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Capitolo 9

La rete

      Nel tardo giugno del 1989 Padre Gruner ricevette una lettera molto insolita dal Cardinale Antonio Innocenti, Prefetto della Congregazione per il Clero. Era l'equivalente ecclesiastico di una lettera bomba:

       “Questa Congregazione sta seguendo da molto tempo il suo caso che suscita serie preoccupazioni da parte della Santa Sede ...”

       Caso? Quale caso? E perché la “Santa Sede” — vale a dire, certi elementi della burocrazia vaticana — era “seriamente preoccupata” a causa sua? Mentre Padre Gruner leggeva il resto dell'“intervento di Innocenti”, egli scorse un modello di azione che si sarebbe ripetuto più volte nel corso degli anni seguenti.

       La lettera non si curava di rispondere alle domande che sollevava nel lettore: non spiegava la sua stessa terminologia. Non spiegava in che cosa consistesse il “caso” di Padre Gruner, o non dava nessuna ragione per le “serie preoccupazioni” della Santa Sede. Invece il Cardinale Innocenti dichiarava semplicemente la conclusione che auspicava, aspettandosi evidentemente che Padre Gruner accondiscendesse, senza il beneficio del debito processo di Diritto Canonico: Padre Gruner doveva trovare un altro Vescovo entro il 30 di settembre o, altrimenti, ritornare ad Avellino. Naturalmente questo avrebbe significato la fine dell'Apostolato.

       Un punto elementare del Diritto Canonico venne in mente a Padre Gruner quando lesse l'“intervento Innocenti.” Il Vescovo di Avellino non aveva emesso quell'ordine, e il Cardinale Innocenti non aveva alcun diritto di emanarlo al suo posto. Un Vescovo è il capo della sua diocesi e rende conto solo al Papa, non alla Congregazione per il Clero. L'intervento era semplicemente nullo.

       Padre Gruner rispose all'intervento in una lettera che faceva notare, tra le altre cose, che un Cardinale che siede nell'ufficio di una Congregazione vaticana non ha diritto di gestire la diocesi di Avellino. Per ogni evenienza, poi, Padre Gruner mise una copia di un appello formale contro il Cardinale Innocenti nelle mani del Papa stesso, durante un'udienza generale nel gennaio dell'anno seguente. Dopodiché, l'“intervento Innocenti” svaporò. Del Cardinale Innocenti non si sentì mai più nulla nel “caso” di Padre Gruner. Padre Gruner seppe più tardi da una persona amica all'interno del Vaticano che il Cardinale Innocenti aveva dichiarato che il nome di Padre Gruner non doveva essere mai più citato in sua presenza.

       Benchè l'“Intervento Innocenti” finisse nel nulla, precorse avvenimenti successivi nel ‘caso’ di Padre Gruner. Molti di quegli avvenimenti non avrebbero avuto precedenti negli annali del Diritto Canonico, ma non sarebbero stati privi di paralleli con precedenti abusi di preti e prelati che avevano ostacolato gli esecutori dell'Ostpolitik.

       Per comprendere le vessazioni a cui molti preti vengono sottoposti oggi dalla burocrazia di quella stessa Chiesa che hanno giurato di servire fino alla morte, non dobbiamo cercare più lontano di Padre Augustine Fuentes e del Cardinale Mindzenty. È utile considerare le loro storie qui in un tentativo di valutare i sorprendenti paralleli con il caso di Padre Gruner.

       Il 26 dicembre 1957, Padre Augustine Fuentes fece una famosa intervista a Suor Lucia che venne pubblicata nel luglio del 1958, e ristampata poi in numerosi periodici in tutto il mondo.1 Un anno intero trascorse prima che qualcuno in una posizione ‘di autorità’ suggerisse che non fosse autentica. Il 2 luglio 1959, nove mesi dopo la morte di Papa Pio XII, un anonimo funzionario della Cancelleria (a tutt'oggi non identificato) pubblicò di punto in bianco nel bollettino diocesano di Coimbra che Padre Fuentes aveva mentito e aveva fabbricato l'intervista di sana pianta.2 Insinuava che Suor Lucia non aveva detto le cose che erano state riportate nell'intervista. Malgrado il fatto che lo stesso Arcivescovo di Vera Cruz, l'Arcivescovo di Padre Fuentes, e il Cardinale Primate del Messico, dichiarassero pubblicamente che Padre Fuentes era un prete onesto e buono e non si meritava le accuse che erano dirette contro di lui dall'anonimo “Notiziario”3, tuttavia il bollettino anonimo della curia di Coimbra riuscì a togliere dalla circolazione la vera dichiarazione di Suor Lucia e a far licenziare Padre Fuentes dalla posizione di Vicepostulatore per la causa di beatificazione e canonizzazione di Jacinta e Francisco.4 È interessante notare che fu sostituito dalla stessa persona che ora Frère François accusa di essere dietro le false lettere di Suor Lucia del 1989, Padre Luis Kondor.5

       Come fa notare Padre Paul Leonard: “Naturalmente ciò che fu fatto a Padre Fuentes è disonesto e ingiusto in modo evidente. Ovviamente se quel funzionario della curia di Coimbra o qualunque altra persona non ha il coraggio di sostenere le proprie parole, se non si assume nemmeno la responsabilità dei suoi propri atti ‘ufficiali’, allora chiaramente nemmeno altri dovrebbero prendere sul serio le sue parole e i suoi atti anonimi. Questo è il caso tipico di qualcuno potente che non vuole che nessuno faccia domande, muova rimproveri, esamini o passi al vaglio della legge le sue azioni, ma che vuole imporre la sua opinione, il suo giudizio e la sua decisione. In altre parole questa è l'azione di un uomo che non riconosce alcuna autorità sopra di sé, ma che impone la sua volontà sugli altri con la forza, anche quando non ha nessuna autorità di farlo. Ogni autorità degli uomini sugli uomini viene da Dio, ma Dio non dà a nessuno, né al Presidente, né al Primo Ministro, né al Papa, né al Giudice della Corte Suprema, alcuna autorità di comandare e giudicare a meno che la persona investita dell'autorità si addossi personalmente la responsabilità (perciò non in modo anonimo) per i suoi atti ufficiali compiuti in tale veste.”

