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Capitolo 7

Prima che il comunismo cambiasse nome

       Per Padre Nicholas Gruner l'autorità morale della Chiesa Cattolica attraverso il mondo era stata tragicamente neutralizzata dalla disastrosa Intesa del 1962 tra il Vaticano e Mosca. L'Accordo, stipulato a Metz nel 1962 tra il Cardinale Eugène Tisserant, in rappresentanza del Vaticano su esplicita designazione di Papa Giovanni XXIII, e il Metropolita Nikodim della Chiesa Russo-Ortodossa, aprì la via ai rappresentanti Russo-Ortodossi per avere un posto di osservatori al Concilio Vaticano II, grazie al rispetto della condizione posta dai Russo-Ortodossi, che non ci fosse alcuna condanna del comunismo durante il Concilio,1 tale condanna essendo considerata da Nikodim, il fantoccio del KGB, alla stregua di una condanna dello stesso popolo russo.

       Padre Gruner studia approfonditamente il fallimento abissale di questo accordo per proteggere la Chiesa nei paesi dell'Est, o quella del mondo, dovunque il comunismo sia al potere: “Nessun elemento della Chiesa Cattolica, esistente nel territorio sotto il controllo comunista, gode di una libertà compararabile a qualsiasi parte dell'Occidente. Le persecuzioni non sono scomparse. I sacerdoti Cattolici sono regolarmente trattenuti con la forza da agenti comunisti semplicemente perché sono sacerdoti Cattolici; Cattolici laici leali sono oggetto di discriminazione perché praticano la loro fede Cattolica, e non riescono a ottenere né il lavoro né il salario che spetta loro; la Chiesa possiede scarsa libertà nel nominare i propri vescovi. Tutto questo nelle nazioni che hanno negoziato con il Vaticano.

       “I comunisti in queste nazioni hanno momentaneamente attenuato un po' la furia contro la Chiesa che avevano dimostrato durante l'epoca staliniana. Questo apparente alleggerimento delle persecuzioni in alcuni paesi è stato largito in cambio di qualche concessione estremamente significativa del Vaticano.

       “Ma nei paesi dominati dal comunismo che non si sono dimostrati disponibili a negoziare con il Vaticano, la persecuzione dei Cattolici continua spietata e implacabile quanto quella che esisteva sotto Stalin. In Albania, Cina, Corea del Nord e Vietnam, la Chiesa Cattolica soffre persecuzioni aperte, sfacciate e feroci.”

       A ciò Padre Gruner dà una precisa e indiscutibile spiegazione: la Consacrazione della Russia rimane ancora da farsi.

       In anni recenti, è stato detto tanto sulla ‘Consacrazione della Russia’, da così tanti punti di vista, così spesso, con tale passione e con tale futilità, che la gente a malapena ascolta quando viene menzionata. La controversia sulla sua forma e sulla sua sostanza ha diviso la Chiesa e acceso guerre intestine. Il grado di fastidio dimostrato qualora venga menzionata, rappresenta un grande trionfo per le forze avverse ad essa. Ma, in realtà, nei primi anni '80, molte persone non ne avevano nemmeno mai sentito parlare. Fu in gran parte grazie agli sforzi di Padre Gruner che fu portata all'attenzione del mondo.2

       Malgrado la familiarità della sua terminologia, la copiosa retorica pro e contro, è necessario presentare, qui, i dettagli dei ‘requisiti’ della consacrazione. La necessità di questo chiarimento mette in luce un fatto molto trascurato nella carriera di Padre Gruner, vale a dire che i suoi nemici preferiscono mostrarlo isolato, solo nelle sue opinioni, e perciò da ignorarsi. Ma Padre Gruner è tutt'altro che solo. Le sue convinzioni sul Messaggio di Fatima e sulla consacrazione sono completamente confermate e rafforzate dai nomi più rispettati e noti di tutto l'ambiente di Fatima. Per esempio, per assicurarsi dell'esattezza che la Nostra Signora merita, uno deve solo riferirsi alla testimonianza, all'osservazione approfondita e alla ricerca di due dei suoi servi più rispettati, l'Abbé Caillon della Blue Army in Francia e Padre Joaquin Maria Alonso, per molti anni l'archivista ufficiale di Fatima.

