
Quando si venne
alle elezioni, furono fatti tre nomi per la posizione di presidente:
Oscar Luigi Scalfaro (il futuro Presidente della Repubblica Italiana),
l'irlandese Padre John Power, e il Vescovo Luna. In quello che sembrò
palesemente un aperto tentativo per controllare e dirigere i voti, circa
venti e più delegati, a cui era stato garantito un voto, ne furono
privati quando Setz-Degan e John Haffert annunciarono che la votazione
sarebbe stata limitata ad un voto per nazione e non due. Setz-Degan,
in quanto segretario internazionale, aveva promesso formalmente per
iscritto sei mesi prima, nel gennaio 1981, quando aveva indetto ufficialmente
la riunione, che ci sarebbero stati due voti per ogni paese.4
Di fronte a
questa evidente infrazione, Padre Gruner espresse un'obiezione legale
su basi costituzionali, parlando in inglese, francese ed italiano.
“La decisione
unilaterale di togliere il voto a metà dei delegati era completamente
illegale, anche se era appoggiata dalla maggioranza di quelli che
mantenevano il loro voto. Io non avrei sprecato il mio tempo se avessi
saputo che Haffert e i suoi compagni avrebbero cambiato le regole
della procedura e delle elezioni secondo il loro comodo e senza alcun
riguardo per la legge, la giustizia e la carità.
“Un delegato
dal Brasile, che era un avvocato, parlando con quelli vicino a lui
disse chiaro e tondo: ‘Questo è un circo’. Lo incitai
a parlare francamente a tutti i delegati ma egli rifiutò. Più
tardi fu eletto come membro del consiglio d'amministrazione internazionale.
“Durante questa
manipolazione della Blue Army, e dei livelli più alti del suo
corpo dirigente, che asseriva di essere l'unico apostolato di Fatima
approvato dal Vaticano, emerse che malgrado la sua fondazione nel
1947, essa ancora nel 1981 non aveva una costituzione ratificata dal
Vaticano.
“Così,
non sentendosi legata dalle sue stesse regole e non avendo nessuno
che sorvegliasse le sue procedure, la Blue Army continuava a cambiare
le regole secondo il comodo di coloro che ne erano membri, chiaramente
timorosi delle regole democratiche che essi pur così orgogliosamente
proclamavano.
“L'elezione
dei dirigenti e dei direttori ebbe luogo. Invece di fare una sola
votazione generale, ogni posizione fu nominata e votata separatamente.
Non passò molto tempo prima che Setz-Degan tentasse di perpetrare
una nuova frode.
“La costituzione
richiedeva assolutamente che ci fosse una chiara maggioranza di voti
nella prima votazione. Con i 50 voti originariamente promessi, la
maggioranza sarebbe stata di 26. Anche con un totale di 25 voti, dopo
l'eliminazione di metà dei voti operata da Setz-Degan, rimaneva
pur sempre necessaria una maggioranza di 13 voti. Nonostante tutte
queste manovre, il Vescovo Luna ottenne ancora solo 12 voti, l'irlandese
Padre John Power e Oscar Luigi Scalfaro insieme ebbero 13 voti. A
dispetto di ciò, ignorando totalmente la loro stessa costituzione,
Setz-Degan dichiarò che il Vescovo Luna era stato eletto.”
Fu a questo
punto che Padre Gruner si sentì in dovere di parlare ancora una
volta. Anche se ora non si aspettava più che capissero o seguissero
le regole fondamentali di procedura o le leggi, dato che avevano dimostrato
una mancanza desolante di comprensione e di rispetto per tutto questo
fin dal suo primo intervento.
Disse di nuovo,
in inglese, francese ed italiano: “Non mi importa di quello che fate
ma, nel caso che foste interessati, voi state infrangendo le stesse
regole che asserite essere la vostra guida, la vostra costituzione
richiede una maggioranza assoluta nella prima votazione.”
“Allora Setz-Degan
disse: ‘Siamo tutti amici qui, non facciamo un'altra votazione, dispensiamoci
dalle formalità. Dichiariamo il Vescovo Luna eletto’.
“Ovviamente
Setz-Degan e il suoi intimo amico, John Haffert, volevano che Luna
fosse il nuovo presidente internazionale.
“Ciò
era ancor più evidente perché essi avevano insistito
nel nominarlo malgrado il fatto che fosse stato reso pubblico che
il Cardinale Opilio Rossi, il Cardinale Presidente del Pontifico Consiglio
dei Laici, aveva detto formalmente ai capi della Blue Army,
‘Non vogliamo che alcun vescovo diventi Presidente Internazionale.’