       Come nota Padre Gruner: “L'intera natura della legge, che deve essere osservata se una società non vuole essere sovvertita da una società segreta, sta nel fatto che coloro che detengono l'autorità devono assumersi la pubblica responsabilità dei loro atti ufficiali. Questa impostazione è un requisito fondamentale della legge naturale.”6

       Per quanto incredibile possa parere, un tentativo analogo fu compiuto contro, nientemeno che, un Cardinale della Chiesa Cattolica Romana. Nel 1975 fu pubblicata una dichiarazione secondo cui il Cardinale Mindzenty si era dimesso come Arcivescovo di Esztergom, Primate di Ungheria. Il Cardinale rispose con un'immediata smentita, dichiarando: “Non ho dato le dimissioni e al momento non posso darle a causa di tutte le cose che accadono in Ungheria oggi, che mettono in pericolo le anime.”7 Questo era un Cardinale, uno di quelli che avevano eletto il Papa, un Principe della Chiesa, ma nemmeno ciò aveva scoraggiato certi burocrati del Vaticano dal rimuoverlo dal suo ufficio, dando al contempo l'impressione al pubblico che si era dimesso volontariamente dalla sua posizione.

       Grazie alla coraggiosa presa di posizione del Cardinale Mindzenty, la verità trionfò. Egli scrisse:

       “Il 5 febbraio 1975, venne pubblicato l'annuncio della mia rimozione dalla Sede di Esztergom. Il giorno dopo, con mio profondo dispiacere, mi trovai costretto ad emanare una rettifica per mezzo del mio ufficio:

       “Varie agenzie di stampa hanno trasmesso la decisione del Vaticano in maniera tale da suggerire che Jozsef Cardinale Mindzenty si era ritirato volontariamente. Oltre a ciò le agenzie hanno sottolineato che prima della decisione papale c'era stato un intenso scambio di lettere tra il Vaticano e il Cardinale Arcivescovo, che vive a Vienna. Alcune persone hanno perciò tratto la conclusione che un accordo relativo a questa decisione fosse stato raggiunto tra il Vaticano e il Primate ungherese. Nell'interesse della verità, il Cardinale Mindzenty ha autorizzato il suo ufficio ad emanare la seguente dichiarazione:

       Il Cardinale Mindzenty non si è dimesso dalla sua posizione di arcivescovo né dalla dignità di primate d'Ungheria. La decisione fu presa esclusivamente dalla Santa Sede.

       Dopo una meditazione lunga e coscienziosa il Cardinale ha giustificato il suo atteggiamento riguardo alla questione come segue:

       1. L'Ungheria e la Chiesa Cattolica d'Ungheria non sono libere.

       2. La direzione delle diocesi ungheresi è nelle mani di un'amministrazione della chiesa edificata e controllata dal regime comunista.

       3. Non un solo arcivescovo o amministratore apostolico è in una posizione tale da cambiare la composizione o il funzionamento dell'amministrazione ecclesiastica sopra citata.

       4. Il regime decide chi debba occupare le posizioni ecclesiastiche e per quanto tempo. Oltre a ciò, il regime decide anche i nomi di coloro che i vescovi sono autorizzati a consacrare come preti.

       5. La libertà di coscienza e di religione garantita dalla Costituzione è, in pratica, soppressa. L'educazione religiosa “facoltativa” è stata bandita dalle scuole nelle città e nei maggiori centri. In questo momento la lotta per l'educazione religiosa facoltativa nelle scuole continua nei centri minori. I giovani, contrariamente al volere dei genitori, vengono educati esclusivamente in uno spirito ateo. I credenti subiscono discriminazioni in molti settori della vita quotidiana. Ancor solo di recente gli insegnanti religiosi sono stati messi davanti alla scelta tra la loro professione e la loro religione.

       6. La nomina di vescovi o amministratori apostolici, senza che si eliminino gli abusi di cui sopra, non risolve i problemi della Chiesa ungherese. L'insediamento di ‘Sacerdoti di Pace’ in posizioni ecclesiastiche importanti hanno minato la fiducia di sacerdoti e laici cattolici leali nella più alta amministrazione della Chiesa. In queste gravi circostanze il Cardinale Mindzenty non può abbandonare il proprio posto.

       Questa è la via che ho percorso fino in fondo e questa è la ragione per la quale sono arrivato all'esilio completo e totale.”8

       Padre Marcel Nault, riflettendo su queste esperienze di Padre Fuentes e del Cardinale Mindzenty, disse:

       “Negli Atti degli Apostoli, capitolo 20 (versetti 28-31), San Paolo mette in guardia i vescovi che, nel loro stesso novero, sorgeranno uomini perversi che attireranno dietro di loro i fedeli. E li incita a stare attenti e a non essere ingannati. San Giuda, al verso 4 della sua Epistola, dice che infiltrati penetreranno nella Chiesa. Nell'Apocalisse possiamo leggere del falso agnello con due corna. Questo falso agnello rappresenta i vescovi malvagi. Le due corna simboleggiano le due punte sulla mitra di quei vescovi che, pur avendo l'apparenza degli agnelli, sono in realtà falsi.9 Infatti, come abbiamo appreso dalla ricerca minuziosa di Frère Michel, il Terzo Segreto si riferisce chiaramente alla responsabilità di molti membri della gerarchia per lo stato presente di apostasia nel seno alla Chiesa Cattolica odierna.10 E, come abbiamo potuto constatare, questa infiltrazione della gerarchia è stata predetta nelle Sacre Scritture.