       Esattamente un anno dopo l'attentato contro la sua vita, Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, nel santuario di Fatima, consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria. Suor Lucia stessa era presente. Il periodico Soul, il giornale ufficiale della Blue Army negli Stati Uniti, riferì che finalmente la consacrazione della Russia era stata completata secondo i requisiti. Certo il Papa non sarebbe venuto a Fatima per non eseguire i dettami della Vergine. Ma l'Abbé Caillon mostra perché l'atto del 13 maggio 1982 in effetti non soddisfece le richieste del Cielo.

       Egli inizia ricordando gli eventi che culminarono con la visita del Papa al santuario il 13 maggio 1982.

       “Elemento n.1: nel marzo 1982, Papa Giovanni Paolo II volle sapere esattamente quello che doveva fare in occasione del suo pellegrinaggio a Fatima.”3

       Per questa ragione un inviato speciale del Papa, il Nunzio di Lisbona, l'Arcivescovo Santo Portalupe, fu inviato a Coimbra.

       “La storica intervista che ebbe luogo durante il pomeriggio di domenica 21 marzo 1982, durò due ore. Da una parte della grata c'era Lucia, dall'altra c'erano il Nunzio di Lisbona, il Vescovo di Leiria, Cosme do Amaral, e il dottor Francis Lacerda.”4 Quando fu suggerito dal Vescovo Amaral che la consacrazione che il Papa aveva già effettuato, era proprio quella richiesta da Nostra Signora, Suor Lucia, pur non dicendo una parola, scosse il dito avanti e indietro, mostrando chiaramente che no, non era stato fatta nel modo giusto.

       Poi Suor Lucia mise in chiaro ciò che si richiedeva: quando le fu domandato che cosa esattamente dovesse fare il Papa, Lucia spiegò che “il Papa deve scegliere una data per la quale ordinare ai vescovi di tutto il mondo di organizzare un Atto di Riparazione pubblico e solenne e di consacrazione della Russia ai Santissimi Cuori di Gesù e Maria, ognuno nella sua cattedrale e contemporaneamente all'atto di consacrazione effettuato dal Papa.”5

       Malgrado il coinvolgimento ad alto livello di uomini selezionati dal Papa per ascoltare queste parole dalla suora visionaria “... nel testo che fu mandato al Santo Padre per corriere diplomatico, non fu specificato che tutti i vescovi dovevano, ognuno nella sua cattedrale, e nello stesso giorno del Papa, organizzare una solenne cerimonia pubblica di consacrazione della Russia.”6

       Perché il messaggio preciso non fu riferito al Santo Padre? Il 21 marzo 1982, quando l'inviato del Papa, Arcivescovo Sante Portalupi andò con il Vescovo Amaral e il dottor Francis Lacerda a trovare Suor Lucia, Giovanni Paolo II sapeva che Nostra Signora di Fatima gli aveva salvato la vita. Attraverso Portalupi chiedeva: ‘Che cosa vuole Nostra Signora che io faccia?’

       Padre Gruner nel riferire le cause della mancata informazione, disse: “Dopo la visita, l'Arcivescovo Sante Portalupi mandò il suo messaggio al Vaticano. Ma, il Vescovo Amaral intervenne per impedire che il messaggio completo fosse inviato nel corriere diplomatico papale, e che la richiesta che ordinava ai vescovi di unirsi a lui non fosse inclusa.” Infatti l'Abbé Caillon, nel novembre del 1985, a Roma, disse a Padre Gruner, di punto in bianco, che il Vescovo Amaral aveva detto a Portalupi di non inserire nel messaggio diretto al Papa alcun riferimento al fatto che i vescovi dovevano unirsi al Papa nel suo atto di consacrazione.

       “Nel 1952 lo stesso tipo di interferenza fece sì che Papa Pio XII fosse inesattamente informato. Nel 1952, Papa Pio menzionò la Russia in modo specifico, la sola volta che un Papa lo avesse mai fatto.