Erano andati palesemente contro quest'ordine, mentre al contempo si
dichiaravano ubbidientissimi alla Santa Sede. Inoltre riconoscevano
che questo Consiglio aveva giurisdizione su di loro dato che, come
gruppo, cercavano un riconoscimento speciale che ancora non avevano
ottenuto.
“Malgrado
tutto ciò, non esitarono e nominarono il Vescovo Luna. John
Haffert, in pubblico, disse in francese alcuni giorni dopo al Vescovo
di Fatima che non c'erano altri candidati qualificati. Questo era
chiaramente falso visto che Oscar Luigi Scalfaro, allora deputato
del Parlamento italiano, e destinato a diventare più tardi
il Presidente dell'Italia, aveva permesso che il suo nome fosse incluso
nelle candidature.”
In risposta
all'invito di Setz-Degan di infrangere nuovamente le regole, il famoso
sacerdote spagnolo e archivista di Fatima, Padre Alonso, si alzò
e parlò apertamente e con ira controllata ma evidente. Disse
a tutti i presenti che non potevano cambiare le regole a metà
strada. Dopo che Padre Alonso ebbe parlato, essi tennero una seconda
votazione e diedero 15 voti al Vescovo Luna.
Più tardi,
fu fatto il nome dello stesso Padre Gruner per una carica di rango immediatamente
subalterno. Fu a questo punto che Padre Leoni tirò fuori la lettera
in questione, e gli disse che se fosse rimasto candidato avrebbe resa
pubblica la ‘lettera falsa’ causando abbastanza confusione da
fargli perdere la votazione.
Così
alla fine il Vescovo Luna fu eletto con la maggioranza dei voti dopo
numerose votazioni. Che egli seguisse le linee del partito, minimizzasse
le campagne internazionali di appello al Papa per la consacrazione della
Russia, non facesse nulla che turbasse le direttive provenienti dal
Segretario di Stato, fu dimostrato più avanti in una riunione,
durata un intero giorno, tra Padre Gruner e John Haffert nella primavera
del 1985. Haffert era un ammiratore dichiarato del Cardinale Tisserant,
l'architetto principale dell'Accordo tra il Vaticano e Mosca. Padre
Gruner si offrì di pubblicare un articolo positivo sul Cardinale
Tisserant nel periodico The Fatima Crusader se John Haffert
avesse a sua volta reintegrato nel periodico Soul la campagna
di petizioni per la consacrazione della Russia. Haffert rispose, “Non
posso. Luna non me lo permette.”
Forse che la
Blue Army in quel momento era stata a tal punto sovvertita dalla Segreteria
di Stato da aver perso la sua indipendenza? Non c'era modo di dimostrarlo.
Padre Gruner, però, per protesta si dimise dall'organizzazione.
Nel 1986, il
Presidente della divisione della Blue Army di Cleveland in Ohio si dimise
anch egli in seguito alle manovre illegali messe in atto per impedire
al Consiglio Nazionale della Blue Army di discutere la consacrazione
della Russia e decidere di promuoverla. Egli disse, “È evidentissimo
che la Blue Army è controllata da alcune persone arroccate in
posizioni di forza e non è governata secondo la sua costituzione.”
Altri fatti che si accompagnavano a questo continuarono a far sorgere
sospetti in tal senso.
Il tentativo
di costringere al silenzio Padre Gruner con l'espediente della lettera-in-tasca,
senza dubbio, come in altri momenti nella storia della Chiesa, aveva
fatto fuggire in cerca di riparo altri sacerdoti, e li aveva azzittiti
per sempre. Il tentativo era un esercizio di arroganza del vecchio potere
— potere corrotto dall'eccessiva durata del suo dominio — che si rivelava
nelle tattiche stanche di uomini che non erano abituati a essere sfidati.
Ritennero che un altro oppositore dell'Intesa tra il Vaticano e Mosca
fosse stato eliminato. Ma era troppo presumere.
§
Roma, agosto
1981. Qualche giorno dopo la riunione della Blue Army, Padre Gruner
era nella Città Eterna, dove lo aveva preceduto una lettera di
appello inviata per mezzo di Padre John Magee, allora segretario privato
del Papa. La lettera era rivolta a Giovanni Paolo II, a cui fu letta
in ospedale al principio dell'estate del 1981.