       “Perciò sembra che sia qui il terribile ‘fardello’ del Terzo Segreto, vale a dire l'infiltrazione negli alti livelli della gerarchia e la loro complicità nell'apostasia che sta infuriando per tutto il mondo cristiano. Questo spiegherebbe perché alcuni membri dell'alta gerarchia sembrano sforzarsi così tanto per screditare preti come Padre Gruner. In poche parole, se Padre Gruner riesce a portare all'attenzione dei fedeli Cattolici l'esistenza di questi falsi agnelli e dei loro piani, in modo che i fedeli siano capaci di proteggere se stessi dai falsi profeti, e se dovesse riuscire poi a far rivelare il Terzo Segreto, allora, naturalmente, il loro gioco sarebbe scoperto e tutti i Cattolici si solleverebbero per difendersi da questi intrusi.

       “Questi falsi pastori cercheranno sicuramente di fare qualsiasi cosa per proteggersi dallo smascheramento che porterebbe alla rivelazione del Terzo Segreto.”

       La stessa Suor Lucia era stata azzittita fin dal 1960. Avrebbero cercato di ridurre al silenzio Padre Gruner? Essi sapevano certamente che non era vincolato da obbedienza a tacere sull'Accordo Vaticano-Roma. Il pretesto che “Padre Gruner deve ubbidire ai nostri comandi” non aveva funzionato nell'intervento Innocenti. Ma c'erano altro modi per liberarsi di un prete scomodo. I casi di Padre Fuentes e del Cardinale Mindzenty lo rendevano chiaro.

       Il caso di Padre Gruner e quello del Cardinale Mindzenty si sarebbero rivelati incredibilmente simili, anche se Padre Gruner rifuggirebbe da qualsiasi confronto con il grande prelato. Dallo stile della trappola che fu loro tesa, al tipo di isolamento subito e all'intensità della loro resistenza ad esso, questi due casi erano destinati a illustrare quello che Padre Paul Leonard chiama “il decadimento della leadership morale nella burocrazia della Chiesa Cattolica di questo secolo.”

       Per cinque volte il grande Sant'Atanasio fu esiliato dalla sua diocesi per volontà della Conferenza Episcopale Egiziana. Visse almeno 17 anni in esilio. Fu persino scomunicato da Papa Liberio, che finì con l'essere il primo Papa della Chiesa Primitiva a non essere canonizzato. Atanasio continuò a predicare ed a ordinare sacerdoti malgrado la “scomunica”.

       Un altro Santo, San Giovanni Gualberto, andò dai burocrati a Roma e si lamentò con loro dell'Arcivescovo di Firenze, che si era spinto fino a corrompere con il denaro certi burocrati per farsi nominare Vescovo. I burocrati del Vaticano non vollero ascoltarlo. Così San Giovanni Gualberto portò il suo caso davanti al popolo, e Dio fece un miracolo pubblico, su richiesta del Santo, per provare che quello che diceva era vero. Il popolo scacciò dalla città i vescovi corrotti. La lezione di tutto questo è che Dio vuole che i preti si rivolgano al popolo per proteggere la Chiesa quando i funzionari del Vaticano non prestano attenzione. I sacerdoti di “prima linea” debbono chiamare a raccolta i fedeli cattolici in questo periodo di grande confusione e di inganno. Debbono andare verso il popolo perché divenga consapevole di quello che può fare per resistere e superare la crisi.

       Naturalmente, c'è anche nelle Sacre Scritture l'esempio di San Pietro rimproverato da San Paolo affinché protegga la Fede e la Chiesa. I Santi e i Dottori della Chiesa concordano tutti sul fatto che San Paolo aveva assolutamente ragione.

       Quali forze segrete sostengono un sacerdote quando la burocrazia della Chiesa per cui egli ha offerto la sua vita cerca di cancellare il bene che ha fatto, di prevenire il bene che il suo ricordo potrà fare in futuro, e di estirpare dai documenti qualsiasi traccia della parte avuta da essa medesima, la burocrazia, nell'impresa? Solo il Cielo lo sa.

       È un fatto triste e spesso trascurato della storia della Chiesa Conciliare che i due vescovi “scomunicati” per la loro difesa della Messa antica di secoli, l'Arcivescovo Lefebvre e il Vescovo de Castro Meyer, erano anche le voci più forti, nel Gruppo Internazionale di Vescovi, che si erano alzate ad opporre la politica segretissima del Vaticano II nei riguardi del comunismo.11 Non può essere una semplice coincidenza.

       Uno scontro tra Padre Gruner e i burocrati era inevitabile. Considerata la confusione deliberatamente provocata dalle forze anti-Fatima sulla questione della consacrazione, Padre Gruner si era rivolto direttamente all'episcopato mondiale nel Fatima Crusader, numero dopo numero, negli ultimi anni '80 e all'inizio degli anni '90. I titoli stampati mandati senza tregua per il mondo ebbero un effetto molto più duraturo di quello che un programma televisivo o radiofonico avrebbe potuto ottenere. Le statistiche dimostrano che la stampa viene vista otto volte più di qualsiasi altra forma di espressione dei media. I titoli degli articoli sul Fatima Crusader continuavano a ribadire il pericolo incombente: “Lucia costretta al silenzio”, “Egli (il Papa) lo farà ma sarà tardi”, “Fatelo sapere ai Miei ministri”, “Lo seguiranno (il Re di Francia) nella disgrazia”.