       “Ciò che mancò allora era la contemporanea presenza dei vescovi. Nel 1982, Suor Lucia specificò che dovevano esserci i vescovi, che doveva avvenire nello stesso giorno, alla stessa ora, o tutto a Roma o a Tuy o in qualsiasi altra luogo volessero, tutti insieme in una sola località o ognuno nella propria diocesi, nella propria cattedrale, e che lo si facesse alla medesima ora del giorno.”

       L'Abbé Caillon riprende di nuovo la sua storia dopo la consacrazione del 13 maggio fatta da Giovanni Paolo II nel santuario di Fatima: “Nei giorni che seguirono il 13 maggio 1982, un sostenitore, rappresentante brasiliano della Blue Army, si presentò a mezzogiorno al Carmelo di Fatima (dove la settatacinquenne Lucia che aveva viaggiato fino a lì per l'evento Papale, si stava ancora riposando, prima di ritornare al Carmelo di Coimbra), cercando di essere ricevuto da Lucia per sapere esattamente cosa pensare dell'atto di consacrazione... effettuato quel giorno.

       “Povera Lucia, non avendo il permesso di parlare delle cose essenziali riguardanti la materia, non poté che limitarsi a fare osservazioni banali che suonavano incoraggianti, tranquillizzanti e piene di speranza. Ma il sostenitore brasiliano credette di dedurre da queste osservazioni la possibilità di trasmettere al mondo una dichiarazione basata su quello che lei aveva detto. E infatti, il suo testo fu riprodotto dappertutto, sviando le opinioni in ogni luogo.”7

       Di conseguenza diverse fonti cominciarono a riportare che la consacrazione del 13 maggio 1982 adempiva la richiesta di Nostra Signora per quanto riguardava la Consacrazione collegiale della Russia al Suo Cuore Immacolato, e ciò, malgrado il fatto che lo stesso Papa diceva altrimenti: nella Bolla del 6 gennaio 1983, annunciando l'Anno Santo, il Papa sembrò prendere lo spunto da quanto Lucia aveva detto al Nunzio di Lisbona la domenica 21 marzo 1982. Chiaramente il Papa stava facendo piani per il futuro:

       “Una cerimonia speciale di preghiera e penitenza potrebbe essere celebrata dai vescovi del mondo intero nelle loro rispettive cattedrali nello stesso giorno, o in una data immediatamente prossima, in modo che dopo la solenne inaugurazione del Giubileo, l'intero episcopato dei cinque continenti con il clero e i fedeli possano manifestare la loro unione con il successore di Pietro.”8

       Ma egli non fece ancora alcun gesto per ordinare ai vescovi di farlo. Il Santo Padre disse solo ‘potrebbe essere’.

       Padre Gruner ricorda quell'anno, il 1982, come uno in cui la consacrazione gli si rivelò nella sua piena importanza: “Quando sentii per la prima volta nel 1980, a Toronto, che la consacrazione della Russia avrebbe portato la pace al mondo, pensai, che fosse troppo semplice. Non è adeguata. E tutte queste altre cose, allora, che si devono fare? Così, più o meno accantonai la cosa.”

       Nell'estate del 1982, John Haffert contribuì ancora di più alla confusione del pubblico in generale facendo uscire sul periodico della Blue Army, Soul, una presunta intervista di Suor Lucia, condotta da un anonimo intervistatore ‘non identificato’, secondo cui la consacrazione era stata fatta.

       “Circa un mese dopo lessi i commenti di Hamish Fraser sull'affermazione del periodico Soul: John Haffert, diceva, aveva fatto una grande opera nel promuovere Nostra Signora di Fatima fino ad allora, ma tutto il bene che Haffert aveva fatto precedentemente era superato dal male fatto pubblicando come vera questa falsa affermazione. Hamish dichiarò che Haffert aveva capito tutto male. Ma come aveva fatto a capire tutto male?”