Prima che giungesse
la lettera di Padre Gruner, Sua Santità era già venuto
a sapere di più su Fatima. Immediatamente dopo che il colpo dell'assassino
era echeggiato in piazza San Pietro il 13 maggio 1981, Papa Giovanni
Paolo II si era fatto portare il Segreto di Fatima e lo aveva letto.5
Le gravose esigenze dei termini della Consacrazione della Russia che
apparentemente avrebbero salvaguardato dalle conseguenze del Terzo Segreto
gli furono presentate in dettaglio a quell'epoca.6
Come spiega
l'Abbé Caillon, capo della Blue Army in Francia: “La questione
della consacrazione della Russia da farsi ad opera del Papa insieme
ai vescovi è regolata da due testi scritti da Lucia molto tempo
fa. Il primo testo importante recita: ‘Il Buon Dio promette di mettere
fine alla persecuzione in Russia se il Santo Padre si degna di fare,
ed ordina che sia fatto da tutti i vescovi del mondo Cattolico, un atto
pubblico e solenne di riparazione e di consacrazione della Russia ai
Santissimi Cuori di Gesù e Maria e se, in cambio della fine di
questa persecuzione, Sua Santità promette di approvare e raccomandare
la pratica della devozione di riparazione (i Primi Cinque Sabati).’
“Lucia consegnò
questo testo al suo confessore, il gesuita portoghese Padre Gonçalves
il 29 maggio 1930. Dato che Padre Gonçalves poneva ulteriori
domande, Lucia gli diede un altro testo, due settimane dopo, il 12 giugno
1930, dello stesso tenore. Quanto al Vescovo di Leiria, Monsignor da
Silva, egli decise di scrivere a Pio XI nel marzo del 1937, riportando
esattamente quello che ella aveva detto. Questo testo perciò
è al di sopra di ogni dubbio.”
Padre Caillon
continua:
“Ricordiamoci
che tra il 1929 e il 1939, Stalin era all'apogeo della sua crudeltà.
Tutti i Russi che si incontravano a Parigi o altrove, a quel tempo,
parlavano tutti nello stesso modo, dicendo in effetti: ‘Lenin fu responsabile
di venti milioni di morti in sette anni; Stalin è stato responsabile
di 46 milioni di morti in 29 anni: cioè un totale di 66 milioni
di cadaveri. Lenin perciò è peggio di Stalin.’
“Pio XI era
stato perciò informato nel 1937 del dovere di effettuare la consacrazione
collegiale della Russia. Non lo fece. Abbiamo avuto decine di milioni
di morti.
“Nel maggio
del 1936, nel corso di una comunicazione privata, Lucia chiese a Nostro
Signore perché non convertisse la Russia senza queste due condizioni
così difficili: che la Russia fosse l'unico oggetto della consacrazione;
e che questa consacrazione dovesse essere fatta da tutti i vescovi del
mondo, nello stesso giorno, da ogni vescovo nella sua cattedrale in
una solenne cerimonia pubblica.
“Nostro Salvatore
rispose: ‘Perché desidero che tutta la Mia Chiesa riconosca questa
consacrazione come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria, in modo,
poi, da estendere e mettere a fianco della devozione al Mio Sacro Cuore,
la devozione a questo Cuore Immacolato.’
“Lucia rispose:
‘Ma, mio Dio, il Santo Padre non mi crederà se Tu non lo muovi
con una speciale ispirazione.’
“Cristo rispose:
‘Il Santo Padre! Prega molto per il Santo Padre. Lui la farà,
ma sarà tardi! Tuttavia il Cuore Immacolato di Maria salverà
la Russia. Essa (la Russia) Le (a Maria) è stata affidata’.”7
È stato
riferito ampiamente che Papa Giovanni Paolo II abbia pianto leggendo
queste righe poco dopo l'attentato alla sua vita.
Il Papa, proprio
nei giorni in cui Padre Gruner aveva presentato la lettera a Monsignor
Magee, era ritornato all'ospedale Gemelli per ulteriori accertamenti
dopo essere stato inizialmente dimesso. Come Monsignor Magee testimoniò
più tardi, egli lesse al Papa il contenuto delle 15 pagine della
lettera di Padre Gruner. La lettera descriveva a grandi linee la minaccia
di “sospensione” di cui Padre Gruner era stato oggetto e il fatto che
non era stato commesso alcun crimine e c'erano solo accusatori anonimi.
La pressione esercitata contro di lui veniva da vescovi senza nome di
vario rango che erano contro la Nostra Signora di Fatima. La lettera
di Padre Gruner si concludeva con la promessa di correggere qualsiasi
errore avesse potuto commettere, ma ricordava altresì che egli
non avrebbe potuto smettere di diffondere la verità solo perché
era sottoposto a pressioni politiche.8 La lettera fu inviata
dal Papa al Segretario di Stato che la mandò alla Congregazione
per il Clero.