       Molti predissero che i burocrati del Vaticano avrebbero intensificato l'attacco e avrebbero agito per costringere al silenzio Padre Gruner, per mettere in sordina la sua insistenza che la Consacrazione dovesse esser fatta, per impedirgli di rendere pubblica la sua intuizione ben fondata di chi fosse direttamente responsabile di quest'inadempienza e, soprattutto, per rendere impossibile per sempre, sia a lui che a qualsiasi altro, di obbedire al comando di Gesù di “Fatelo sapere ai Miei ministri”.

       A quelli che avrebbero potuto obiettare che fosse presuntuoso da parte di Padre Gruner impegnarsi a ubbidire al comando “Fatelo sapere ai Miei ministri”, la risposta dovrebbe essere stata evidente.

       In primo luogo l'ordine dato da Nostro Signore a Suor Lucia era rivolto a tutti i ministri della Chiesa, incluso Padre Gruner. Che scopo avrebbe avuto fare sapere il messaggio a tutti i sacri ministri della Chiesa, se non dovevano predicarlo?

       In secondo luogo, come poteva il messaggio essere predicato efficacemente senza includere i vescovi, i cui doveri pressanti di capi delle loro diocesi avrebbero potuto precludere uno studio del messaggio in tutte le sue implicazioni?

       Terzo, come poteva ognuno dei sacri ministri tacere davanti all'ordine di Nostro Signore, solo perché alcuni burocrati del Vaticano avevano creduto bene di non parlare più della conversione della Russia quale unico mezzo per evitare l'annientamento di innumerevoli nazioni?

       E ancora, se questi burocrati vaticani avevano intrapreso una campagna globale per seppellire il messaggio di Fatima, non avevano i ministri a cui era stato ordinato dal Nostro Signore di predicarlo, il sacro dovere di intraprendere una campagna contraria per mantenere vivo il messaggio?

       I burocrati anti-Fatima nel Vaticano avevano un lavoro proprio adatto a loro. Distruggere l'Apostolato di Fatima di Padre Gruner era il loro obiettivo. Ma questo significava mettere a tacere il suo programma televisivo settimanale, diffuso in tutto il continente, le sue trasmissioni radiofoniche giornaliere e il periodico The Fatima Crusader di cui era l'editore. Eliminare tutto questo era un'impresa formidabile. Una soluzione più semplice del “problema Gruner” sarebbe stata quella di togliere dalla scena quel prete che diceva quello che pensava, con un semplice colpo maestro. La tattica scelta nell'estate del 1989 anticipava un susseguente sforzo più elaborato: i burocrati avrebbero fatto a Padre Gruner un'offerta che egli non poteva rifiutare. Gli sarebbe stato offerto un nuovo Vescovo in Canada a condizione del suo silenzio!

       Questo piano avrebbe coinvolto il Segretario di Stato, Cardinale Casaroli, la partecipazione attiva del Nunzio del Canada, Arcivescovo Palmas, il Cardinale Innocenti della Congregazione per il Clero e l'attuale Vescovo di Avellino, il cui predecessore aveva ordinato Padre Gruner e gli aveva dato il permesso scritto di risiedere fuori della sua diocesi. Nella campagna doveva essere coinvolto anche Monsignor Fulton, Vescovo di St. Catharines, nell'Ontario in Canada, nella cui diocesi l'Apostolato della Vergine Pellegrina aveva sede. Per qualche anno, Monsignor Fulton aveva accolto l'Apostolato, prima accordando il suo permesso di trasferire la sede centrale nella sua diocesi e poi lasciandolo semplicemente in pace. Adesso, il Vescovo stava per diventare una pedina in un gioco che egli non aveva cominciato.

       Il 9 agosto 1989 una lettera di Monsignor Fulton arrivò all'indirizzo del Centro di Fatima a Fort Erie.

       “Ho appena ricevuto dei documenti dall'attuale Vescovo di Avellino, Sua Eccellenza Gerardo Pierro” diceva la lettera, “nei quali egli solleva la questione della sua possibile incardinazione nella diocesi di St. Catharines ...

       “Per quanto riguarda l'incardinazione, io richiederei ... la Sua promessa di obbedienza completa a me come Vescovo e che Lei accettasse un impiego secondo il mio ordine, il che Le renderebbe necessario di lasciare l'attuale apostolato che Lei ha scelto per Sé.”12

       Papa Giovanni Paolo II ha detto “Il Messaggio di Fatima è adesso più rilevante ed urgente che mai. È rivolto ad ogni essere umano ... Il Messaggio di Fatima impone un obbligo alla Chiesa”.13 Ovviamente non è una cosa facoltativa né i sacerdoti possono fare un voto di silenzio su di esso. Sembra dunque che, così come l'Accordo Vaticano-Mosca immoralmente ed illegalmente, ma pur tuttavia de facto, impone il silenzio a preti, vescovi e Cardinali, ora volevano esercitare una pressione su Padre Gruner affinché egli pure facesse il suo patto personale di silenzio nei riguardi dell'intero Messaggio di Fatima. L'offerta di incardinazione veniva con una clausola restrittiva: “prometti di tacere su Fatima e su tutto quello che esso comporta”.

       Era chiarissimo, come un lampo durante un tramonto canadese: ti sopporteremo se stai zitto! Ma un tale accordo sarebbe stato immorale. Come poteva un qualsiasi prete in tutta coscienza acconsentire al silenzio circa una rivelazione pubblica che gli ultimi cinque Papi hanno pubblicamente promosso? Come poteva un qualsiasi prete semplicemente ignorare l'ordine di Nostro Signore medesimo: “Fallo sapere ai Miei ministri.” E perché questo patto del silenzio non era richiesto a Padre Fox? Sembra che il messaggio di Fatima diffuso da Padre Fox fosse stato “modificato”.