       Padre Gruner conosceva Hamish dal 1969 e John Haffert da quando si erano incontrati a Roma nel 1971-72. Egli pubblicò entrambi i loro articoli nella stessa edizione del Fatima Crusader.9 Il pezzo di John Haffert costituì l'unica volta in cui il Crusader recò un articolo che dichiarava la Consacrazione avvenuta. Da quel momento in poi, la questione della Consacrazione rimase sempre il punto centrale dell'apostolato di Padre Gruner.

       Da una voce molto rispettata a Roma, venne una completa confutazione delle affermazioni della Blue Army. Padre Joseph de Sainte-Marie era un professore di teologia sacra al Theresianum. Era stato lui a preparare il discorso pronunciato da Giovanni Paolo II a Fatima nel corso della sua visita nel 1982. Padre Sainte-Marie trattò delle dichiarazioni ingannevoli in una lettera inviata a Hamish Fraser il 16 gennaio 1983.

       “Deploro profondamente tutte queste dichiarazioni più o meno autorizzate fatte dopo la visita a Fatima del Papa lo scorso 13 maggio. Fino ad adesso, hanno solo dato origine a confusione di mente, ad una divisione dei cuori e ad una dissipazione di forze ...

       “È perciò necessario limitarsi esclusivamente alle dichiarazioni della Beata Vergine ... Sono conosciute, e relativamente alla materia di cui stiamo discutendo al momento, la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, le due principali sono le seguenti:

       13 luglio 1917: ‘Per prevenire ciò (guerra, fame, persecuzione della Chiesa e persecuzione del Santo Padre), io vengo a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, e la Comunione di Riparazione nei Primi Sabati ... Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre consacrerà la Russia a Me; essa si convertirà e un certo periodo di pace sarà concesso al mondo.’

       13 giugno 1929: ‘Per Dio è giunto il momento di chiedere al Santo Padre di fare, insieme a tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, promettendo di salvarla per mezzo di essa’.

       “Il 19 maggio 1982, al suo ritorno da Fatima, nel corso di un'udienza generale, il Papa dichiarò: ‘Ho cercato di fare tutto il possibile nelle concrete circostanze per mettere in evidenza l'unità collegiale del Vescovo di Roma con tutti i suoi fratelli nel ministero episcopale e nel servizio nel mondo.’10

       “Leggendo questo,” continua Padre Caillon, “osservammo che, curiosamente, il Papa non aveva fatto alcuna allusione alla necessità di procedere alla consacrazione della Russia secondo quanto prescritto dalla Beata Vergine Maria, sia nel 1917 che nel 1929, e riferito da Lucia. Ma non potevamo immaginare che il 13 maggio 1982 il Papa non sapesse già ciò che noi sappiamo chiaramente e che è saputo da quei milioni di Cattolici comuni che sono abbastanza al corrente della storia di Fatima. Possiamo ancor meno capacitarci che dopo aver fatto indagini, il Papa fosse così male informato ... Inoltre sappiamo che il Papa doveva incontrare Lucia il 12 maggio. Ne fu impedito da un ritardo nello svolgimento del programma. Lucia poté parlare al Papa solo prima della cerimonia del 13 maggio. Il colloquio durò 30 minuti. Nessuno sa quello che fu detto, ma ormai i discorsi del Papa erano stati stampati. Sarebbe stato difficile cambiare alcunché.”

       L'Abbé Caillon riprende il racconto dalla primavera dell'anno seguente.

       “Un secondo colloquio ebbe luogo. L'Arcivescovo Portalupi fece un'altra visita a Suor Lucia. (Questa volta il Vescovo Amaral fu escluso, molto probabilmente perché era responsabile del fatto che la sua versione del messaggio del 1982 mandata al Papa fosse incompleta. Fu sostituito invece da un prete, Padre Messias Coelho.)

       “Il Nunzio di Lisbona, accompagnato da due esperti portoghesi, ritornò a trovare Lucia nel pomeriggio del 19 marzo 1983. Questo colloquio al quale parteciparono Lucia, il Nunzio, il dottor Lacerda e Padre Messias Coelho durò 2 ore e mezza, dalle 4 alle 6 e 30 del pomeriggio.