Padre Gruner
poi si recò alla Congregazione per sapere, di persona, perché
egli fosse tormentato. A quel tempo, Monsignor Usai era funzionario
incaricato della pratica. Disse a Padre Gruner che non era la Congregazione
a voler intervenire, che, invero, la Congregazione non era affatto interessata
alla faccenda, ma che il Pro-Nunzio per il Canada aveva parlato di lui
a quattr'occhi con il capo della Congregazione stessa, il Cardinale
Oddi. Monsignor Palmas, a quanto pareva, aveva detto al Cardinale Oddi
che nessun vescovo canadese voleva Padre Gruner. (Fatti precedenti e
susseguenti dimostrarono che l'asserzione di Monsignor Palmas era falsa.)
Monsignor Palmas aveva perciò insistito energicamente che Padre
Gruner fosse fatto ritornare in Italia.9
Padre Gruner
immediatamente cercò il suo vescovo, Monsignor Pasquale Venezia,
che lo aveva incardinato ad Avellino. Il Vescovo chiarì anch'egli
che era il Pro-Nunzio, Monsignor Palmas, (e per estensione il Segretario
di Stato) che stava interferendo nei suoi sforzi di trovare un vescovo
bendisposto.10
Quando Padre
Gruner chiese al Vescovo Venezia di stipulare un contratto con lui,
Padre Gruner, e un altro vescovo benevolente, per un periodo di cinque
anni, disse che non poteva farlo. “Il Nunzio” (vale a dire Monsignor
Palmas) “non me lo lascerebbe fare.”
Padre Gruner
ritornò a Roma per parlare con il terzo in comando nella Congregazione
del Clero, il Sottosegretario, Monsignor Guglielmo Zannoni. Monsignor
Zannoni gli disse: “Il Pro-Nunzio non può proibire al Suo vescovo
di stipulare un contratto con lei e un altro vescovo: non sono affari
suoi. È una cosa strettamente tra lei e i due vescovi interessati.”11
Malgrado questo,
la pressione esercitata da Monsignor Palmas sul Vescovo di Avellino
continuò, con il risultato che dal 1981 al 1989, Padre Gruner
non riuscì a trovare, un vescovo benevolente che lo incardinasse.12
Ma, per la maggior parte del tempo, egli ottenne facoltà da vescovi
locali per predicare e ascoltare confessioni.13
Note:
1. Vedi la corrispondenza tra Padre Gruner
e l'Arcivescovo Palmas.
2. Hamish Fraser, Fatal Star
[Stella Fatale], Neuman Press, Long Prairie, 1986, p.159.
3. Vedi: “New Hope For the Fatima Apostolate
in Canada” [Una nuova speranza per l'Apostolato di Fatima in Canada]
in The Fatima Crusader, n°6, Natale 1980, pp.13-15.
4. Vedi la lettera di invito ai delegati
con la firma originale ufficialmente apposta da Albert Setz-Degan, Segretario
Internazionale della Blue Army, datata 31 gennaio 1981, spedita da Basilea,
Svizzera.
5. Frère François de Marie
des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph [Fatima: tragedia e
trionfo], prima edizione, p.153.
6. Ibid.
7. Frère François de Marie
des Anges, Fatima: The Only Way to World Peace [Fatima: l'unica
via che condurrà alla pace nel mondo], p.91.
8. La lettera di Padre Gruner a Papa Giovanni
Paolo II del giugno 1981 fa parte dell'archivio dei documenti personali
di Padre Gruner.
9. Padre Nicholas Gruner, “Father Nicholas
Gruner's Letter to Cardinal Innocenti” [La lettera di Padre Nicholas
Gruner al Cardinale Innocenti] in The Fatima Crusader, n°29,
sett.-nov. 1989, p.35.
10. Padre Nicholas Gruner, “Canonical Recourse
to The Sacred Congregation for the Clergy” in The Fatima Crusader,
n°53, estate 1996, p.23.
11. “Fr. Gruner's Letter to Cardinal Innocenti”
in The Fatima Crusader, n°29, sett.-nov. 1989, p.35.
12. Ibid.
13. La concessione scritta delle facoltà
dell' Arcidiocesi di Ottawa, di quella di St. Catharines, e di altre
ancora che risalgono a diversi momenti degli anni '70 e degli anni '80
fanno parte dell'archivio dei documenti personali di Padre Nicholas
Gruner. Nello stesso archivio sono contenute le facoltà concesse
negli anni '90.