       Della replica all'offerta si incaricò, per conto di Padre Gruner, una delle penne più affilate e precise del mondo cattolico, Padre Paul Leonard.

       “Sarebbe la cosa più facile del mondo per Padre Gruner quella di soccombere alle macchinazioni dei burocrati del Vaticano e abbandonare l'apostolato che ha portato avanti per più di dieci anni. [E ora, nel 2000, per più di venti anni].

       “Come sarebbe facile abbandonare Fatima per assumere la più comoda vita di curato di una piccola città, guadagnando di più e lavorando di meno.14

       “Tuttavia, è canonicamente illegale per le autorità della Chiesa tentare, in questo modo, di costringere al silenzio un prete per non fargli adempiere alla sua funzione sacerdotale di predicare la verità. Nelle Sacre Scritture, San Paolo dice al Vescovo, San Timoteo, di imporre il silenzio ai pastori falsi che si allontanano dagli insegnamenti della Chiesa e in tal modo dissipano la Fede. (1 Tim. 1:3-7) È ora che quei sacerdoti e laici, che sono fedeli al Magistero della Chiesa, della Madonna di Fatima offrano resistenza contro l'abuso di autorità per mezzo di cui coloro che ricoprono cariche ecclesiastiche tollerano e permettono che la Fede sia dispersa, distrutta e cancellata dal cuore degli uomini da preti modernisti, mentre essi cercano illegalmente di imporre il silenzio a quelli che rimangono incrollabilmente conformi al Vangelo di Cristo, al Magistero della Chiesa e al Messaggio approvato dal Pontefice.

       “La pressione esercitata dal Cardinale Innocenti (l'ingerenza del luglio 1989) non tocca solo Padre Gruner come singolo individuo, ma va in realtà contro l'apostolato del Fatima Crusader, contro il programma radiofonico Heaven's Peace Plan [Il Piano del Cielo per la Pace] e il programma televisivo FATIMA: “The Moment Has Come” [Fatima: È giunto il momento]. Tutti mettono in luce la necessità della consacrazione.”15

       Come Padre Gruner aveva fatto notare nella sua risposta all'ingerenza illegale del Cardinale Innocenti, non aveva alcun bisogno di ottenere un nuovo ordinario in Canada:

       “Ci sono molti preti che lavorano in Canada che non sono incardinati qui, e questo non sembra suscitare ‘alcuna seria preoccupazione da parte della Santa Sede’. Il Diritto Canonico non richiede che tutti i sacerdoti siano incardinati nella diocesi dove risiedono, e perciò, vorrei sapere qual è la ragione per questo requisito extra-legale ...16

       “Se il Segretario di Stato e alcuni vescovi non sono contenti della mia attività nel promuovere il Messaggio della Madonna di Fatima, l'onere della prova ricade su di loro per dimostrare qualsiasi infrazione da parte mia. Ho inviato il mio periodico a tutti i vescovi del mondo per anni. Ho mandato il mio libro World Enslavement or Peace, It's Up To The Pope [Schiavitù mondiale o Pace, sta al Papa] a tutti i vescovi del mondo. Nessun Vescovo, Cardinale, o funzionario della Santa Sede ha mai suggerito che ci sia qualcosa di dottrinalmente sbagliato in qualunque cosa io abbia mai pubblicato.

       “È per impedirci col silenzio di denunciare l'Accordo Vaticano-Mosca che lei ci infligge illegalmente questa ingiustizia.”17 Il Cardinale Innocenti non rispose mai a questi argomenti: infatti erano inconfutabili.

       La stessa Suor Lucia ci dà la chiave per capire le persecuzioni di sacerdoti fedeli mentre lupi modernisti in vesti di pastori vagano liberamente: “Il demonio ha voglia di ingaggiare battaglia contro la Beata Vergine. E il demonio conosce ciò che più offende Dio e in poco tempo gli guadagna il maggior numero di anime. Per questo il demonio fa di tutto per sopraffare le anime consacrate a Dio perché così riesce a far sì che le anime dei fedeli siano abbandonate dai loro leader e divengano più facilmente sue prede.”

       Per quelli che suggeriscono ai fedeli di lasciare che le “autorità competenti” si occupino della crisi, Suor Lucia ebbe una risposta diretta: “Non dobbiamo aspettare che un appello al mondo venga da Roma, dal Santo Padre, per fare penitenza. Né dobbiamo aspettare che i vescovi nella nostra diocesi o le congregazioni religiose ci esortino a fare penitenza. No! Nostro Signore ha già usato spesso questi mezzi e il mondo non ha prestato alcuna attenzione. Questa è la ragione per cui ora è necessario che ciascuno di noi inizi a riformarsi spiritualmente. Ognuno non deve solo salvare la propria anima, ma tutte le anime che Dio ha posto sul suo cammino.”18

§

       L'intervento del Cardinale Innocenti e l'offerta di un Vescovo con la clausola del silenzio furono le prime mosse in una partita burocratica di scacchi che cominciò dopo undici anni di straordinaria crescita dell'Apostolato dal 1978, quando Padre Gruner ne divenne vicepresidente, fino al 1989, quando a Roma furono avviate, appunto, le prime mosse.