       “Lucia aveva preparato un testo che fu letto ufficialmente e che ella commentò. La Consacrazione della Russia (chiariva) non era stata effettuata perché la Russia non era stata esplicitamente l'oggetto della consacrazione e perché ciascun Vescovo non aveva organizzato una cerimonia pubblica e solenne a tal fine nella sua cattedrale.

       “Il testo preparato da Lucia si chiudeva con queste parole: ‘la consacrazione della Russia non è stata fatta come Nostra Signora ha richiesto. Non potevo dirlo perché non ne avevo il permesso della Santa Sede’.”11

       Padre Gruner fa notare che gran parte di questa confusione continua ad esistere a tutt'oggi perché Suor Lucia non ha il permesso di parlare in pubblico. “Quando le è stato permesso di parlare, ha detto costantemente la stessa cosa — nel 1929, nel 1931, nel 1935, nel 1940, 1943, 1946, 1952 e ancora nel 1983 — sempre la stessa cosa. Il messaggio è molto chiaro, molto preciso.”

       Padre Alonso completa il quadro, dimostrando di nuovo che le condizioni della consacrazione sono esatte e ben note. Egli ha presentato i seguenti testi che sono stati composti dalla stessa Suor Lucia, in date diverse:

       13 giugno 1929 — “Il momento è arrivato in cui Dio chiede al Santo Padre di effettuare la consacrazione della Russia, insieme a tutti i vescovi del mondo.”

       29 maggio 1930 — “Se il Santo Padre si degna di fare e di ordinare che i vescovi del mondo cattolico facciano lo stesso.”

       Aprile 1937 — “... Se Sua Santità si degna ed ordina che tutti i vescovi del mondo Cattolico facciano lo stesso ...”12

§

       Ecco come stanno le cose. Nessuno può dubitare o negare le condizioni. Anche il lettore con la conoscenza più rudimentale dei fatti di Fatima può giudicare, da sé, se le consacrazioni che avvennero nel 1982 e nel 1984 avevano o no tutti questi requisiti.

       “Rendi noto a tutti i Miei Ministri” disse Nostro Signore a Lucia “che se seguiranno l'esempio del Re di Francia nel ritardare l'esecuzione del Mio ordine, ne seguiranno il destino nella disgrazia. Non è mai troppo tardi per ricorrere a Gesù e Maria.”13

       A dispetto di tutti gli specifici mezzi disponibili, di tutte le conferme richieste, e la parola del testimone vivente, Lucia, che il Cielo ha voluto lasciare su questa terra affinché controbattesse all'errore e contrastasse l'interferenza, i vescovi del mondo non hanno adempiuto alle richieste del Cielo.

       Ripetutamente, Padre Gruner ha pubblicato e trasmesso per radio e per televisione quell'avviso ai ‘ministri’ della Chiesa che il patibolo del Re di Francia si staglia all'orizzonte se essi non onorano le richieste del Cielo.

       “La parola ‘Vescovo’ in greco significa guardiano” ci rammenta Padre Gruner. “Il profeta Ezechiele, nel Vecchio Testamento fu informato sui doveri del guardiano. Dio disse ad Ezechiele: ‘Io ti ho eletto guardiano. Ora, se ti metto a fare la guardia sulla torre di guardia e tu vedi il nemico che si avvicina e non suoni l'allarme, se tu non avvisi i tuoi concittadini del pericolo che incombe su di loro, allora ti considererò, quale guardiano, personalmente responsabile della morte di qualsiasi dei tuoi concittadini’.14

       “Che cos'ha questo a che fare con l'Accordo tra il Vaticano e Mosca? Tutto. Tutti i vescovi, ciascuno ugualmente, hanno il dovere di gridare quando vedono il nemico della città di Dio che attacca la Chiesa di Dio. Il Vescovo è un guardiano: può vederli arrivare e se non avvisa i suoi concittadini, allora le morti, spirituali o anche fisiche, dei suoi concittadini, gli sono messe in conto.