       Comprendendo l'importanza del Messaggio di Fatima, malgrado tutta la controversia, l'Apostolato di Padre Gruner non aveva mai cambiato indirizzo o rallentato l'attività durante quel periodo. Nel 1985 Padre Gruner aveva cominciato a restaurare un aspetto della cultura cattolica che stava sparendo velocemente, una missione in India, con la statua della Vergine Pellegrina di Nostra Signora di Fatima. Per il Cattolico medio, l'India rappresenta un subcontinente di non-cristiani, propenso ad espressioni ostili nei riguardi di qualsiasi invasione missionaria fin dai tempi di San Tommaso Apostolo. In realtà, il fervore per il Cattolicesimo seminato dall'Apostolo raggiunse un livello febbrile alla metà degli anni '80, sorpassando di gran lunga anche la devozione dimostrata durante le missioni nel Canada occidentale avvenute negli ultimi anni '70.

       Il 13 maggio 1985, dopo aver sistemato la statua della Vergine Pellegrina sull'altare principale eretto sopra la tomba di San Tommaso Apostolo, nella cattedrale di Madras in India, Padre Gruner si unì all'Arcivescovo di Madras, Sua Eccellenza l'Arcivescovo Rayappa Arulappa, per predicare alle moltitudini attirate dalla Sua Presenza.19

       La fede in Maria è ancora forte, bella e semplice in India. Dopo questo pellegrinaggio, Padre Gruner rifornì l'ufficio della missione dell'International Fatima Crusade [Crociata Internazionale di Fatima] a Madras, appena aperto, di centinaia di migliaia di scapolari, rosari e santini.

       Nel novembre del 1985, egli era a Roma, per dirigere il primo Simposio presso il Vaticano che si interessava in modo specifico del Messaggio di Fatima, “È il Sinodo Straordinario del 1985 l'ultima occasione per la Pace Mondiale?”. Questa importante riunione coincise con l'apertura del Sinodo Straordinario convocato dal Santo Padre. L'Apostolato ospitò membri influenti del clero e anche studiosi di Fatima come Frère Michel de la Sainte Trinité (Francia); Hamish Fraser (Scozia); l'Abbé Pierre Caillon (Francia); il professor Emilio Cristiani (Italia).

       Vi parteciparono anche due vescovi. Il primo era il Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Giacomo Beltriti, che conosceva bene la richiesta di consacrazione della Russia e che conveniva che all'epoca del simposio, il 24 novembre 1985, non fosse ancora stata fatta nel modo corretto. Nel corso del Sinodo romano dei Vescovi nell'ottobre del 1983, aveva preso la parola per domandare al Papa e ai vescovi di consacrare la Russia secondo la richiesta di Nostra Signora. Egli acconsentì ad essere un presidente onorario del Simposio. Disse a Padre Gruner che avrebbe continuato a lavorare per la consacrazione della Russia attraverso canali diplomatici all'interno della Chiesa ed incoraggiò Padre Gruner a continuare a rendere apertamente pubblica la necessità della consacrazione della Russia, come Padre Gruner stava facendo da anni.

       Il secondo Vescovo presente era Monsignor Gabriel Ganaka, Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria. Monsignor Ganaka fu molto impressionato dalla riunione e disse a Padre Gruner, che, in seguito alla presentazione, avrebbe parlato al Santo Padre della richiesta relativa alla consacrazione della Russia. Pochi giorni dopo, Monsignor Ganaka arrivò negli appartamenti del Papa per la colazione in programma con il Santo Padre e un certo numero di altri vescovi. Arrivò con qualche minuto d'anticipo e notò, su un tavolinetto nella saletta d'aspetto, un periodico che recava il titolo: “La consacrazione della Russia è già avvenuta.” Questo confuse il Vescovo che non conosceva il Messaggio di Fatima abbastanza nei particolari, e che conseguentemente ritenne “prudente” non sollevare la questione con il Papa.

       Diventò sempre più chiaro per Padre Gruner, dopo che Monsignor Ganaka gli riferì la sua esperienza, che una campagna deliberata di disinformazione stava impedendo la realizzazione della consacrazione della Russia. Semplicemente il Papa non sapeva quanti vescovi fedeli avrebbero ubbidito al suo comando se Egli lo avesse richiesto.

       In vista di un nuovo pellegrinaggio in India, il fascicolo n. 19 del Fatima Crusader aveva pubblicato una lettera di incoraggiamento, di appoggio e di preghiere da parte di Madre Teresa di Calcutta, datata 7 aprile 1986: “Possa Nostro Signore continuare a benedire i vostri sforzi pieni di zelo per diffondere la devozione al Cuore Immacolato di Maria.” Il poscritto vergato a mano, la pietra angolare del suo proprio apostolato, toccava il cuore del Pellegrinaggio in India, “Conserva la gioia di amare Gesù attraverso Maria e condividi questa gioia con tutti coloro che incontri.”

       Entro il mese di maggio del 1988, la Crociata Internazionale del Rosario di Fatima aveva esteso il programma radiofonico di Padre Gruner, cominciato nel 1987 — che già raggiungeva un numero potenziale di 200 milioni di ascoltatori, attraverso 43 stazioni radio negli Stati Uniti e in Canada — per mezzo di regolari trasmissioni radio ad onde corte in più di 40 nazioni nel resto del mondo.20

       Nell'agosto del 1988, era uscito il libro di Padre Gruner World Enslavement or Peace, It's Up To The Pope, un'analisi esauriente del Messaggio di Fatima. Diventò un testo fondamentale per gli studiosi di Fatima, preparando il terreno per la traduzione inglese dei tre volumi di Frère Michel de la Sainte Trinité, The Whole Truth About Fatima [Tutta la verità su Fatima], l'esame definitivo di Fatima che la casa editrice di Padre Gruner aveva stampato negli ultimi anni '80 e nei primi anni '90.