       “Quello che i nostri guardiani fecero nel 1962 fu di stringere un patto, un accordo di non gridare quando vedessero arrivare il nemico. Il comunismo è intrinsecamente malvagio.” Questa è la definizione data da Pio XI come rappresentante di Cristo. “Chi ascolta voi ascolta Me”15, ha detto Cristo. “Il comunismo è intrinsicamente malvagio e nessuno che voglia salvare la civiltà cristiana può cooperare con esso in qualsiasi modo.”16 Così disse Pio XI.

       Egli disse pure, “Durante il Nostro Pontificato Noi pure abbiamo denunciato frequentemente e con insistenza urgente la moda corrente dell'ateismo che sta crescendo in maniera allarmante. Nel 1924, quando la Nostra missione di soccorso ritornò dall'Unione Sovietica, condannammo il comunismo in una allocuzione speciale che rivolgemmo a tutto il mondo ... fino ad ora il Papato ha continuato fedelmente a proteggere il santuario della religione cristiana, e ha richiamato l'attenzione pubblica sui pericoli del comunismo, più frequentemente e più effettivamente di qualsiasi altra autorità pubblica della terra.”17

       Nel 1937, egli disse che era suo dovere di lanciare di nuovo il grido. Se era dovere di Pio XI lanciare di nuovo il grido, come possiamo noi tollerare un accordo dal 1962 al 1997 per il quale il comunismo non è stato denunciato?

       Durante il Concilio Vaticano II, quattrocentocinquanta vescovi ottemperarono a tutte le procedure legali per inserire l'argomento del comunismo all'ordine del giorno del Concilio18, ma la petizione fu sabotata illegalmente in modo da non essere portata davanti al Concilio.19

       Proprio dall'inizio, nel 1962, fu inteso da entrambe le parti che affinché l'accordo potesse avere il suo effetto, non poteva essere rivelato, né si poteva tollerare alcuna denunzia da qualsiasi parte della Chiesa, particolarmente dai vescovi, ma anche dai sacerdoti.

       Qui, nei termini più semplici, sta la ragione degli attacchi continui contro Padre Gruner provenienti dai livelli più alti della burocrazia vaticana. Anche nei primi tempi del suo apostolato di Fatima, a sua insaputa, egli stava rompendo l'Accordo tra il Vaticano e Mosca con la sua denuncia del comunismo. Si aggiunga a questo il fatto che Padre Gruner insisteva nel portare questo messaggio ripetutamente ai vescovi e si capisce che il vaso cominciasse a traboccare.

       Padre Gruner ha scritto ai vescovi del mondo trentacinque volte e, dopo tutta quella corrispondenza, meno di venticinque vescovi hanno espressamente detto che non erano d'accordo con lui nell'unirsi al Papa per consacrare la Russia. Meno dell'uno per cento dei vescovi del mondo. A tutti gli effetti, a parte queste poche risposte negative, sembra che non ci sia opposizione al di fuori del Vaticano.

       Questo vuol dire che essi si unirebbero nella consacrazione se il Papa lo richiedesse? Padre Gruner crede di sì. La vasta maggioranza di quelli che hanno risposto, è stata positiva. Dei 1700 vescovi che hanno scritto a Padre Gruner, 1500 appoggiano sicuramente, in generale, l'iniziativa di Fatima di Padre Gruner. Sembra che qualunque opposizione ci sia, è nella stessa burocrazia vaticana. L'ovvia preoccupazione di un piccolo gruppo di burocrati nei confronti dell'apostolato di Padre Gruner suggerisce che egli sta facendo seri progressi nell'ottenere l'appoggio necessario per la vera consacrazione. Effettuare la Consacrazione della Russia, come era stata richiesta, esige chiaramente lo smantellamento dell'Accordo tra il Vaticano e Mosca. Una rottura deliberata di esso.

       Come avrebbe potuto procedere in tal senso Giovanni Paolo II, allorché nel 1981, sotto la pressione del Cardinale Casaroli, egli accettò e rinnovò l'Accordo tra il Vaticano e Mosca?20

       “Non possiamo fare una promessa di fare il male,” fa notare Padre Gruner. “Tale promessa, tale voto o giuramento, non è vincolante. Non posso fare un voto di disubbidire alla legge di Dio, né di non denunciare il male. È il mio dovere giurato. Divenendo Vescovo, divenendo Papa, uno si è assunto il compito di guardiano.