       La crescita esplosiva dell'Apostolato dal 1978 al 1989 aveva allarmato moltissimo il gruppo dell'alto clero anti-Fatima. Qui eravamo di fronte a un vero movimento per mantenere vivo un messaggio molto sgradito agli esecutori del nuovo ordine — un messaggio che affermava che la Russia doveva essere convertita, un messaggio che dichiarava che, chiuse in quello che era conosciuto sotto il nome di Terzo Segreto, c'erano le risposte alla crisi che si era diffusa per tutta la Chiesa dopo il Concilio Vaticano II. Chiaramente, bisognava fare qualcosa contro colui che dirigeva il movimento.

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       La pressione esercitata da vari oppositori di Padre Gruner cominciò a prendere il ritmo frenetico di una partita di guardie e ladri. Nel Soul Magazine, il portavoce della Blue Army, Monsignor Luna, dichiarò: “Il Santo Padre è turbato dalle molte lettere che gli vengono scritte chiedendo la consacrazione della Russia. L'opera di Padre Nicholas Gruner nel Fatima Crusader sta creando una confusione mondiale. Papa Pio XII compì una consacrazione della Russia; Papa Paolo VI ripeté la consacrazione quando si recò a Fatima nel 1967 per il cinquantesimo anniversario. Papa Giovanni Paolo II reiterò la consacrazione nel 1982 durante la sua visita a Fatima e di nuovo quando la statua di Nostra Signora fu portata da Fatima a piazza San Pietro a Roma nel 1984.”21

       Dopodichè cominciarono le vessazioni che sarebbero continuate per anni. Monsignor Luna scrisse una lettera al collega Monsignor Legaspi, Presidente della Conferenza Episcopale delle Filippine, verso cui era diretto il viaggio della Vergine Pellegrina di Padre Gruner. Nella lettera Monsignor Luna lamentava che così tanti membri della Blue Army ricevessero il Fatima Crusader, perché, egli disse, “la sua filosofia promuove idee contro il Santo Padre e contro la Santa Sede.”22

       Questa affermazione del Vescovo Luna non è mai stata convalidata, né avrebbe potuto esserlo, dato che non c'è assolutamente alcuna prova di mancanza di lealtà o rispetto per il Papa in nessuna delle attività o publicazioni dell'Apostolato. Tuttavia, questa lettera fu usata per uno scopo particolare nella città di Ilo Ilo, nelle Filippine. Padre Gruner era stato invitato a portare la Vergine Pellegrina nella cattedrale di Ilo Ilo. L'Arcivescovo Piamonte, basandosi sulla lettera del Vescovo Luna, informò i fedeli della sua diocesi che Padre Gruner aveva cancellato la visita e che non sarebbe arrivato con la statua.23

       Ma il pellegrinaggio giunse invece effettivamente alla cattedrale con la statua, trovandone le porte chiuse. Non c'era alcuna autorità per accogliere la Vergine Pellegrina, come era accaduto in altre otto cattedrali delle Filippine. Malgrado ciò, entrarono nella cattedrale e portarono la statua nella navata. Mentre la cattedrale era gremita per la Messa, l'Arcivescovo e il vicario erano fuori città, e i due giovani preti che erano rimasti in carica non si curarono nemmeno di prendere atto della presenza della Madonna. Il Vicario Generale si rifiutò di parlare con gli organizzatori del viaggio.24 Ma alla fine della Messa, il loro entusiasmo e la loro devozione non andarono perduti. I fedeli si affollarono intorno a Nostra Signora, rendendoLe omaggio entusiasticamente e dimostrarono il loro apprezzamento per averla tra di loro.

       Le isole Filippine sono dall'altra parte del globo rispetto a quell'isola di sapere e ispirazione dove è depositata la chiave del segreto di Fatima, una suora carmelitana in un convento di Coimbra. Eppure fu nelle Filippine che queste vessazioni ‘stile guerriglia’, da lungo tempo previste, contro l'Apostolato di Fatima di Padre Gruner, cominciarono a manifestarsi. Lo scenario stesso non poteva che spingere uno a interrogarsi su quanto sarebbe stata più facile la vita della Chiesa se solo l'ordine di silenzio emanato dalla Santa Sede fosse stato evocato e il mondo avesse potuto ascoltare la verità dalla voce di quella donna prescelta, dall'altra parte del globo.

       Nel frattempo, l'Apostolato continuò la sua iniziativa in India. Nell'ottobre del 1991, Padre Gruner aveva ricevuto una lettera calorosa da Victor Kulanday del Congresso Laico di Tutta l'India che lo esortava a ritornare nel sub-continente asiatico per incontrarsi con i vescovi e i capi della comunità cattolica laica per spiegare la pressante necessità di consacrare la Russia nel modo specificato da Nostra Signora. Molti dei 140 vescovi indiani avevano già espresso la loro disponibilità a consacrare la Russia come la Madonna aveva chiesto.

       Erano inclusi nel pellegrinaggio il progetto di incontro con due Cardinali, due arcivescovi e la speranza di incontrare ancora una volta Madre Teresa e l'altra figura leggendaria della Chiesa dei nostri giorni che aveva passato più di 60 anni tra i poveri di Bombay, Padre Maschio.25

       Secondo il Vescovo Amalnather, 200.000 persone diedero il benvenuto alla statua della Vergine Pellegrina nella cattedrale del Sacro Cuore di Tuticorin a metà novembre.26 Il 24 novembre 1991, un'edizione del Mid Day riportò anche che più di 200.000 pellegrini avevano dato il benvenuto alla statua della Vergine Pellegrina a Bombay, a molte migliaia di miglia di distanza.

       Il fervore, l'amore e la devozione per la Madre di Dio evidente nei movimenti cattolici popolari dell'India fu del tipo sconosciuto ormai da decenni nel Nord America e in Europa. Città dopo città, decine di migliaia scesero ad incontrare la Vergine Pellegrina con fiori e regali, lasciando per sempre nella mente dell'osservatore l'immagine di centinaia di migliaia di mani tese verso scapolari e rosari.

       Quanto effetto avrebbe avuto questo “Indumento di Grazia” sulla cultura Cattolica dell'India? I vescovi camminavono insieme a migliaia di fedeli del loro gregge nella processione che onorava la Vergine Pellegrina. Almeno in un'occasione, un Vescovo, dopo aver ascoltato la predica di Padre Gruner sul Messaggio della Madonna di Fatima, consacrò la sua diocesi al Cuore Immacolato di Maria.27 Un sacerdote commentò dopo che Padre Gruner ebbe parlato ad un raduno di 60.000 persone che la visita della Vergine Pellegrina aveva ravvivato la fede di centinaia di migliaia di persone.

       Padre Marcel Nault, che aveva ospitato la statua della Vergine Pellegrina nella sua parrocchia di Santo Stefano Martire a Dowling in Ontario, e che più tardi avrebbe unito le sue forze a quelle di Padre Gruner, lo accompagnò durante quel pellegrinaggio in India.

       “Nel 1991, andai con lui in India. Io non ho mai visto una tale povertà ma anche una tale modestia tra la gente. Il popolo indiano è molto pio, religioso, pacifico e veste con grande decenza.

       “Fui molto impressionato dalla straordinaria abilità di Padre Gruner di predicare per ore sul Messaggio di Fatima a milioni di persone. La sua è una meravigliosa opera santa. Egli è un vero crociato per Nostra Signora di Fatima.

       “Stetti per ore al suo fianco distribuendo Scapolari marroni”.

       Il pellegrinaggio ritornò in Canada con lo scopo di fornire nei primi mesi dell'anno seguente un milione di Scapolari e di opuscoli sugli Scapolari ai 25 milioni di Cattolici in India, e in modo particolare ai bambini Cattolici delle scuole.

       Alla fine del 1991, il movimento avviato dall'apostolato non mostrava alcun segno di difficoltà, e il suo leader aveva fino ad allora parato i pochi primi colpi delle forze burocratiche che dovevano ancora mettere in atto la loro strategia definitiva.

       Ma, in Portogallo, nel 1992, il tentativo di far deragliare l'apostolato e di screditare Padre Gruner sarebbe giunto fino al teatro dell'assurdo.


Note:

1. Vedi nell'appendice III il testo di questo colloquio di Suor Lucia con Padre Fuentes; vedi anche Frère Michel de la Sainte Trinité, vol.III, The Third Secret, pp.503-509; vedi anche Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, pp.26-32.

2. Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, p.31.

3. Frère Michel de la Sainte Trinité, vol.III, The Third Secret, p.551.

4. Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, p.31; Frère Michel de la Sainte Trinité, vol.III, The Third Secret, p.551.

5. The Catholic Counter-Reformation in the XXth Century , n°251, ott. 1992, p.4; Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, p.30; Frère Michel de la Sainte Trinité, vol.III, The Third Secret, p.551.

6. Vedi il capitolo 1 del secondo libro, intitolato “Lo scisma e il Bene Comune”.

7. Cardinale Mindszenty, Memoirs, pp.412-13.

8. Ibid.

9. Atti degli Apostoli, 20, 28-31.

10. Frère Michel de la Sainte Trinité, vol.III, The Third Secret, pp.701-702.

11. Dott. David Allen White, The Mouth Of The Lion, p.79.

12. Vescovo Fulton, “Letter to Father Gruner” [Lettera a Padre Gruner] del 9 agosto 1989, in The Fatima Crusader, n°29, sett-ott. 1989, p.40.

13. Vedi L'Osservatore Romano, 17 maggio 1982, (ed. inglese); anche in The Fatima Crusader, n°9-10, ott.-dic. 1982, pp.5-8.

14. Padre Paul Leonard, “Incardination Offered on Condition of Silence” [Un'incardinazione concessa a condizione di mantenere il silenzio], in The Fatima Crusader, n°29, sett.-nov. 1989, p.39.

15. Padre Paul Leonard, “Some Vatican Officials Attempt to Silence and Suppress Our Lady of Fatima and Father Gruner” [Alcuni funzionari del Vaticano tentano di ridurre al silenzio e di sopprimere Nostra Signora di Fatima e Padre Gruner], in The Fatima Crusader, n°29, sett.-nov. 1989, p.4.

16. Padre Nicholas Gruner, “Letter to Cardinal Innocenti,” in The Fatima Crusader, n°29, sett.-nov. 1989, pp.37-38.

17. Vedi l'appendice III di questo libro.

18. “Father Gruner in India” [Padre Gruner in India], The Fatima Crusader, n°18, ott.-dic. 1985, p.13, dida scalia.

19. The Fatima Crusader, n°39, inverno 1992 p.20, allegato.

20. “Father Gruner Speaks World-Wide on the Only Daily Radio Program Dedicated To Our Lady's Fatima Message” [Padre Gruner parla a tutto il mondo nel corso del solo programma radiofonico dedicato al Messaggio della Madonna di Fatima], in The Fatima Crusader, n°30, inverno 1989, p.34.

21. Soul Magazine, gen.-feb. 1990, p.29.

22. Padre Paul Leonard, “The Plot To Silence Our Lady Thickens,” in The Fatima Crusader, n°31-32, marzo-maggio 1990, p.5.

23. Ibid., p.5-6.

24. Ibid., p.6.

25. The Fatima Crusader, n°39, inverno 1992, p.13, allegato.

26. Ibid., p.28, allegato.

27. Ibid., p.10, allegato.

 

 
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