       “Perché pagare l'uomo nella torre di guardia se non suona l'allarme? Sarebbe un tradimento del sacro ufficio del Papato, del sacro ufficio di Vescovo, l'impegnarsi o il consentire a portare avanti i termini dell'accordo tra il Vaticano e Mosca. Non c'è alcun obbligo morale a vivere secondo i suoi termini. Anzi, c'è un obbligo morale di spezzarlo. Ogni sacerdote cattolico dovrebbe denunciarlo pubblicamente, non solo dicendo quanto sia terribile, ma indicando che il comunismo, come male, esiste ancora. Non possiamo fare il voto di non agire di fronte al male.”


Note:

1. Jean Madiran, “The Vatican-Moscow Agreement” [L'accordo tra il Vaticano e Mosca], in The Fatima Crusader, n°16, sett.-ott. 1984, p.5; inizialmente pubblicato da Itineraires, feb. 1984, Parigi, Francia.

2. Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, p.183.

3. Abbé Pierre Caillon, “Regarding the Consecration of Russia, Sister Lucy's Recent Authorized Statements” [La Consacrazione della Russia, le recenti dichiarazioni autorizzate di Suor Lucia], in The Fatima Crusader, n°13-14, ott.-dic. 1983, p.3; vedi anche Abbé Pierre Caillon, “Fatima May 13, 1982 What Actually Happened? Was Russia Consecrated to the Immaculate Heart of Mary?” [13 maggio 1982, Fatima, cos'è realmente accaduto? La Russia è davvero stata consacrata al Cuore Immacolato di Maria?] in The Fatima Crusader, n°16, sett.-ott. 1984, p.22; pubblicato anche in Fidelité Catholique, aprile 1983, BP 217-56402 Auray Cedex, Francia, in Stella Maris, n°170, giugno 1983, in Ephemerides Mariologicae, 1983, pp.461-462.

4. Ibid.

5. Ibid.

6. Ibid.

7. Ibid.; Vedi anche l'importante postilla su questa questione nel testo di Frère François de Marie des Anges, Tragedy and Triumph, cap.4, p.226, nota 125.

8. Abbé Pierre Caillon, op.cit.; vedi anche La Bolla Papale del 6 gennaio 1983 che annunciava l'Anno Santo.

9. John Haffert, A Reported Interview With Sister Lucy [Un'intervista con Suor Lucia]; vedi anche Hamish Fraser, “Last Minute News Flash,” in The Fatima Crusader, n°9-10, ott.-dic. 1982, pp.4, 5, 31.

10. Padre Joseph de Sainte-Marie's “Letter to Hamish Fraser” [lettera a Hamish Fraser], in The Fatima Crusader, n°13-14, ott.-dic. 1983, pp. 10-13.

11. Padre Pierre Caillon, “Sister Lucy's Recent Authorized Statements”, in The Fatima Crusader, n°13-14, ott.dic. 1983, p.3.

12. Padre Joaquin Maria Alonso S.T.D., Ph.D., Archivista ufficiale di Fatima, “Meaning of the Consecration of Russia” [Il significato della Consacrazione della Russia], in The Fatima Crusader, n°50, autunno 1995, p.13. Inizialmente pubblicato nel 1979 a Madrid, Spagna.

13. Frère François de Marie des Anges, Fatima: The Only Way to World Peace, p.78.

14. Ezechiele, 33, 1-7.

15. San Luca, 10, 16.

16. Papa Pio XI, Enciclica Divini Redemptoris, par. 58.

17. Ibid., paragrafo 5.

18. Ralph M. Wiltgen S.V.D., The Rhine Flows Into The Tiber [Il Reno scorre nel Tevere], p.274.

19. Ibid., pp. 274-275.

20. Malachi Martin, The Jesuits [Il Gesuiti], pp.85-88.

 
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